{"id":21664,"date":"2016-11-14T07:03:20","date_gmt":"2016-11-14T06:03:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21664"},"modified":"2016-11-14T07:45:28","modified_gmt":"2016-11-14T06:45:28","slug":"la-leggenda-cinese-del-veleno-supremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21664","title":{"rendered":"La leggenda cinese del veleno supremo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21665#main\" rel=\"attachment wp-att-21665\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21666\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Gu-Demons-500x414.jpg\" alt=\"gu-demons\" width=\"500\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Gu-Demons-500x414.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Gu-Demons.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 piuttosto raro che un singolo elemento di una cultura pluri-millenaria giunga, pressoch\u00e9 invariato, fino alla soglia della modernit\u00e0. E quando ci\u00f2 accade, il pi\u00f9 delle volte, c&#8217;\u00e8 di mezzo una credenza filosofica o religiosa. Le prime notizie che abbiamo della misteriosa sostanza definita gu o ku, sono delle iscrizioni oracolari su ossa di tartaruga, facenti parte del corpus di testimonianze risalenti alla prima espressione storica della civilt\u00e0 cinese, la dinastia Shang (1600-1046 a.C.) grosso modo corrispondente al Nuovo Regno dell&#8217;antica civilt\u00e0 Egizia sul corso del Nilo. In esse, strumenti ritenuti fondamentali per ogni decisione importante presa dallo stato, si faceva riferimento con ideogrammi prototipici ad una certa entit\u00e0, la cui notazione per iscritto includeva una mescolanza dei termini riferiti a &#8220;verme&#8221;, &#8220;insetto&#8221; o &#8220;serpente&#8221; e quello usato per &#8220;giara, recipiente&#8221;. Tra i frammenti relativi a tale creatura, se di questo si trattava, ricorreva una lamentazione\u00a0sull&#8217;odio degli antenati per le attuali generazioni e veniva dato ad intendere, con tono perentoreo, che &#8220;chiunque fosse colto nell&#8217;atto della preparazione del gu, dovr\u00e0 essere messo a morte insieme a tutta la sua famiglia.&#8221; Fino a un\u00a0tale punto, gli antichi governanti temevano questa connotazione\u00a0demoniaca della natura, imbrigliata e costretta a servire la volont\u00e0 omicida dell&#8217;uomo.<br \/>\nA quanto ci \u00e8 dato di sapere, grazie a testimonianze e scritti successivi, la forma fisica del gu era quella di un decotto insapore ed inodore, prodotto da una sostanza organica finemente\u00a0sminuzzata grazie all&#8217;uso di un pestello. Ma sarebbe stata la provenienza di questo particolare ingrediente, a renderlo davvero speciale. Il quinto giorno del quinto mese di calendario, corrispondente con la ricorrenza del solstizio d&#8217;estate, lo stregone si sarebbe procurato personalmente un certo numero di animali, appartenenti alla categoria tradizionale delle &#8220;cinque bestie velenose&#8221;: il rospo, il centopiedi, il serpente, il ragno\u00a0e lo scorpione. Quindi li avrebbe rinchiusi tutti assieme dentro a un recipiente, il pi\u00f9 angusto ed oscuro a sua disposizione. Attraverso innumerevoli giorni e settimane, le povere creature avrebbero combattuto divorandosi tra loro. Finch\u00e9 alla fine, l&#8217;ultima sopravvissuta, sarebbe giunta ad includere magicamente nel suo corpo tutta la nefandezza e le nequizie del mondo, e conseguentemente un fluido in grado di distruggere sistematicamente l&#8217;organismo umano. Diluito nel vino o in altre bevande, era impossibile da rilevare, e non esistevano metodologie per rilevarne l&#8217;uso pregresso in alcun modo. Ad oggi\u00a0il dizionario enciclopedico\u00a0Hanyu Da Zidian, portato a termine nel 1979 a partire da fonti filologiche di ogni\u00a0epoca, parla di 9 tipi differenti di gu, tra i quali il pi\u00f9 frequente era l&#8217;avvelenamento addominale, una sorta di infiammazione cronica con complicazioni autoimmunitarie, che causava sintomi simili a un colpo di calore prolungato all&#8217;estremo, oltre a perdita di appetito e di peso, febbre e vomito &#8220;simile al cotone&#8221;. Si trattava di una patologia incurabile che uccideva