{"id":21979,"date":"2016-12-29T07:03:37","date_gmt":"2016-12-29T06:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21979"},"modified":"2016-12-29T17:11:09","modified_gmt":"2016-12-29T16:11:09","slug":"lorribile-sovrano-del-regno-dei-topi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21979","title":{"rendered":"L&#8217;orribile sovrano del regno dei topi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21983#main\" rel=\"attachment wp-att-21983\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21983\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-500x357.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-500x357.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King.jpg 920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 espressione migliore di efficienza a questo mondo, della capacit\u00e0 prosperare in ogni situazione del roditore topo. E la forma pi\u00f9 alta di quest&#8217;ultimo, nella forza, resilienza, intelligenza e ricchezza di risorse, \u00e8 senza ombra di dubbio il ratto nero. L&#8217;essere che\u00a0dopo aver messo a ferro e fuoco l&#8217;India, infest\u00f2 le navi dei mercanti arabi sbarcando in mezza Asia, per poi giungere fino in Europa grazie all&#8217;utile passaggio dei cavalieri di ritorno dalle crociate. La singola specie di mammifero pi\u00f9 invasiva al mondo, in grado di soverchiare persino i grandi e antichi insetti delle isole d&#8217;Oceania, dopo aver dominato i vicoli oscuri dei maggiori centri culturali e commerciali del Medioevo e Rinascimento, portandovi\u00a0&#8220;accidentalmente&#8221; la Peste Nera. Un dono all&#8217;umanit\u00e0, in realt\u00e0, concesso dalle\u00a0pulci contenute nel loro pelo, ma che risult\u00f2 straordinariamente utile a ridurre il numero dei grossi bipedi rivali, con le loro trappole, i loro veleni, il loro sistema immunitario inefficace. Faceva tutto parte&#8230;Del piano? Possibile? Un ratto non \u00e8 poi cos\u00ec diverso dagli umani. Esso possiede gli stessi organi, lo stesso istinto di sopravvivenza. Vive in societ\u00e0 e protegge la sua prole, poich\u00e9 comprende ad un livello istintivo che in essa alberga la chiave del futuro della sua specie. Ma c&#8217;\u00e8 una cosa di cui manca, almeno presumibilmente: l&#8217;organizzazione. Poich\u00e9 dinnanzi all&#8217;esigenza di sopravvivere ogni giorno, tutti i roditori sono uguali. E sarebbe del tutto impossibile per loro, dunque, concepire il concetto stesso di un governo centrale. Il che non significa, del resto, che un ratto particolarmente vecchio e saggio, in determinate condizioni, non possa accentrare su di se una sensibile percentuale del cibo e le altre risorse a disposizione di una singola colonia, iniziando, nei fatti, e dirigerne le operazioni. L&#8217;oligarchia \u00e8 una naturale tendenza di tutti gli esseri viventi, poich\u00e9 a volte, consente di determinare il corso dell&#8217;immediato futuro, piuttosto che subirlo in modalit\u00e0 del tutto passiva. Nelle settimane o mesi a seguire, quindi, i piccoli esseri pelosi iniziavano a girare attorno a simili figure, venerandoli come fossero i loro stessi dei. E ad un certo punto, per quanto ci \u00e8 dato di sapere, vi restavano attaccati per la coda.<br \/>\nUn Rattenk\u00f6nig, re dei ratti, \u00e8 una celebre creatura comp\u00f2sita particolarmente rappresentativa del folklore tedesco, che tuttavia gode di uno stato di esistenza semi-confermata, entrando nei fatti nell&#8217;Olimpo dei criptidi, ovvero gli esseri, come Piedone o il mostro di Loch Ness, sulla cui esistenza molti sarebbero pronti a giurare. Secondo una delle attribuzioni pi\u00f9 accreditate, per inciso, essa potrebbe provenire dalla Francia, essendo testimonianza di uno slittamento semantico dall&#8217;espressione maggiormente descrittiva di\u00a0<em>rouet de rats\u00a0<\/em>(la ruota di ratti) verso un pi\u00f9 poetico ed accattivante<em>\u00a0roi de rats<\/em>. L&#8217;origine di questa espressione, nei fatti, non \u00e8 complessa da mettere in relazione con quanto stiamo guardando quest&#8217;oggi: un groviglio di roditori attaccati per la coda non potr\u00e0 che dipanarsi dalla matassa centrale, mentre ciascuna delle menti coinvolte invia istruzioni contrastanti ai diversi membri del collettivo. Se si vuole cedere alla tentazione della logica naturalistica, in effetti, l&#8217;agglomerato di animali non potr\u00e0 che essere la risultanza di uno sfortunato incidente, destinata a sopravvivere soltanto per un periodo particolarmente limitato. Ma l&#8217;uomo medievale, si sa, non era il pi\u00f9 razionale interprete dei