{"id":22167,"date":"2017-01-27T06:41:06","date_gmt":"2017-01-27T05:41:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22167"},"modified":"2017-01-27T06:44:34","modified_gmt":"2017-01-27T05:44:34","slug":"un-treno-in-corsa-contro-la-foresta-candese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22167","title":{"rendered":"Un treno in corsa contro la foresta canadese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/u7QCnv0Qpfg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22168\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22169\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Train-Snow-Trees-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Train-Snow-Trees-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Train-Snow-Trees-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Train-Snow-Trees.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il candido manto dell&#8217;inverno che ti opprime da ogni lato, mentre le rotaie si nascondono sotto la neve. I rami schiaffeggiano i lati della locomotiva, quando addirittura non si trovano distesi innanzi al suo passaggio. E il pilota assieme a loro, i testimoni della follia, che ridono, sghignazzano come un branco di jene. Quale terribile evento meteorologico ha colpito questa ferrovia, sperduta tra i recessi delle Rockies, alte montagne dell&#8217;inverno nordamericano? Nulla, niente di particolare. O di diverso dalla consuetudine della Columbia Britannica, luogo sito nel distante Settentrione canadese, dove gli influssi del clima artico lanciano strali congelanti e deleteri, mentre i venti di tempesta scendono dall&#8217;alto, per delimitare il passo ed i confini della via. Non sono del tutto sicuro che altri ferrovieri, nella stessa situazione, si sarebbero comportati in questo particolare modo: perch\u00e9 consegnare il carico in orario, o portare a destinazione i passeggeri a tutti i costi, dev&#8217;essere per costui un vero punto d&#8217;onore, o un sacro ordine dall&#8217;alto un po&#8217; come per il Tom Hanks naufrago di\u00a0Castaway, che tenne chiuso l&#8217;ultimo dei suoi pacchetti assieme al senso del dovere e l&#8217;arduo appiglio alla sua sanit\u00e0 mentale. Oppure costui vive la vita alla ricerca dell&#8217;adrenalina, la sostanza psicotropica che tutti abbiamo in circolo nel nostro corpo, senza la necessit\u00e0 di assumere costose e pericolose droghe. Fatto sta che questa corsa non si arresta, ma piuttosto accelera, ad ogni palesarsi d&#8217;ulteriori rischi veicolari. E tutti gli altri chiusi in questa mistica cabina di comando, che se non fosse per gli urti e gli impatti sembrerebbe galleggiare nell&#8217;Empireo delle possibilit\u00e0, ridono e sghignazzano, probabilmente per esorcizzare la paura. Oppure forse, perch\u00e9 tutto questo, per loro, rappresenta una semplice routine.<br \/>\nCerto, \u00e8 un video che insinua il seme del dubbio nelle nostre menti. Siamo cresciuti considerando questi giganti d&#8217;acciaio e vetro, i treni, come una sorta di delicati dinosauri provenienti dai presupposti di un&#8217;altra era. Grossi e forti, eppure limitati all&#8217;uso delle sole ferrovie. Che faticano a frenare, e non possono sterzare neppure di mezzo grado, al fine di evitare un ostacolo di qualche tipo sui binari. Negli Stati Uniti, in particolare, esiste una diffusa credenza popolare secondo cui basterebbe lo spessore di un singolo penny, disposto ad arte sui binari, per guidare le ruote ferrate fuori dagli stessi, causando un deragliamento con eventuale disastro ferroviario. Si, come no. Se cos\u00ec fosse, quanti pazzi avrebbero trovato il loro hobby in questa particolare attivit\u00e0? La legge della conservazione dell&#8217;energia ci fa comprendere come \u00e8 impossibile, semplicemente inconcepibile da un punto di vista fisico, che un oggetto di pochi grammi influenzi in qualsivoglia modo questo veicolo che pesa 200-250 tonnellate per quanto concerne la sola locomotiva. \u00a0Ma forse, un albero&#8230; Beh, volendo alzare il tiro fino a questo punto, basti dire che esistono diverse scuole di pensiero. La maggior parte delle compagnie ferroviarie, nel caso di oggetti arboricoli sui binari, prevedono una precisa e lunga procedura con fermata straordinaria del treno ed arrivo di un team specializzato (di boscaioli?) con la precisa missione di ripristinare la piena utilizzabilit\u00e0 dell&#8217;importante infrastruttura. Fare la stessa cosa nel bel mezzo di una fitta nevicata, tra le dense macchie d&#8217;alberi ed il suolo cedevole del <em>muskeg<\/em> (la palude congelata) sarebbe decisamente molto, molto pi\u00f9 complicato.