{"id":22063,"date":"2017-01-11T07:05:58","date_gmt":"2017-01-11T06:05:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22063"},"modified":"2017-01-11T07:09:19","modified_gmt":"2017-01-11T06:09:19","slug":"quattro-passi-nel-giardino-piu-letale-dinghilterra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22063","title":{"rendered":"Quattro passi nel giardino pi\u00f9 letale d&#8217;Inghilterra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tboW11dMeKs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22064\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-22066\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Poison-Garden-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Poison-Garden-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Poison-Garden-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Poison-Garden.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcosa di terribile alberga nel territorio annesso al castello di Alnwick, posto originariamente a guardia di una strada che attraversa il fiume Aln dall&#8217;omonimo barone, attorno all&#8217;anno 1096 d.C. Lo spettro ed il residuo karmico degli eventi: da quando circa due secoli dopo, per la sconveniente ed imprevista estinzione della famiglia costruttrifce a seguito di un&#8217;accusa di alto tradimento, la residenza fortificata pass\u00f2 ai Percy della Northumbria, che si erano distinti durante la guerra contro gli scozzesi. Molte furono, a seguire da quel giorno, le spietate battaglie combattute in questo luogo. Soprattutto durante la lunga e sanguinosa guerra delle due rose (1455-1485) conflitto dinastico tra i Plantageneti dei Lancaster e degli York, quando il castello divent\u00f2 un bastione per gli oppositori\u00a0di Edoardo IV, colui che aveva iniziato, ed avrebbe concluso, il conflitto come re d&#8217;Inghilterra. Ma non prima di aver fatto annegare, secondo la leggenda, il suo stesso fratello in una tinozza\u00a0per fare il vino. Occasione a seguito della quale anche il sostenitore di quest&#8217;ultimo Thomas Percy, VII earl di Northumberland, venne imprigionato e messo a morte dal re. Pi\u00f9 volte assediato e messo a ferro e fuoco, il castello perse una parte significativa del suo antico splendore e fin\u00ec abbandonato, almeno fino al XIX secolo, quando Algernon, IV duca di Northumberland, spese 250.000 sterline per restaurarlo, cambiando lo stile degli interni goticheggianti in un pi\u00f9 contemporaneo Italianizzante di epoca Vittoriana. Ma i suoi giardini, per quanto ne sappiamo, continuarono a rimanere del tutto privi di fascino, almeno\u00a0per tutto il secolo del &#8216;900, durante il quale trovarono l&#8217;impiego dapprima come campi coltivati per sostenere lo sforzo bellico, poi nel ruolo di spazio\u00a0per la coltivazione sistematica degli abeti\u00a0di Natale. Finch\u00e9 nel 1995 il\u00a0duca regnante del castello di Alnwick, Henry Percy non mor\u00ec improvvisamente per\u00a0overdose da anfetamine, e suo fratello Ralph, a seguito dell&#8217;evento, non eredit\u00f2 il titolo e tutte le propriet\u00e0.<br \/>\nDa quel giorno Ralph vive nel castello con sua moglie, l&#8217;attuale duchessa\u00a0Jane Percy, una donna che definire anticonformista sarebbe alquanto riduttivo, la quale mise immediatamente in pratica un vasto ventaglio di idee. Fermamente intenzionata a trarre il massimo dal suo nuovo status nobiliare, ella si dichiar\u00f2 fermamente intenzionata a trasformare il castello nella pi\u00f9 importante attrazione turistica del nord d&#8217;Inghilterra. E i passi intrapresi, a tal proposito, risultarono subito in grado di cambiare sensibilmente le cose. Nel giro di qualche anno, il castello ebbe l&#8217;occasione di comparire nel primo e secondo film di Harry Potter, prestando le sue alte mura ad Hogwarts, la scuola dei maghi. Contemporaneamente ed anche prima di questo, la Percy aveva iniziato\u00a0un lungo percorso di restauro e rinnovamento dei giardini, procurandosi l&#8217;aiuto di\u00a0Jacques Wirtz, un architetto famoso per aver lavorato con i\u00a0Tuileries di Parigi e l&#8217;aver contribuito al rinnovamento della residenza del presidente francese. Furono disposte le alte siepi formali, furono portati in sede i