{"id":21400,"date":"2016-10-10T06:58:59","date_gmt":"2016-10-10T04:58:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21400"},"modified":"2016-10-10T07:04:04","modified_gmt":"2016-10-10T05:04:04","slug":"la-pianta-che-uccide-la-fotosintesi-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21400","title":{"rendered":"La pianta che uccide la fotosintesi umana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SFa_xE_zRdM?t=3m45s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21401\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21403\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Panace-in-Trentino-500x313.jpg\" alt=\"panace-in-trentino\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Panace-in-Trentino-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Panace-in-Trentino-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Panace-in-Trentino.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha detto che la morte e la sofferenza hanno sempre un aspetto orribile, offrendoci l&#8217;opportunit\u00e0\u00a0di sfuggire sulla base del nostro istinto innato? Talvolta, ci\u00f2 che \u00e8 bello\u00a0nasconde un terribile segreto. E soltanto chi compie l&#8217;errore di toccarlo, potr\u00e0 conoscere gli abissi pi\u00f9 profondi ed atroci del senno di poi. Guardate per esempio, questi magnifici e svettanti fiori biancastri&#8230; Ci pensereste due volte, a toccarne il fusto per avvicinarvi e sentirne da vicino l&#8217;odore? Eccovi dunque, un avviso di pubblica utilit\u00e0: non fatelo mai NELLA vostra intera VITA.<br \/>\nOra, nello specifico non \u00e8 particolarmente diffuso il caso di persone che, per trascorrere un pomeriggio un po&#8217; diverso, scelgano di camminare lungo il tratto della Strada Statale 50 che collega i paesi di Bellamonte e Paneveggio, sebbene si tratti\u00a0una parte estremamente gradevole del Trentino e un esempio di paesaggio italiano naturalmente simile al giardino di un lord. Ma l&#8217;impiego preferenziale di automobili \u00e8\u00a0un&#8217;ottima fortuna, come si pu\u00f2 chiaramente desumere da questo video dell&#8217;utente Paolippe risalente a un paio di anni fa, in cui egli ci mostrava un aspetto&#8230;Lievemente&#8230;Problematico di questi rigogliosi\u00a0prati: la presenza non spiegata e\u00a0totalmente fuori controllo\u00a0di una delle piante pi\u00f9 pericolose al mondo, la\u00a0P\u00e0nace gigante di Mantegazza (<em>Heracleum m.<\/em>) che prende il nome dal patriota, darwinista e precursore ottocentesco della fantascienza italiana, Paolo Mantegazza. Un dubbio onore concessogli dagli amici e colleghi scienziati Emile Levier e Stephane Sommier. Basterebbe infatti soltanto sfiorare questi sottili arbusti di fino a 5 metri, lasciando che la linfa che la ricopre entri in contatto con la propria pelle scoperta, per ritrovarsi a gestire il pieno effetto di un terribile veleno. I cui sintomi, piuttosto che includere uno stato temporaneo di paralisi\u00a0o causare un &#8220;semplice&#8221; forte dolore, ricercano\u00a0un metodo pi\u00f9 subdolo per farvi pentire di essere nati: spalancare\u00a0le porte della vostre difese contro i raggi UV, per poi lasciare che sia l&#8217;inconsapevole\u00a0astro solare, ad ustionare orribilmente la parte colpita. L&#8217;esperienza personale\u00a0di chi resta affetto\u00a0da questa\u00a0malefica specie vegetale, appartenente alla famiglia delle apiacee, imparentata con il ben pi\u00f9 semplice finocchio ed altre piante usate in ambito alimentare, appare spesso degna di essere narrata attorno ad un fuoco acceso per la notte di Halloween, tanto\u00a0scuote dalle fondamenta la nostra concezione di un mondo\u00a0in cui tutto dovrebbe tendere in qualche maniera al bene. Davvero, voi non avete idea! Perch\u00e9 per qualche terribile momento, non succede assolutamente nulla.<br \/>\nPi\u00f9 di un povero bambino in Gran Bretagna, paese in cui la pianta originaria del Caucaso \u00e8 molto diffusa, negli ultimi anni si \u00e8 avvicinato ed ha preso a giocare col p\u00e0nace, entrando in contatto col tronco e le foglie. Oppure, ipotesi ancor pi\u00f9 atroce: un cane portato a passeggio si era avvicinato, possibilmente senza riportare conseguenze (alcuni\u00a0animali sono immuni) ma portando nel pelo una quantit\u00e0 esiziale dell&#8217;insidiosa linfa. Toccata la pianta o l&#8217;animale, trascorsi 20, 30, 40 minuti: fino a l\u00ec, zero sintomi. Quindi qualche ora dopo, con un arrossamento improvviso, le mani, braccia e talvolta anche il viso si sono quasi istantaneamente ricoperte di enormi vesciche, richiedendo una rapida corsa all&#8217;ospedale pi\u00f9 vicino. E sia chiaro che questa condizione rischiosa, che in casi estremi pu\u00f2 anche condurre alla cecit\u00e0 e alla morte, non era una reazione allergica, n\u00e9 l&#8217;effetto su di un fisico indebolito da altri problemi di salute, ma l&#8217;imprescindibile effetto di una concentrazione estrema di\u00a0furanocumarine