{"id":22107,"date":"2017-01-18T07:05:16","date_gmt":"2017-01-18T06:05:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22107"},"modified":"2017-01-18T07:06:08","modified_gmt":"2017-01-18T06:06:08","slug":"citroen-e-lenigma-dellundicesima-ruota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22107","title":{"rendered":"Citro\u00ebn e l&#8217;enigma dell&#8217;undicesima ruota"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22108#main\" rel=\"attachment wp-att-22108\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22108\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-2-500x332.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-2-500x332.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-2-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-2.jpg 1050w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;anno \u00e8 il 1972, la giornata tiepida e accogliente. Gli alberi risuonano dei cinguettii riconoscibili della campagna francese. Tutto a un tratto, le nubi sembrano convergere in presenza di un&#8217;oggetto mai visto prima, mentre\u00a0l&#8217;orizzonte si allontana verso un impossibile punto di fuga. Una possente vibrazione si trasmette sull&#8217;asfalto del Michelin Technology Center a Ladoux, sito 10 Km a nord del comune di Clermont-Ferrand, nella regione dell&#8217;Alvernia-Rodano-Alpi quando in lontananza compare&#8230; La Cosa. Un bolide arancione e giallo, largo 2 metri e mezzo, lungo 7,2, che avanza a una velocit\u00e0 di 180 Km\/h, spinto innanzi dall&#8217;energia da una forza spropositata. Se aveste la\u00a0possibilit\u00e0 di pesarlo, scoprireste infatti che sfiora agilmente\u00a0le 9,5 tonnellate, praticamente il quadruplo di Hummer multiruolo dell&#8217;Esercito Americano. Questo perch\u00e9 nulla, in esso, \u00e8 stato concepito per ridurre il peso, ma anzi il veicolo si compone in massima parte di acciaio e addirittura piombo, trasportati con facilit\u00e0 soltanto grazie a quelle 10 ruote top-di-gamma della Michelin. Raggiunta la prima curva del circuito, l&#8217;assurdo mezzo sterza non con due, bens\u00ec quattro ruote, mentre all&#8217;apparenza non sembra piegarsi neanche di pochi centimetri per l&#8217;effetto della forza centrifuga e di gravit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 affatto da meravigliarsi: le sue sospensioni sono del tipo idropneumatico, quelle inventate in gran segreto durante la seconda guerra mondiale dall&#8217;impiegato autodidatta della\u00a0Citro\u00ebn,\u00a0Paul Mag\u00e8s, all&#8217;epoca in cui la sua azienda produceva\u00a0camion intenzionalmente difettosi da spedire all&#8217;esercito di occupazione tedesco. Il che significa che sotto non ha\u00a0molle di alcun tipo, bens\u00ec una quantit\u00e0 imprecisata di ampolle globulari piene di gas nitrogeno, compresse grazie all&#8217;uso di una pompa fatta funzionare con la forza del motore. Una per ruota, come di consueto, e un&#8217;altra usata per l&#8217;azionamento dei freni. Nulla in questo veicolo \u00e8 stato fatto a risparmio, se si esclude il concetto stesso di crearlo come il mostro di Frankenstein,\u00a0unendo i pezzi di altri mezzi straordinariamente diversi tra loro. C&#8217;\u00e8 il telaio in versione allungata, e le linee anteriori un tempo aggraziate, della leggendaria Citro\u00ebn\u00a0Diesse di Bertone (la &#8220;Dea&#8221; di Francia) e ci sono i semi-assi del furgone Tipo H, dalle riconoscibili pannellature zigrinate e il metodo di costruzione a corpo unico, che massimizza lo spazio di trasporto a disposizione. Mentre altri aspetti sono solamente suoi: le griglie laterali simili alle branchie di un pesce, usate per far raffreddare i due\u00a0grandi motori 454 Chevrolet Big-Block da 200 cavalli ciascuno e lo specchietto di destra collocato avanti a lato dello strano cofano, che nessuno avrebbe mai avuto bisogno di aprire. Un bolide di un altro tempo e luogo, come un drago o un dinosauro di metallo.<br \/>\nSogni che si affollano e diventano interrogativi, attimi meditabondi alla ricerca della verit\u00e0. Trascorrono i secondi, finch\u00e9 all&#8217;improvviso, si ode il suono di una gomma che stride, come se fosse stata premuta con forza eccessiva sulla strada. Il suono aumenta e muta d&#8217;intonazione, mentre il fumo inizia a comparire attorno allo strano veicolo che all&#8217;apparenza grida tutto il suo terrore. Eppure l&#8217;autista, con calma professionale ed apparente rassegnazione, inizia ad affrontare la stretta curva, all&#8217;apparenza ormai convinto di finire fuori strada. Imposta la perfetta posizione del volante, il muso della nave segue la sua rotta designata e quindi BANG! La ruota esplode: \u00e8 la fine? Tutt&#8217;altro: la