presagi, ragione per cui il ritrovamento di uno di questi ammassi, generalmente, stimolava l&#8217;istintivo terrore per l&#8217;imminente palesarsi di una qualche terribile piaga. Il che ogni volta,m puntualmente, si verificava. Pensateci: qual&#8217;\u00e8 l&#8217;unica situazione in cui i ratti potrebbero annodarsi tra di loro? Se non quella in cui essi si trovassero gi\u00e0 stipati in uno spazio troppo stretto per loro, a malapena sufficiente per raggiungere l&#8217;uscita della tana. Ovvero nel caso del sussistere di una situazione di squittente sovrappopolazione, con conseguente strascico di gravi malattie. Nel tempo, quindi, la leggenda del sommo masticatore continu\u00f2 ad accrescere e perpetuarsi, mentre i pochi ritrovamenti accreditati trovavano\u00a0collocazione nei musei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota<\/strong>: L&#8217;illustrazione di apertura \u00e8 di\u00a0Friedrich Wilhelm Schmuck,\u00a01683<\/p>\n<figure id=\"attachment_21980\" aria-describedby=\"caption-attachment-21980\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21980#main\" rel=\"attachment wp-att-21980\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21980 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Altenburg-500x405.jpg\" width=\"500\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Altenburg-500x405.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Altenburg.jpg 645w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21980\" class=\"wp-caption-text\">Presso il Mauritianum di Altenburg, in Thuringia, \u00e8 custodito il pi\u00f9 grande Rattenk\u00f6nig mai ritrovato. Esso \u00e8 composto da 32 singoli esemplari, e fu ritrovato nel camino di un mugnaio a Buchheim, nel 1828.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura pi\u00f9 celebre associata a questo concetto aleatorio, di sommo governante dei topi, \u00e8 molto probabilmente quella presente nel balletto di\u00a0Ciajkovskij del 1892, lo Schiaccianoci, a sua volta tratto da un romanzo di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann pubblicato nel 1816. In cui la figura del grande e temibile antagonista, il succitato quanto orribile sovrano, presentava almeno una caratteristica neanche tanto velatamente ispirata all&#8217;effettivo Rattenk\u00f6nig: esso aveva una pluralit\u00e0 di teste, come l&#8217;idra della mitologia greca. Ma non poteva certo rigenerarle, alla maniera di quest&#8217;ultima, vista la fine che avrebbe fatto per la spada vendicatrice del giocattolo preferito dalla bambina\u00a0Marie, destinato a ritrasformarsi nel giovane che era stato prima della maledizione di Frau Mouserinks, strega e consorte del ratto policefalo in questione. Perch\u00e9, dunque, avrebbe dovuto avere una simile caratteristica fisica, se non come riferimento a una diffusa credenza popolare, per non parlare dell&#8217;immagine che alcuni, tra i lettori e successivi spettatori del balletto, potevano aver visto coi propri stessi occhi durante uno sfortunato incontro familiare. Il re dei topi deve essere esistito, dopo tutto, poich\u00e9 ne abbiamo le prove: i 58 ritrovamenti preservati nella formalina, provenienti da Germania, Francia, Polonia, Olanda e Belgio, nonch\u00e9 addirittura l&#8217;Indonesia, presso l&#8217;isola di Java. Bench\u00e9 il Re proveniente da quest&#8217;ultima, piuttosto che essere composto da ratti neri (<em>Rattus rattus<\/em>) era un conglomerato di\u00a0<em>R. rattus brevicaudatus<\/em>, o come lo chiamano da quelle parti, ratto di Sawah.<br \/>\nCredo dovremmo ritenerci fortunati, del fatto che simili creature non siano mai comparse in Italia. Bench\u00e9 ci sia, per una simile assenza, una possibile ragione scientifica, come anche determinato dall&#8217;universit\u00e0 estone di Tartu, in occasione dell&#8217;acquisizione da parte del loro museo di uno di questi grovigli ritrovato da un abitante del vicino villaggio di Saru, nella regione di\u00a0Voru.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21981\" aria-describedby=\"caption-attachment-21981\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21981#main\" rel=\"attachment wp-att-21981\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21981 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Katharina-Fritsch-500x385.jpg\" width=\"500\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Katharina-Fritsch-500x385.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Katharina-Fritsch-768x591.