{"id":21395,"date":"2016-10-09T06:58:50","date_gmt":"2016-10-09T04:58:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21395"},"modified":"2016-10-09T06:58:50","modified_gmt":"2016-10-09T04:58:50","slug":"mille-torri-di-cristallo-nelle-viscere-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21395","title":{"rendered":"Mille torri di cristallo nelle viscere del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HeiMfLmJtzk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21396\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21398\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-500x313.jpg\" alt=\"naica-crystal-caves\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><br \/>\nBattere la pietra per l&#8217;intero periodo della propria giornata lavorativa, alla faticosa ricerca di zinco, piombo e argento: non costituisce\u00a0esattamente un&#8217;attivit\u00e0 invidiabile, quella svolta quasi quotidianamente dai fratelli\u00a0Eloy e Francisco\u00a0Javier Delgado, volenterosi abitanti dello stato messicano di Chihuahua, non troppo distante dal confine degli Stati Uniti. Nonostante ci\u00f2, \u00e8 indubbio che la loro lunga carriera al servizio della compagnia mineraria\u00a0Industrias Pe\u00f1oles\u2019 gli abbia regalato\u00a0dei momenti di notevole soddisfazione. Come quando, nell&#8217;anno 2000, stavano scavando dei nuovi tunnel di prospezione a 300 metri di profondit\u00e0 dal suolo, sopportando faticosamente temperature prossime ai 40 gradi Celsius, soltanto per ritrovarsi all&#8217;improvviso di fronte ad un qualcosa di apparentemente\u00a0impossibile: un alto pilastro trasparente dal diametro di tre metri, simile alla colonna di un antico tempio, ma fatta di quello che sembrava essere a tutti gli effetti&#8230; Ghiaccio! Impugnati a due mani gli strumenti di scavo, picconi, trivella e gli altri attrezzi a disposizione, i due aprirono uno stretto varco nella pietra rossa tipica del distretto di\u00a0Saucillo, in cui Francisco, coraggiosamente, scelse di strisciare carponi. Restando, tuttavia, estremamente coscienti di un punto chiave: tutto quello che si vedeva qui sotto, allo stato corrente dei fatti, risultava raggiungibile soltanto grazie alle pompe della miniera sovrastante. Qualora queste avessero cessato di funzionare, in pochi minuti la grotta sarebbe ritornata totalmente sott&#8217;acqua. E mai scelta di vita fu pi\u00f9 soprendentemente ben riuscita di cos\u00ec: perch\u00e9 all&#8217;altro lato della parete, nel distretto della piccola citt\u00e0 di Naica, si nascondeva da tempo immemore l&#8217;equivalente geologico della tomba di\u00a0Tutankhamon, del museo del Louvre, del parco dei mostri di Bomarzo&#8230; Di tanti altri luoghi perduti, fantastici, misteriosi&#8230;. Ovvero: la Camera dell&#8217;Occhio della Regina. Cos\u00ec chiamarono un tale ambiente di 8 metri di diametro, in cui un antico titanico gioielliere sembrava aver smarrito\u00a0il suo intero repertorio di sproporzionate gemme, ciascuna perfettamente candida, ed accuratamente tagliata fino ad essere quasi tagliente. Cristalli alti quanto palazzi di tre piani, incastrati nella roccia e fra di loro, posti ad ogni grado possibile d&#8217;inclinazione, sopra cui camminare, ai quali aggrapparsi mentre si tenta di dare un senso allo scenario ultramondano. La luce della torcia di Francisco, rimbalzando da un alto all&#8217;altro di una tale meraviglia (presumibilmente) naturale, sembrava congregarsi ai margini, evitando di raggiungere uno spazio globulare al centro dell&#8217;ambiente sotterraneo. Tale varco, simile ad un orbita oculare vuota, dava la strana sensazione di essere osservati. E offriva\u00a0un&#8217;ulteriore strada per discendere nel Labirinto.