{"id":21433,"date":"2016-10-14T06:48:15","date_gmt":"2016-10-14T04:48:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21433"},"modified":"2016-10-14T06:56:57","modified_gmt":"2016-10-14T04:56:57","slug":"lartista-che-costruisce-i-libri-piu-sofisticati-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21433","title":{"rendered":"L&#8217;artista che costruisce i libri pi\u00f9 sofisticati al mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/O6JFYMJMQZ0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21434\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21434\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Matthew-Reinhart-500x313.jpg\" alt=\"matthew-reinhart\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Matthew-Reinhart-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Matthew-Reinhart-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Matthew-Reinhart.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo di Matthew\u00a0Reinhart \u00e8 un vero capolavoro di alta\u00a0tecnologia. Chiuso nel suo involucro altamente trasportabile, dal fattore forma di un grosso tablet con funzioni di e-book 3D, appare sostanzialmente pi\u00f9 leggero della concorrenza. Inoltre, risparmio e semplificazione non da poco, pu\u00f2 persino fare a meno della custodia! Durante il suo giro di dimostrazione, l&#8217;oggetto dimostra\u00a0tutte le capacit\u00e0 di un processore grafico all&#8217;avanguardia: basta aprirlo sulla prima pagina per ottenere una schermata in alta risoluzione con il motto dei Transformers, <em>More Than Meets the Eye<\/em>. Un grande aereo bianco da combattimento campeggia tra un paesaggio brullo e montano; ma basta tirare la levetta aptica perch\u00e9&#8230;Esso si trasformi. Guardatelo, \u00e8 Jetfire! Il pi\u00f9 veloce degli Autobot. Accanto a lui Bumblebee, il robo-maggiolino inspiegabilmente sostituito da una fiammante auto sportiva dall&#8217;epoca dei film di Michael Bay, esegue anch&#8217;egli la sua metamorfosi d&#8217;ordinanza. L&#8217;effetto tridimensionale \u00e8 talmente convincente che le sue braccia sembrano fuoriuscire dal riquadro della pagina, ed estendersi con entusiasmo verso il cielo. Ma prima di premere NEXT ed inoltrarvi pi\u00f9 in profondit\u00e0 nel meccanismo, siate messi a conoscenza della sua dote maggiormente significativa: il <em>pop-up book<\/em>,\u00a0mezzo capolavoro semi-dimenticato, non pu\u00f2 assolutamente esaurire la batteria. Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 neanche un grammo di litio al suo interno&#8230;<br \/>\nCon l&#8217;invenzione del telefonino touch, \u00e8 finalmente diventato evidente a tutti come l&#8217;interfaccia migliore non sia quella pi\u00f9 completa o ricca di funzioni, bens\u00ec un metodo d&#8217;interazione essenzialmente trasparente, che una volta che l&#8217;utente si familiarizza,\u00a0scompare. Tira una levetta per salvare\u00a0il file. Gira una manovella per convertire la misura imperiale. Trascina l&#8217;angolo per voltare pagina. Cos\u00ec le ultime evoluzioni dei due sistemi operativi pi\u00f9 popolari al momento, allo stesso modo delle app che ci vengono fatte funzionare,\u00a0iniziano ad essere valutate\u00a0anche in funzione della loro capacit\u00e0 di trasformare un gesto nato dall&#8217;istinto in pura e semplice reazione, senza richiedere l&#8217;effettivo inserimento di parametri o dati. Questa apparente semplificazione in merito delle aspettative funzionali\u00a0\u00e8 in realt\u00e0 la risultanza del\u00a0bisogno di\u00a0trovare una diretta corrispondenza tra il mondo fisico e digitale. Che cessa sostanzialmente di esistere, nel caso in cui si resti fermamente posizionati all&#8217;interno della sfera tangibile, ovvero fatta di carne (carta) e sangue (inchiostro). Come innumerevoli generazioni, ancora prima che nascessero i nostri terzi trisavoli da parte di padre e madre. Il che significa che nel creare un libro interattivo, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno di limitarsi a ci\u00f2 che appare logico dal punto di vista istintivo: l&#8217;apertura della pagina diventa come un motore. E quell&#8217;energia, se si \u00e8 davvero abili, pu\u00f2 essere impiegata in qualsiasi modo.<br \/>\nOggi, una simile categoria editoriale viene associata quasi esclusivamente al mondo dei bambini, e forse l&#8217;ultima generazione che \u00e8 riuscita a goderne a pieno si trova da tempo all&#8217;universit\u00e0. Persino per loro, assai probabilmente, non costituisce altro che un pensiero a margine, un vago ricordo dell&#8217;infanzia del regalo di zie o nonni, appezzato sinceramente per ci\u00f2 che era, ma poi deposto nella libreria a vantaggio dell&#8217;ultima uscita per Gameboy Advance o Amiga CD32 (Ahah!)\u00a0Il che \u00e8 purtroppo endemico: per apprezzare realmente una di queste vere e proprie opere d&#8217;arte cartacee, occorre non soltanto essere Adulti (mentalmente se non fisicamente) ma prendere atto del&#8217;effettiva sapienza tecnica, preparazione e lavoro che c&#8217;\u00e8 dietro ciascun libro davvero degno di questo nome. Un qualcosa che emerge, straordinariamente evidente, da questo breve segmento del canale Sci-Fri sull&#8217;opera di uno degli autori pi\u00f9 accreditati del momento, due volte vincitore dell&#8217;unico premio assegnato annualmente dalla\u00a0Movable Book Society, intitolato a\u00a0Lothar Meggendorfer, leggendario illustratore tedesco dell&#8217;inizio del &#8216;900.