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-Katharina-Fritsch.jpg 1331w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21981\" class=\"wp-caption-text\">Una delle rappresentazioni meno sgradevoli di questa realt\u00e0 \u00e8 probabilmente quella realizzata dall&#8217;artista Katharina Fritsch per la Biennale del 1993, mediante l&#8217;impiego di semplice poliestere nero. Ma la Natura non pu\u00f2 conoscere simili perfette simmetrie&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena del ritrovamento, verificatosi il 16 gennaio del 2005, \u00e8 molto vivida nella descrizione che ne viene fatta nello studio del Prof. di biologia Andrei Miljutin, facilmente reperibile online. Il figlio del fattore si trovava in un capanno della tenuta famigliare, intento a fare ordine con la sua scopa, quando ud\u00ec squittire fra la sabbia semi-congelata che faceva le veci del pavimento. Iniziando quindi freneticamente a scavare, egli tir\u00f2 fuori un orripilante Rattenk\u00f6nig semi-congelato composto da 16 esemplari, 9 dei quali erano ancora vivi, bench\u00e9 a malapena. Impugnando quindi la ramazza a due mani, si affrett\u00f2 nel correggere lo sgradito errore. Il padre a quel punto, pur non sapendo nulla delle ricche implicazioni folkloristiche di una simile mostruosit\u00e0, prese il groviglio di topi e lo espose presso la recinzione esterna della sua\u00a0propriet\u00e0, affinch\u00e9 tutti potessero vederla ed apprezzare la stranezza implicita nel mondo degli umani. Col trascorrere delle settimane, le intemperie e i gatti del villaggio arrecarono danni significativi a quanto restava delle creature, bench\u00e9 il freddo quasi artico della regione ne garantissero la continuativa integrit\u00e0 strutturale. Finch\u00e9 il 10 marzo, quasi due mesi dopo, la notizia di questa insolita esistenza non giunse fino all&#8217;universit\u00e0 di\u00a0Tartu, che invi\u00f2 un ricercatore associato ad acquisire l&#8217;agognato ed insolito esemplare. L&#8217;effetto delle variazioni di temperatura aveva allentato il nodo centrale delle code, e due topi erano stati portati via da un predatore, probabilmente un mustelide (furetto?) di qualche tipo. Ma nell&#8217;insieme, non furono rilevati segni di creazione artificiosa, e l&#8217;intreccio pregresso fu giudicato autentico. Segu\u00ec quindi, un lungo ed approfondito periodo di studio. Al termine del quale, fu determinato per inferenza come, e perch\u00e9, un simile fenomeno possa verificarsi. Il che \u00e8 fondamentale, per rendere credibile l&#8217;intera pazzesca storia, cos\u00ec apparentemente contraria alla realt\u00e0 acquisita e comprovata del ratto preso in trappola, che pur di salvarsi \u00e8 disposto persino a rosicchiare la sua stessa zampa ma&#8230;Non&#8230;La coda? Pi\u00f9 o meno. Il punto \u00e8 il seguente: affinch\u00e9 possa sussistere la creazione del\u00a0Rattenk\u00f6nig, in ogni caso tranne quello dell&#8217;isola di Java, era possibile accertare la sussistenza di una particolare situazione climatica:\u00a0il freddo estremo. I ratti quindi, che si erano stipati assieme per quanto possibile al fine di tenersi al caldo, sarebbero sopravvissuti senza conseguenze se non fosse per la presenza di un materiale umido, quale saliva o feci, concentrato nel centro della loro congrega. Quest&#8217;ultimo quindi, ghiacciandosi come da programma, avrebbe fatto delle loro code un solido tutt&#8217;uno, mentre gli animali, cedendo al torpore dovuto al freddo, diventavano del tutto incapaci di reagire. Questo spiegherebbe, del resto, perch\u00e9 non sia mai stato portato all&#8217;attenzione delle autorit\u00e0 scientifiche un re dei ratti ancora vivo: la semplice sopravvivenza di una simile creatura, nei fatti, pu\u00f2 sussistere soltanto per un breve periodo. Altrimenti, i roditori troverebbero il modo di liberarsi. Ma c&#8217;\u00e8 una sorpresa in tutto questo: perch\u00e9 a quanto pare, una simile limitazione non si applica agli abitanti delle cime degli alberi, come Elfi, Ewok e&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21984\" aria-describedby=\"caption-attachment-21984\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21984#main\" rel=\"attachment wp-att-21984\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21984 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Squirrel-King-500x330.jpg\" width=\"500\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Squirrel-King-500x330.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Squirrel-King.jpg 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21984\" class=\"wp-caption-text\">Affrontare i denti di un nugolo di scoiattoli spaventati con soltanto dei guanti di gomma? Sono dei veri temerari, questi candesi!