{"id":21354,"date":"2016-10-04T06:58:39","date_gmt":"2016-10-04T04:58:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21354"},"modified":"2016-10-04T06:58:39","modified_gmt":"2016-10-04T04:58:39","slug":"lunico-attrezzo-che-permette-di-rapire-un-albero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21354","title":{"rendered":"L&#8217;unico attrezzo che permette di rapire un albero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aythbru0Mq8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21355\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21357\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Tree-Spade-500x313.jpg\" alt=\"tree-spade\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Tree-Spade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Tree-Spade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Tree-Spade.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sentirsi piccoli non \u00e8 difficile. Guardare fuori la finestra, verso il cielo vuoto e distante, o lasciar spaziare lo sguardo durante una scampagnata, per andare a perdersi con l&#8217;immaginazione tra le valli e i colli verdi, rotolando con la mente\u00a0verso Sud. Un esercizio appagante, anti-stress, che aiuta ad allontanare la pressione gravosa dei propri problemi quotidiani. Ma che a volte, pu\u00f2 peggiorare le cose. Per chi vive unicamente nel presente. Per tutti coloro che hanno una visione umanocentrica del mondo. Per chi ama i\u00a0giardini piccoli, soprattutto perch\u00e9 in essi c&#8217;\u00e8 il\u00a0dominio della volont\u00e0 sulla natura: quegli alberi e i loro svettanti rami! Le radici ben piantate, nel profondo della terra, che\u00a0s&#8217;inoltrano fameliche tra i tubi che conducono alla propria sacra abitazione&#8230; Il tronco\u00a0piantato, con le migliori intenzioni, dai precedenti proprietari del terreno, e che adesso incombe, prevenendo la realizzazione dei progetti che richiedono lo spazio per germinare. Si pu\u00f2 giungere ad odiare\u00a0una pianta? Probabilmente, si. E il s\u00e9guito di questa storia, inevitabilmente, non ha proprio niente di particolare. Qualcuno impugna un&#8217;ascia, oppure una cornetta del telefono, con la stessa definitiva intenzione. Un taglio netto col passato, l&#8217;annientamento ostile della vita, affinch\u00e9 altri esseri, pi\u00f9 vividi e fecondi, possano produrre nuove determinazioni degli spazi. Se invece il sentimento era pi\u00f9 un senso vago di fastidio, oppure se si da valore all&#8217;antica forza stolida della corteccia, e si desidera evitare l&#8217;arbustocidio,\u00a0allora si, che le cose iniziano a farsi veramente interessanti. E molto, molto\u00a0complicate.<br \/>\nIntendiamoci, trapiantare un albero con la pala veicolare \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che pu\u00f2 trovare origine da molte specifiche necessit\u00e0. Gli stessi vivai arboricoli, venditori di virgulti relativamente cresciutelli, difficilmente potrebbero affidarsi unicamente la metodo fondato sul sudore della fronte. Alcune amministrazioni cittadine particolarmente attente ai meriti dell&#8217;ecologia, nel frattempo, si affidano a sistemi simili per fare spazio alle loro nuove piazze o strade. Nessuna picea resta indietro! Nel caso di progetti architettonici di alto prestigio,\u00a0invece, non c&#8217;\u00e8 ornamento\u00a0pi\u00f9 efficace che un pino, un acero o un abete, rigorosamente gi\u00e0 adulti e collocati ove lo sguardo dell&#8217;osservatore deve scendere verso il terreno, incontrando nuove linee del\u00a0disegno avveniristico, o nel caso pi\u00f9 meramente pratico, la semplice porta d&#8217;ingresso dell&#8217;edificio. Il punto di arrivo, insomma, quel buco precedentemente scavato nel terreno per accogliere il nuovo inquilino vegetale, pu\u00f2 essere\u00a0concettualmente anche quello di partenza: perch\u00e9 se lo scopo era soltanto TOGLIERE l&#8217;albero, perch\u00e9 mai fare tutta questa fatica? Che non \u00e8, sia \u00a0chiaro, di natura muscolare. Niente affatto, ed \u00e8 proprio questo il punto: l&#8217;avrete certamente notato nel video soprastante della Treemovers, compagnia di\u00a0Purcellville, Virginia, Stati Uniti, egualmente nota per la sua rapidit\u00e0 nel creare\u00a0spazio a discapito dei nidi soprastanti, almeno quanto lo \u00e8 per la sua nursery, presso cui \u00e8 possibile acquistare molte specie differenti di portatori della corona di foglie: ciliege, querce, cipressi, salici piangenti&#8230; C&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 un po&#8217; per tutti i gusti. Soltanto, prima di ordinare, vi consiglio di documentarvi con i\u00a0video a seguire. L&#8217;operazione di trapianto, sotto diversi punti di vista, potrebbe risultare impressionante.