{"id":21262,"date":"2016-09-23T07:03:54","date_gmt":"2016-09-23T05:03:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21262"},"modified":"2016-09-23T07:05:16","modified_gmt":"2016-09-23T05:05:16","slug":"ufo-delle-vacanze-la-strana-casa-di-un-altro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21262","title":{"rendered":"UFO delle vacanze: la strana casa di un altro futuro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1HAMCTLEcbg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21263\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21265\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-500x313.jpg\" alt=\"futuro-house\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa freddo nel cortile del\u00a0WeeGee Exhibition Centre, ad Espoo in Finlandia,\u00a0fra il frusc\u00eco della\u00a0vegetazione rigogliosa piantata tutto attorno a una tipografia dismessa ormai da circa vent&#8217;anni. Ma lo sguardo, per lo meno, \u00e8 riscaldato da un&#8217;inconciliabile visione: una bizzarra capsula di quattro metri di diametro, sospesa da terra, costellata di obl\u00f2 equidistanti sopra la livrea di un\u00a0vistoso color giallo zafferano. D&#8217;un tratto, con un sibilo meccanico, uno spicchio dell&#8217;oggetto si apre, rivelando una rampa ribaltabile del tutto simile a quella di un aereo. Un paio di piedi iniziano a discenderla, per diventare quindi gambe, vita e inevitabilmente, un volto. Gli occhi grandi, la folta barba&#8230; L&#8217;avete riconosciuto? Si tratta, senza alcuna ombra di dubbio, di&#8230;<br \/>\nSe guardiamo al domani adesso, tramite la lente della letteratura o del cinema di fantascienza, tendiamo a percepire una distesa desolata al cui confronto gli aridi deserti paiono dei prati alpini. Morte, povert\u00e0 e devastazione. L&#8217;armonia del consorzio\u00a0umano ormai un remoto ricordo, mentre le persone si combattono per le ultime risorse di un pianeta ormai stanco, battuto dai mutanti, dagli alieni e dagli spiriti affamati di rivalsa. Mentre tutto ci\u00f2 che popola le nostre fantasie, in qualche maniera, lo riflette: le auto corazzate di Mad Max, le armi mostruosamente letali dei romanzi di William Gibson, i vampiri mangiatori di carne umana di Io Sono Leggenda&#8230;\u00a0Mentre per quanto concerne l&#8217;architettura, \u00e8 raro che i creativi si dilunghino eccessivamente nelle descrizioni. Il che \u00e8 piuttosto logico, a pensarci: perch\u00e9 quale diamine potrebbe mai essere, l&#8217;aspetto di una casa concepita per ospitare una persona ragionevole all&#8217;interno di una tale distopia? Se non un cubo di cemento, privo di finestre tranne quelle per prendere la mira, tutto spigoli e filo spinato, dietro varchi successivi di porte blindate e trappole letali! Le abitazioni del domani in fiamme, per come lo vediamo tristemente oggi, non presentano sorprese di alcun tipo. N\u00e9 la bench\u00e9 minima traccia di linee curve. Ma di contrasto, fino all&#8217;altro ieri non fu\u00a0cos\u00ec. Quando la strada innanzi a noi pareva luminosa e corroborata dal bagliore dell&#8217;ottimismo mentre la plastica, materiale indistruttibile ed innovativo, trovava applicazione in ogni ambito che voi possiate concepire. Incluso quello, strano a dirsi, abitativo. Per lo meno in base alla visione operativa di\u00a0Matti Suuronen, architetto finlandese celebre per l&#8217;uso che faceva di poliestere, resine\u00a0termoindurenti, acrilico e fibra di vetro. Tutti materiali che trovarono l&#8217;applicazione nella sua visione di una casa ideale, o per usare l&#8217;effettivo marchio commerciale usato a partire dal 1968, l&#8217;adorabile Futuro\u00a0house.<br \/>\nImmaginate, se potete, un&#8217;epoca di surplus finanziario, durante la quale ogni famiglia disponeva di risorse in eccedenza. Quando praticamene\u00a0chiunque, persino i lavoratori\u00a0con stipendio minimo dell&#8217;allora neonato Walmart, era PER LO MENO\u00a0benestante. Ci\u00f2 perch\u00e9\u00a0i soldi, quei pezzi di carta privi di una reale utilit\u00e0 nel mondo fisico, potevano giovarsi di\u00a0un potere d&#8217;acquisto che cresceva in modo\u00a0esponenziale. Tanto che ben presto, fluttuando sulle fantasie sui viaggi nello spazio, la robotica, l&#8217;idillio di una societ\u00e0 pacifica che accelerava i suoi progressi, si inizi\u00f2 ad immaginare un 2000 in cui nessuno avrebbe pi\u00f9 avuto bisogno di lavorare, se non per scelta personale, e tutti avremmo avuto bisogno di un luogo in cui divertirci per far passare i lunghi mesi di una vita senza impegni. Ora, i modi chiaramente non mancavano. Ma il buon\u00a0Suuronen, a quanto ci \u00e8 possibile immaginare, amava soprattutto questo: sciare. Cos\u00ec il suo pi\u00f9 celebre contributo generazionale, verso il volgere del decennio, fu l&#8217;idea per un nuovo tipo di baita per la\u00a0montagna, non pi\u00f9 concepita per essere faticosamente messa insieme