{"id":21370,"date":"2016-10-06T05:54:52","date_gmt":"2016-10-06T03:54:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21370"},"modified":"2016-10-11T18:52:40","modified_gmt":"2016-10-11T16:52:40","slug":"i-fabbri-che-ricostruiscono-la-misteriosa-spada-vichinga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21370","title":{"rendered":"I fabbri che ricostruiscono la misteriosa spada vichinga"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4EG34YoRHs8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21371\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21373\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-500x313.jpg\" alt=\"ulfberth-sword\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tonnellate di spade provenienti dal cinema, dai fumetti e dai videogiochi. Ore interminabili di lavoro, spese prima da Tony Swatton, pregevole fabbro londinese, e poi dai fratelli\u00a0Stagmer dell&#8217;officina statunitense\u00a0Baltimore Knife and Sword, per dare forma materiale ai celebri implementi bellici di Final Fantasy, Dark Souls, Fairy Tail&#8230; E qualche volta, ispirarsi indirettamente alle faccende della storia: memorabile fu, ad esempio, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17737\" target=\"_blank\">episodio in cui venne riprodotta la katana di Hattori Hanzo in Kill Bill<\/a> impiegando veri metodi tradizionali provenienti dal Giappone. Ed altrettanto degno di un commento e studio ulteriore risulta essere quest&#8217;ultimo episodio, in cui rispondendo a una reiterata richiesta del pubblico i produttori del programma hanno, finalmente, deciso di dedicare le proprie capacit\u00e0 alla costruzione di una delle\u00a0spade di Ulfberht,\u00a0forse le pi\u00f9 avanzate dell&#8217;intero Alto Medioevo Europeo. Ma non una qualsiasi. Bens\u00ec quella custodita presso il Museo Nazionale d&#8217;Irlanda a Dublino, chiamata di Ballinderry dalla localit\u00e0 in cui venne ritrovata nel 1932, presso il tumulo di un antico jarl o re. Tra le circa 170 oggi in nostro possesso, databili con una variazione di circa due secoli, probabilmente una delle meglio conservate, soprattutto per quanto concerne la caratteristica incisione sulla lama, recante il nome del costruttore.<br \/>\nMa chi era esattamente +ULFBERHT+? Un vescovo, magari un abate, come sembrava suggerire la doppia croce inclusa nella sua firma? Oppure un mistico stregone, devoto alle vie misteriose del sacro martello di Thor? O ancora un arabo proveniente dal porto di Damasco, con all&#8217;interno della sua memoria il segreto per costruire il metallo pi\u00f9 forte che il mondo avesse mai conosciuto&#8230;.\u00a0C&#8217;\u00e8 del potere in un nome, anche se non sempre della stessa natura o entit\u00e0. E non sto parlando di antichi incantesimi, parole magiche in grado d&#8217;influenzare la natura per vie poco chiare, attraverso secoli di miti e leggende appartenenti ai popoli d&#8217;ogni tipo. Ma del reale prestigio che ancora adesso, grazie al potere dei marchi, connota determinati acquisti e resta ad aleggiare come l&#8217;aura di Buddha, rendendo pi\u00f9 luminosi i confini di una figura che incute immediata\u00a0ammirazione. O soggezione reverenziale: Ferrari, Armani, Rolex, Vuitton, Cartier&#8230; L&#8217;emiro che scende dal jet privato, il potente industriale col suo entourage, o il capo d&#8217;azienda in determinati ambienti, nei quali non si \u00e8 ancora imposta la moderna regola della ritrovata umilt\u00e0. E nulla dovrebbe\u00a0mai farci pensare che, nel corso dell&#8217;intera storia dell&#8217;uomo, questa situazione sia totalmente nuova, o in se e per se del tutto priva di precedenti. Fin dalla creazione delle prime culture stanziali, nelle epoche pi\u00f9 remote, quasi certamente operavano gi\u00e0 fabbri, costruttori, tecnici ed ingegneri di fama, i cui servigi venivano altamente stimati dai propri vicini\u00a0in cambio di aiuto per sopravvivere in un mondo dalla natura ostile. Poi con l&#8217;arrivo dell&#8217;epoca classica, tra il sorgere e il crollo dei grandi imperi, la fama di un artista o artigiano poteva correre fino agli estremi dei continenti, mentre la classe dei ricchi e potenti faceva di tutto per assicurarsi il suo sostegno, la stimata collaborazione. Dopo la fine di Roma, quindi, sopraggiunta la cosiddetta &#8220;Epoca Oscura&#8221; c&#8217;\u00e8 questo preconcetto