<br \/>\nA cominciare dall&#8217;estrazione dell&#8217;esemplare scelto: nel caso mostrato in apertura, la pala veicolare impiegata per l&#8217;impresa era del tipo pi\u00f9 grande, con lame curve concepite per adattarsi a molte dimensioni di albero senza tagliare una quantit\u00e0 eccessiva di radici. La quale, aprendosi lateralmente per avvolgere completamente il tronco, ha quindi iniziato a penetrare inesorabile nel terreno&#8230; C&#8217;era inoltre un attrezzo montato su un carrello elevatore\u00a0e del tipo semi-troncato, su cui la compagnia faceva affidamento solo per scavare il buco di destinazione. \u00c8 facile immaginare come un tale impiego in parallelo abbia velocizzato la missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21355\" aria-describedby=\"caption-attachment-21355\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hEkZk8dagzQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21355\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21355 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Dutchman-Tree-Spade-500x313.jpg\" alt=\"dutchman-tree-spade\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Dutchman-Tree-Spade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Dutchman-Tree-Spade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/Dutchman-Tree-Spade.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21355\" class=\"wp-caption-text\">Tra i macchinari pi\u00f9 stimati nel settore rientrano certamente quelli della Dutchman Industries Inc, detentrice di molti brevetti esclusivi e soluzioni tecniche innovative. Prima fra tutte un sistema di forgiatura a freddo della lame che ne garantisce una durata di fino a 5 volte superiore.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo fin&#8217;ora soltanto accennato alla questione fondamentale della forma della pala. Esistono a questo mondo alberi di ogni tipo, ed altrettanto\u00a0differenti sono le modalit\u00e0 con cui essi si propagano sotto il terreno. Il concetto alla base di un trapianto ben eseguito, dunque, \u00e8 quello di rimuovere la pianta assieme a un&#8217;adeguata quantit\u00e0 di suolo e radici, definita in gergo inglese\u00a0<em>root-ball<\/em>, o qui da noi\u00a0pi\u00f9 semplicemente la zolla. Nel caso in cui la rimozione stia venendo effettuata presso un vivaio, questo non sar\u00e0 un grande problema: questo perch\u00e9, nelle tecniche di coltivazione con finalit\u00e0 di vendita dell&#8217;esemplare semi-adulto, \u00e8 prevista una regolare potatura delle radici pi\u00f9 esterne, affinch\u00e9 l&#8217;albero costituisca tutto attorno alla sua base un&#8217;ammasso gi\u00e0 quasi\u00a0sufficiente a fornirgli le sostanze nutritive per la\u00a0sua sopravvivenza. Diverso \u00e8 il caso di un albero &#8220;selvatico&#8221; lasciato crescere secondo la sua preferenza naturale, ma poi considerato troppo prezioso per l&#8217;abbattimento. In quel caso occorrer\u00e0 prestarsi ad\u00a0uno studio di fattibilit\u00e0, e scegliere l&#8217;attrezzo giusto per effettuare il trapianto. Il catalogo della Dutchman, azienda leader nel settore, riporta diverse filosofie costruttive dei loro prodotti,\u00a0da impiegare preferibilmente in questo o quel caso. L&#8217;ipotesi pi\u00f9 moderna ed adattabile, il sistema mostrato qui sopra,\u00a0sembrerebbe essere quella della pala curva, che potendo contare sulla maggiore solidit\u00e0 dei metodi costruttivi odierni, permette la creazione di una zolla anche letteralmente sferoidale, garantendo la maggior concentrazione\u00a0possibile di radici. I sistemi troncato e semi-troncato, invece, con lame dritte che non arrivano necessariamente ad incontrarsi nel momento dell&#8217;estrazione, risultano l&#8217;ideale per il trapianto di alberi pi\u00f9 piccoli, scavando con estrema facilit\u00e0 nei suoli sia argillosi che sabbiosi e ricavando una zolla dalla base piatta, che permette di appoggiare l&#8217;albero durante le operazioni ed usare quindi lo stesso apparato per scavare il buco di arrivo, senza in viaggio ulteriore o ricorrere necessariamente all&#8217;impiego di una seconda pala. Non poteva mancare, inoltre, la versione pi\u00f9 estrema del sistema con lame dritte, ovvero quel tipo di pala che forma letteralmente un cono, in grado di scavare\u00a0con la massima efficienza fino al punto d&#8217;incontro delle lame, senza\u00a0per\u00f2 premurarsi di salvare una grande quantit\u00e0 di radici.<br \/>\nA sollevamento dell&#8217;albero effettuato, per procedere speditamente all&#8217;opera di trasporto, i camion pi\u00f9 grandi potranno semplicemente reclinare il meccanismo adagiandolo sopra il loro stesso rimorchio. Per muoversi ad alta velocit\u00e0 su strade di scorrimento, la prassi prevede ovviamente la copertura dei rami con un telo, in aggiunta all&#8217;insacchettamento della zolla stessa, onde prevenire una perdita eccessiva di terra. Nel momento del trapianto, infatti, la presenza di una certa quantit\u00e0 del suolo di partenza sar\u00e0 niente meno che vitale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21356\" aria-describedby=\"caption-attachment-21356\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kTige-4AhPk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21356\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21356 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/National-Tree-Spade-500x313.jpg\" alt=\"national-tree-spade\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/National-Tree-Spade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/National-Tree-Spade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/10\/National-Tree-Spade.