{"id":21509,"date":"2016-10-23T06:36:46","date_gmt":"2016-10-23T04:36:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21509"},"modified":"2016-10-23T06:40:22","modified_gmt":"2016-10-23T04:40:22","slug":"un-bulbo-artificiale-puo-risolvere-la-sete-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21509","title":{"rendered":"Un bulbo artificiale pu\u00f2 risolvere la sete nel mondo?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/182748120\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21510\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21512\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-500x313.jpg\" alt=\"waterseer\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti conoscono, o per lo meno hanno sentito parlare, della leggendaria rosa del deserto. Un fiore nascosto sotto la sabbia delle dune,\u00a0racchiuso in forma dormiente all&#8217;interno di\u00a0un\u00a0agglomerato di cristalli di gesso, che per innumerevoli anni e secoli pu\u00f2 attendere il suo momento. Finch\u00e9 un giorno, per ragioni incomprensibili, la strana pietra si fessura, e da essa sorge uno svettante fusto del colore di una quercia. Che cresce, e cresce verso il cielo, fino a spalancarsi in un tripudio di sfaccettature frastagliate. Ed \u00e8 a quel punto, dai suoi petali, che sgorga la pi\u00f9 preziosa tra le ricchezze dei viaggiatori: copiosa, rinfrescante, chiara e dolce&#8230; Certo, lo scienziato non pu\u00f2 che restare perplesso. Niente di simile ha ragion d&#8217;esistere in alcun ambiente, e la strana pietra , ce lo insegna la geologia, non \u00e8 in realt\u00e0 altro che un\u00a0litotipo formatisi presso una riserva evaporitica nel sottosuolo. Ma l&#8217;ingegnere aggiungerebbe: si, una cosa simile possiamo costruirla. Si, una cosa simile l&#8217;abbiamo GI\u00c0<em>\u00a0<\/em>costruita. Si chiama Waterseer, e potete finanziarla (nonch\u00e9 prenotarla) <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.indiegogo.com\/projects\/waterseer-water-women#\/\" target=\"_blank\">qui<\/a><\/span>.<br \/>\nFondamentalmente, l&#8217;avevamo\u00a0sempre saputo: per assicurare la prosperit\u00e0 dell&#8217;intero consorzio\u00a0umano, senza limiti di geografia o confini, \u00e8 assolutamente necessario fare affidamento sulla tecnologia. Non \u00e8 purtroppo\u00a0possibile, preso atto dell&#8217;attuale numero di individui che vivono nel mondo, per non parlare delle prospettiva della loro\u00a0crescita\u00a0futura, pensare di accontentarsi delle sole naturali risorse del pianeta Terra. Il cibo non \u00e8 infinito, il carburante non \u00e8 infinito. E per quanto concerne l&#8217;acqua&#8230; Come probabilmente ben saprete, il liquido per eccellenza \u00e8\u00a0una delle sostanze pi\u00f9 comuni presso lo sferoide che chiamiamo Casa. Il 70% del mondo ne \u00e8 ricoperto, mentre il nostro stesso organismo, che si \u00e8 evoluto a partire da un simile brodo primordiale, ne \u00e8 composto al 50-60%, fino al 78% nei neonati. Ma volete sapere quanta dell&#8217;acqua che vediamo con i nostri occhi \u00e8\u00a0in percentuale\u00a0adatta al consumo da parte da nostra? In effetti, non pi\u00f9 del 2,5%. Ed \u00e8 per questo che ogni giorno 8.000 persone muoiono di sete, mentre altre 1.000 subiscono\u00a0le conseguenze di una delle molte malattie\u00a0a cui si \u00e8 soggetti\u00a0tentando di dissetarsi da una fonte inadeguata.<br \/>\nFino a un tal punto, \u00e8 forte il nostro istinto di sopravvivenza: bastano poche ore senza bere, oppure un singolo giorno, perch\u00e9 la disperazione possa portarci a\u00a0ricercare la potabilit\u00e0 dove in realt\u00e0, essa non sarebbe mai potuta esistere, a causa dell&#8217;inquinamento, dei microbi o della sporcizia. Come altrettanto celebre \u00e8 l&#8217;immagine, pi\u00f9 volte messa in evidenza per stimolare le nostre coscienze, delle madri o padri in determinati paesi aridi\u00a0che devono percorrere, ogni giorno, numerosi chilometri per raggiungere un distante pozzo e assicurare la sopravvivenza della propria famiglia. Il che, in luoghi che risultano il pi\u00f9 delle volte disagiati anche dal punto di vista economico e dei servizi, assicura l&#8217;impossibilit\u00e0 di svolgere un lavoro edificante, acquisire nuove capacit\u00e0 o semplicemente passare del tempo con i figli. Ed \u00e8 per far fronte ad una tale spiacevole situazione, che ormai da svariate\u00a0decadi diverse\u00a0organizzazioni umanitarie stanno ricercando lo strumento risolutivo, un apparecchio che permetta, in qualche modo, di\u00a0incrementare la quantit\u00e0 di fluido dissetante disponibile dove gli acquedotti civici non sono mai esistiti, e mai potranno farlo in futuro. Gli approcci sono molteplici: filtrare l&#8217;acqua non potabile o depurarla, per renderla tale, permettere di trasportarla in modo pi\u00f9 efficiente, ad esempio attraverso dei serbatoi portatili concepiti per rotolare sul terreno, oppure crearla dall&#8217;aria stessa, attraverso