{"id":21636,"date":"2016-11-10T06:49:59","date_gmt":"2016-11-10T05:49:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21636"},"modified":"2016-11-10T06:49:59","modified_gmt":"2016-11-10T05:49:59","slug":"quanti-chiodi-stanno-nella-bocca-di-un-carpentiere-giapponese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21636","title":{"rendered":"Quanti chiodi stanno nella bocca di un carpentiere giapponese?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oZTqnMZrr5Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21637\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21639\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki-500x313.jpg\" alt=\"hiwadabuki\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;obiettivo chiaro nella mente di un perfetto tetto costruito alla vecchia maniera, ovvero spiovente e ricoperto da tegole utili a far scivolare via\u00a0pioggia e neve, il capocantiere medio cerca tutto, tranne la velocit\u00e0. Poich\u00e9 &#8220;presto e bene&#8221; \u00e8 la rappresentazione utopica di un&#8217;unione di fattori, che molto spesso appaiono configurarsi, piuttosto, come un duplice binario. Da una parte realizzazione rapida di quanto commissionato, dall&#8217;altro un ottimo lavoro. \u00c8 dunque inevitabile che l&#8217;aforisma, fin troppo spesso sussurrato da colui che non si occupa di queste cose, venga sostituito con un&#8217;altro, grossomodo corrispondente a &#8220;non \u00e8 una gara&#8221;. Tranne nei casi in cui, si!\u00a0\u00c8 una gara. O non pu\u00f2 fare a meno&#8230;Di sembrarlo. Pur non mettendo in competizione diretta due semplici persone, bens\u00ec l&#8217;estetica di un metodo trascorso, con la rapida efficienza del fantasma di una sparachiodi. Che nei fatti, qui non c&#8217;\u00e8 neppure. Guarda, investigatore della scena, e stupisci. Due\u00a0addetti alle costruzioni giapponesi, la cui nazionalit\u00e0 appare chiara dal <em>torii<\/em> (arco sacro) rappresentato sui caschi, compaiono nel\u00a0video mentre sono\u00a0intenti in un&#8217;attivit\u00e0 istantaneamente riconoscibile, bench\u00e9 molto diversa dalla nostra tipica interpretazione: essi stanno ricoprendo un tetto. E le loro tegole, chi le ha mai viste? Sono nei fatti letterali pezzi di corteccia, grezzi e al naturale, strappati via dall&#8217;albero di <em>hinoki <\/em>(<em>Chamaecyparis obtusa<\/em>, un cipresso)<em>\u00a0<\/em>e poi tagliati a strisce di 50 cm di lunghezza, 10 di larghezza, singolarmente messi in posizione e poi inchiodati, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, su almeno tre strati sovrapposti. Il che, sostanzialmente, implica per un tetto di medie dimensioni&#8230;Qualcosa come svariate migliaia di chiodi, usati per tenere in posizione un qualcosa di endemicamente molto pi\u00f9 leggero, e quindi meno stabile, dei nostri coppi di ceramica o le altre soluzioni pi\u00f9 moderne. Ora il costruttore occidentale, al prefigurarsi di una tale mole di lavoro, assai probabilmente metterebbe il risultato al primo posto, e impiegherebbe senza esitazioni ogni tipologia di meccanismo disponibile, per assicurare il pi\u00f9 semplice conseguimento dell&#8217;effetto finale. Ma come sa bene chi conosce la cultura del Giappone, non c&#8217;\u00e8 niente, da queste parti, di pi\u00f9 importante delle tradizioni. E anche se il committente non dovesse esser l\u00ec presente ad osservare il compito in fase di svolgimento, egli ci terrebbe senza dubbio a sapere che tutto \u00e8 stato fatto\u00a0con un metodo e criterio decoroso. Che poi significa, del tutto a mano.<br \/>\n<em>Hiwadabuki<\/em>: si tratta di una procedura tanto strana dal risultare quasi inquietante. Anzi, diciamolo, del tutto preoccupante (per l&#8217;esofago di coloro che la rendono possibile). I due\u00a0operai maglietta-bianca e nera, come primo gesto, afferrano con la mano destra una generosa manciata di chiodi, che per gli stessi motivi di cui sopra non erano stati realizzati in ferro, nossignore, ma sottili schegge di bamb\u00f9. A tal punto risulta sottile, e quindi facile da perforare, il particolare materiale fatto oggetto della loro attenzione. Quindi avvicinano il pugno alla bocca, lo aprono e ne inglobano\u00a0gioiosamente il contenuto. Senza deglutire e questo \u00e8 un bene. Altrimenti, non avrebbero avuto neanche il tempo d&#8217;impiegare\u00a0un metal detector prima di correre presso l&#8217;ospedale pi\u00f9 vicino. E poi, trattandosi di legno, a che sarebbe mai servito? Completata la prima delicata fase, fido