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21356\" class=\"wp-caption-text\">Secondo un commentatore di YouTube, questo impressionante apparato avrebbe origini italiane, essendo stato costruito niente meno che a Canneto sull&#8217;Oglio in provincia di Mantova. Non \u00e8 chiara l&#8217;origine di tale idea.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto sar\u00e0 il caso di affrontare la questione chiave: quanti degli alberi sottoposti a questo apparentemente traumatico processo di trasferimento, poi, sopravvivono? Su Internet, naturalmente, non mancano i detrattori disinformati, che parlano di una morte entro i 10 anni di circa il 40% degli alberi spostati. Una cifra che sembra, anche dal punto di vista logico, semplicemente esagerata. Nel frattempo l&#8217;unico studio con un minimo di base scientifica che si riesce a reperire \u00e8 quello finanziato dalla\u00a0cittadina di Lansing nello stato del Michigan, che fece investigare la questione nel 1973 per convincere i cittadini dell&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;acquisto da parte dell&#8217;ufficio del sindaco di uno di questi apparati. da usare per le operazioni di rinnovo delle strade e strutture pubbliche. E in quel caso, la conclusione a cui si giungeva era che il trapianto a macchina riuscisse addirittura il 95% delle volte, contro\u00a0il misero 59% del sistema tradizionale con le pale manuali. La statistica, tuttavia, sembra quasi esageratamente ottimistica, e molti restano dei devoti dei buoni vecchi metodi dei nostri progenitori.<br \/>\nLa risposta pi\u00f9 ragionevolmente vaga\u00a0alla domanda, dunque, potrebbe essere: gli alberi sopravvivono QUASI\u00a0tutti, purch\u00e9 venga effettuata la giusta manutenzione nel periodo immediatamente successivo all&#8217;operazione di trasporto. Una pianta che sia stata privata di una buona parte delle sue radici risulta infatti essere, per ovvie ragioni, notevolmente indebolita e necessita per questo di una quantit\u00e0 di acqua maggiore. Ma neppure\u00a0eccessiva, affinch\u00e9 il suo terreno sia naturalmente ossigenato.\u00a0Sarebbe inoltre appropriato ancorare l&#8217;arbusto con dei cavi tesi fino ai suoi rami pi\u00f9 alti, poich\u00e9 fino alla costituzione\u00a0di una base sotterranea realmente idonea, un vento eccessivo potrebbe ipoteticamente sradicarlo con facilit\u00e0. Altri processi considerati funzionali includono un&#8217;adeguata paccianatura, che sarebbe la costituzione di uno strato protettivo attorno alla base del tronco, fatta di scorie, segatura o vari tipi di materiali artificiali, che impedisca l&#8217;attecchire di piante o erbacce potenzialmente nocive per il nuovo arrivato. E se tutto andr\u00e0 per il verso giusto, a quel punto, l&#8217;inganno supremo della natura potr\u00e0 dirsi pienamente riuscito.<br \/>\nAlberi che si spostano? Che camminano? Arbusti che ricompaiono a miglia e miglia di distanza, come se avessero sviluppato\u00a0le gambe e un imprescindibile\u00a0sentimento del\u00a0<em>wanderlust<\/em>? Roba da far tremare lo stregone Saruman nella sua torre. O il povero Macbeth shakespeariano, come profetizzato dal trio delle malefiche streghe. Ma dal punto di vista del passero o del merlo, ben poco cambia: ci sar\u00e0 sempre un luogo per fare il\u00a0nido. Siamo soltanto noi, a coltivare l&#8217;ossessione dell&#8217;assoluto controllo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sentirsi piccoli non \u00e8 difficile. Guardare fuori la finestra, verso il cielo vuoto e distante, o lasciar spaziare lo sguardo durante una scampagnata, per andare a perdersi con l&#8217;immaginazione tra le valli e i colli verdi, rotolando con la mente\u00a0verso Sud. Un esercizio appagante, anti-stress, che aiuta ad allontanare la pressione gravosa dei propri problemi &#8230; <a title=\"L&#8217;unico attrezzo che permette di rapire un albero\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21354\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;unico attrezzo che permette di rapire un albero\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,637,233,1055,1998,190,1997,147,97,1947,126],"class_list":["post-21354","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-camion","tag-industria","tag-macchine-agricole","tag-pale","tag-piante","tag-scavatrici","tag-stati-uniti","tag-tecnologia","tag-traslochi","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21354"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21358,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21354\/revisions\/21358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}