<br \/>\nNegli anni immediatamente successivi, come potrete facilmente immaginare, il varco fu ampliato, e vennero portate a termine le prime, affrettate\u00a0esplorazioni. La temperatura delle grotte di Naica risulta essere purtroppo, come precedentemente accennato, estremamente elevata, il che unito ad un&#8217;umidit\u00e0 prossima al 100%, rende l&#8217;aria contenuta al loro interno virtualmente irrespirabile. Il richiamo della scoperta, tuttavia, risultava\u00a0difficile da ignorare. Anche perch\u00e9 fin dal 1910, incidentalmente, era gi\u00e0 nota a una profondit\u00e0 minore (-120 metri) l&#8217;altra meraviglia sotterranea della caverna cosiddetta delle Spade, le cui pareti si presentavano\u00a0ricoperte da una fitta rete di cristalli di gesso, gi\u00e0 eccezionali in termini generali ma singolarmente non pi\u00f9 lunghi di un mezzo metro ciascuno. Varie ipotesi esistevano sulla loro formazione, tra cui la maggiormente accreditata faceva riferimento a una versione sovradimensionata del processo di formazione del tipico geode, la pietra cava di origine ignea che nasconde al suo interno un reticolo di meraviglie semi-trasparenti. Ma l&#8217;opportunit\u00e0 di conoscere l&#8217;origine di una simile stranezza grazie ai fratelli enormi\u00a0alle profondit\u00e0 maggiori, gettando nel contempo ulteriore luce sull&#8217;origine di questa Terra e delle forme di vita che la chiamano casa, non ci mise molto ad attirare l&#8217;attenzione della scienza internazionale. Nel 2006, quindi, grazie ad un&#8217;iniziativa finanziata da diversi sponsor tra cui le stesse\u00a0Industrias Pe\u00f1oles&#8217;, venne costituita l&#8217;organizzazione del progetto Naica, costituito da un variegato team di studiosi, documentaristi e sperimentatori, assolutamente determinati a risolvere il mistero delle grotte. A guidarli, come\u00a0in un viaggio dentro agli Inferi danteschi, c&#8217;era molto giustamente un gruppo d&#8217;italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21396\" aria-describedby=\"caption-attachment-21396\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Pz8j_Mn6wDU\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21396 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-2-500x313.jpg\" alt=\"naica-crystal-caves-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21396\" class=\"wp-caption-text\">Il progetto Naica fu molto ben organizzato e disponeva di ottima visibilit\u00e0 mediatica. Sulle peripezie dello spericolato gruppo di esploratori\u00a0venne realizzato un documentario di oltre un ora del National Geographic, intitolato Into the Lost Crystal Caves, andato in onda anche in Italia nel contesto del programma Voyager.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul sito del team speleologico la Venta, grande associazione con sede a Treviso, \u00e8 riservato un breve ma altamente informativo capitolo sull&#8217;esperienza di Naica, che accenna ai diversi ritrovamenti mineralogici, agli esperimenti effettuati e alle caratteristiche altamente inusuali della grotta. Mentre per conoscere il resto della storia, tutto quello che si deve fare \u00e8 prendere visione dal documentario girato nel 2010 sulle peripezie umane vissute in questo luogo, sulla direzione operativa del coordinatore di progetto Tullio Bernabei e sull&#8217;invenzione fondamentale per l&#8217;esplorazione di\u00a0Giovanni Badinno, la tuta speciale da lui battezzata la Ptolomea (presumibilmente dal nome dell&#8217;astronomo Tolomeo?) costruita in serie per tutti i partecipanti grazie alla partecipazione dell&#8217;azienda italiana di abbigliamento Ferrino. La prima domanda a cui trovare risposta nel processo di studio della grotta dei cristalli fu infatti la seguente: come restare per un periodo prolungato in luogo tanto caldo, umido ed inospitale? L&#8217;unica risposta possibile, era raffreddando non