{"id":21493,"date":"2016-10-21T06:47:07","date_gmt":"2016-10-21T04:47:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21493"},"modified":"2016-10-21T06:56:57","modified_gmt":"2016-10-21T04:56:57","slug":"lofficina-popolata-dagli-insetti-riciclati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21493","title":{"rendered":"L&#8217;officina popolata dagli insetti riciclati"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/165133678\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21494\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21496\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-500x313.jpg\" alt=\"edouard-martinet\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stretto nelle mani dell&#8217;artista, l&#8217;enorme scarabeo tigre pare pronto ad aprire le sue elitre e spiccare il volo. Di un vivace color verde brillante, il suo aspetto \u00e8 misteriosamente simile a qualcosa d&#8217;altro: nell&#8217;addome s&#8217;intravede\u00a0una custodia per gli occhiali e\u00a0uno\u00a0specchietto retrovisore. Il suo torace \u00e8 parte di una lampada per biciclette. Gli occhi sono biglie, le antenne pezzi di una radio. Ciascuna delle sei zampe, contiene l&#8217;agglomerato tripartito di tergicristalli, freni da ciclismo e catene per la trasmissione. Tutto questo e molto altro, suscita\u00a0una strana commistione d&#8217;influenze: da una parte lo spirito d&#8217;osservazione dell&#8217;entomologo, che studia alcune delle creature pi\u00f9 insolite\u00a0di questa Terra, potenzialmente spaventose per i non avvezzi. Mentre dall&#8217;altra, l&#8217;intuito del rigattiere, che non vede i vecchi oggetti per ci\u00f2 che realmente sono, bens\u00ec quello che erano stati, o che ancor meglio, potrebbero un domani diventare. Due spiriti racchiusi nello sguardo di un sol uomo, che arriva a concentrarsi e si riflette in quello dell&#8217;insetto immobile e perennemente silenzioso. Almeno, per quanto concerne i suoni percepiti tramite le vibrazioni dell&#8217;orecchio interno. Perch\u00e9 nell&#8217;anima, tra la polvere di questo ambiente oscuro in terra di Bretagna, non pu\u00f2 che risuonare il ritmo clamoroso di un concerto: un grillo \u00e8 fatto con le carene di una vecchia moto. Una\u00a0vespa le cui strisce sono parti di una macchina da scrivere. La libellula \u00e8 una pompa per le biciclette, incoronata con dei fari ed ali d&#8217;alluminio con pezzi d&#8217;ombrello. E poi, ci sono rane, pesci, uccelli, gamberi e aragoste&#8230; Ma neanche l&#8217;ombra di un mammifero. In quanto costui, ci narra quietamente, non ha mai voluto dedicarsi alle creature &#8220;Troppo familiari&#8221;.<br \/>\nChi \u00e8 che parla? Chi, se non Edouard Martinet, il poliedrico creativo\u00a0francese che ha studiato e lavorato per lungo tempo a Parigi come grafico, prima di decidere all&#8217;improvviso di trasferirsi nel Nord-Ovest del paese presso la\u00a0periferia di Rennes, cittadina celebre per le sue chiese ed altre opere architettoniche dell&#8217;epoca Barocca. E presso cui negli ultimi tempi, sempre pi\u00f9 spesso, si recano in visita galleristi di fama ed organizzatori di premi internazionali, per conoscere personalmente il creatore di alcuni dei manufatti pi\u00f9 incredibili che abbiano mai occupato le auguste sale dell&#8217;arte. Nonch\u00e9 gli spazi digitali del web, vista l&#8217;assiduit\u00e0 con cui innumerevoli blog del settore e produttori di documentari\u00a0continuano a riproporre le rassegne delle sue opere pi\u00f9 celebri o recenti. Non \u00e8 cosa da poco, del resto, riuscire a dedicare\u00a0una vita alla propria passione, e qual&#8217;ora si riesca a farlo per oltre 25 anni, come nel caso di costui, capita talvolta che si riesca a raggiungere quello stato superiore di coscienza, e conseguente operativit\u00e0, che conduce senza intoppi al senso universale del sublime. E in effetti fatto salvo per chi ha orrore di A &#8211; Cose che zampettano nell&#8217;ombra; oppure B &#8211; Gli oggetti che hanno terminato il proprio ciclo di utilizzo pre-determinato (in termini pi\u00f9 poveri, scarti o spazzatura) sarebbe assai difficile non prender atto della verit\u00e0: ovvero che ciascun singolo essere, ogni abitante dello spazio deputato, nient&#8217;altro sembra se non assolutamente vivo, seppur colto in un\u00a0momento di apparente immobilit\u00e0. Finch\u00e9 non si prende coraggio, per toccare con la mano\u00a0la visione dell&#8217;ultra-natura, concentrandosi nel trattenere il fiato.