maestosa quanto bizzarra Michelin PLR (<em>Poids Lourd Rapide<\/em> &#8211; camion semi-rapido) soprannominata <em>Mille Pattes<\/em> (il Millepiedi) non sembra risentire in alcun modo del disastro. Con il riorientarsi del mezzo, mentre ricomincia il rettilineo, avete l&#8217;occasione di scrutarla da entrambi i lati. Tutte e 10 le ruote sono totalmente intatte. Di certo deve essersi trattato della vostra immaginazione dunque, se non che&#8230; C&#8217;\u00e8 un segno netto e scuro sull&#8217;asfalto della curva, con tutto l&#8217;aspetto di una tragica sgommata. L&#8217;incidente, quindi, si sar\u00e0 pur verificato, in qualche misteriosa dimensione parallela? \u00c8 l&#8217;inizio di una suspense sulla quale per stavolta, ho voglia di soprassedere: si, nel centro esatto della PLR, c&#8217;era un&#8217;altra ruota. Pi\u00f9 grande, perch\u00e9 appartenente a un&#8217;altro ambito veicolare: quello dei camion. Per capirne la ragione, sar\u00e0 meglio proseguire la lettura&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22111\" aria-describedby=\"caption-attachment-22111\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PziuQKNq1fo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22111 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-V-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-V-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-V-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-V.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22111\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;alta velocit\u00e0 che la Michelin PLR era in grado di raggiungere andava attribuita molto probabilmente al suo uso esclusivo sul circuito di prova. Difficilmente su strade reali, con il suo peso e insufficiente maneggevolezza, avrebbe potuto dare il meglio di se.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una lunga storia dietro questso sodalizio tra Michelin, maggiore compagnia produttrice di pneumatici al mondo, e l&#8217;altrettanto francese casa motoristica fondata da Andr\u00e9 Citro\u00ebn, inzialmente azienda di armamenti nata all&#8217;epoca della grande guerra, poi riconvertita sull&#8217;esempio delle leggendarie catene di montaggio dell&#8217;industriale americano Henry Ford, per agevolare anche in Europa il presupposto miracolo di un&#8217;automobile per nucleo familiare, soppiantando completamente l&#8217;antico metodo dell&#8217;addomesticazione equina. Un sogno che inizi\u00f2 sotto i migliori auspici, con il successo dell&#8217;affidabile e non eccessivamente costosa Type A, fatta seguire da alcune iniziative di marketing particolarmente coraggiose, quale l&#8217;acquisto di spazio pubblicitario sull&#8217;intera Torre Eiffel e la sponsorizzazione di tre spedizioni scientifiche in Asia, Nord America ed Africa, con la finalit\u00e0 di dimostrare l&#8217;efficienza del sistema dei cingoli gommati K\u00e9gresse. Successivamente, nel 1924 giunse l&#8217;epoca della B10, prima auto del Vecchio Continente ad essere costruita interamente in acciaio, mentre la concorrenza usava ancora carrozzerie largamente composte in legno. Ma i modelli rivali si adeguarono ben presto, riuscendo a giungere sul mercato con margini di guadagno molto migliori per la compagnia, e\u00a0Citro\u00ebn dovette ridurre notevolmente il prezzo riportando danni finanziari significativi. L&#8217;errore pi\u00f9 grande, tuttavia, sarebbe giunto nel 1934, con la costosa campagna pubblicitaria messa in moto per il nuovo modello Traction Avant, che non ebbe sul pubblico l&#8217;effetto trascinante che ci si era aspettati. E questo nonostante esso impiegasse numerose innovazioni che oggi diamo per scontante nelle auto familiari, quali una carrozzeria separata dal telaio, quattro sospensioni indipendenti e la trazione delle ruote anteriori, laddove la tendenza, fin dalla model T della Ford, era stata di produrre auto pi\u00f9 pesanti ed economiche, ma che presentavano tutta una serie di problemi di stabilit\u00e0 e durevolezza. Tuttavia, in un primo momento simili vantaggi non interessarono, n\u00e9 furono presentati adeguatamente ai francesi, che acquistarono il veicolo in quantit\u00e0 relativamente inferiore alle aspettative. Entro dicembre, l&#8217;azienda esaur\u00ec i fondi e fu costretta dichiarare bancarotta. E fu proprio allora che il principale creditore, nonch\u00e9 antico alleato aziendale\u00a0Pierre Michelin, con un lungimirante colpo di mano acquist\u00f2 la maggioranza delle azioni, diventando nei fatti proprietario di\u00a0Citro\u00ebn. L&#8217;anno dopo, il fondatore\u00a0Andr\u00e9 sarebbe morto alla non troppo veneranda et\u00e0 di 57 anni. Si era ammalato, purtroppo di cancro allo stomaco.