{"id":21819,"date":"2016-12-07T06:45:24","date_gmt":"2016-12-07T05:45:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21819"},"modified":"2016-12-07T06:52:56","modified_gmt":"2016-12-07T05:52:56","slug":"il-pianeta-che-mori-per-formare-la-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21819","title":{"rendered":"Il pianeta che mor\u00ec per formare la Terra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BdZIqbUgJeU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21820\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21822\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Planet-500x313.jpg\" alt=\"theia-planet\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Planet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Planet-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Planet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la tiepida temperatura autunnale abbandona l&#8217;anima delle nostre case, spinta via dal freddo candido che \u00e8 sempre stato prossimo al Natale, sarebbe anche lecito porsi un interrogativo fondamentale di base: perch\u00e9 mai succede questo? O meglio, qual&#8217;\u00e8 la sua genesi remota? Noi ben conosciamo l&#8217;alternanza di estate\/inverno, con i due stati intermedi (bench\u00e9 le mezze stagioni, si sa&#8230;) cos\u00ec come il fatto che l&#8217;asse terrestre, prima ancora che esistessero gli oceani, \u00e8 inclinato di 23 gradi, ponendo alternativamente l&#8217;uno oppure l&#8217;altro emisfero in posizione di vicinanza al Sole, nel corso della grande corsa sul circuito ellittico che dura pressoch\u00e9 un anno. Eppure, se \u00e8 vero che questo pianeta si \u00e8 formato per concrezione delle polveri di un&#8217;ancestrale nebulosa, saldamente unitesi in funzione delle forze gravitazionali, ci\u00f2\u00a0dev&#8217;essere per forza avvenuto sul piano di un disco roteante, com&#8217;\u00e8 provato dalle attuali orbite di questo e gli altri corpi planetari. La palla gira, dunque, e nel contempo rotola in maniera regolare. Questo era\u00a0primario, del resto, per la formazione della vita. Ma\u00a0tutto punterebbe a un movimento di rotazione\u00a0coplanare con la rivoluzione attorno al nostra stella&#8230; Resta il mistero, a questo punto, dell&#8217;origine di questa\u00a0dissonanza. Perch\u00e9 mai la Terra \u00e8 sbilenca? Esistono diverse teorie. Ma c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 una particolarmente affascinante, perch\u00e9 funzionale anche a chiarire l&#8217;origine di un altro mistero, l&#8217;esistenza del nostro satellite comparabilmente sovradimensionato, la Luna. Si riassume cos\u00ec: circa 4,5 miliardi di anni fa, poco prima dell&#8217;inizio dell&#8217;intenso bombardamento tardivo durante il quale il nostro pianeta sarebbe stato colpito da una quantit\u00e0 spropositata di asteroidi, esso fu raggiunto dal pi\u00f9 grande bolide della sua storia: Theia, un corpo della dimensione approssimativa di Marte. In un vortice di fiamme e magma, l&#8217;intera superficie della proto-Terra venne sconquassata nella sua stessa essenza. Tutta l&#8217;acqua, accumulata attraverso gli eoni grazie all&#8217;impatto di remote comete, si prosciug\u00f2 istantaneamente. Il nucleo di ferro pesante nascosto nell&#8217;invasore spaziale penetr\u00f2 come un proiettile all&#8217;interno di crosta e mantello, sprofondando fino al centro\u00a0del pianeta dove si fuse con il suo gemello\u00a0pre-esistente. I frammenti di roccia e altri materiali pi\u00f9 leggeri, invece, si suddivisero equamente tra il suolo, dove andarono a formare il tessuto stesso dei futuri continenti, e di rimbalzo\u00a0l&#8217;oscurit\u00e0 cosmica, dove sarebbero\u00a0di nuovo stati catturati dalla nostra gravit\u00e0. Su stima che la massa complessiva della Terra, quel giorno, aument\u00f2 in percentuale considerevole. Lo sciame\u00a0esterno quindi, nuovamente congregato per la forza d&#8217;attrazione naturale in un anello, in un tempo medio avrebbe assunto quell&#8217;aspetto familiare dell&#8217;astro di\u00a0Selene, la dea che illumina le nostre notti fin dall&#8217;alba dei tempi. Lasciando sotto il suo distaccato sguardo, la pi\u00f9 assoluta rovina risultante da una catastrofe del tutto senza precedenti.