fotosensibilizzanti, un tipo di sostanze usate nelle creme abbronzanti fino al 1996. Ma non c&#8217;\u00e8 niente che nutra e protegga la pelle, nell&#8217;atroce vendetta della pianta che prende il nome del buon\u00a0Mantegazza&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21401\" aria-describedby=\"caption-attachment-21401\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KaV2jwNT0MQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21401\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21401 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Britain-500x313.jpg\" alt=\"hogweed-in-britain\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Britain-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Britain-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Britain.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21401\" class=\"wp-caption-text\">John Robertson, ex guardiano dell&#8217;orto botanico delle piante velenose presso il castello di Alnwick, offre una descrizione particolarmente puntuale e completa del P\u00e0nace gigante, chiamato nel suo paese Hogweed. Uno dei principali tratti distintivi risultano essere le foglie appuntite e lobate come l&#8217;acero, molto diverse da quelle di tutte le altre ombrellifere.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi tempi, in Inghilterra\u00a0sta venendo portata avanti una campagna di sensibilizzazione ed informazione a tappeto, per insegnare alla popolazione generalista a riconoscere l&#8217;orrendo pericolo del p\u00e0nace gigante. Perch\u00e9 il problema di quel paese, che vede la maggior diffusione europea della pianta, \u00e8 che furono proprio gli esploratori e i mercanti vittoriani, di ritorno dai loro viaggi verso l&#8217;Asia Centrale, a scegliere d&#8217;adornare i loro giardini in patria con la svettante, ed affascinante pianta trovata nelle vaste e silenziose pianure. Ma loro non potevano, o volevano, comprendere ci\u00f2 che stavano facendo. L&#8217;odierno timore di certi paesi particolarmente chiusi all&#8217;introduzione di piante o animali provenienti dall&#8217;estero,\u00a0in effetti, nasce probabilmente da esperienze moderne simile a questa, in cui l&#8217;ecosistema pu\u00f2 essere spiacevolmente modificato da una specie troppo adattabile, troppo prolifica&#8230;Che poi sia anche pericolosa per l&#8217;uomo, \u00e8 un significativo\u00a0valore aggiunto.<br \/>\n<em>Heracleum mantegazzianum<\/em>, per usare finalmente il nome scientifico per esteso, \u00e8 purtroppo una pianta straordinariamente adattabile e resistente. In primo luogo perch\u00e9, come tutte le altre apiacee (anche dette ombrellifere) produce una quantit\u00e0 spropositata di semi: fino a 100.000 l&#8217;anno, che propagandosi per un raggio di 50-100 metri grazie alla forza del vento, restano pronti a germogliare per un periodo di 7 anni. Il che significa che qualsiasi attivit\u00e0 di estirpazione, se condotta soltanto a breve termine, non sortir\u00e0 in alcun modo l&#8217;effetto desiderato. Inoltre la sua radice a fittone centrale contiene tutto il necessario per la sopravvivenza ed una nuova fioritura della pianta; il che significa, come fa notare anche l&#8217;italiano\u00a0Paolippe nel nostro video di apertura, che reciderla all&#8217;altezza del terreno non sortir\u00e0 assolutamente l&#8217;effetto desiderato. Gli addetti al disboscamento inglesi e di altri paesi ben conoscono, in effetti, la virulenza con cui questo arbusto pu\u00f2 propagarsi lungo l&#8217;intero banco di un fiume o un torrente, togliendo la luce ed uccidendo gradualmente le altre piante grazie all&#8217;estensione della sua ombrella (termine tecnico per la particolare infiorescenza). Come loro ben sanno, esistono soltanto due metodi per liberarsene definitivamente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21402\" aria-describedby=\"caption-attachment-21402\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tQ9P1preCGM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21402\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21402 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Canada-500x313.jpg\" alt=\"hogweed-in-canada\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Canada-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Canada-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Hogweed-in-Canada.