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21437\" aria-describedby=\"caption-attachment-21437\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rbBojswrSKc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21437\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21437 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Star-Wars-Pop-Up-1-500x313.jpg\" alt=\"star-wars-pop-up\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Star-Wars-Pop-Up-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Star-Wars-Pop-Up-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Star-Wars-Pop-Up-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21437\" class=\"wp-caption-text\">Oltre al suo libro sui Transformer (2014) Reinhart aveva vinto il premio Meggendorfer con quello che resta forse tutt&#8217;ora la sua creazione pi\u00f9 rinomata, Star Wars-Pop-up Guide to the Galaxy (2008) ricca di personaggi straordinariamente espressivi ed in cui arrivava ad impiegare delle piccole spade laser realmente luminescenti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta una storia d&#8217;altri tempi, dunque? Direi&#8230; Di no.\u00a0Grazie a quella stessa Internet che nell&#8217;opinione delle vecchie generazioni starebbe intaccando le nostre radici storiche e letterarie, in realt\u00e0 nulla scompare col trascorrere del tempo, e persino ci\u00f2 che \u00e8 perso all&#8217;opinione pubblica pu\u00f2 fare capolino\u00a0da una piccola finestra o un libretto abbinato, richiamando l&#8217;attenzione collettiva con la sua innegabile ragione d&#8217;interesse. C&#8217;\u00e8 un canale di YouTube, in particolare, dal titolo di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCdSmcxdNjopAsYKrhVvUhUw\" target=\"_blank\">Best Pop-Up Books<\/a>, che offre una visita virtuale di molte\u00a0di queste meraviglie cartacee, spesso costituendo in effetti\u00a0la pi\u00f9 valida\u00a0testimonianza disponibile\u00a0per invogliare all&#8217;acquisto. Certo, chi volesse collezionare questi oggetti per il proprio personale piacere piuttosto\u00a0che regalarli a qualcuno, potrebbe giungere a considerare un simile approccio come l&#8217;analogia dello spoiler cinematografico (vedersi rivelare prima una sorpresa della trama o il finale). Per\u00f2 nessuno potrebbe in tutta coscienza accontentarsi di vedere in due sole dimensioni ci\u00f2 che pu\u00f2 trascendere persino i nostri schermi pi\u00f9 sofisticati. Chiamatelo pure, se volete, il potere della tecnologia analogica. Laddove il semplice, talvolta, permette di raggiungere una vetta pi\u00f9 elevata.<br \/>\nNel video di apertura,\u00a0Reinhart ci descrive brevemente alcune delle tecniche alla base del suo lavoro. Parla della piegatura a V, sostanzialmente una struttura cartacea che permette ad un oggetto di percorrere un arco nel momento in cui le pagine vengono aperte. Dall&#8217;intersecarsi di una pluralit\u00e0 di queste, egli riesce a creare alcuni dei suoi effetti pi\u00f9 d&#8217;impatto e rinomati, quali gli enormi volti che si compongono e ribaltano, ruggiscono, assumono espressioni. Un altro strumento primario \u00e8 il <em>layer<\/em> (lo &#8220;strato&#8221;) linguetta ad L che forma una sorta di parallelepipedo, fornendo un sostegno per diversi tipi di struttura. Si tratta di\u00a0una soluzione meno interattiva che viene usata soprattutto per i fondali, ma che permette di far comparire dei letterali castelli fra le nebbie, alla maniera del miraggio avaloniano. Ma il nesso\u00a0principale del video, quello che potrebbe definirsi il suo fondamentale messaggio, \u00e8 il modo in cui persino adesso la maggior parte del lavoro d&#8217;ingegneria cartacea venga svolto per una significativa parte del tutto\u00a0a mano. E che bench\u00e9 la grafica vettoriale del computer serva a definire i contorni e colorare le illustrazioni, l&#8217;effettiva fase di sperimentazione e montaggio sia soltanto il frutto dell&#8217;esperienza umana, della fantasia e della creativit\u00e0 dell&#8217;autore. Ma quello che forse risulter\u00e0 ancor pi\u00f9 sorprendente, \u00e8 che neppure\u00a0la produzione in serie pu\u00f2 prescindere da un tale approccio:<\/p>\n<figure id=\"attachment_21435\" aria-describedby=\"caption-attachment-21435\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0amadC3qWHM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21435\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21435 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Encyclopedia-Prehistorica-Production-500x313.jpg\" alt=\"encyclopedia-prehistorica-production\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Encyclopedia-Prehistorica-Production-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Encyclopedia-Prehistorica-Production-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Encyclopedia-Prehistorica-Production.