il processo della deumidificazione. Proprio questo ultimo metodo, sulla carta, potrebbe sembrare il migliore, bench\u00e9 tenda a richiedere dei ponderosi, costosi macchinari, nonch\u00e9 l&#8217;ancor pi\u00f9 problematica risorsa dell&#8217;energia elettrica. O forse sarebbe pi\u00f9 corretto dire, che cos\u00ec \u00e8 stato fino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\n<em>Enters<\/em> Waterseer: nient&#8217;altro che l&#8217;ultimo progetto portato avanti dalla societ\u00e0 di innovazione tecnologica VICI Labs di Reston, in Virginia, in collaborazione con gli studenti dell&#8217;universit\u00e0 di\u00a0Berkeley e l&#8217;organizzazione umanitaria\u00a0National Peace Corps Association. Nient&#8217;altro, l&#8217;avrete notato, che un tubo infisso nel terreno, con un recipiente metallico sotterraneo ed un mulino a vento\u00a0che fuoriesce dal terreno, raggiungendo all&#8217;incirca le spalle di una persona d&#8217;altezza media. Nel corso di 24 ore, il vento fa girare le pale dell&#8217;astruso meccanismo. La mattina dopo, qualcuno si reca ad inserire una pompa nell&#8217;apposita apertura. Da cui sgorgano, nel giro di pochi minuti, circa 40 litri d&#8217;acqua. Ogni, singolo, giorno. E niente impedisce di disporre in fila 8, 16, 32 di questi apparati, arrivando a dissetare un intera comunit\u00e0 o villaggio. Vediamo, quindi, come funziona&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21511\" aria-describedby=\"caption-attachment-21511\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/183017322\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21511 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-Interviews-500x313.jpg\" alt=\"waterseer-interviews\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-Interviews-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-Interviews-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-Interviews.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21511\" class=\"wp-caption-text\">Quattro team di studenti, facenti parte degli istituti della Berkeley per le Imprese Tecnologiche e per il Design, hanno presentato le loro idee alla commissione dei Vici Labs. Le idee migliori, quindi, sono state testate presso la Gill Tract Farm, un vasto terreno di propriet\u00e0 della scuola sito presso alcune delle regioni pi\u00f9 aride della California.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prodotto, che si trova in realt\u00e0 ancora allo stadio di prototipo e nel momento in cui scrivo sta raccogliendo fondi presso il portale di <em>crowd-funding<\/em> IndieGoGo, ha la forza di basarsi su un principio semplicissimo ed estremamente noto: quello della formazione di condensa, naturalmente verificabile in ambienti dal clima meno arido di quello dei paesi per cui \u00e8 stato pensato il Waterseer. Le pale del suo mulino a vista, mosse dalle naturali correnti d&#8217;aria, attivano di concerto un sistema di ventilazione interna, che cattura l&#8217;aria e la spinge in basso, verso la un recipiente di contenimento sotterraneo. Il materiale costruttivo, che \u00e8 di tipo plastico in superficie per ridurre i costi, diventa\u00a0invece puro metallo nel sottosuolo, dove anche per questo riesce a\u00a0mantenersi ad una temperatura naturalmente pi\u00f9 fredda di quella ambientale. Trovandosi ad attraversare un simile differenziale, quindi, l&#8217;aria si separa dal vapore acqueo, che va a depositarsi sulle pareti del serbatoio. Inesorabilmente, questo si accumula e cola, depositandosi\u00a0sul fondo come birra in un boccale. Tutto quello che resta da fare, a un tale punto, \u00e8 pompare fuori il chiaro fluido,\u00a0ed usarlo per rispondere alle proprie basilari necessit\u00e0. Ci sono notevoli punti a favore nel procedimento: l&#8217;acqua risultante, in primo luogo, \u00e8 naturalmente distillata, ovvero priva di qualsivoglia contaminante nocivo, anche in presenza di aria pesantemente inquinata. L&#8217;ambiente generativo, inoltre, pu\u00f2 essere mantenuto ragionevolmente sterile, grazie all&#8217;impiego di filtri per il particolato in corrispondenza di ciascuna singola apertura. Nel caso in cui dovesse rendersi comunque necessario pulire o ispezionare il serbatoio, esso pu\u00f2 essere comunque estratto dall&#8217;alloggiamento sotterraneo,\u00a0mentre un\u00a0involucro protettivo resta in posizione ed impedisce la chiusura del buco.