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21402\" class=\"wp-caption-text\">In questo video della compagnia canadese d&#8217;assicurazioni WorkSafeBC, presumibilmente facente parte di una serie sui &#8220;mestieri pericolosi&#8221; un&#8217;addetta al controllo delle p\u00e0naci nella Columbia Inglese ci mostra il suo speciale apparato professionale, in realt\u00e0 nient&#8217;altro che un falcetto attaccato ad un palo. Mentre inizia a segare l&#8217;orrendo fiore, questo oscilla pi\u00f9 volte verso di lei&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;intero Regno Unito, il sistema preferenziale per liberarsi della\u00a0<em>mantegazzianum\u00a0<\/em>non prevede affatto l&#8217;immediato abbattimento, con conseguente spargimento dei semi, bens\u00ec l&#8217;impiego ripetuto nel tempo di vari tipi di erbicidi, tra cui\u00a02,4-D, TBA ed MCPA. Una volta assassinato il fusto, quindi, e sperando di non aver compromesso anche altre piante innocenti, si estirpano molto attentamente le radici, previa dotazione di tute protettive complete e guanti adeguatamente spessi. L&#8217;approccio cosiddetto svizzero, invece, \u00e8 molto pi\u00f9 diretto: esso consiste nel tagliare la radice a una profondit\u00e0 di 10-15 cm al momento della fioritura, quindi bruciare la parte rimanente della pianta. \u00c8 ovvio che in questo caso, il rischio di vittime collaterali cresce esponenzialmente. Ma come si dice, a mali estremi&#8230;<br \/>\nLe conseguenze di restare affetti dal veleno della p\u00e0nace, del resto, non sono affatto semplici da superare. In primo luogo perch\u00e9 la zona colpita resta sensibile alla luce solare per un periodo di fino a tre anni. Il che significa che le vittime, una volta recuperata faticosamente la propria salute, dovranno continuare a mantenere coperta la pelle lesionata con estrema attenzione. Pi\u00f9 di una persona, dimenticando il pericolo o pensando di essere guarita, a distanza di molti mesi \u00e8 uscita in un pomeriggio limpido e si \u00e8 vista ricomparire\u00a0le stesse orrende vesciche dell&#8217;epoca dell&#8217;incidente. Inoltre, non \u00e8 affatto raro che a s\u00e8guito dell&#8217;evento resti una cicatrice permanente. Sarebbe in effetti difficile, come afferma anche l&#8217;inglese\u00a0John Robertson, trovare una singola caratteristica positiva della pianta.<br \/>\nPaolo Mantegazza, nel suo romanzo del 1897,\u00a0<em>L&#8217;anno 3000 &#8211; Sogno<\/em> (che guada caso\u00a0non si studia mai a scuola) narrava di un ipotetico futuro in cui l&#8217;umanit\u00e0, superati i limiti dell&#8217;istinto e i supposti mali del socialismo, sarebbe vissuta in\u00a0una sorta di falsa utopia, in cui un governo mondiale con sede nella\u00a0citt\u00e0 immaginaria di Andropoli, sita ai piedi dell&#8217;Himalaya, avrebbe\u00a0eliminato del tutto il concetto di guerra. In uno dei primi capitoli, i due protagonisti\u00a0Paolo e Maria in navigazione con una sorta di idroplano nel golfo di La Spezia osservano le corazzate di un trascorso conflitto bellico, constatando con sollievo il tragitto di dolorosa crescita, finalmente portato a termine\u00a0dall&#8217;umana societ\u00e0. &#8220;Tuttavia&#8221; afferma l&#8217;autore, per bocca del giovane consorte: &#8220;Esistono ancora i gobbi, i pazzi, i delinquenti, le malattie&#8230; Ed \u00e8 per questo, che ogni matrimonio deve essere approvato dal governo, affinch\u00e9 si realizzi soltanto l&#8217;unione genetica tra gli individui\u00a0meritevoli di procreare.&#8221; Beh,\u00a0l&#8217;intento sar\u00e0 stato\u00a0soltanto satirico&#8230; Nevvero? Altrimenti che cosa mai avrebbe dovuto fare, l&#8217;ipotetico malfattore per nascita, in una societ\u00e0 tanto ostile? Strana giustapposizione, a distanza di tre quarti di secolo: nella canzone del 1971 del gruppo britannico dei Genesis\u00a0<em>The Return Of The Giant Hogweed<\/em>, dedicata proprio alla p\u00e0nace gigante, si parla della tremenda pianta ribelle che offesa per il trattamento sub\u00ecto, si vendica e distrugge l&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;annientamento senza esclusione di colpi non porta mai niente di buono. Ma quando c&#8217;\u00e8 di mezzo la natura,\u00a0pu\u00f2\u00a0talvolta trovare un qualche grado di giustizia ultraterrena&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che la morte e la sofferenza hanno sempre un aspetto orribile, offrendoci l&#8217;opportunit\u00e0\u00a0di sfuggire sulla base del nostro istinto innato? Talvolta, ci\u00f2 che \u00e8 bello\u00a0nasconde un terribile segreto. E soltanto chi compie l&#8217;errore di toccarlo, potr\u00e0 conoscere gli abissi pi\u00f9 profondi ed atroci del senno di poi. Guardate per esempio, questi magnifici &#8230; <a title=\"La pianta che uccide la fotosintesi umana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21400\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La pianta che uccide la fotosintesi umana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,2007,798,1440,424,702,109,889,190,78,220,2006,615,842],"class_list":["post-21400","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-caucaso","tag-giardinaggio","tag-gran-bretagna","tag-italia","tag-luce","tag-natura","tag-pericolo","tag-piante","tag-scienza","tag-strade","tag-trentino","tag-vegetali","tag-veleni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21400"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21406,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21400\/revisions\/21406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}