soltanto il corpo degli esploratori, ma anche l&#8217;aria che essi avrebbero introdotto nei loro polmoni. La tuta, dunque, fu\u00a0costruita affinch\u00e9 tra il corpo dell&#8217;utilizzatore e l&#8217;esterno si trovasse uno spesso strato di ghiaccio, estratto prima di ciascuna\u00a0escursione da un apposito frigo alimentato all&#8217;ingresso della caverna. Era inoltre stato incluso un respiratore che facendo passare l&#8217;aria attraverso la parte fredda dell&#8217;indumento e la inviava verso il naso, la bocca e gli occhi, evitando i potenziali danni dovuti al surriscaldamento degli organi pi\u00f9 delicati. Persino con tali accorgimenti, tuttavia, rimanere nella grotta per pi\u00f9 di un ora alla volta appariva un proposito estremamente rischioso. La squadra di speleologi messicani, nel frattempo, si era dotata di un sistema simile ma pi\u00f9 leggero, che permetteva di mantenere una maggiore mobilit\u00e0. Con la loro tuta, la durata operativa si riduceva tuttavia ad una sola mezz&#8217;ora.<br \/>\nNei febbrili mesi immediatamente successivi all&#8217;inizio del progetto, furono fatte diverse\u00a0scoperte eccezionali nella grotta. Cristalli di fino ad 11 metri, dal peso di 55 tonnellate! E poi, l&#8217;esistenza di un&#8217;altro grande ambiente, che ricevette l&#8217;appellativo di Stanza delle Candele. In questo luogo formatosi\u00a0soltanto negli ultimi 20 anni, a causa del pompaggio dell&#8217;acqua da parte del personale della miniera, si erano costituite\u00a0delle particolari stalattiti cristalline definite speleotermi, in effetti le uniche di questo tipo note nel mondo. I biologi facenti parte del team, nel frattempo, avevano scoperto\u00a0alcune tracce fossili di vita estremofila all&#8217;interno delle concrezioni cristalline, provando ulteriormente la possibilit\u00e0 di vita extraterrestre. Ma soprattutto, grazie alle sperimentazioni del geologo italiano dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna Paolo Forti, venne chiarito\u00a0il processo di formazione degli incredibili e giganteschi\u00a0cristalli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21397\" aria-describedby=\"caption-attachment-21397\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XxL-aqZop_Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21397\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21397 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-3-500x313.jpg\" alt=\"naica-crystal-caves-3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Naica-Crystal-Caves-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21397\" class=\"wp-caption-text\">Il rendering tridimensionale impiegato nel documentario del National Geographic non pu\u00f2 che ricordare qualcosa ai cultori del media interattivo moderno: un adattamento fantasioso della caverna di Naica \u00e8 stato uno dei livelli pi\u00f9 strani, e memorabili, della serie di videogiochi Dark Souls.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grotta di Naica, come era noto gi\u00e0 da tempo, si trova in perpendicolare sopra ad una colossale caverna magmatica, memento sommerso delle attivit\u00e0 vulcaniche della regione risalenti alla pi\u00f9 remota preistoria. Quell&#8217;inesauribile calore, tuttavia, continu\u00f2 ad ardere per 500.000 anni, causando il\u00a0surriscaldamento di una falda acquifera collocata sotto le miniere. Tale fluido, quindi, contaminato dalle sostanze gassose dei solfuri, prese a muoversi verso l&#8217;alto, incontrandosi ad un certo punto con l&#8217;acqua sotterranea proveniente dalla superficie. I due liquidi, a quel punto, incapaci di mescolarsi, si sono equilibrati ad\u00a0un gradiente di temperatura\u00a0inferiore ai 58 gradi Celsius, al di sotto dei quali i solfuri si trasformano in solfati. E sapete cosa deriva dalla