{"id":21749,"date":"2016-11-27T06:42:25","date_gmt":"2016-11-27T05:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21749"},"modified":"2016-11-27T06:42:25","modified_gmt":"2016-11-27T05:42:25","slug":"lelica-che-non-fermava-i-colpi-del-barone-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21749","title":{"rendered":"L&#8217;elica che non fermava i colpi del Barone Rosso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ysB-SH19WRQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21750\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21752\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Slo-Mo-Propeller-500x313.jpg\" alt=\"slo-mo-propeller\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Slo-Mo-Propeller-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Slo-Mo-Propeller-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Slo-Mo-Propeller.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che gli americani avessero una particolare confidenza con le armi da fuoco, questo lo sapevamo molto bene. Eppure qui le circostanze sembrano davvero superare l&#8217;immaginazione: due uomini adulti, ma che dico gli Slow Mo Guys, coadiuvati da un&#8217;intera squadra tecnica, che parcheggiano sul lato della strada del Nevada e si mettono a giocare con una vera mitragliatrice M60. Una, due, tre raffiche, grosso modo perpendicolari al senso di marcia delle auto di passaggio, sparate da quella che sembrerebbe essere a tutti gli effetti la carlinga di un aeromobile della prima guerra mondiale. O per lo meno, la sommaria riproduzione di una tale cosa. Il tono \u00e8 spiritoso, divertente, con l&#8217;intero video proposto come uno spezzone d&#8217;intrattenimento. E diciamo che non \u00e8 presente esattamente il senso di responsabilit\u00e0 ed attenzione che una simile arma da guerra potrebbe imporre su uno qualsiasi di noi: addirittura per un intero tratto del video Gavin, un fondamentale 50% del duo diventato celebre per la dimestichezza con le videocamere ad alto rateo di FPS (la velocit\u00e0 di cattura delle immagini) sembra perfettamente a suo agio posizionato dinnanzi all&#8217;arma da fuoco, con la testa a\u00a0una distanza di circa 50 cm dalla parte frontale della canna. Almeno siamo in un luogo isolato, o per meglio dire, a tutti gli effetti e letteralmente deserto&#8230;.<br \/>\nDietro le strane circostanze c&#8217;\u00e8\u00a0in realt\u00e0 un reale\u00a0intento sperimentativo, o per essere pi\u00f9 specifici di ricostruzione storica, mirato a mostrare al grande pubblico l&#8217;effettivo <em>modus<\/em> funzionale\u00a0di un dispositivo di cui non molti conoscono la teoria, ed ancora meno\u00a0hanno visto\u00a0all&#8217;opera fuori dai film e videogiochi. Se ci pensate, vi sar\u00e0 subito chiaro: nel tipico aereo da combattimento della prima guerra mondiale, che si tratti di un mono, bi o triplano, il motore completo di elica \u00e8 posizionato frontalmente, con il pilota nel primo terzo\u00a0della carlinga che opera i comandi e sopratutto, in situazioni di battaglia, deve fare fuoco con le sue mitragliatrici di bordo. E in un epoca in cui ancora non esistevano sistemi elettrici di bordo, mentre persino quelli idraulici erano piuttosto rari, c&#8217;era un solo luogo in cui potevano trovarsi le armi succitate: tra l&#8217;uomo e l&#8217;elica, ove egli potesse ricaricarle, controllarne lo stato meccanico, tentare di sbloccarle a seguito di eventuali inceppamenti. Il che poneva in effetti un problema alquanto significativo: la corsa dei proiettili che nel primo micro-secondo di ogni sparo avrebbero dovuto attraversare lo spazio delicato, entro cui ruotava quello stesso oggetto dalla forma armonica e rotante, generalmente in legno, che serviva a tenere in volo l&#8217;aeroplano. La soluzione scelta, come continu\u00f2 ad avvenire nella maggior parte dei casi per almeno il primo terzo dello scorso secolo, fu di tipo meccanico. Sostanzialmente, si tratt\u00f2 di un sistema che impediva all&#8217;arma di sparare nel momento in cui l&#8217;elica attraversava il corso della sua mira. Nei fatti, se vogliamo,\u00a0la sua natura era molto pi\u00f9 complessa di cos\u00ec.