rari alberi e le altre piante di pregio, bench\u00e9 nulla, sostanzialmente, corrispondesse alle aspettative del gotha tecnico dei giardini all&#8217;inglese. Fu costruita una &#8220;casa sull&#8217;albero&#8221; con centro visitatori e ristorante. Venne poi disposta, al centro del viale principale, una fontana a gradoni, con l&#8217;acqua scrosciante che ricordava quella di una grande cascata. Eppure nessuno di questi luoghi, secondo le molte interviste rilasciate negli anni, avrebbe mai costituito quello preferito dalla duchessa di Alnwick. Che si trova, invece, dietro un&#8217;alta cancellata di ferro, decorata col simbolo del teschio e delle ossa incrociate.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare strano che un luogo costruito come una sorta di Disneyland della campagna inglese, con lo scopo specifico di risollevare una regione spesso trascurata dal turismo, possa ospitare un angolo portatore di assoluta e profonda dannazione. Ma una delle frasi pi\u00f9 celebri della duchessa recita: &#8220;Ai bambini non interessa conoscere la natura delle piante in quanto tali, o le loro intrinseche\u00a0connotazioni utili e medicinali. Ci\u00f2 che cattura immediatamente la loro attenzione \u00e8 la pericolosit\u00e0 vegetale, il modo in cui una bacca o una foglia possono ucciderti. Senza tralasciare un&#8217;approfondita descrizione\u00a0di quanto sarai destinato a soffrire, prima di raggiungere l&#8217;ora della tua morte.&#8221; Proprio cos\u00ec: qui al castello di Alnwick, una delle attrazioni pi\u00f9 popolari \u00e8 un piccolo, ma fornitissimo giardino dei veleni. Con oltre 100 piante, provenienti da ogni regione del mondo, ma un pi\u00f9 largo spazio dedicato, alquanto sorprendentemente, a molte delle pi\u00f9 tipiche ospiti dei giardini all&#8217;inglese. Questo risulta essere, in effetti, uno dei punti che il giardino mira ad esporre dinnanzi all&#8217;opinione dei visitatori: le piante potenzialmente letali sono tutto intorno a noi in qualsiasi momento, ed invero costituiscono, molto spesso, persino parte della nostra dieta. Poich\u00e9\u00a0sono soltanto le dosi, e la preparazione, a fare la differenza. Secondo una voce di corridoio ripetuta nella maggior parte degli articoli sull&#8217;argomento, probabilmente parte in origine di una <em>press release<\/em>, l&#8217;idea del giardino sarebbe venuta alla duchessa a seguito di una visita a Padova, dove avrebbe avuto modo di conoscere direttamente, e cito: &#8220;I giardini in cui la famiglia\u00a0de&#8217; Medici coltivava i veleni da somministrare ai suoi nemici.&#8221; Che\u00a0a dire la verit\u00e0, sembra un po&#8217; un&#8217;esagerazione romantica. \u00c8 pi\u00f9 probabile che ella avesse in effetti visitato, molto semplicemente, il pi\u00f9 antico orto botanico di Europa, fondato nel 1545 e che fin da allora, venne usato dall&#8217;ateneo cittadino per approfondire lo studio delle piante medicinali. E quelle velenose, che come potrete forse immaginare, molto spesso sono esattamente la stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_22065\" aria-describedby=\"caption-attachment-22065\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Rre8n93GYss\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22065 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Gardens-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Gardens-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Gardens-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Gardens.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22065\" class=\"wp-caption-text\">La cascata del castello di Alnwick ha la caratteristica di riportare l&#8217;acqua al punto di partenza tramite l&#8217;impiego di una serie di vistosi zampilli. &#8220;\u00c8 cos\u00ec noioso quando l&#8217;acqua sparisce sottoterra&#8221; sembra aver detto la Percy\u00a0&#8220;E poi, cos\u00ec ogni estate la gente viene qui, si bagna, gioca e si diverte.&#8221; A poca distanza da questo luogo, \u00e8 stata designata un&#8217;area per gli incontri di arti marziali miste, ovvero la singola cosa pi\u00f9 imprevista\u00a0in un giardino formale inglese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Le piante oltre questo cancello possono uccidervi.