secondo cui le societ\u00e0 sarebbero ritornate alle barbarie, in attesa che i lumi di una ritrovata saggezza consentissero di ripristinare ci\u00f2 che era stato. Il che, nell&#8217;opinione degli storiografi moderni, risulta essere nient&#8217;altro che un&#8217;eccessiva semplificazione: molte furono infatti, ormai lo sappiamo, le invenzioni di questi anni, le nuove scoperte geografiche e naturalistiche, gli avanzamenti compiuti dal punto di vista dei commerci e dell&#8217;organizzazione sociale. E fu proprio in quel contesto, sostanzialmente, che nacque il mito intramontabile della spada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensate a un soldato delle legioni romane, schierato da Cesare innanzi alle orde dei Galli, pronto a combattere per l&#8217;ideale dell&#8217;Urbe. L&#8217;elmo crestato, la <em>lorica hamata<\/em>, il grosso e pesante <em>scutum,<\/em> il giavellotto lanciato verso il nemico ancor prima di sfoderare la spada e gettarsi nella mischia feroce. Credete forse che la sua <em>spatha <\/em>o il <em>gladium<\/em>, per quanto straordinariamente ben costruiti ed efficienti, fossero infusi nella sua mente di un qualche potere particolare? Come avrebbe mai potuto verificarsi questo, quando la base stessa dei suoi propositi di sopravvivenza era la standardizzazione, il poter contare sui compagni ai suoi fianchi armati, ed addestrati, nella sua stessa identica maniera&#8230; No, il filone concettuale\u00a0che avrebbe condotto, diversi anni a quella parte, al concetto stesso di Excalibur non proveniva in alcun modo dalle terre del Mediterraneo, non era Romano, n\u00e9 Greco o acquisito per osmosi dai\u00a0popoli barbareschi del Nord dell&#8217;Africa. Fu fin dalla sua concezione un prodotto della cultura scandinava, o per essere pi\u00f9 precisi, delle ardite tribolazioni e temute scorribande vichinghe. In merito alla\u00a0cui presunta efferatezza e malvagit\u00e0, i letterati ecclesiastici non lesinarono mai inchiostri dei manoscritti, n\u00e9 successivamente, dei primi incunaboli della propagandistica tipografia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21372\" aria-describedby=\"caption-attachment-21372\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SvIk0PVTxtg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21372 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-Dublin-500x313.jpg\" alt=\"ulfberth-sword-dublin\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-Dublin-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-Dublin-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-Dublin.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21372\" class=\"wp-caption-text\">La spada di Ballinderry \u00e8 rimasta sostanzialmente integra nella sua forma originaria. Si tratta, per un&#8217;arma vichinga, di una lama pi\u00f9 larga del normale, e dotata di alcuni lievi ornamenti che normalmente questo popolo disdegnava. Nella vetrina del museo \u00e8 ospitato anche il teschio del suo precedente proprietario, vistosamente danneggiato da un possibile colpo ricevuto in battaglia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservare gli\u00a0Stagmer all&#8217;opera, nel processo creativo della loro ricostruzione \u00e8 estremamente affascinante, anche per la loro scelta di affidarsi unicamente a tecnologie disponibili all&#8217;epoca dei veri vichinghi (bench\u00e9 ad un certo punto, si renda necessario trasgredire con un maglio elettrico: l&#8217;opera di battitura della prima billetta avrebbe altrimenti richiesto svariate settimane). Tutto inizia con la preparazione dell&#8217;acciaio, creato attraverso l&#8217;impiego dello strumento del crogiolo, un contenitore in materiale refrattario in cui inserire il minerale, assieme a diversi tipi di altri ingredienti per costituire\u00a0il materiale della spada. \u00c8 importante notare, a tal proposito, che il concetto moderno per cui il ferro provenga da uno storico di lavorazione\u00a0totalmente diverso da quello dell&#8217;acciaio sia in realt\u00e0 totalmente errato: la maggior parte delle spade dell&#8217;Alto Medioevo, infatti, erano prodotte con una tecnologia detta dell&#8217;acciaio a pacchetto, o falso acciaio di Damasco. Che consisteva, essenzialmente, nella saldatura siderurgica di vari strati di ferro sovrapposti, al fine di ottenere il singolo pezzo di una spada da diversi agglomerati