{"id":21723,"date":"2016-11-23T06:45:27","date_gmt":"2016-11-23T05:45:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21723"},"modified":"2016-11-23T06:45:27","modified_gmt":"2016-11-23T05:45:27","slug":"il-terremoto-che-ha-ingrandito-la-nuova-zelanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21723","title":{"rendered":"Il terremoto che ha ingrandito la Nuova Zelanda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Lno8Rpbe57c\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21724\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21726\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Papatea-Fault-500x313.jpg\" alt=\"papatea-fault\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Papatea-Fault-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Papatea-Fault-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Papatea-Fault.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta osservare un atlante storico per rendersi conto di come i paesi, spesso, cambino i reciproci confini. Per un vasto ventaglio di ragioni: politiche, diplomatiche, per uno scambio di favori o addirittura in funzione di operazioni\u00a0militari, le loro forme sugli atlanti sono fluide e mutevoli come quella dell&#8217;acqua spostata tra diversi recipienti. Ma c&#8217;\u00e8 un tipo di nazione che, per quanto possono decidere gli umani, resta immutabile attraverso le generazioni. Stiamo parlando delle isole, circondate dalla barriera di tipo paesaggistico pi\u00f9 invalicabile per eccellenza, ovvero il mare. Eppure nonostante le premesse, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 succedere in teoria, nel corso della storia si \u00e8 verificato. Antica oppure, come in questo caso, assolutamente contemporanea ed attuale: difficilmente,\u00a0ne avrete sentito parlare molto a lungo in Tv. I recenti eventi politici ed economici, per non parlare delle catastrofi del tipo geologico che hanno colpito i nostri stessi connazionali italiani, hanno sottratto notevole spazio nei telegiornali al drammatico terremoto di magnitudine 7,8 che ha colpito lo scorso 14 novembre l&#8217;Isola del Sud della Nuova Zelanda, causando danni per miliardi di dollari e, nonostante le terribili potenzialit\u00e0 distruttive, soltanto due malcapitate vittime, di cui una per attacco di cuore. Un evento distruttivo, del tipo che siamo costretti a tollerare come clausola dell&#8217;imperfetta condizione umana, ma\u00a0proprio per questo, latore della stessa energia geologica della creazione.\u00a0Sarebbe difficile crederlo, se non ci fossero le testimonianze: due minuti dopo la mezzanotte, gli abitanti dei territori costieri presso la cittadina di Kaikoura e da l\u00ec verso nord, fino all&#8217;estremit\u00e0 settentrionale di Capo Campbell, hanno iniziato a sperimentare molto da vicino gli effetti del&#8217;evento tellurico, con epicentro 15 Km sotto Culverden, nell&#8217;entroterra poco pi\u00f9 a sud. Ma\u00a0in aggiunta a questo universale terrore, ne hanno dovuto affrontare un altro, specifico delle caratteristiche del loro territorio: un boato impressionante, proveniente dalla direzione dell&#8217;oceano, che sembrava riecheggiare della furia dei Titani risvegliati. Perch\u00e9 in un certo senso, era proprio questo ci\u00f2 che stava succedendo: nel giro di esattamente tre minuti, alla velocit\u00e0 di 3 Km al secondo, una spaccatura nella stessa crosta del pianeta Terra si \u00e8 ampliata, lungo circa 85 Km di costa. Un lato della stessa, quindi, ha cominciato a salire.<br \/>\n\u00c8 uno scenario assolutamente surreale, quello che ci viene presentato nel presente video del GNS Science, l&#8217;istituto geologico nazionale, in cui l&#8217;addetto visita la scena del dopo-terremoto, mostrandosi dinnanzi ad\u00a0parete rocciosa che supera in diversi punti l&#8217;altezza della sua testa. Non prima di averci fatto capire, esattamente, dove si trova: ovvero in riva al mare, e rivolto verso di esso. In un luogo dove, fino a pochi giorni fa, si divertivano i bagnanti e lanciavano i surfisti. Soltanto che le onde, a partire dal giorno fatidico, erano\u00a0state ricacciate indietro dalla natura stessa, di 15-20 metri. Per tutto l&#8217;intero angolo nord-occidentale dell&#8217;Isola del Sud. Chiaramente, non si tratta di un fenomeno frequente. Anche noi italiani, che ben conosciamo la furia di questo tipo di tremori, siamo maggiormente propensi a considerare le spaccature che essi possono arrecare agli edifici artificiali costruiti dall&#8217;uomo, piuttosto che al paesaggio stesso che generalmente, a meno di sconvolgimenti ancor pi\u00f9 significativi di quello di Kaikoura, resta pressoch\u00e9 invariato. Tutto il contrario di quello che \u00e8 capitato nel caso in oggetto, e questo per le particolari condizioni geologiche della regione. Pensate che gli scienziati della Geonet, l&#8217;ente