<br \/>\nEcco dunque la soluzione, il prodotto di un senso pratico che esula da quello in possesso di noialtri gente comune: semplicemente procedere, come se nulla fosse, verso l&#8217;obiettivo. \u00c8 una visione vagamente surreale, perch\u00e9 ogni volta che il treno incontra un albero caduto, sembra impossibile che il macchinista non azioni almeno brevemente i suoi freni. Mentre la realt\u00e0, probabilmente, \u00e8 che farlo avrebbe un effetto anche pi\u00f9 deleterio. Proseguendo a gran velocit\u00e0, invece, l&#8217;effetto \u00e8 chiaro: ogni tronco, non importa quanto largo, viene letteralmente tagliato a met\u00e0, sezionato ai lati contrapposti dell&#8217;imprescindibile via. La corsa prosegue finch\u00e9 all&#8217;ultimo, sul finire del video, avviene qualcosa d&#8217;inaspettato: all&#8217;improvviso l&#8217;atmosfera festosa tra i presenti si placa. Qualcosa di titanico, gargantuesco, ha trovato posto sulla fila parallela dei binari: un intero ramo degno di una sequoia, o in altri termini un intero pino, si \u00e8 graziosamente sdraiato nel peggiore dei luoghi. Cala il silenzio mentre un pensiero si propaga: ce la faremo, ce la faremo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/D-8gV4DJZUw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22168\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22168\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Derailment-Test-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Derailment-Test-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Derailment-Test-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Derailment-Test.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buongiorno. Sono il tenente del Corpo Ingegneri della Seconda Armata affiliato al Comitato di Ricerca sulla Difesa Nazionale di Claiborne-Polk, proveniente dal penultimo anno della seconda guerra mondiale: 1944. Oggi giunto proprio qui in bianco e nero, innanzi a voi, per dimostrare qualcosa di probabilmente inaspettato. Ovvero, l&#8217;estrema resilienza e adattabilit\u00e0 di un comune treno a vapore. Quando siete pronti, osservate il breve film soprastante. Come potrete certamente notare, ci sono io, assieme ai miei colleghi, che mettiamo in pratica un particolare esperimento, mirato a dimostrare la complessit\u00e0 di effettuare un sabotaggio dietro le linee nemiche. Che ci volete fare, in guerra tutto \u00e8 lecito, come in amore. Intendo l&#8217;amore per i trenini elettrici, ovviamente. A-hem. Signori, per piacere. Le domande alla fine. Come in ogni applicazione del metodo scientifico che si rispetti, quel giorno ormai distante in Louisiana decidemmo di fare le cose procedendo per gradi. Perch\u00e9 \u00e8 ovvio, assolutamente scontato, che disponendo 30 Kg di plastico su una curva in montagna di una ferrovia tedesca o giapponese, si potr\u00e0 ottenere facilmente il blocco a lungo termine della stessa, con molte potenziali vittime tra il personale militare (o civile) a bordo del mezzo stesso. Ma a nessuno piace andare in giro con tanto esplosivo addosso, senza contare l&#8217;immediata fucilazione a cui si sarebbe andati incontro in caso di cattura da parte del nemico. La nostra domanda per questo, signori, era di tutt&#8217;altro tipo: &#8220;Qual&#8217;\u00e8 il minimo sforzo necessario per far deragliare un treno?