di materiale. Ebbene, la qualit\u00e0 di simili accozzaglie, generalmente, era di molto superiore a quella di un attrezzo creato da un solo pezzo di ferro. Lo sapete perch\u00e9? Le scorie della cottura, spesso effettuata con pezzi di legno o carbone, penetravano nelle intercapedini del metallo, creando essenzialmente un reticolo interno a base di carbonio. Proprio in modo tanto accidentale nacque, in parole povere, il primo acciaio della storia. Ma il misterioso\u00a0+ULFBERHT+, chiunque egli sia stato, andava ben oltre una simile tecnologia. Egli conosceva infatti, per qualche misteriosa via, la tecnica dell&#8217;incapsulamento mediante crogiolo, valida a raggiungere una temperatura superiore. Tanto elevata da fondere il ferro, causando la precipitazione sul fondo dello <em>slag<\/em> (le scorie) e quindi l&#8217;ottenimento di un materiale pi\u00f9 resistente e flessibile di quanto fosse mai stato possibile prima d&#8217;allora. Inoltre, ed in ci\u00f2 si trovava il segreto della sua somma stregoneria, egli sapeva che bastava aggiungere al crogiolo del carbone di legno, affinch\u00e9 il fluido risultante fosse gi\u00e0 arricchito, in maniera perfettamente uniforme, del vitale, inarrestabile carbonio.<br \/>\nImitato tale fondamentale passaggio, e tirato fuori il metallo oramai solidificato dal crogiolo,\u00a0Stagmer inizia quindi l&#8217;opera di forgiatura propriamente detta, riscaldando l&#8217;ammasso vagamente panettoniforme al calor rosso, per poi appiattirlo e farne una ciambella, che dovr\u00e0 essere successivamente aperta e spianata in una forma che inizi a ricordare quella di una spada. Ma l&#8217;operazione risulta essere, persino per lui, estremamente difficoltosa ed \u00e8 qui che, alla fine, gli si render\u00e0 necessario ricorrere agli strumenti della modernit\u00e0. In prospettiva storica, era proprio la difficolt\u00e0 ed il tempo necessario ad ultimare questa parte del progetto, la ragione per cui una spada a quell&#8217;epoca poteva valere\u00a0pi\u00f9 di una\u00a0piccola\u00a0casa, arrivando all&#8217;equivalente di almeno 16 mucche da latte. Nel caso di una\u00a0Ulfberht, poi, non cerano probabilmente limiti di sorta&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21371\" aria-describedby=\"caption-attachment-21371\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0FsfV5A6ktk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21371\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21371 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-2-500x313.jpg\" alt=\"ulfberth-sword-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Ulfberth-Sword-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21371\" class=\"wp-caption-text\">La serie di Man at Arms non \u00e8 stata la prima a ricostruire la spada vichinga nella sua interezza. In questo lungo documentario di NOVA, integralmente disponibile su YouTube, un&#8217;opera comparabile veniva realizzata da Richard Furrer della Door County Forgeworks.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completato quello che viene chiamato in gergo il billetto, quindi, gli\u00a0Stagmer passano alla fase di battitura della vera e propria spada, mentre la loro assistente inizia a preparare i metalli preziosi che verranno impiegati per decorare l&#8217;elsa e il pomello. Quest&#8217;ultimo, in particolare, viene fatto oggetto di grandi attenzioni, affinch\u00e9 riprenda la forma molto caratteristica a lobi dell&#8217;originale spada di\u00a0Ballinderry. Ci\u00f2 che viene, a questo punto, \u00e8 una delle fasi pi\u00f9 interessanti dell&#8217;intera procedura: i fabbri devono\u00a0infatti creare la scritta\u00a0ULFBERHT, ricorrendo ad un artificio potenzialmente\u00a0inaspettato. Il fratello-in-capo Matt, occupandosi della delicata operazione, effettua l&#8217;incisione sul centro della lama mediante l&#8217;impiego di uno scalpello. Quindi fonde dei chiodi da costruzione, e dando la forma al loro metallo lo inserisce attentamente negli spazi vuoti appena creati. Scaldare nuovamente la lama, quindi metterla sotto una pressa, baster\u00e0 a facilitare la saldatura dei materiali, ottenendo una scritta non ancora visibilissima, ma chiara e precisa. La spada viene quindi nuovamente forgiata, al fine di creare l&#8217;avvallamento centrale della lama detto\u00a0<em>fuller<\/em> (lo &#8220;scolo del sangue&#8221;) un