<br \/>\nStella, pianeta ed asteroide: vediamo per quanto possibile\u00a0cos&#8217;era Theia, da dove veniva e\u00a0soprattutto perch\u00e9, nonostante l&#8217;ingloriosa fine, la scienza sia disposta a considerarla dal punto di vista della nomenclatura\u00a0alla pari della nostra culla verde-azzurra. Il punto principale da considerare a tal proposito \u00e8 una distinzione in tre parti: ci\u00f2 che insiste, ci\u00f2 che esiste e ci\u00f2 che sussiste. Il primo insieme, associabile al gruppo delle nostre cosiddette stelle fisse (che poi fisse, in effetti, non sono) \u00e8 occupato da corpi celesti talmente massivi che il peso specifico dei loro elementi genera una costante reazione atomica dall&#8217;energia spropositata. Essi bruciano, fino al momento in cui molti miliardi d&#8217;anno dopo, esaurito il carburante, iniziano a \u00a0sfogare l&#8217;energia residua\u00a0aumentando le proprie dimensioni, per poi esplodere come delle mostruose bombe. Supernova, si chiama questo effetto, e sprigiona nel cosmo dei fasci di raggi gamma colossali, il cui passaggio pu\u00f2 essere del tutto sufficiente a eliminare, in un istante, l&#8217;intera vita di un sistema stellare. Il pianeta, dal canto suo, \u00e8 quel corpo sufficientemente piccolo da non dover subire un simile destino, ma anche abbastanza grande da acquisire una sua orbita stabile e sopratutto mantenerla, potenzialmente nella &#8220;zona di Riccioli d&#8217;Oro&#8221; (non troppo calda, non troppo fredda&#8230;) all&#8217;interno della quale pu\u00f2 anche nascere, se il caso vuole, una pluri-millenaria civilt\u00e0. Ancora diverso, invece, \u00e8 il destino dell&#8217;asteroide. Che si forma nello stesso modo, ma si trova in una posizione in cui la sua massa generalmente inferiore risulta influenzata dalle pi\u00f9 grandi forze in gioco. Dando l&#8217;origine ad eventi come quello descritto nella cosiddetta teoria del Grande Impatto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21821\" aria-describedby=\"caption-attachment-21821\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WGTBJHFNywI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21821\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21821 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Moon-500x313.jpg\" alt=\"theia-moon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Moon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Moon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/Theia-Moon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21821\" class=\"wp-caption-text\">La pi\u00f9 grande catastrofe che il mondo abbia mai conosciuto. E che possa mai conoscere: perch\u00e9 a seguito di una replica futura, inevitabilmente, esso non sarebbe pi\u00f9 il nostro mondo, bens\u00ec qualcosa di radicalmente differente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che va chiarito, a questo punto, \u00e8 come sia stata possibile la formazione di un corpo grande come Theia in una posizione che, in ultima analisi, non era sufficientemente stabile per tenerlo lontano da noi. La risposta \u00e8 da cercare in una delle pi\u00f9 celebri applicazioni astronomiche delle leggi newtoniane, quella del teorema di Lagrange. Giuseppe Lodovico Lagrangia (1736-1813) era un matematico ed astronomo italiano, che trascorse la maggior parte della sua vita a Parigi e a Berlino. La sua enunciazione pi\u00f9 famosa recita che &#8220;Dato un arco planare tra due punti estremi, c&#8217;\u00e8 almeno un terzo punto in cui la tangente dell&#8217;arco \u00e8 parallela alla secante tra i due estremi.&#8221; Il che crea, sostanzialmente, una ristretta zona\u00a0di assoluto nulla, in cui contrariamente a quanto ci direbbe l&#8217;intuito, le attrazioni gravitazionali in gioco sono esattamente equivalenti. E nel sistema formato dalla Terra e il Sole, dimostr\u00f2 Lagrange, di simili punti ce n&#8217;erano diversi, numerati da L1 a L5, ciascuno dei quali potenzialmente in grado di ospitare un corpo in posizione stabile, per un tempo misurabile in milioni di anni. Uno esterno all&#8217;ellisse disegnato dal movimento della Terra, controbilanciato dalla forza centrifuga, ed un altro in opposizione all&#8217;altro lato del Sole. Uno fra la Terra e il Sole, tenuto stabile dalle rispettive forze di attrazione. E due sul corso della nostra orbita, collocati al vertice dell&#8217;ideale triangolo equilatero creato dal problema dei tre corpi. Ed sarebbe stato proprio in uno di questi due punti (L4 ed L5) secondo la teoria del Grande Impatto, che risiedeva il pianeta\/asteroide Theia, generatosi dall&#8217;accumulo di materiali in una simile posizione, apparentemente del tutto sicura. Se non che attraverso il corso degli eoni, crescendo in modo smisurato, esso sarebbe diventato troppo grande per essere influenzato dalla forza attrattiva del punto di Lagrange, iniziando a vorticare in modo incontrollato sulla corsa del nostro giovane pianeta. Finch\u00e9 alla fine, non avvenne la terribile catastrofe che distrusse il primo e trasform\u00f2 il secondo, generando nel contempo la nostra Luna.