combinazione tra l&#8217;acqua e i solfati? L&#8217;avrete capito: il nostro amico gesso, usato sulle lavagne d&#8217;innumerevoli scuole ed asili. Ma ora immaginate un processo di formazione tanto lento, e mostruosamente lungo, da permettere a questa riconversione di svolgersi mantenendo la disposizione ideale del reticolo cristallino delle sostanze coinvolte. In misura minore, questo pu\u00f2 succedere anche nella formazione dei geodi, o in luoghi come la Caverna delle Spade. Ma ci\u00f2 che potrebbe derivare\u00a0da un simile processo, prolungato per molte centinaia di millenni senza nessun tipo d&#8217;interruzione, non potrebbe essere altro che una meraviglia assolutamente priva di precedenti&#8230; La &#8220;Cappella Sistina dei Cristalli&#8221; come \u00e8 stata (molto appropriatamente) definita\u00a0da qualcuno.<br \/>\nAvrete probabilmente notato che il mio articolo \u00e8 scritto al passato. Questo perch\u00e9, come si pu\u00f2 desumere dal sito dell&#8217;associazione La Venta, il progetto Naica non \u00e8 pi\u00f9 attivo ormai da diversi anni. Anche se gli speleologi consigliano, a chi sognasse di visitare un giorno la caverna, di contattare direttamente le miniere di\u00a0Pe\u00f1oles\u2019 e soprattutto, aggiungerei io, di affrettarsi a farlo. Risale infatti giusto all&#8217;anno scorso la notizia dell&#8217;esaurimento di una parte dei giacimenti, ed il conseguente spegnimento delle pompe che mantenevano visitabile le profondit\u00e0 pi\u00f9 recondite del complesso. Risulta in effetti difficile capire, al momento, se queste non siano tornate gi\u00e0 del tutto sommerse. Il che, bench\u00e9 ci privi dell&#8217;occasione di conoscerle direttamente, costituisce per esse anche una benedizione: nel momento stesso in cui l&#8217;acqua era stata drenata, infatti, i cristalli avevano iniziato ad erodersi al contatto con l&#8217;aria. Per non parlare delle scarpe dei, pur rispettosi, scienziati. Sarebbero bastati soltanto pochi altri anni, perch\u00e9 essi\u00a0si sgretolassero completamente!\u00a0Mentre\u00a0ora che sono di nuovo immersi, la loro crescita \u00e8 ripresa. Forse tra un milione di anni i nostri remoti discendenti, o una razza aliena giunta per esaminare le rovine dell&#8217;umanit\u00e0, scoperchieranno di nuovo l&#8217;antica tomba. Per trovare un unico, colossale blocco ormai senziente? Chi pu\u00f2 dirlo. Nel frattempo, la nostra Terra resta piena di sorprese. E ci saranno mille\u00a0altre caverne, da scoprire&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Battere la pietra per l&#8217;intero periodo della propria giornata lavorativa, alla faticosa ricerca di zinco, piombo e argento: non costituisce\u00a0esattamente un&#8217;attivit\u00e0 invidiabile, quella svolta quasi quotidianamente dai fratelli\u00a0Eloy e Francisco\u00a0Javier Delgado, volenterosi abitanti dello stato messicano di Chihuahua, non troppo distante dal confine degli Stati Uniti. Nonostante ci\u00f2, \u00e8 indubbio che la loro lunga carriera &#8230; <a title=\"Mille torri di cristallo nelle viscere del mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21395\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Mille torri di cristallo nelle viscere del mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[688,2005,561,1342,194,2004,195,250,772,601,405,1366,1618,87],"class_list":["post-21395","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-caverne","tag-chihuahua","tag-cristalli","tag-esplorazioni","tag-geologia","tag-gesso","tag-luoghi-misteriosi","tag-messico","tag-miniere","tag-pietra","tag-scienze","tag-sottosuolo","tag-terra","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21399,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21395\/revisions\/21399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}