artificio finalizzato in realt\u00e0 ad incrementare la resistenza dell&#8217;arma in molte spade vichinghe, ma che nel caso della\u00a0Ballinderry, e della sua riproduzione, risulta in effetti appena accennato. Ben presto, quindi, \u00e8 tempo di passare alla decorazione con oro e argento, quindi all&#8217;immersione finale nel mordente, un processo fondamentale al termine di qualsiasi forgiatura, che rimuove le piccole scorie dalla superficie della lama e ne cambia il colore. Caso vuole tra l&#8217;altro, ma\u00a0si fa assolutamente per dire, che il metallo dei chiodi usati per marchio del costruttore reagisca in maniera totalmente differente dal resto dell&#8217;acciaio, restando molto pi\u00f9 chiaro. Ed \u00e8 a questo punto che le lettere balzano fuori, diventando quasi tridimensionali. \u00c8 facile immaginare lo stupore sanguinario e la macabra\u00a0felicit\u00e0 di un capo vichingo, nel momento in cui gli veniva consegnato il suo prezioso acquisto, mentre pregustava l&#8217;effetto che un tale emblema avrebbe avuto sullo spirito dei suoi nemici.<br \/>\nPirati, dunque, briganti, feroci guerrieri. Ma anche navigatori e soprattutto un popolo che, nei suoi molto viaggi, sapeva riconoscere la qualit\u00e0. Il punto chiave nella comprensione della vera natura\u00a0delle spade di\u00a0ULFBERHT resta infatti che esse, secondo l&#8217;ipotesi pi\u00f9 accreditata, non venivano affatto prodotte dai vichinghi. Mentre invece\u00a0essi le acquistavano (o rubavano) dalla Renania, il territorio dell&#8217;antico impero dei Celti, in cui i fabbri lavoravano tra incantesimi druidici nella foresta, ma che poi non deponevano le armi nei tumuli alla morte del proprietario, preferendo affidarle alle mani e all&#8217;impiego delle nuove generazioni. E sarebbe stato proprio per questo, che noi le avremmo ritrovate soltanto pi\u00f9 a nord. Esiste tra l&#8217;altro un&#8217;altra ipotesi, ancora pi\u00f9 estrema ed a cui accennavamo in apertura: \u00e8 possibile che queste spade fossero state prodotte in un monastero cristiano, come esemplificato dalle croci nell&#8217;incisione. In almeno un esempio tardo, risalente al XII secolo, la scritta classica veniva addirittura affiancata ad un&#8217;altra:\u00a0+IINIOMINEDMN. Ovvero, parafrasando lo storpiamento: nel Suo nome. In alcuni ambienti storiografici e letterari \u00e8 stata da tempo\u00a0ipotizzata, in effetti, un&#8217;originaria alleanza tra i cristiani del Nord e seguaci della Via degli Dei di Asgard, una forma di religione pagana pi\u00f9 strutturata ed all&#8217;epoca vista, in qualche maniera, come meno &#8220;empia&#8221;. Abbastanza, quanto meno, da facilitare i commerci. Ma chi avrebbe mai venduto delle armi agli autori di reali feroci scorribande, terrori di tutti e sette i mari? I conti davvero non tornano, e per giustificare tutto ci\u00f2, occorrerebbe rivedere l&#8217;intera immagine che ci siamo costruiti del tipico vichingo.\u00a0Perch\u00e9 mai faticare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tonnellate di spade provenienti dal cinema, dai fumetti e dai videogiochi. Ore interminabili di lavoro, spese prima da Tony Swatton, pregevole fabbro londinese, e poi dai fratelli\u00a0Stagmer dell&#8217;officina statunitense\u00a0Baltimore Knife and Sword, per dare forma materiale ai celebri implementi bellici di Final Fantasy, Dark Souls, Fairy Tail&#8230; E qualche volta, ispirarsi indirettamente alle faccende della &#8230; <a title=\"I fabbri che ricostruiscono la misteriosa spada vichinga\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21370\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I fabbri che ricostruiscono la misteriosa spada vichinga\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[914,2002,300,2001,290,1381,310,258,739,259,71,97,811],"class_list":["post-21370","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acciaio","tag-alto-medioevo","tag-armi","tag-fabbri","tag-forgiatura","tag-leggende","tag-medioevo","tag-metallurgia","tag-procedure","tag-spade","tag-storia","tag-tecnologia","tag-vichinghi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21370"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21370\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21412,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21370\/revisions\/21412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}