<br \/>\nL&#8217;impiego di un evaporatore atmosferico, come viene chiamata questa classe di dispositivi, non \u00e8 in realt\u00e0 del tutto nuovo. Si ritiene ad esempio che la civilt\u00e0 degli Incas potesse sopravvivere al di sopra del livello delle piogge impiegando delle trappole del vento, dette\u00a0Atrapanieblas. Oggi le popolazioni andine e del deserto dell&#8217;Atacama fanno ancora affidamento su un sistema simile ma pi\u00f9 moderno, costituito da vaste reti di polipropilene appese a coppie di pali di legno, da cui la condensa goggiola all&#8217;interno di appositi recipienti. Il Waterseer costituisce tuttavia, senza alcun dubbio, il primo caso in cui un simile dispositivo verr\u00e0 prodotto in serie, impacchettato e spedito verso i luoghi che ne hanno il\u00a0pi\u00f9 notevole bisogno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21510\" aria-describedby=\"caption-attachment-21510\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sqCliCqYNd8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21510\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21510 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-2-500x313.jpg\" alt=\"waterseer-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Waterseer-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21510\" class=\"wp-caption-text\">Tra le prime versioni proposte dai team, c&#8217;era un Waterseer ancora pi\u00f9 semplice, ispirato ad una foglia di ninfea. In quel caso, il freddo del sottosuolo veniva portato in superficie da un&#8217;asta di ferro su due grosse piastre, e sarebbe stato raccolto con un semplice brocca messa in posizione. L&#8217;estetica era molto interessante, ma l&#8217;acqua raccolta in tale modo difficilmente superava i tre litri giornalieri.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il mondo del <em>crowd-sourcing<\/em> possa servire a svolgere delle mansioni umanitarie, lo sapevamo molto bene: qualcosa di simile ma precedente, dopo tutto, \u00e8 stato alla base della formazione ed il sostentamento d&#8217;innumerevoli compagnie senza finalit\u00e0\u00a0di lucro, pi\u00f9 o meno legate a una visione religiosa del problema. E l&#8217;altruismo resta una fondamentale virt\u00f9 dell&#8217;uomo, bench\u00e9 talvolta, sia necessario portarla in evidenza tramite un processo gi\u00e0 noto: cos\u00ec, secondo l&#8217;usanza previsa dai portali alla IndieGoGo, \u00e8 attualmente possibile &#8220;prenotare&#8221; il proprio evaporatore a patto di pagarne in effetti anche un&#8217;altro, che verr\u00e0 consegnato doverosamente presso un paese disagiato, selezionato con l&#8217;assistenza della\u00a0NPCA. La spesa minima per l&#8217;acquisto \u00e8 quindi di 134 dollari, che sale a 264 nel caso in cui si desideri finanziare la consegna di altri tre Waterseer. Resta sempre importante notare come\u00a0i finanziamenti di questo tipo rappresentino una significativa concessione di fiducia, in quanto\u00a0il dispositivo\u00a0non \u00e8 stato ancora messo in produzione. Ma la storia insolita, assieme all&#8217;intento umanitario di questo progetto sembrano aver gi\u00e0 convinto molte persone, con uno stato della raccolta fondi attuale che ha superato\u00a0al momento in cui scrivo i 185.000 dollari, ovvero il 241% del budget previsto.\u00a0Con ancora un mese a disposizione prima\u00a0della conclusione!<br \/>\nMolti dei rischi dell&#8217;investimento, quindi, sono gi\u00e0 stati vanificati. Le risorse per iniziare la produzione in serie gi\u00e0 ci sono, ed il patrocinio di un universit\u00e0 e importanti organizzazioni sembrano garantire una buona riuscita del progetto. Le potenzialit\u00e0 di fare del bene, dunque, sono estremamente\u00a0significative. Senza contare il prestigio, ed il piacere, di poter collocare nel proprio giardino una vera e funzionante prova della saggezza tipica del mondo vegetale: mettere da parte il proprio bene pi\u00f9 prezioso, perch\u00e9\u00a0prima o poi, il\u00a0momento di fiorire arriver\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per partecipare alla campagna di raccolta fondi:<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.indiegogo.com\/projects\/waterseer-water-women#\/\" target=\"_blank\">Waterseer @\u00a0IndieGoGo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti conoscono, o per lo meno hanno sentito parlare, della leggendaria rosa del deserto. Un fiore nascosto sotto la sabbia delle dune,\u00a0racchiuso in forma dormiente all&#8217;interno di\u00a0un\u00a0agglomerato di cristalli di gesso, che per innumerevoli anni e secoli pu\u00f2 attendere il suo momento. Finch\u00e9 un giorno, per ragioni incomprensibili, la strana pietra si fessura, e da &#8230; <a title=\"Un bulbo artificiale pu\u00f2 risolvere la sete nel mondo?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21509\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un bulbo artificiale pu\u00f2 risolvere la sete nel mondo?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,228,1296,947,2028,766,167,2027,858,768,97,841],"class_list":["post-21509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-ambiente","tag-aria","tag-crowd-funding","tag-deumidificazione","tag-futuro","tag-ingegneria","tag-iniziative-umanitarie","tag-risorse","tag-societa","tag-tecnologia","tag-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21509"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21516,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21509\/revisions\/21516"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}