internazionale che si occupa di studiare i terremoti, hanno definito questo evento come uno dei pi\u00f9 complessi mai registrati sulla terra ferma. In primo luogo, perch\u00e9 presentava in realt\u00e0 di due epicentri assolutamente distinti, incluso quello originariamente tralasciato a Waipapa Bay. Ma soprattutto per il posizionamento dell&#8217;intera Nuova Zelanda, che si trova all&#8217;estremit\u00e0 meridionale del temuto Anello di Fuoco del Pacifico, la concatenazione di vulcani che racchiude l&#8217;intero oceano pi\u00f9 vasto della Terra. Ragione per cui, come avviene per le pecore, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa che qui non \u00e8 mai mancata: le faglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21724\" aria-describedby=\"caption-attachment-21724\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Lu_lCrzPXLc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21724\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21724 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Asperities-Demo-500x313.jpg\" alt=\"asperities-demo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Asperities-Demo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Asperities-Demo-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Asperities-Demo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21724\" class=\"wp-caption-text\">Il canale YouTube IRIS Education and Outreach spiega il fenomeno piuttosto bene, impiegando semplicemente due pezzi di legno obliqui ed una serie di spaghetti crudi, da immaginare come sezione trasversale della faglia. Immaginate che ciascun bastoncino corrisponda ad una delle numerose crepe che si sono sviluppate nella superficie della Nuova Zelanda.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il doppio terremoto neozelandese del 14 novembre rientra nella categoria di quelli verificatosi per l&#8217;effetto del fenomeno della subduzione. Il che significa sostanzialmente che tra due placche continentali, che premono tra loro fin da prima dell&#8217;inizio della storia umana, una di esse ha continuato ad insinuarsi sotto l&#8217;altra, che conseguentemente, \u00e8 salita verso il cielo, generando un certo numero di spaccature o &#8220;falde&#8221;. Simili fenomeni, bench\u00e9 siano la risultanza di tendenze pi\u00f9 che millenarie, hanno la tendenza ad inasprirsi in un solo distruttivo momento, dopo l&#8217;accumulo pluri-generazionale di una possente energia repressa. Sostanzialmente, come avviene per i vulcani. E questo per l&#8217;effetto delle cosiddette asperit\u00e0, ovvero aree del sottosuolo in cui l&#8217;attrito del sottosuolo, coadiuvato dalla naturale compattezza della sua composizione, risultano generalmente sufficienti a trattenere lo scivolamento della placca condannata dagli eventi. Tutto questo finch\u00e9 l&#8217;accumulo della pressione, ad un certo punto, non scioglie il legame della prima asperit\u00e0 presente in una particolare falda, coinvolgendo tutte le altre a cascata. L&#8217;evento che ne consegue \u00e8\u00a0apocalittico, ed al tempo stesso, tristemente affascinante. Nella superficie all&#8217;apparenza totalmente stabile di un particolare paesaggio, si sviluppano crepe e fessuramenti, dai quali a volte scaturisce l&#8217;acqua come effetto collaterale della liquefazione del suolo, mentre il contenuto semi-solido del sottosuolo rimescolato, non rispondendo pi\u00f9 alle leggi newtoniane, inizia spesso sprofondare.\u00a0Portandosi dietro strade, edifici o intere parti dei centri abitati dagli umani, poco pi\u00f9 di una nota a margine, rispetto alla furia incontrollabile della natura.<br \/>\nOra aggiungete all&#8217;equazione il fatto che di faglie, nell&#8217;area coinvolta nel terremoto, non ce ne fosse soltanto una, ma una quantit\u00e0 stimata di ben sei, ciascuna delle quali si \u00e8 sollevata di fino a 2, 2,5 metri, per comprendere la variet\u00e0 degli effetti provocati da questo insolito terremoto, inclusa l&#8217;imprevisto allontanamento della costa. O la strana casualit\u00e0, quella si mostrata pi\u00f9 volte in televisione, delle povere mucche che si sono ritrovate isolate su un&#8217;isola di terra sopraelevata, nel mezzo di una crepa troppo profonda per tentare l&#8217;attraversamento. \u00c8 tuttavia indubbio che se un evento di portata simile si fosse verificato in una zona dalla densit\u00e0 di popolazione pi\u00f9 elevata, o costellata di edifici storici non antisismici come la nostra Italia, la quantit\u00e0 di vittime sarebbe stata decisamente pi\u00f9 ingente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21725\" aria-describedby=\"caption-attachment-21725\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U3H8wlzXGYE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21725\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21725 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Kekerengu-Fault-500x313.jpg\" alt=\"kekerengu-fault\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Kekerengu-Fault-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Kekerengu-Fault-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Kekerengu-Fault.