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22113\" aria-describedby=\"caption-attachment-22113\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22113#main\" rel=\"attachment wp-att-22113\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22113 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Ds-citroen-500x375.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Ds-citroen-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Ds-citroen-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Ds-citroen.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22113\" class=\"wp-caption-text\">DS Sedan (1955-1975) e Cabriolet (1960-1971). Una caratteristica di queste macchine \u00e8 che il guidatore poteva regolare l&#8217;altezza dal suolo grazie ai controlli di bordo, che modificano la compressione del gas nitrogeno nelle ampolle delle sospensioni &#8211; <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Citro%C3%ABn#\/media\/File:2_DS_Citro%C3%ABn.jpg\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di nuovo, scoppi\u00f2 la guerra.\u00a0Pierre Michelin aveva un vice,\u00a0Pierre-Jules Boulanger, che era stato un aviatore ricognitore negli anni del &#8217;15-18 ed aveva ricevuto la Croce Militare e la Legion d&#8217;Onore. In quell&#8217;epoca, egli fu posto nel ruolo di direttore tecnico della\u00a0Citro\u00ebn, dove ebbe modo di sviluppare le sue idee innovative e quasi radicali su cosa dovesse offrire un&#8217;azienda automobilistica ai suoi clienti. Lavorando alacremente nonostante le pressioni dei nazisti per collaborare con Ferdinand Porsche, si circond\u00f2 di figure cariche d&#8217;inventiva e\u00a0visione individuale, come il gi\u00e0 citato\u00a0Paul Mag\u00e8s, ponendo le basi di quelle che sarebbero diventate le tre colonne dell&#8217;azienda nell&#8217;immediato dopoguerra: la leggendaria, economicissima 2 cavalli, il furgone Tipo H e nel 1955 la DS, Diesse o come alcuni preferivano chiamarla la Dea (significato francese della parola\u00a0<em>d\u00e9esse<\/em>) un&#8217;auto di fascia alta le cui innovative sospensioni erano talmente efficaci, da far paragonare la sua esperienza di guida a quella di viaggiare sopra un tappeto volante.<br \/>\nIl suo design molto innovativo e quasi <em>avant-garde<\/em>, per il quale era stato chiamato da Torino niente meno che il celebre\u00a0Giovanni Bertone, avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia dell&#8217;automobilismo mondiale. Ma ancor pi\u00f9 lo avrebbe fatto il sistema delle sospensioni idropneumatiche, rimasto per lungo tempo appannaggio esclusivo di\u00a0Citro\u00ebn nonostante alcune inefficaci imitazioni, dato in licenza a caro prezzo alla Rolls Royce nel 1965 per la sua Silver Shadow e rimasto in uso fino al 2015, con il tutt&#8217;ora attuale modello della C5. Soltanto di recente, \u00e8 stato determinato che sistemi pi\u00f9 moderni possano garantire un grado di affidabilit\u00e0, e soprattutto riparabilit\u00e0 superiore. Persino all&#8217;epoca del suo maggior successo infatti, erano ben pochi i meccanici dotati di attrezzatura idonea ad intervenire sulle sospensioni della Dea.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22110\" aria-describedby=\"caption-attachment-22110\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22110#main\" rel=\"attachment wp-att-22110\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22110 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-1-500x375.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-1-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michlen-PLR-1.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22110\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;aspetto meccanico del vano motore della PLR ne rende evidente la natura improntata al semplice funzionamento, piuttosto che all&#8217;estetica e alla grazia ingegneristica di contesto. Ma difficilmente questo lato sarebbe stato mostrato durante le conferenze stampa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tornare finalmente al soggetto principale della nostra digressione,\u00a0Citro\u00ebn e Michelin continuarono a lavorare assieme ancora per molti anni, attraverso le alterne fortune della prima e il trionfo continuativo, pressoch\u00e9 ininterrotto della seconda. Nel 1972 quindi, la Michelin pose ai migliori progettisti a disposizione della casa francese un quesito preciso e alquanto problematico, sopratutto dal punto di vista logistico: come sarebbe stato possibile, allo scopo di accaparrarsi una nuova fetta di mercato, testare su strada in condizioni reali degli pneumatici da camion, senza che la loro eventuale rottura portasse a situazioni di pericolo per il pilota? Le