<br \/>\nMa prima d&#8217;inoltrarci nelle specifiche dell&#8217;argomento, finiamo d&#8217;osservare all&#8217;opera l&#8217;eccentrica coppia di scienziati con il camice ed i\u00a0pantaloni corti. Che nelle battute di apertura si preoccupano di spiegarci come la mitragliatrice usata per l&#8217;esperimento non sia una vera Vickers fuoriuscita dalle fabbriche inglesi di circa 80 anni fa, bens\u00ec un&#8217;arma di tipo contemporaneo, capovolta verticalmente e decorata con una finta canna di raffreddamento ed un mirino d&#8217;aviazione piuttosto fedele, quindi posta sopra quel trespolo che vorrebbe ricordare la parte frontale di un Sopwith o di un Fokker di quell&#8217;epoca di fuoco e fiamme nei cieli, ovviamente completo di elica rotante, bench\u00e9 a una velocit\u00e0 ridotta. All&#8217;inizio della dimostrazione, quindi, l&#8217;arma inizia a fare fuoco, mentre l&#8217;elica gira vorticosamente, e le telecamere degli Slow Mo Guys fanno il loro dovere: per la prima volta forse nella storia, ci viene dato il privilegio di osservare in alta definizione l&#8217;ingranaggio &#8220;di sincronizzazione&#8221; o &#8220;d&#8217;interruzione&#8221;, come veniva chiamato, all&#8217;opera, con un conseguente rateo di sparo abbastanza rapido da non trovarsi a fare a pezzi la sua stessa piattaforma di tiro. Finch\u00e9 inevitabilmente, nel finale, la squadra cede alla tentazione di far fuoco a un ritmo intenzionalmente sbagliato, sforacchiando in quattro punti differenti la povera, incolpevole elica di legno. Anche se personalmente, ho una teoria diversa sul che cosa sia in realt\u00e0 accaduto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21750\" aria-describedby=\"caption-attachment-21750\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=faZiS1CYZs0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21750\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21750 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Interrupter-Gear-500x313.jpg\" alt=\"interrupter-gear\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Interrupter-Gear-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Interrupter-Gear-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Interrupter-Gear.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21750\" class=\"wp-caption-text\">Questo modello a scala reale del museo dell&#8217;aviazione di Ottawa mostra da vicino il funzionamento dell&#8217;ingranaggio di sincronizzazione. Interessante \u00e8 anche il tipo di motore raffigurato, probabilmente appartenente ad un Sopwith Camel, che ruota assieme all&#8217;elica per agevolare il raffreddamento. L&#8217;effetto giroscopico di una tale soluzione era significativo, e questi aerei\u00a0viravano sempre meglio verso destra.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schegge nell&#8217;aria, perdita di potenza, lo stallo e infine la caduta, possibilmente in territorio amico. Nel comprendere perch\u00e9 i piloti della grande guerra si esponessero a un simile pericolo, occorre tenere presente cosa fosse in origine il combattimento aereo. Fin dagli albori dell&#8217;aviazione, perch\u00e9 ricordatevi che tra il Flyer dei fratelli Wright a Kitty Hawk e l&#8217;assassinio dell&#8217;arciduca Franz Ferdinand non passano che miseri 11 anni, fu subito chiara l&#8217;importanza che gli aerei potevano avere in mansioni di ricognizione sulle postazioni contrapposte di una guerra d&#8217;attrito, cos\u00ec come si pens\u00f2 che un velivolo armato avrebbe avuto, intrinsecamente, un vantaggio sull&#8217;ipotetico avversario. I primi piloti da caccia, dunque, presero l&#8217;abitudine di portare a bordo una pistola, un fucile o addirittura armi personalizzate, come delle corde da lanciare contro contro l&#8217;elica dello straniero che osasse condividere quel sacro cielo.<br \/>\nIl primo a concepire l&#8217;utilit\u00e0 di un&#8217;arma fissa, che puntasse sempre nella direzione di marcia dell&#8217;aereo permettendo al pilota, nei fatti, di manovrare e fare fuoco allo stesso tempo, fu l&#8217;aviatore e costruttore d&#8217;aeromobili tedesco August Euler nel 1910, bench\u00e9 in assenza di una tecnologia idonea la sua idea non venne messa in pratica fino a 5 anni dopo. Periodo che non trascorse, ad ogni modo, del tutto privo di sviluppi, con almeno due brevetti significativi sul concetto preliminare di un ingranaggio di sincronizzazione. Il primo, proposto da Franz Schneider nel 1913, consisteva di una ruota a doppia camma coordinata con il passo dell&#8217;elica, il cui ingaggio poteva nei fatti bloccare l&#8217;impulso di fuoco ricevuto dal grilletto. Era un sistema d&#8217;interruzione in senso letterale, che tuttavia non aveva un&#8217;affidabilit\u00e0 sufficiente e non venne nei fatti mai costruito. L&#8217;anno successivo, invece, l&#8217;ingegnere francese\u00a0Raymond Saulnier progett\u00f2 un qualcosa di pi\u00f9 simile a quanto avrebbe successivamente trovato un largo impiego, con un&#8217;asta oscillante verticalmente che trasmetteva materialmente l&#8217;impulso di fuoco alla mitragliatrice. La quale, nei fatti, avrebbe dovuto fare fuoco in modalit\u00e0 semi-automatica, riducendo in modo