<br \/>\nTutto questo, lo ipotizziamo sopratutto in forza di alcuni indizi piuttosto determinanti, acquisiti tramite lo studio delle rocce lunari acquisite durante il progetto Apollo. \u00c8 stato infatti dimostrato come in esse sia presente una particolare classe di isotopi dell&#8217;ossigeno, totalmente unica in tutto il Sistema Solare tranne il nostro stesso pianeta Terra. Dal che \u00e8 stato desunto, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, che i corpi siano stati un tempo parte di un tutt&#8217;uno, ma allora non si riesce a comprendere perch\u00e9 il nucleo della Luna sia molto pi\u00f9 leggero, e privo della concentrazione di zinco che caratterizza il nostro e quello degli altri pianeti. Impossibile! A meno che si sia verificato l&#8217;impatto catastrofico e la conseguente evaporazione di una grande quantit\u00e0 di questo metallo, suscettibile a mutare a soli 500-850\u00b0 C, per un tempo esteso lungo incalcolabili millenni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21820\" aria-describedby=\"caption-attachment-21820\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4qshAk3f3zY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21820 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/End-of-the-System-500x313.jpg\" alt=\"end-of-the-system\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/End-of-the-System-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/End-of-the-System-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/12\/End-of-the-System.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21820\" class=\"wp-caption-text\">Il Sistema Solare: un&#8217;enorme sfera fiammeggiante lanciata alla deriva nello spazio, che crea un&#8217;avvallamento nel tessuto sopra il quale girano i suoi pi\u00f9 piccoli fratelli. Ma basta un sovvertimento minimo, una modificazione dello stato in essere per quanto insignificante, affinch\u00e9 il rischio di un impatto diventi fin troppo\u00a0reale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte sono le prove a sostegno dell&#8217;ipotesi, come del resto gli elementi all&#8217;apparenza contrari. Cos\u00ec attraverso gli anni le teorie sull&#8217;origine della Luna a partire dal nostro pianeta si sono susseguite, a partire dalla prima elaborata nel 1898 da George Darwin, figlio dell&#8217;ancor pi\u00f9 famoso Charles. Egli riteneva che la semplice forza centrifuga della rotazione della Terra avesse scaraventato una certa quantit\u00e0 di materiale nello spazio, tale da dar luogo alla genesi del satellite che ci sorveglia da lontano. Aveva inoltre determinato che quest&#8217;ultimo tendesse gradualmente ad allontanarsi, una teoria che \u00e8 stata in tempi pi\u00f9 recenti dimostrata, grazie ai bersagli per telemetri laser disposti dagli astronauti americani durante tutto il corso del programma Apollo. La teoria del Grande Impatto, dunque, non sarebbe che l&#8217;unica spiegazione logica del come in effetti una quantit\u00e0 tanto elevata di frammenti possa essersi staccata dal suolo, per andarsi a ridisporre ad una placida distanza di sicurezza, da dove avrebbe eternamente influenzato le nostre maree. Eternamente: si fa per dire!<br \/>\nInsignificanti pulci sopra il cane cosmico, parassiti dalla vita breve come un alito di vento, occupiamo il dorso inconsapevole di Gaia, la dea primordiale che gener\u00f2 Urano e gli altri titani. Mentre Theia, il nome del pianeta misterioso, fu la madre proprio di Selene, colei che i greci associavano alla Luna nelle notti del mondo antico. Dal passaggio di questi esseri, dalle loro peripezie e tribolazioni, scaturiscono copiose le acque degli eventi. Ma dove esse passano, noi scompariamo. Cosa potrebbe mai fare l&#8217;uomo, di fronte al corso di un simile fiume? Soltanto usare la sua conoscenza, per trovare il modo di salvarsi grazie allo strumento della fuga interstellare. Ma persino questo, in ultima analisi, potrebbe\u00a0esulare dalle nostre capacit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la tiepida temperatura autunnale abbandona l&#8217;anima delle nostre case, spinta via dal freddo candido che \u00e8 sempre stato prossimo al Natale, sarebbe anche lecito porsi un interrogativo fondamentale di base: perch\u00e9 mai succede questo? O meglio, qual&#8217;\u00e8 la sua genesi remota? 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