martello saldamente in mano, hanno avviato il vortice dei gesti ripetuti: la mano verso il volto, labbra in fuori, piccolo chiodino che raggiunge la sua posizione, pam-pam-pam; mano verso il volto, etc. etc. Procedendo con metodo ed astuta precisione,\u00a0dal basso verso l&#8217;alto (ciascuna fila dovr\u00e0 coprire met\u00e0 di quella sottostante) in breve tempo la piena estensione dell&#8217;opera \u00e8 conclusa. Tempo, quindi, di ricominciare pi\u00f9 in alto: sembra di assistere all&#8217;opera di una stampante a getto d&#8217;inchiostro. Anzi, perch\u00e9 no, ad aghi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21637\" aria-describedby=\"caption-attachment-21637\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7vJXWSxy3b4\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21637 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Cedar-Shingles-500x313.jpg\" alt=\"cedar-shingles\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Cedar-Shingles-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Cedar-Shingles-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Cedar-Shingles.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21637\" class=\"wp-caption-text\">Un operaio statunitense realizza la versione occidentale del tetto mostrato in apertura, usando delle sottili tavolette di legno di cedro rosso. Tecniche simili (meno l&#8217;attrezzo elettrico) erano note e impiegate anche dai popoli nativi d&#8217;America.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin da tempo immemore, la costruzione del tetto in Estremo Oriente ha costituito un momento dalle profonde implicazioni simboliche e talvolta religiose. Aggiungete a questo la speciale connotazione data dai Giapponesi ad alcune cose inanimate, ritenute infuse di uno spirito primordiale e senza tempo, per comprendere il vero significato di un simile complesso metodo realizzativo. Nell&#8217;architettura dei loro templi, mutuata direttamente dalla Cina, fu cos\u00ec sempre prevista la ricerca di una forma d&#8217;armonia apparentemente spontanea, del tutto diversa dallo sfarzo delle case dei signori e dei samurai. Sia che si tratti di un edificio shintoista,\u00a0per definizione\u00a0legato al principio\u00a0della terra incontaminata dalla mano dell&#8217;uomo, e quindi pi\u00f9 vicina alla divinit\u00e0, che di una pagoda concepita per ospitare gli scritti del buddhismo, inevitabilmente influenzato dalla ricerca dell&#8217;estetica essenziale della corrente dello Zen&#8230; Le sue travi dovranno essere rustiche, le tegole non lavorate. Il profilo dell&#8217;edificio, nella sua interezza, sostanzialmente privo dell&#8217;estetica grandiosa delle nostre chiese o cattedrali. Eppure, nell&#8217;idea di chi lo sta creando, almeno altrettanto perfetto. Proprio in funzione di quel &#8220;qualcosa&#8221; che c&#8217;\u00e8 dietro, ovvero l&#8217;opera dei costruttori che ha un valore duraturo, andante ben oltre il singolo momento della conclusione dell&#8217;arduo progetto. E cosa almeno altrettanto importante, dotato di un&#8217;origine remota, che pu\u00f2 essere fatta risalire fino al momento in cui il cipresso era stato piantato, presso un rinomato\u00a0arboreto di tanti anni fa. Avrete certamente notato, nel video di apertura, l&#8217;ultima parte in cui viene mostrato il processo di raccolta del materiale, con un approccio sostenibile al tronco di alcuni maestosi alberi, sostanzialmente non dissimile da quello usato per il sughero in Sardegna: l&#8217;arbusto viene sostanzialmente &#8220;spogliato&#8221; tramite l&#8217;impiego di coltelli specializzati, avendo cura di non danneggiarne il tronco. L&#8217;albero di <em>hinoki\u00a0<\/em>quindi, grazie alle sue capacit\u00e0 di rigenerazione, sopravviver\u00e0. Per tornare nuovamente pronto, dopo qualche anno, a fornire il suo contributo per lo sforzo dell&#8217;edilizia tradizionale del Giappone.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21638\" aria-describedby=\"caption-attachment-21638\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mtBlqDRCmnQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21638\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21638 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hinoki-Bark-500x313.jpg\" alt=\"hinoki-bark\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hinoki-Bark-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hinoki-Bark-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hinoki-Bark.