<br \/>\nNon \u00e8 la prima volta che vediamo qualcosa di simile, certamente: persino nell&#8217;arte del contemporaneo ricorrono stilemi.\u00a0Eppure ad un&#8217;attenta osservazione, le sculture custodite nell&#8217;atelier di Rennes, cos\u00ec come quelle contrassegnate dalla chiara dicitura VENDUTO <a href=\"http:\/\/www.sladmorecontemporary.com\/edouard-martinet-store\/?category=2016+Exhibition\" target=\"_blank\">sul sito personale dell&#8217;autore<\/a>, presentano diversi tratti di distinzione. Primo fra tutti, la totale assenza di saldature, sostituite dall&#8217;impiego di incastri, viti e bulloni, cos\u00ec come\u00a0il mantenimento di ciascun componente nel suo stato pi\u00f9 possibile all&#8217;originale. Il che dimostra una particolare via del processo creativo, che dilaziona\u00a0il completamento di alcune opere fino a richiedere anni, ed anni, ed anni&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21495\" aria-describedby=\"caption-attachment-21495\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aEuOhwRRPY0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21495\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21495 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-3-500x313.jpg\" alt=\"edouard-martinet-3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21495\" class=\"wp-caption-text\">Martinet ha fatto l&#8217;insegnante a Rennes per anni, prima di dedicarsi a tempo pieno alla sua vera passione, la scultura. Secondo alcuni critici e commentatori, ad ispirarlo sarebbe stato proprio l&#8217;ambiente della capitale storica ed artistica della Bretagna.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Fino a sette&#8221; ci racconta lui, nel breve documentario prodotto da\u00a0Will Farrell per la galleria Sladmore di Londra (vedi link d&#8217;apertura) che lo scorso maggio ha tenuto una mostra dell&#8217;artista i cui pezzi pi\u00f9 imponenti sono stati venduti per la cifra media di 20.000 sterline. Questo perch\u00e9, come ci spiegava il pacato Martinet\u00a0anche in questa precedente intervista per il canale Euromaxx, non esiste semplicemente un termine cronologico preciso di nessuno dei suoi progetti. Come mai potrebbe? Tutto ci\u00f2 che trova impiego deve essere trovato nei mercatini dell&#8217;usato, presso gli antiquari, dagli sfasciacarrozze di zona. Anche amici e parenti, nel corso degli anni, hanno preso l&#8217;abitudine di contattarlo senza mancare di enunciare\u00a0il classico &#8220;Te lo regalo! Se vieni a prenderlo&#8230;&#8221; Quasi come se gli stesse a cuore il destino ultimo di ci\u00f2 che danno via. In altri casi, invece, l&#8217;artista racconta di dover mentire ai venditori di pezzi di ricambio d&#8217;epoca, che altrimenti si rifiuterebbero di venderli, dispiacendosi di destinarli\u00a0ad un reimpiego differente dal contesto motoristico di provenienza. Ma la ricerca del signore degli insetti\u00a0trova sempre lo sfogo desiderato, alla fine. Ed \u00e8 anche giusto che sia cos\u00ec.<br \/>\nMetamorfosi e rinascita, come ben sappiamo, sono del resto un punto fermo nella vita degli insetti. \u00c8 semplicemente impossibile, per la natura, creare un qualcosa che resti statico attraverso il ciclo delle generazioni, bench\u00e9 il mondo minerale, prolungando i tempi, riesca ad approssimarsi a questo stato d&#8217;ideale perfezione. Ed \u00e8 fondamentalmente proprio questa, una possibile interpretazione della visione di Martinet: offrire all&#8217;osservatore una finestra sulla cristallizzazione del tempo, grazie all&#8217;incontro tra le cose inanimate (ferro, cuoio, plastica&#8230;) e quelle invece infuse dell&#8217;inconoscibile scintilla e il guizzo della consapevolezza di se (rospo, curculionide, falena). Nelle sue occasionali dichiarazioni d&#8217;intenti, egli ci tiene molto a sottolinearlo: &#8220;Io non voglio che le mie sculture sembrino dei robot. Il bambino o l&#8217;adulto che giunge a conoscerli, dovrebbe avere l&#8217;istintiva sensazione che essi siano l&#8217;animale in quanto tale, cos\u00ec come uscito dal bozzolo o dall&#8217;uovo.