&#8221; Annuncia l&#8217;ansiogeno\u00a0cartello. Mentre la guida, personaggio assolutamente obbligatorio affinch\u00e9 i visitatori possano entrare in questa Fort Knox di morte, si preoccupa regolarmente di annunciare il divieto assoluto di toccare, annusare ed ovviamente, assaggiare alcunch\u00e9 (non che ce ne fosse il rischio). Quindi viene permesso l&#8217;ingresso alla comitiva, che potr\u00e0 ammirare una vasta selezione di orribili presenze verdeggianti.<br \/>\nCe n&#8217;\u00e8 un po&#8217; per tutti i gusti, a partire dalla rinomata <em>Atropa belladonna<\/em>, pianta strettamente imparentata a molte di quelle che assumiamo normalmente, tra cui la patata e il pomodoro del genere delle solenacee, ma di cui pu\u00f2 bastare una singola foglia ad indurre dilatazione delle pupille, tremore delle mani, tachicardia e morte. Segu\u00ecta dal Panace di Mantegazza (<em>Heracleum mantegazzianum<\/em>) l&#8217;ombrellifera le cui secrezioni causano ustioni e bruciori lancinanti che possono durare mesi ed anni. Una particolare cura deve essere dedicata alla sua potatura, per il rischio da parte dei giardinieri di rimanere colpiti e la tendenza estremamente infestante della stessa, grazie all&#8217;alto numero di semi prodotti. Dinnanzi a questa, sullo stretto sentiero, si affaccia la pianta del ricino comune, anticamente usato come lassativo e che tutt&#8217;ora si trova all&#8217;interno di molti cosmetici, per le sue propriet\u00e0 emollienti. Ma una concentrazione di semi superiore alla dose consigliata poteva causare disfunzioni del fegato e dei reni, distruzione dei vasi sanguigni e conseguente shock, segu\u00ecto dalla morte. Poco pi\u00f9 in la, nel frattempo, cresce la stricnina (<em>Strychnos nux-vomica<\/em>) il pi\u00f9 celebre veleno usato contro le infestazioni di topi e ratti fin dal Medioevo, che in piccole dosi aveva delle presunte funzioni afrodisiache per gli esseri umani. Ma che esagerando, poteva provocare convulsioni talmente violente da &#8220;staccare i muscoli dalle ossa&#8221; portando il corpo a posizioni innaturali. Un sintomo facilmente scambiato, nell&#8217;antichit\u00e0, per la\u00a0malattia del tetano, rendendo questa pianta dagli usi anche leciti uno strumento di facile acquisizione e adatto a\u00a0compiere il delitto perfetto. Come non citare, poi, la Brugmansia o tromba del diavolo, un&#8217;altra solenacea dagli attraenti fiori a calice rivolti verso il basso, in grado di causare paralisi, cecit\u00e0 e morte. La committente del giardino, che la considera di gran lunga la sua preferita, racconta di come le nobildonne all&#8217;epoca delle antiche guerre fossero solite portarne una certa quantit\u00e0 con se in caso di emergenza, poich\u00e9 la morte data da questa pianta era immediata e relativamente indolore. Altri ospiti del giardino includono visioni particolarmente familiari anche a noi europei del Mediterraneo, quali il decorativo ma mortifero oleandro, l&#8217;edera velenosa e l&#8217;alloro comune, una pianta delle cui connotazioni pi\u00f9 cupe molte persone non sono affatto a conoscenza. Tanto che si verifica, occasionalmente, il caso di giardinieri amatoriali che restano avvelenati dalle emanazioni resinose a seguito di una imprudente potatura, perdendo improvvisamente i sensi e rischiando il conseguente soffocamento. Qualcosa di simile a quanto avvenuto, tra l&#8217;altro, almeno in un caso presso il giardino di\u00a0Alnwick, quando nel 2014 sette visitatori ebbero un malore per le emanazioni mefitiche delle temibili piante. Ma in quel caso, ovviamente, i soccorsi non si fecero aspettare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22064\" aria-describedby=\"caption-attachment-22064\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZnyzcrNJ7C4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-22064\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22064 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Garden-Visit-500x313.jpg\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Garden-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Garden-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/01\/Alnwick-Garden-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22064\" class=\"wp-caption-text\">Il