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21638\" class=\"wp-caption-text\">Molti cipressi giapponesi vengono piantati, curati e fatti crescere con lo specifico scopo di fornire la materia prima per i tetti <em>hiwadabuki<\/em>\u00a0(15&#215;50) e <em>kokerabuki<\/em> (15&#215;30) questi materiali da costruzione hanno un costo molto elevato: una singola travetta per il controsoffitto pu\u00f2 facilmente raggiungere i 500-800 dollari.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il risultato finale, sarebbe difficile negarlo, si nota. Il tetto tradizionale dei templi giapponesi, diversamente da quelli cinesi, prevede una struttura doppia e sovrapposta, che permette di raggiungere un grado di raffinatezza straordinariamente elevato. Talvolta il carpentiere cura la disposizione dei sostegni affinch\u00e9 l&#8217;incastro delle travi sia pienamente osservabile dall&#8217;interno, creando l&#8217;espressione architettonica di uno spazio straordinariamente interessante. Con l&#8217;approssimarsi della sommit\u00e0 del tetto, inoltre, diventa possibile l&#8217;impiego di un sistema di disposizione radiale dei listelli di corteccia, che vengono collocati per la prima volta lungo il senso longitudinale ed intrecciati con quelli dell&#8217;altro lato, creando un effetto molto singolare e memorabile. Simili edifici, ci\u00f2 \u00e8 subito evidente, sono fatti per durare ancor pi\u00f9 nella memoria, che nei fatti sostanziali: molti dei pi\u00f9 grandi e celebri edifici religiosi\u00a0del Giappone, essendo stati realizzati interamente in legno,\u00a0sono soggetti ad un processo continuo di restauro, quando non addirittura una ricostruzione periodica rituale di intere parti del complesso, nonostante l&#8217;ottima resistenza di questo legno alle intemperie. Come nel caso del Grande Santuario di Ise, per il quale viene coltivato appositamente un intero bosco di cipressi <em>hinoki<\/em>, detti\u00a0<em>go-shin-boku,\u00a0<\/em>ovvero gli &#8220;alberi divini&#8221; che trova frequente utilizzo a seguito dell&#8217;ennesimo terremoto e catastrofe meteorologica, entrambi fattori fin troppo frequenti tra le isole dell&#8217;arcipelago d&#8217;Oriente.<br \/>\nSe la cultura giapponese fosse dunque mai stato incline, come il nostro Medioevo e Rinascimento, alla redazione di mistiche profezie, qualcuno avrebbe certamente affermato che finch\u00e9 non cesseranno di esistere i cipressi,\u00a0il popolo continuer\u00e0 a costruire le sue spropositate citt\u00e0 di cemento e vetro. Mentre\u00a0gli addetti alla costruzione di ci\u00f2 che \u00e8 davvero importante, le guance gonfie come quelle dei criceti, ad infiggere i legnosi chiodi nella pelle artificiale del mondo. Certo, qualcuno potrebbe essere portato a suggerire loro l&#8217;impiego di una pratica cintura con porta attrezzi ed annessa bisaccia dei materiali. Ma \u00e8 palese che a quel punto, non sarebbe affatto la stessa cosa! C&#8217;\u00e8 un motivo per cui i cuochi del sushi non lavorano dietro una porta chiusa. E i pittori calligrafici, quando possibile, realizzano le loro opere dinnanzi al\u00a0committente. \u00c8 nella pratica costante, che \u00e8 possibile raggiungere il momento del satori. Come pu\u00f2 pretendere, chi scelga scorciatoie, di riuscire ad apprezzare il panorama della somma Verit\u00e0?<\/p>\n<figure id=\"attachment_21640\" aria-describedby=\"caption-attachment-21640\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=21640#main\" rel=\"attachment wp-att-21640\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21640 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki-model-500x333.jpg\" alt=\"hiwadabuki-model\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki-model-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/11\/Hiwadabuki-model.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21640\" class=\"wp-caption-text\">Un modello di tetto hiwadabuki, rimosso dalla sua sede e montato su ruote per una mostra, continua a mantenere la sua estetica aggraziata. Vi servono altre prove della sua belt\u00e0? &#8211; <a href=\"http:\/\/www.japantimes.co.jp\/culture\/2011\/10\/14\/arts\/openings-outside-tokyo\/roofing-with-thatch-bark-and-wooden-shingles\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;obiettivo chiaro nella mente di un perfetto tetto costruito alla vecchia maniera, ovvero spiovente e ricoperto da tegole utili a far scivolare via\u00a0pioggia e neve, il capocantiere medio cerca tutto, tranne la velocit\u00e0. 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