cronache purtroppo non riportano chi fosse stato il responsabile, ed attraverso quale processo mentale si fosse giunti alla soluzione dell&#8217;inusitata Millepiedi, bench\u00e9 sappiamo molto del suo successo. L&#8217;automobile, un pezzo assolutamente unico, era stata dipinta inizialmente di bianco, ma la percezione immediata che potesse costituire una significativa curiosit\u00e0, in grado di aiutare l&#8217;immagine di entrambe le compagnie coinvolte, convinse l&#8217;allora direttore del centro di\u00a0Ladoux a farla ritinteggiare sulla pi\u00f9 vivace armonia di arancione-giallo, affinch\u00e9 figurasse meglio nei video promozionali (come quello riportato poco pi\u00f9 sopra) e sulle pagine dei giornali. I sofisticati dinamometri dei nostri giorni, dopotutto, ancora non esistevano e non c&#8217;era una singola azienda in tutto il mondo a poter vantare un sistema di prova tecnica sofisticato e realistico quanto\u00a0quello di Michelin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=22109#main\" rel=\"attachment wp-att-22109\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22109\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-3-500x151.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-3-500x151.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-3-768x231.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Michelin-PLR-3.jpg 797w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><br \/>\nOggi l&#8217;unica PLR mai realizzata, perenne ricordo di quanto possa variare l&#8217;opera dei progettisti automobilistici, \u00e8 custodita con massima cura nel museo aziendale\u00a0L&#8217;Aventure Michelin, presso il comune di\u00a0Clermont-Ferrand. Chiunque lo desideri, o ne senta il bisogno, pu\u00f2 quindi recarsi ad ammirare coi propri occhi quella che potrebbe costituire la pi\u00f9 strana automobile mai costruita da una grande compagnia, che potrebbe entrare a pieno titolo in un film di fantascienza post-apocalittico, o per essere pi\u00f9 specifici, nell&#8217;ultimo inseguimento della serie Mad Max. Eppure riesce straordinariamente difficile, immaginare una dimensione alternativa in cui simili mostruosit\u00e0 potessero\u00a0trovare dei presupposti per venire prodotti in serie. Forse tra le sabbie del pianeta Venere, in mezzo a nubi di vapore velenifero e canyon abitati da mostruosi squali sotterranaei&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_22112\" aria-describedby=\"caption-attachment-22112\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nmo_dkNZIHM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22112 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tyre-Force-Test-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tyre-Force-Test-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tyre-Force-Test-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Tyre-Force-Test.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22112\" class=\"wp-caption-text\">Spinta gi\u00f9 dal pistone, la ruota subisce le dure prove necessarie a guadagnarsi il sigillo di qualit\u00e0. Ma senza una macchina attorno, essa non possiede una prospettiva d&#8217;insieme. Cos\u00ec soffrendo e continuando a girare, accumula un profondo rancore verso l&#8217;intera umanit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anno \u00e8 il 1972, la giornata tiepida e accogliente. Gli alberi risuonano dei cinguettii riconoscibili della campagna francese. Tutto a un tratto, le nubi sembrano convergere in presenza di un&#8217;oggetto mai visto prima, mentre\u00a0l&#8217;orizzonte si allontana verso un impossibile punto di fuga. Una possente vibrazione si trasmette sull&#8217;asfalto del Michelin Technology Center a Ladoux, sito &#8230; <a title=\"Citro\u00ebn e l&#8217;enigma dell&#8217;undicesima ruota\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22107\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Citro\u00ebn e l&#8217;enigma dell&#8217;undicesima ruota\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[361,2227,479,289,256,167,136,2228,1016,1659,471,89,97,2229,557],"class_list":["post-22107","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-auto","tag-citroen","tag-esperimenti","tag-francia","tag-guida","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-michelin","tag-piste","tag-pneumatici","tag-ruote","tag-strano","tag-tecnologia","tag-test","tag-veicoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22107"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22107\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22115,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22107\/revisions\/22115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}