significativo il suo rateo di sparo e nel frattempo, cosa non da poco, mettendo al sicuro\u00a0l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;elica dell&#8217;aereo. I problemi tecnici da risolvere non erano tuttavia ancora pochi, ed al momento dello scoppio della guerra non c&#8217;era ancora un ingranaggio che potesse dirsi realmente funzionante. Alcuni aviatori tra cui il francese\u00a0Roland Garros optarono, quindi, per una soluzione alquanto radicale: fare semplicemente fuoco senza preoccuparsi delle conseguenze, facendo affidamento sul fatto che soltanto una parte dei colpi avrebbero attraversato l&#8217;elica, la quale avrebbe potuto resistere fino al rientro alla base e conseguente sostituzione. Per incrementare le possibilit\u00e0 di sopravvivenza, il legno veniva avvolto nella stoffa, affinch\u00e9 non si spezzasse facilmente se sforacchiato a pi\u00f9 riprese, ed in particolare in Francia nacque la soluzione di piastre metalliche per proteggere l&#8217;integrit\u00e0 delle pale, bench\u00e9 questo tendesse talvolta a far rimbalzare i colpi rispedendoli verso il mittente. Un problema tutt&#8217;altro che indifferente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21751\" aria-describedby=\"caption-attachment-21751\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VX3fDlR-SDw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21751\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21751 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Massive-Speed-Interrupter-Gear-500x313.jpg\" alt=\"massive-speed-interrupter-gear\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Massive-Speed-Interrupter-Gear-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Massive-Speed-Interrupter-Gear-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Massive-Speed-Interrupter-Gear.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21751\" class=\"wp-caption-text\">Il primo aereo prodotto in grandi quantit\u00e0 ad essere dotato di un effettivo ingranaggio di sincronizzazione fu il monoplano Fokker E.I. Per tutta la prima\u00a0met\u00e0 del 1915 gli aviatori della triplice intesa arrivarono a temere questo aereo, che avevano soprannominato &#8220;The Fokker Scourge&#8221; (il flagello di Fokker)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo una leggenda, la svolta avvenne a seguito del primo aprile 1915, quando proprio il Morane-Saulnier Tipo L\u00a0del francese Garros precipit\u00f2 e venne catturato dai tedeschi, prima che il pilota potesse distruggerlo col fuoco. Trasportata l&#8217;elica rinforzata presso la fabbrica della\u00a0Fokker Flugzeugwerke GmbH di Schwerin, quindi, l&#8217;eponimo industriale ebbe modo di osservare cosa stava succedendo nei cieli, e nel giro di sole 48 ore mise su carta la sua personale ed innovativa idea per un sistema che salvaguardava le macchine volanti. Questa vicenda \u00e8 stata cos\u00ec riportata nella sua biografia autorizzata, pubblicata nel 1929, bench\u00e9 oggi si ritenga che lui stesse in effetti lavorando al progetto gi\u00e0 da diverso tempo. Di nient&#8217;altro si trattava, dopo tutto, che di una versione perfezionata della soluzione proposta nel 1914 da\u00a0Saulnier, in un&#8217;epoca di pace in cui ancora le idee avevano libera circolazione per l&#8217;Europa. Nell&#8217;ingranaggio di nome\u00a0Stangensteuerung, l&#8217;asticella di trasmissione dell&#8217;impulso di fuoco era stata accorciata e montata su un&#8217;articolazione meccanica di tipo <em>follower<\/em>, che si fletteva ad ogni pressione del grilletto. Il movimento veniva inoltre indotto dalla stessa rotazione del basamento dell&#8217;intero motore, riducendo notevolmente le tolleranze ed i possibili errori, con colpi che inavvertitamente avessero potuto colpire l&#8217;elica. Un malfunzionamento di questo tipo di meccanismo, infatti, poteva essere assolutamente disastroso, con tutti i singoli colpi della mitragliatrice che andavano a colpire l&#8217;elica un passaggio dopo l&#8217;altro, causando l&#8217;immediata\u00a0caduta dell&#8217;aereo.