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso pi\u00f9 documentato di ritrovamento di una\u00a0<em>rouet de rats\u00a0<\/em>\u00e8 infatti ancora pi\u00f9 recente, risalendo soltanto al 2013, presso la localit\u00e0 di Regina, nel Saskatchewan canadese. Dove il\u00a0Dr. Steven Kruzeniski, veterinario, si ritrov\u00f2 ad affrontare una situazione decisamente inaspettata, quando alcuni concittadini portarono presso il suo studio un gruppo di sei scoiattoli che erano rimasti annodati per la coda, in una configurazione del tutto simile a quella dell&#8217;orripilante\u00a0Rattenk\u00f6nig. L&#8217;origine della situazione, nei fatti, era ben pi\u00f9 semplice da capire: le creaturine si trovavano nel cavo di un pino particolarmente resinoso, quando la sostanza appiccicosa prodotta dall&#8217;albero, assieme alla lunghezza del pelo delle loro code, si ritrovarono a causare di concerto lo spiacevole nodo della questione.\u00a0La storia ebbe, ad ogni modo, un imprevisto lieto fine, quando il dottore coi suoi assistenti riusc\u00ec a liberare le creaturine semplicemente rasandogli il pelo, ottenendo la semplice e non troppo traumatica separazione dei roditori malcapitati. Nonch\u00e9 la probabile salvezza dell&#8217;intera cittadinanza, vista la quantit\u00e0 di danni che pu\u00f2 causare a giardini, orti e mansarde una normale infestazione di scoiattoli, gi\u00e0 senza un sovrano che diriga le loro spietate operazioni.<br \/>\nLa scienza, a questo punto, non ha ragione di\u00a0dubitare: i re dei ratti sono esistiti, ed esistono realmente. Molta della loro pessima fama, del resto, non \u00e8 affatto immotivata bench\u00e9, come spesso capiti, il rapporto di causa ed effetto fossero stati invertiti. Siamo nei fatti di fronte ad uno di quei rari casi in cui il senso comune ci dice che una cosa sia del tutto improbabile, un chiaro scherzo di mattacchioni dal dubbio buon gusto, finch\u00e9 i fatti non dimostrano l&#8217;esatto contrario. Da qualche parte, nell&#8217;oscuro mondo del sottosuolo, squittisce una ruota colossale,\u00a0spinta innanzi dal fiume del tempo. L&#8217;imperatore, o sommo monarca, composto a sua volta da infiniti atomi, che sono in effetti\u00a0altrettanti sovrani dei topi. Un cerchio iscritto nel cerchio, nel cerchio, nel cerchio&#8230; Che\u00a0incorpora, nella sua stessa ancestrale esistenza, il principio stesso per cui non si pu\u00f2 davvero acquisire una pozione di assoluta supremazia, senza perdere la propria insostituibile individualit\u00e0. In questo, \u00e8 molto pi\u00f9 saggio, e possente, persino di noi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21982\" aria-describedby=\"caption-attachment-21982\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21982#main\" rel=\"attachment wp-att-21982\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21982 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-of-Saru-500x438.jpg\" width=\"500\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-of-Saru-500x438.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-of-Saru-768x672.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Rat-King-of-Saru.jpg 891w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21982\" class=\"wp-caption-text\">Il re dei topi di Varu, studiato da Andrei Miljutin<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 espressione migliore di efficienza a questo mondo, della capacit\u00e0 prosperare in ogni situazione del roditore topo. E la forma pi\u00f9 alta di quest&#8217;ultimo, nella forza, resilienza, intelligenza e ricchezza di risorse, \u00e8 senza ombra di dubbio il ratto nero. L&#8217;essere che\u00a0dopo aver messo a ferro e fuoco l&#8217;India, infest\u00f2 le navi dei mercanti &#8230; <a title=\"L&#8217;orribile sovrano del regno dei topi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21979\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;orribile sovrano del regno dei topi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,2188,818,1317,321,1381,369,72,1965,344,78,71,89,2189,417,841],"class_list":["post-21979","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-animali-misteriosi","tag-biologia","tag-criptidi","tag-germania","tag-leggende","tag-mammiferi","tag-mitologia","tag-ratti","tag-roditori","tag-scienza","tag-storia","tag-strano","tag-studi","tag-topi","tag-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21979"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21988,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21979\/revisions\/21988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}