&#8221; Beh, a questo punto lasciate che ve lo dica. Molto, ma molto pi\u00f9 di quanto persino noi ci aspettavamo. Perch\u00e9 una locomotiva, sostanzialmente, \u00e8 un po&#8217; come un mulo. Testarda e una volta acquisito le specifiche del suo percorso, quasi impossibile da inviare altrove. Persino distruggendo sistematicamente quanto possiede di pi\u00f9 importante al mondo, ovvero i suoi binari. Vi presento a seguire, per meglio comprenderlo, i risultati dell&#8217;esperimento compiuto in pi\u00f9 passaggi dalla stessa, condannata locomotiva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 &#8211; Nel primo caso, abbiamo disposto una piccola quantit\u00e0 di esplosivo su un lato dei binari, rimuovendone una sezione di circa 30 cm. Sostanzialmente, si tratta di un approccio soltanto lievemente pi\u00f9 aggressivo della proverbiale monetina, che molto prevedibilmente, non ha sortito alcun effetto significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 &#8211; Il foro \u00e8 stato replicato, con un pezzo di binario da 60 cm lasciato integro in mezzo ai due punti danneggiati. Di nuovo, il treno \u00e8 sembrato accorgersi appena del problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 &#8211; A questo punto, la sezione centrale \u00e8 stata rimossa, ottenendo un solo buco di quasi un metro. Di certo, penserete, sufficiente a far deragliare la locomotiva? Sbagliato. Anche se da questo punto in poi, le carrozze vuote trainate dalla stessa hanno iniziato a sobbalzare nel punto del singolo binario mancante, con un effetto certamente piuttosto preoccupante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 &#8211; Cosa fare, a questo punto? Se non replicare il danno anche sull&#8217;altro lato, sperando che ci\u00f2 fosse sufficiente a fermare il treno. Che come dovremmo tutti sapere fin tropo bene, viaggia soltanto sui binari, e senza gli stessi&#8230;Dovrebbe certamente finire fuori strada. Un altro errore: la locomotiva passa tranquillamente, le carrozze sobbalzano vistosamente ma tornano ben presto in carreggiata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 &#8211; Dato che a quanto pare, la simmetria del danno aiutava l&#8217;andamento del treno, piuttosto che ostacolarlo, si \u00e8 deciso di rendere asimmetrica la sezione dei due binari mancanti, facendoli ripartire in punti diversi. Questa particolare soluzione si dimostr\u00f2 inefficace ad incrementare il pericolo di deragliamento.<\/p>\n<p>6 &#8211; &#8220;Basta, ci siamo stancati.&#8221; Iniziavano a sussurrare alcuni degli ufficiali presenti. Fu deciso a questo punto, in una sorta di anticipazione notevole di quel programma Tv che voi moderni chiamate MythBusters, di far deragliare il treno a ogni costo. Un singolo binario, quindi, fu fatto saltare per un tratto di un metro e mezzo. Determinando, finalmente, la distanza minima necessaria ad ottenere il risultato desiderato: perch\u00e9 a questo punto la locomotiva, che comunque si sarebbe dimostrata in grado di saltare persino un simile crepaccio, fu tradita dai suoi seguaci vagoni, che in funzione dell&#8217;ultimo e pi\u00f9 terribile sobbalzo finirono per scivolare graziosamente di lato. Missione compiuta, <em>boys<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22170\" aria-describedby=\"caption-attachment-22170\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9LbkGzo47aI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22170\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22170 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tree-on-the-Track-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tree-on-the-Track-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tree-on-the-Track-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tree-on-the-Track.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22170\" class=\"wp-caption-text\">Mentre al giorno d&#8217;oggi, che noia: piuttosto che mandare a scatafascio i treni, si tenta di fare il possibile per salvarli. Di sicuro la soluzione canadese risulta pi\u00f9 rapida, ma \u00e8 pur vero che fermarsi un attimo a pensare, in determinati casi, pu\u00f2 giungere a salvare delle vite.