<br \/>\nI tedeschi furono inizialmente molto attenti a mantenere il loro primato, ed evitarono di inviare i Fokker in missioni che potessero terminare con la loro cattura. Nonostante questo, l&#8217;impiego del sistema di fuoco sincronizzato era semplicemente troppo diffuso per rimanere segreto, e ben presto i paesi dello schieramento contrapposto iniziarono a produrne le proprie reinterpretazioni. Gli inglesi, che avevano impiegato con successo le mitragliatrici montate sull&#8217;ala superiore dei biplani mediante l&#8217;impiego del sistema scorrevole Foster,\u00a0iniziarono guardando con diffidenza al sistema tedesco, bench\u00e9 perfezionato in Gran Bretagna dai produttori Vickers-Challenger e Scarff-Dibovski. L&#8217;approccio,\u00a0tuttavia, si dimostr\u00f2 ben presto superiore e trov\u00f2 applicazione in modo particolare nei gi\u00e0 citati Camels, tra i migliori aerei da combattimento della loro epoca per prestazioni ed affidabilit\u00e0, soprattutto in forza delle ottime mitragliatrici, che il caso voleva fossero a configurazione con carrello aperto (meccanismo di fuoco arretrato dietro il colpo prima di fare fuoco) ideale per l&#8217;impiego con il sistema della sincronizzazione. Altre nazioni ebbero grosse difficolt\u00e0, tra cui gli Austro-Ungarici, che notoriamente mandavano i loro aerei al fronte disarmati, sperando di trovare qualche arma in surplus dei tedeschi presso il campo d&#8217;aviazione designato. L&#8217;Italia, nel frattempo, pot\u00e9 contare sulle forniture di mitragliatrici della Vickers acquistate presso gli alleati inglesi.<br \/>\nIl sistema di sincronizzazione del fuoco di mitragliatrice rest\u00f2 rilevante per tutta la prima guerra mondiale, ed anche nelle prime battute della seconda. Gli aerei russi, in particolare, che arrivarono a questo approccio tecnico solamente dopo la rivoluzione del 1917, continuarono ad impiegarlo addirittura fino all&#8217;epoca della guerra in Corea del 1950 sui loro\u00a0La-11 e Yak-9, ritenendo che un&#8217;arma montata in corrispondenza dello sguardo del pilota fosse intrinsecamente superiore alla scelta successiva, di utilizzare mitragliatrici multiple collocate sulle ali. Ma con l&#8217;affermarsi dei bombardieri corazzati,\u00a0quest&#8217;ultime erano diventate imprescindibili fin dall&#8217;era della seconda guerra mondiale, relegando il sistema inventato da Fokker nella soffitta delle arti dimenticate. Il che ci riporta all&#8217;argomento del curioso video di apertura. In cui, l&#8217;avrete forse notato, i proiettili sparati nel &#8220;modo giusto&#8221; hanno la strana tendenza a partire una frazione di secondo prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;elica, mancandola di poco e quasi per un assoluto vezzo del caso. Come anticipavo pi\u00f9 sopra, io non credo affatto che l&#8217;ingranaggio di fuoco funzionasse cos\u00ec, poich\u00e9 era sempre necessario considerare i diversi regimi del motore, le variazioni minime nel potenziale dei proiettili&#8230;E penso anche che se ci fosse stato effettivamente un vero meccanismo, gli Slow Mo Guys sarebbero stati estremamente propensi a\u00a0farcelo vedere. Il mio sospetto \u00e8 in effetti che la moderna mitragliatrice M60, nell&#8217;opinione del team tecnico di supporto, avesse un fuoco sufficientemente regolare da poter\u00a0fare direttamente fuoco in apparente sincronia con la rotazione di un&#8217;elica,\u00a0che tra l&#8217;altro,\u00a0girava pi\u00f9 lenta di quella di un aereo in volo.<br \/>\nDevo dire che una conferma o una smentita mi avrebbero dato la stessa soddisfazione, bench\u00e9 purtroppo, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=s3vAKegWIqc\" target=\"_blank\">il video &#8220;dietro le quinte&#8221;<\/a> del progetto non sia altro che una pubblicit\u00e0 per il videogioco Battlefield 1.\u00a0Ancora una volta, \u00e8 il marketing che vince la battaglia dell&#8217;odierna Verdun.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che gli americani avessero una particolare confidenza con le armi da fuoco, questo lo sapevamo molto bene. Eppure qui le circostanze sembrano davvero superare l&#8217;immaginazione: due uomini adulti, ma che dico gli Slow Mo Guys, coadiuvati da un&#8217;intera squadra tecnica, che parcheggiano sul lato della strada del Nevada e si mettono a giocare con una &#8230; <a title=\"L&#8217;elica che non fermava i colpi del Barone Rosso\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21749\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;elica che non fermava i colpi del Barone Rosso\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[478,300,183,231,167,430,241,1875,734,2118,71,97],"class_list":["post-21749","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aerei","tag-armi","tag-aviazione","tag-esperimento","tag-ingegneria","tag-meccanica","tag-militari","tag-mitragliatrici","tag-prima-guerra-mondiale","tag-rallentatore","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21749","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21749"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21749\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21753,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21749\/revisions\/21753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}