molto lentamente, rendendo questo tipo di vendetta estremamente adatta a chi voleva prolungare le sofferenze della sua vittima, causandone la morte tra atroci sofferenze. Ma il punto principale dell&#8217;impiego di questo veleno piuttosto che un altro, almeno secondo le credenze sciamaniche dei popoli aborigeni del meridione ove avrebbe avuto origine la\u00a0terribile usanza, erano le implicazioni sovrannaturali liberate dal questa diretta\u00a0manipolazione del destino. Sembra infatti, secondo quanto riportato da diversi farmacisti di epoca Tang e soprattutto dallo studioso Cai Dao nel XII secolo (dinastia Song) che l&#8217;impiego del gu permettesse all&#8217;assassino di attirare su di se le fortune di colui che avvelenava, portandolo al guadagno immediato di una grossa somma di denaro, spesso a discapito dei legittimi eredi del malcapitato. In questa particolare versione, tuttavia, il veleno prendeva il nome di\u00a0jincan, letteralmente &#8220;il bruco d&#8217;oro&#8221; e trovava un metodo di preparazione totalmente differente. Esso era il prodotto della sublimazione di una leggendaria e non meglio definita larva del colore del prezioso metallo, proveniente dal Kashmir, che una volta ingerita si sarebbe ricomposta negli intestini umani, iniziando a divorarli dall&#8217;interno. Una volta cos\u00ec ricreato, l&#8217;insetto diventava immortale alla stessa maniera dei cadaveri rianimati dal\u00a0vud\u00f9 caraibico, e tendeva a ritornare sempre dal suo padrone. Nulla poteva nuocergli, neppure le armi ed il fuoco. L&#8217;unico modo di liberarsene, una volta soddisfatti dei risultati e dell&#8217;arricchimento personali a cui si era arrivati, era dunque chiuderlo\u00a0in un recipiente assieme a del denaro e lasciarlo per strada, nella speranza che un passante lo raccogliesse e portasse in casa sua, per dare nuovamente inizio al ciclo di morti e sofferenza. Tale prassi veniva definita &#8220;dare in sposa il bruco d&#8217;oro&#8221; ed era considerato un passaggio necessario affinch\u00e9 l&#8217;animale non finisse per rivoltarsi contro il suo stesso padrone. Ma naturalmente, nulla di simile si \u00e8 mai verificato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21667\" aria-describedby=\"caption-attachment-21667\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Jf113h1rI0g\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21667 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Scorpion-snacks-500x313.jpg\" alt=\"scorpion-snacks\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Scorpion-snacks-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Scorpion-snacks-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Scorpion-snacks.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21667\" class=\"wp-caption-text\">Mangiare singolarmente le &#8220;cinque bestie velenose&#8221; non \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che comporti alcun tipo di pericolo, come potrebbe testimoniare chiunque abbia mai visitato il mercato notturno di Donghumen, a Pechino. Forse l&#8217;effetto letale doveva provenire dall&#8217;accumulo karmico dell&#8217;odio reciproco durante la prigionia nella giara?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per l&#8217;appunto dicevamo, c&#8217;erano diversi tipi di\u00a0questo essere parascientifico, il cui nome andrebbe tradotto secondo l&#8217;antropologo Cecil H. Brown con il termine macedonia <em>wug<\/em>, nato dall&#8217;unione tra <em>worm<\/em> (verme) e <em>bug<\/em> (insetto). Esso poteva nascere dalla preparazione del gu, oppure spontaneamente in natura, come testimoniato dalle importazioni della larva praticate assiduamente almeno fino all&#8217;epoca dei Ming (1368\u20131644). Oppure veniva allevato, alla maniera dei bachi da seta a cui tra l&#8217;altro a quanto pare assomigliava, in tutto tranne che nella colorazione dorata. Un&#8217;altra casistica, decisamente meno frequente, prevedeva che una volta che lo stregone veniva ucciso e la sua testa tagliata messa su di un palo a monito della popolazione, come prevedeva l&#8217;usanza, il bruco strisciasse fuori dal suo collo assieme allo spirito vendicativo, per andare a colpire