giardino delle piante velenose di Alnwick \u00e8 sorvegliato 24 ore al giorno, e l&#8217;ingresso \u00e8 possibile soltanto sotto supervisione di una guida responsabile. Al suo interno, dopo tutto, sono custoditi anche dei narcotici, rigorosamente chiusi dietro le sbarre secondo precise direttive governative. Certo \u00e8 che vedere la relativamente innocua marijuana dietro le sbarre, accanto ad una libera, accessibile e letale pianta di stricnina fa un po&#8217; sorridere. E induce preoccupazione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Follia? Una colossale sciocchezza? Perch\u00e9 mai dovremmo portare le nostre famiglie, magari addirittura con dei bambini, a visitare un luogo che potrebbe costituire lo scenario di\u00a0un incidente mortale? Beh, ci sono molti motivi. Non \u00e8 certo possibile ignorare completamente l&#8217;opinione della Percy, che sostiene con tutta se stessa l&#8217;importanza di educare divertendo, ovvero offrire una via d&#8217;accesso alla cultura che possa risultare, in qualche modo, memorabile e divertente. E c&#8217;\u00e8 anche da considerare il fatto che le piante velenose, in effetti, siano tutt&#8217;altro che un&#8217;esistenza remota nella nostra vita quotidiana: esse crescono letteralmente ovunque, ed accompagnano l&#8217;umanit\u00e0 in molte delle sue peripezie. Abbiamo esordito, ad esempio, affermando che le patate sono imparentate con la belladonna. Ragione per la quale, tanto per elaborare sull&#8217;argomento, esse hanno in effetti notevoli potenzialit\u00e0 di arrecare danno all&#8217;organismo. Ma soltanto se qualcuno dovesse, assai scioccamente, consumarne una qualsiasi parte superiore al livello del suolo, quali il fiore ed il frutto, una sorta di bacca marroncina in merito alla quale ben pochi, tra noi, si sono mai preoccupati di fare mente locale. E lo stesso vale per molte delle altre piante fin qui citate, di cui, come sapevano bene gli studiosi universitari degli Orti Botanici di Padova, una piccola dose pu\u00f2 avere effetti medicinali, mentre una grande dose, causare conseguenza nefaste. Vedi la digitale, che pu\u00f2 curare disfunzioni cardiache ma anche fermare definitivamente il cuore. Oppure la stessa belladonna, che pu\u00f2 curare l&#8217;avvelenamento da organofosfati.<br \/>\nOccorre sempre mantenere l&#8217;equilibrio ed agire con moderazione. Questa \u00e8 la natura stessa dell&#8217;arte dei giardini, oltre che della vita. Almeno che, nell&#8217;uno e nell&#8217;altro campo, non si decida di voler lasciare il segno, fare un qualcosa di mai visto prima perch\u00e9 l&#8217;unica alternativa, letteralmente, \u00e8 scomparire del tutto dalle guide turistiche del proprio paese. Un qualcosa di cui forse noi non arriveremmo mai a preoccuparci. Ma per duchi e le duchesse, si sa, esistono ben altre (alte?) responsabilit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcosa di terribile alberga nel territorio annesso al castello di Alnwick, posto originariamente a guardia di una strada che attraversa il fiume Aln dall&#8217;omonimo barone, attorno all&#8217;anno 1096 d.C. Lo spettro ed il residuo karmico degli eventi: da quando circa due secoli dopo, per la sconveniente ed imprevista estinzione della famiglia costruttrifce a seguito di &#8230; <a title=\"Quattro passi nel giardino pi\u00f9 letale d&#8217;Inghilterra\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=22063\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Quattro passi nel giardino pi\u00f9 letale d&#8217;Inghilterra\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,983,1372,132,79,889,1002,190,78,71,89,1523,842,87],"class_list":["post-22063","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-castelli","tag-giardini","tag-inghilterra","tag-medicina","tag-pericolo","tag-personaggi","tag-piante","tag-scienza","tag-storia","tag-strano","tag-turismo","tag-veleni","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22063"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22063\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22069,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22063\/revisions\/22069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}