sul posto, grazie al sudore sulla fronte delle maestranze locali, bens\u00ec costruita in fabbrica in qualche decina di pezzi, da far assemblare al personale tecnico in un paio di giorni, o in alternativa, addirittura, trasportata tutta intera con l&#8217;ausilio di un prestante elicottero. Il che doveva presentare una visione piuttosto bizzarra. Perch\u00e9 vedete, la Futuro house \u00e8 costruita con la precisa forma di un disco volante. Si tratta di una mera coincidenza, intendiamoci. Di una forma concepita, nelle parole dello stesso creatore, per massimizzare l&#8217;isolamento termico e risultare, al tempo stesso, in grado di lasciar scivolare via la neve dal tetto, potendo in aggiunta contare sul solo appoggio di quattro palafitte, soluzione ideale in condizioni di suolo instabile o roccioso. Ma l&#8217;illusione non pu\u00f2 che persistere immutata&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21263\" aria-describedby=\"caption-attachment-21263\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4jCyJrpGNXQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21263\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21263 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-2-500x313.jpg\" alt=\"futuro-house-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21263\" class=\"wp-caption-text\">Ogni singola componente della Futuro house era stata progettata per essere sollevabile con la sola forza muscolare. Nessun mezzo pesante era indispensabile per assemblarla in loco (bench\u00e9 servisse un camion per il trasporto, e l&#8217;uso di una gru semplificasse di molto le operazioni).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matti Suuronen, che all&#8217;epoca era gi\u00e0 famoso per diverse opere pubbliche e private, tra cui avveniristiche pompe di benzina e un silo per il grano a\u00a0Sein\u00e4joki, non ebbe difficolt\u00e0 a trovare finanziatori e sostenitori della sua idea. Procuratosi quindi la collaborazione dell&#8217;ingegnere\u00a0Yrj\u00f6 Ronkka, dei tecnici\u00a0C.J. Olander ed Heikki Tikkanen e di alcuni tra i colleghi di pi\u00f9 vecchia data, l&#8217;architetto present\u00f2 la sua idea alla compagnia produttrice di platica\u00a0Polykem Ltd, con sede a pochi chilometri dal suo studio di Helsinki, sita nella cittadina di\u00a0Hiekkaharju. Uno stabilimento tanto importante per l&#8217;economia finlandese di quegli anni, da poter rispondere da \u00a0solo a circa il 50% del fabbisogno nazionale di materiali polimerici a base di petrolio, come il PMMA o il PVC. Prima di giungere alla produzione in serie, venne\u00a0quindi realizzato un primo prototipo della Futuro, contrassegnato con il numero di serie 000, oggi considerato alla stregua di un&#8217;opera d&#8217;arte ed attentamente preservato nel museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, in Olanda. Esso pu\u00f2 costituire, a fronte di una breve analisi, una finestra sui processi creativi che portarono alla concezione di una soluzione abitativa tanto fuori dal comune.<br \/>\nLa Futuro era sostanzialmente staccata da terra, tranne per i suoi quattro pali di sostegno in acciaio e un singolo tubo centrale, a cui potevano essere collegati luce, gas e corrente elettrica. In assenza di quest&#8217;ultima, era prevista l&#8217;inclusione di un generatore, da impiegare per far funzionare il potente impianto di riscaldamento a termoconvezione, un aspetto assolutamente essenziale nei climi gelidi del grande Nord. Proprio in funzione di questo ambiente presunto di utilizzo, la maggior parte degli obl\u00f2 presenti nella prima versione della casa non erano neppure apribili, finendo per costituire forse il singolo aspetto pi\u00f9 singolare dell&#8217;intera faccenda. L&#8217;interno della casa, invece, poteva essere personalizzato con delle apposite paratie. Ogni pezzo di mobilia, per ovvie ragioni, doveva essere creato su misura: era presente una piccola cucina, un&#8217;area bagno\/spogliatoio ed un grande soggiorno, dotato di un altra trovata piuttosto innovativa: fino a 6 poltrone-letto disposte a raggiera, in qualche modo somiglianti alle capsule d&#8217;ibernazione di un&#8217;astronave per i viaggi interstellari. L&#8217;idea di convivenza estremamente ravvicinata per cui era stata concepita la casetta durante il suo utilizzo idoneo, dunque, offriva la visione su un tipo di vacanze piuttosto estreme, in cui l&#8217;assoluta convivenza doveva provenire da una famiglia o un gruppo di amici particolarmente affiatati.