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21725\" class=\"wp-caption-text\">Questa ripresa via drone mostra l&#8217;effetto avuto dal terremoto sulla faglia di Kekerengu, tra Clarence e Clifford Bay. Trovandoci nell&#8217;entroterra, gli effetti sono meno evidenti, anche se l&#8217;aspetto della spaccatura resta alquanto sinistro ed inquietante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sollevamento della costa di Kaikoura, pur non avendo coinvolto direttamente la popolazione umana, difficilmente potrebbe essere definito un evento privo di connotazioni in se stesse negative. In particolare per il danno arrecato alla fauna naturale dell&#8217;ambiente costiero, tra cui molti molluschi gastropodi detti Paua (famiglia\u00a0<em>Haliotidae<\/em>) e diverse specie di gamberi e pesci, che si sono ritrovate improvvisamente sollevate dall&#8217;acqua, bloccati in piccole pozze e nei casi pi\u00f9 sfortunati esposti direttamente all&#8217;energia battente del vento e del sole. Diversi volontari ed abitanti del luogo si sono quindi messi immediatamente all&#8217;opera per tentare di salvare il salvabile, bench\u00e9 sembri che l&#8217;odore di morte abbia gi\u00e0 pervaso l&#8217;aria, ed una zona precedentemente molto amata dal turismo dovr\u00e0 soffrire per qualche tempo, finch\u00e9 l&#8217;opera di ripristino del territorio, puntualmente portata avanti dal governo locale a partire dal giorno del disastro, non giunga fin qui a dare una mano. Nella storia del pianeta, ad ogni modo, simili sconvolgimenti territoriali sono spesso permanenti, e la creazione di una nicchia ecologica del tutto nuova ha delle volte messo in moto l&#8217;energia mutevole dell&#8217;evoluzione, portando all&#8217;affermarsi selettivo di specie animali altamente modificate o del tutto nuove. Ma ci\u00f2 potr\u00e0 essere osservato, forse, solamente dai nipoti degli attuali neozelandesi.<br \/>\nIl terremoto, a questo punto, ormai c&#8217;\u00e8 stato. E quando si verificher\u00e0 il prossimo, non abbiamo modo di saperlo, nonostante il tempo e le risorse spese, attraverso i secoli, per determinare un criterio valido alla previsione. Qualcuno ha voluto individuare una sospetta coincidenza con l&#8217;apparizione astronomica della superluna proprio nella notte del 13 settembre, mentre abitanti del luogo affermano di aver visto &#8220;strane luci&#8221; nel cielo, proprio alcuni attimi prima del tremore. <a href=\"http:\/\/dfw.cbslocal.com\/2016\/11\/14\/amature-weather-man-predicted-new-zealand-earthquake\/\" target=\"_blank\">Un giovane autistico di Sydney<\/a>\u00a0con un canale di YouTube, famoso per la sua passione per gli eventi meteorologici, questa particolare catastrofe l&#8217;aveva prevista con ben 2 settimane d&#8217;anticipo, consigliando alla popolazione di preparare i propri kit di salvataggio e i bagagli per la fuga. Il suo metodo scientifico resta incerto, ma il sentimento alla base della notizia non pu\u00f2 che essere profondamente condiviso: sempre meglio prepararsi una volta in pi\u00f9, che una meno. Quando persino i confini delle terre emerse, allo stato dei fatti attuali, appaiono tutt&#8217;altro che stabilmente definiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta osservare un atlante storico per rendersi conto di come i paesi, spesso, cambino i reciproci confini. Per un vasto ventaglio di ragioni: politiche, diplomatiche, per uno scambio di favori o addirittura in funzione di operazioni\u00a0militari, le loro forme sugli atlanti sono fluide e mutevoli come quella dell&#8217;acqua spostata tra diversi recipienti. Ma c&#8217;\u00e8 un &#8230; <a title=\"Il terremoto che ha ingrandito la Nuova Zelanda\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21723\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il terremoto che ha ingrandito la Nuova Zelanda\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1931,515,1921,1481,1536,2105,194,109,403,1169,1719,78,1618,1355,2104],"class_list":["post-21723","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-attualita","tag-catastrofi","tag-continenti","tag-coste","tag-dal-mondo","tag-faglie","tag-geologia","tag-natura","tag-nuova-zelanda","tag-oceani","tag-oceania","tag-scienza","tag-terra","tag-terremoti","tag-tettonica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21723"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21723\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21727,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21723\/revisions\/21727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}