coloro che avevano commesso il grave errore di far rispettare la legge dell&#8217;ordine divino ereditata dagli Shang. In questa versione della leggenda, il gu velenoso diventava una sostanza mediante la quale il praticante poteva assumere varie forme, tra cui quella di un fantasma, di un cane o di un serpente, per girare non visto tra le avverse pieghe della societ\u00e0 umana. Come nella leggenda europea dei vampiri, l&#8217;individuo in questo modo diventava inarrestabile mediante metodi convenzionali, ma al tempo stesso si ritrovava affetto da alcune specifiche e impreviste debolezze. In particolare, nel 675 a.c il duca De del regno di Qin riusc\u00ec a bloccare ogni caso di avvelenamenti da gu nel suo dominio per molti anni, facendo esporre in corrispondenza delle quattro porte della sua citt\u00e0 altrettante teste mozzate di cane, che fungendo da monito impedivano il passaggio degli spiriti malvagi. Nell&#8217;opinione dei medici co\u00e9vi, inoltre, un modo per mettersi al sicuro dagli influssi malefici di questa forma di stregoneria era la radice di\u00a0<em>jang-ho<\/em>, che doveva essere esposta nella stanza o messa sotto il materasso, potendo finalmente dormire dei sonni sicuri.<br \/>\nCi\u00f2 detto, se lo stregone era davvero intenzionato ad uccidere il suo nemico ma non poteva giungere ad avvelenarlo direttamente o\u00a0in forma spirituale, c&#8217;era\u00a0almeno un altro metodo\u00a0su\u00a0cui poteva fare affidamento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21668\" aria-describedby=\"caption-attachment-21668\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ks3QeZXZylI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21668\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21668 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Chinese-voodoo-500x313.jpg\" alt=\"chinese-voodoo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Chinese-voodoo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Chinese-voodoo-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Chinese-voodoo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21668\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Battere il malvagio&#8221; \u00e8 la forma pi\u00f9 basilare della magia nera cinese, praticata in genere da vecchie signore per la strada. Appartiene ad\u00a0una serie di rituali molto popolari nella regione di Hong Kong.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere dell&#8217;imitazione \u00e8 uno strumento estremamente importante nella magia di ogni cultura, e in questo, la stregoneria cinese non faceva certo eccezione. \u00c8 del resto ancora diffusa, e praticata attivamente, una forma di malocchio popolare che consiste nel procurarsi un oggetto o un capello del proprio rivale in amore o negli affari, ed integrarlo in una figurina di carta, portata quindi presso una sacerdotessa informale della leggendaria tigre bianca,\u00a0B\u00e1i Hu (in altri termini, una fattucchiera). Ella quindi, completata l&#8217;invocazione rituale, inizier\u00e0 a percuotere tale immagine mediante l&#8217;impiego di una scarpa del suo committente, andando avanti per un tempo che \u00e8 variabile in base alla quantit\u00e0 di soldi che ha ricevuto. Talvolta, per semplificare le cose, il pezzo di carta colpito sar\u00e0 invece una generica tigre &#8220;malvagia&#8221;, con un pezzo di maiale tra gli artigli allo scopo di renderla inoffensiva. E per ogni colpo portato a segno, la vittima o le vittime riceveranno sventura, malattie, perdizione&#8230; Se non proprio direttamente, nella maniera lenta e soggettiva di ogni altra attivit\u00e0 sovrannaturale.<br \/>\nEsisteva anche il caso, tuttavia, in cui lo stregone desiderasse mescolare questo approccio pi\u00f9 leggero con i sistemi assolutamente letali precedentemente descritti, affinch\u00e9\u00a0l&#8217;odiato individuo subisse conseguenze pi\u00f9 gravi. Forse qualcuno\u00a0ricorder\u00e0 la criptica scena presente nel film del 2015 The Assassin di\u00a0Hou Hsiao-hsien (premiato a Cannes) in cui un anziano personaggio immerge una di queste bambole di carta nel suo calderone, provocando un miasma malefico che insidia uno dei bersagli designati della sua setta di vendicatori.