&#8221;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21494\" aria-describedby=\"caption-attachment-21494\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2laD88VxOk4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21494\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21494 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-2-500x313.jpg\" alt=\"edouard-martinet-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Edouard-Martinet-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21494\" class=\"wp-caption-text\">Di <em>slide-show<\/em> con un catalogo sommario delle opere di Martinet ce ne sono diversi su YouTube. L&#8217;effetto complessivo, in genere, \u00e8 un senso latente di assoluta meraviglia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un&#8217;arte povera, per definizione, perch\u00e9 sfrutta lo strumento operativo del riciclo e materiali che qualcuno, da qualche parte, ha precedentemente rifiutato. \u00c8 frutto della visione del post-moderno, poich\u00e9 priva il metodo del suo significato. Eppure \u00e8 anche un arte che richiede molto tempo e concentrazione, perch\u00e9 presuppone la ricerca continuativa dei componenti attraverso ogni momento della propria vita, trasformando essa stessa, letteralmente, in una parte dell&#8217;esibizione. Diventa quindi molto significativo, il fatto che l&#8217;autore non abbia desiderato veicolare alcun tipo di messaggio ideologico, ambientale o politico nelle sue sculture, limitandosi a rappresentare la natura stessa per ci\u00f2 che \u00e8, per come lui la vede da quando, all&#8217;et\u00e0 di 10 anni, un maestro di scuola lo inizi\u00f2 alla passione dell&#8217;entomologia.<br \/>\nIn questo modo, il significato che si pu\u00f2 trovare nelle sue creazioni non \u00e8 pi\u00f9 subordinato alla visione individuale di ciascuno, ma puro e limpido, come l&#8217;acqua di un ruscello popolato dalle trote d&#8217;acciaio e scaglie cromate\u00a0&#8220;Osservate&#8230;&#8221; Sembra quasi affermare in puro\u00a0spirito una voce sottile, dall&#8217;angolo\u00a0ingombro di rottami, sotto l&#8217;ombra di un pesante ragno tessitore di catene di bicicletta: &#8220;&#8230;Lo splendore nascosto nel profondo\u00a0di ogni cosa ed oggetto. Attraverso cui persino uno di questi residui, scarti e rimasugli pu\u00f2 trasformarsi, se\u00a0ricombinato ad arte, nell&#8217;ala diafana di una farfalla senza tempo.&#8221;<br \/>\n\u00c8 la bellezza di quello che riesce a perpetrare se stesso, rigenerandosi al termine del proprio ciclo vitale. Come un insetto. Come\u00a0qualcosa di perduto, e poi ritrovato. Chi pu\u00f2 dire, dopo tutto, quale sia il destino di una vecchia padella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stretto nelle mani dell&#8217;artista, l&#8217;enorme scarabeo tigre pare pronto ad aprire le sue elitre e spiccare il volo. Di un vivace color verde brillante, il suo aspetto \u00e8 misteriosamente simile a qualcosa d&#8217;altro: nell&#8217;addome s&#8217;intravede\u00a0una custodia per gli occhiali e\u00a0uno\u00a0specchietto retrovisore. Il suo torace \u00e8 parte di una lampada per biciclette. Gli occhi sono biglie, &#8230; <a title=\"L&#8217;officina popolata dagli insetti riciclati\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21493\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;officina popolata dagli insetti riciclati\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,77,2023,236,289,112,136,430,690,2024,399,593,82],"class_list":["post-21493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-arte","tag-bretagna","tag-europa","tag-francia","tag-insetti","tag-invenzioni","tag-meccanica","tag-metallo","tag-oggetti-di-recupero","tag-pesci","tag-riciclo","tag-scultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21493","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21493"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21499,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21493\/revisions\/21499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}