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa vi aiuta a capire tutto questo? Fondamentalmente, che far deragliare un treno \u00e8 molto pi\u00f9 difficile del previsto. Anche se in determinate condizioni, pu\u00f2 succedere all&#8217;improvviso, tra l&#8217;assoluta impreparazione generale: \u00e8 questo, ad esempio, il caso del celebre disastro di Pomont, in Scozia, quando un intero convoglio fu fatto deragliare dal semplice urto con una mucca, scappata da una recinzione vicina. In quella tragica occasione, ben 13 persone persero la vita (oltre, ovviamente, al bovino). Non si pu\u00f2 mai scherzare sulle strade ferrate. Il che ci dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l&#8217;apparente incoscienza del ferroviere canadese proveniva in realt\u00e0 da una precisa preparazione tecnica, che gli permetteva di conoscere il rischio specifico nell&#8217;affrontare, e fare a pezzi, ciascuno dei tronchi che si trovavano sui binari. Del resto se \u00e8 vero che all&#8217;interno del logo della\u00a0Canadian Pacific Railway figura un castoro, dovr\u00e0 pur esserci una ragione!<br \/>\nGiunti al termine della fantastica scena, come dicevamo, l&#8217;ultimo dei treni si trova al cospetto della sua nemesi pi\u00f9 temuta. Un ramo,\u00a0se non un vero e proprio tronco,\u00a0pi\u00f9 grande e spaventoso di qualsiasi altro incontrato fino a quel punto. Scene apocalittiche si profilano nel pensiero degli spettatori, che rivanno con la mente all&#8217;impatto diretto con autoveicoli o camion, generalmente alla base di danni, e qualche volta conseguenze fisiche umane, anche piuttosto gravi. Ma caso vuole che il semplice legno che ostruisce il passaggi, allo stato dei fatti, non sia assolutamente nulla, rispetto alla distruzione stessa di tale passaggio, ad opera di un gruppo di soldati sul finire della seconda guerra mondiale. Mordendo ferocemente l&#8217;ostacolo, il mostro d&#8217;acciaio sembra trasformarsi nell&#8217;approssimazione di un articolato T-Rex alle prese con il diplodoco, sbranato e distrutto dal transitare della sua terribile furia. In un attimo, l&#8217;ostacolo diventa rametti, quindi inoffensiva segatura. Il sangue dei presenti, invece, resta ghiaccio nelle vene, mentre la calma che nasce dall&#8217;esperienza assume il controllo dell&#8217;intero personale in cabina. O Canada! <em>Ton front est ceint de fleurons glorieux!<\/em><br \/>\nPer fortuna, sembra che il carico di sciroppo d&#8217;acero per la festa del <em>Jour de la Conf\u00e9d\u00e9ration<\/em>\u00a0sia salvo. La finale del campionato di hockey, a questo punto, potr\u00e0 svolgersi nel modo previsto e far\u00e0 la gioia dei pi\u00f9 remoti, gelidi, esperti sudditi di Sua Maest\u00e0, la Regina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il candido manto dell&#8217;inverno che ti opprime da ogni lato, mentre le rotaie si nascondono sotto la neve. I rami schiaffeggiano i lati della locomotiva, quando addirittura non si trovano distesi innanzi al suo passaggio. E il pilota assieme a loro, i testimoni della follia, che ridono, sghignazzano come un branco di jene. Quale terribile &#8230; <a title=\"Un treno in corsa contro la foresta canadese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22167\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un treno in corsa contro la foresta canadese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,219,2241,2242,374,479,167,209,468,2243,889,1015,97,126,385],"class_list":["post-22167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-canada","tag-columbia-britannica","tag-deragliamenti","tag-disastri","tag-esperimenti","tag-ingegneria","tag-inverno","tag-neve","tag-nordamerica","tag-pericolo","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-treni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22167"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22173,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22167\/revisions\/22173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}