\u00a0Una storia che certamente non avrebbe avuto termine con la sua successiva e truculenta dipartita&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21665\" aria-describedby=\"caption-attachment-21665\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9kaIiyXGIz0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21665\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21665 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Golden-Caterpillar-500x313.jpg\" alt=\"golden-caterpillar\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Golden-Caterpillar-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Golden-Caterpillar-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Golden-Caterpillar.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21665\" class=\"wp-caption-text\">Eternamente ricreato, il bruco d&#8217;oro non pu\u00f2 essere rimosso dal ciclo della vendetta e dell&#8217;odio umano. La sua vera natura \u00e8 un mistero, cos\u00ec come quella dello stesso gu.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c&#8217;\u00e8 una cosa che accomuna le culture di ogni epoca e paese, \u00e8 il bisogno di trovare un capro espiatorio delle proprie sventure, e questo sia nello specifico, inteso come senso vendicativo del singolo committente di ciascun atto di stregoneria, che nell&#8217;interpretazione contrapposta di questo mondo mefitico, che lo vede come una spropositata collezione di pinzillochere e fandonie per gente superstiziosa.<br \/>\nE la vasta serie di leggende legate al gu, in effetti, fu per lungo tempo usata come metodo per screditare le donne di un intero popolo del meridione del paese, quello dell&#8217;etnia matriarcale dei Miao, che per l&#8217;ottica dell&#8217;antichit\u00e0 cinese godevano di eccessiva libert\u00e0 al pari degli uomini, non dovevano legarsi i piedi e potevano possedere una quantit\u00e0 eccessiva di beni materiali. Proprio per questo, la classe dei letterati di epoca Tang e Ming affermava che costoro avessero l&#8217;abitudine di nascondere il bruco d&#8217;oro nelle loro elaborate capigliature, usandolo per avvelenare gli inconsapevoli mariti. Ad ogni ricorrenza della festa delle Barche Drago (quinto giorno del quinto mese) esse somministravano quindi l&#8217;antidoto, preservando in vita il consorte soltanto finch\u00e9 gli fosse restato un fedele servitore. Ci\u00f2 aveva l&#8217;evidente scopo di scoraggiare i matrimoni misti, e quindi la diffusione di una cultura considerata in qualche maniera insidiosa ai danni dello <em>status quo<\/em>. Ma in definitiva, se questa fosse stata davvero la provenienza della leggenda del gu, direi che il suo perpetrarsi non fosse stato del tutto privo di una funzione. \u00c8 meglio essere odiati e temuti, piuttosto che fare la fine dei tibetani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 piuttosto raro che un singolo elemento di una cultura pluri-millenaria giunga, pressoch\u00e9 invariato, fino alla soglia della modernit\u00e0. E quando ci\u00f2 accade, il pi\u00f9 delle volte, c&#8217;\u00e8 di mezzo una credenza filosofica o religiosa. Le prime notizie che abbiamo della misteriosa sostanza definita gu o ku, sono delle iscrizioni oracolari su ossa di tartaruga, &#8230; <a title=\"La leggenda cinese del veleno supremo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21664\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La leggenda cinese del veleno supremo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[864,163,2079,1381,230,72,276,803,335,768,2078,71,2077,842],"class_list":["post-21664","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-bruchi","tag-cina","tag-creature-sovrannaturali","tag-leggende","tag-magia","tag-mitologia","tag-religione","tag-scorpioni","tag-serpenti","tag-societa","tag-sovrannaturale","tag-storia","tag-stregoneria","tag-veleni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21664"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21664\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21670,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21664\/revisions\/21670"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}