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21435\" class=\"wp-caption-text\">Encyclopedia Prehistorica: Dinosaurs \u00e8 il pop-up creato nel 2005 da Reinhart assieme a Robert Sabuda, l&#8217;autore di fama e mentore che lo convinse a lasciare gli studi di biologia universitari per seguire la sua vera passione: creare meraviglie di carta. Oggi i due, grandi amici e colleghi, si alternano nel ritirare i pi\u00f9 prestigiosi premi del loro settore.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale macchina automatica pu\u00f2 costruire un libro animato? Forse l&#8217;avevate immaginato: nessuna. Ciascuno di questi oggetti quindi, dal costo unitario medio e trascurabile di 20-30 dollari, \u00e8 il prodotto certosino di un&#8217;intera equipe generalmente cinese, all&#8217;interno di fabbriche specializzate dove la concentrazione individuale \u00e8 tutto. Una volta usciti i rulli con la stampa, infatti, gli addetti dovranno\u00a0ritagliare i componenti uno per uno ed incollarli con precisione sovrumana, affinch\u00e9 le diverse trasformazioni, i movimenti e gli effetti concepiti dall&#8217;autore possano raggiungere l&#8217;ottimo coronamento. Non \u00e8 un lavoro, a ben pensarci, poi cos\u00ec diverso da quello degli antichi monaci amanuensi, che dovevano impegnarsi profondamente nella produzione di ciascun singolo incunabolo o breviario. E tutto questo&#8230; Nel mondo moderno dell&#8217;estrema velocizzazione, in cui tutto \u00e8 consumabile, intangibile, quasi del tutto privo di significato? Che ancora possa esistere un simile mondo, \u00e8 nulla\u00a0meno che stupefacente. Perch\u00e9 si tratta, se vogliamo, di un arte collegata a quella millenaria dell&#8217;origami estremo-orientale, ma che si ritrova anche nelle opere degli autori pre e post-medievali, che producevano apparati simili con la finalit\u00e0 di illustrare dei processi complessi ai loro committenti. Nel 1240, il celebre monaco benedettino noto come Matthew di Parigi aveva impiegato, nel suo Chronica Majora, degli elementi rotanti\u00a0finalizzati ad individuare le date dei giorni festivi nei diversi anni del calendario.\u00a0Nel 1540, l&#8217;astronomo Petrus Apianus cre\u00f2 per il sovrano del Sacro Romano Impero un testo in cui analoghe\u00a0volvelle (ghiere\u00a0girevoli) illustravano le fasi dei pianeti e della Luna.\u00a0Nei secoli successivi, con ancor maggiore diffusione, possiamo trovare i molti\u00a0trattati anatomici del tipo definito in inglese <em>fugitive sheet<\/em>, in cui le illustrazioni del corpo umano si aprivano letteralmente, per mostrare le ossa e gli organi\u00a0tracciati\u00a0al loro interno. Sia chiaro, dunque, che questo concetto del libro interattivo come un passatempo per bambini \u00e8 in effetti risalente solo all&#8217;epoca moderna, a partire dalle fiabe illustrate di\u00a0Ernest Nister e dello stesso Lothar Meggendorfer, grandi riscopritori dell&#8217;arte antica. E se oggi fuori dalle loro pagine si stagliano\u00a0Harry Potter, i Transformer, gli zombies e altri personaggi resi grandi dalla\u00a0globalizzazione commerciale d&#8217;intrattenimento, questo non dovrebbe scoraggiare i pi\u00f9 puri collezionisti: siamo di fronte a delle vere e proprie opere d&#8217;arte. Nonch\u00e9 la risultanza di un raro esempio di vero artigianato contemporaneo. Proveniente, neanche a dirlo, dalle remote terre dell&#8217;Est.<br \/>\nE poi, vuoi mettere? Intrattenimento interattivo che non pu\u00f2 esploderti tra le mani, non importa quanto fa caldo fuori o se lo lasci in carica tutta la notte. Talune compagnie di larga fama ed ancor pi\u00f9 rinomati errori, dovrebbero tentare di carpirne i segreti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo di Matthew\u00a0Reinhart \u00e8 un vero capolavoro di alta\u00a0tecnologia. Chiuso nel suo involucro altamente trasportabile, dal fattore forma di un grosso tablet con funzioni di e-book 3D, appare sostanzialmente pi\u00f9 leggero della concorrenza. Inoltre, risparmio e semplificazione non da poco, pu\u00f2 persino fare a meno della custodia! Durante il suo giro di dimostrazione, l&#8217;oggetto dimostra\u00a0tutte &#8230; <a title=\"L&#8217;artista che costruisce i libri pi\u00f9 sofisticati al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21433\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;artista che costruisce i libri pi\u00f9 sofisticati al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[68,77,307,70,317,121,233,2012,217,82,124,147,636],"class_list":["post-21433","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animazione","tag-arte","tag-carta","tag-divertente","tag-giochi","tag-illustrazione","tag-industria","tag-libri","tag-origami","tag-scultura","tag-star-wars","tag-stati-uniti","tag-transformers"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21433","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21433"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21440,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21433\/revisions\/21440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}