<br \/>\nDopo le prime recensioni entusiastiche su alcune riviste del settore, nonch\u00e9 una riuscita esposizione a Londra, la\u00a0Polykem inizi\u00f2 a produrre in serie le case. Ne sarebbero state messe assieme un numero incerto, ma ritenuto tra i 60 ed i 100 esemplari, di cui la prima in assoluto, numero di serie 001, fu acquistata dalla personalit\u00e0 televisiva finlandese\u00a0Matti Kuusla soprannominato Pikkis, che la posizion\u00f2 in riva al lago\u00a0Hirvensalmi, dove rimase fino all&#8217;inizio degli anni 2000, quando a seguito di una completa operazione di recupero e restauro fu trasportata sul terreno del\u00a0WeeGee\u00a0Exhibition Centre. E proprio questa \u00e8 la casa, pressoch\u00e9 immacolata, che abbiamo avuto modo di ammirare nel video di apertura. Altri esemplari non furono altrettanto fortunati&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21264\" aria-describedby=\"caption-attachment-21264\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-DDScZhUw2k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21264\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21264 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-Taiwan-500x313.jpg\" alt=\"futuro-house-taiwan\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-Taiwan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-Taiwan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/FUTURO-House-Taiwan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21264\" class=\"wp-caption-text\">Sull&#8217;isola di Taiwan, per un certo periodo, vennero investiti grossi fondi per la creazione di villaggi vacanze per i soldati americani di stanza nelle basi d&#8217;Oriente, tra cui questo di Sanzhi, attualmente in rovina. Tali resort avrebbero usato esclusivamente case prefabbricate di design, tra cui la Futuro e la successiva Venturo, sempre di Matti Suuronen, riconoscibile dalla vasta finestra frontale in acrilico trasparente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come potrete facilmente immaginare da quanto poco sia conosciuta questa storia, le Futuro house non furono esattamente un trascinante successo commerciale. Diventarono piuttosto un prodotto di nicchia, amato dagli artisti e dagli eclettici di molte nazionalit\u00e0, che arrivarono\u00a0a ordinare il prodotto con considerevole dispendio dagli Stati Uniti, dall&#8217;Australia e\u00a0da molti dei paesi d&#8217;Europa. L&#8217;artista tedesco\u00a0Charles Wilp, ad esempio, ne posizion\u00f2 una sopra la sua casa di\u00a0D\u00fcsseldorf, usandola per tenere delle feste a cui ebbe modo di invitare, tra gli altri,\u00a0Andy Warhol e Hugh Hefner, il fondatore di Playboy. Ci furono inoltre impieghi di natura\u00a0pubblica, con diverse compagnie\u00a0che ne fecero dei piccoli ristoranti, delle banche o boutique, facendo affidamento sull&#8217;aspetto inusuale dell&#8217;edificio per attrarre i potenziali clienti. La base militare di\u00a0S\u00e5ten\u00e4s, in Finlandia, ordin\u00f2 addirittura una casa per metterla sopra un&#8217;alta torre, e farne una postazione di osservazione che potesse scrutare al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte. Ma la funzione ideale\u00a0delle Futuro rest\u00f2 sempre quella di case, poich\u00e9 ci\u00f2 era stato ergonomicamente previsto al momento della loro concezione. Bench\u00e9 gli oppositori, come sempre, non mancarono: pare infatti che la vista di una di questa avveniristiche strutture, situata in un luogo dall&#8217;alta visibilit\u00e0 o i notevoli pregi naturali, fosse sufficiente a suscitare la rabbia incontrollata dei vicini, portando a numerosi casi di proteste nonch\u00e9 qualche atto vandalico, decisamente ingiustificato. In un caso, di una Futuro collocata in prossimit\u00e0 del lago\u00a0Puulavesi, venne presentato un esposto formale al comune. Mentre a Tampa, negli Stati Uniti, venne ordinata la demolizione di un esemplare ritenuto disallineato con l&#8217;estetica cittadina.<br \/>\nA seguito di svariati altri eventi simili, molti cancellarono le prenotazioni rinunciando alla caparra di 1.000 dollari, e la crisi del petrolio del 1973, che triplic\u00f2 il costo della plastica nel giro di pochi mesi, mise la parola fine sull&#8217;ipotesi di una casa per le vacanze che fosse realmente degna dei\u00a0romanzi retro-futuristici di quegli anni&#8230;\u00a0Secondo una leggenda taiwanese, tuttavia, ci fu uno specifico motivo per il\u00a0successo mancato: pare infatti che per realizzare il pi\u00f9 grande agglomerato delle graziose abitazioni finlandesi, presso la localit\u00e0 del resort insulare di\u00a0Sanzhi, fosse stato necessario spostare l&#8217;antica scultura di un drago. E che la vendetta dello scaglioso essere, seguendo\u00a0le vie traverse impiegate dagli dei di ogni nazionalit\u00e0, possa aver finito per abbattersi\u00a0sul\u00a0sogno di\u00a0Suuronen. Ma forse, la reale ragione \u00e8 che il passato vive un costante conflitto col domani, e che noi, alberi nella tempesta, \u00a0non possiamo che tentare l&#8217;ardua mediazione tra i due. Cos\u00ec, \u00e8 inevitabile che qualche foglia venga trascinata via&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa freddo nel cortile del\u00a0WeeGee Exhibition Centre, ad Espoo in Finlandia,\u00a0fra il frusc\u00eco della\u00a0vegetazione rigogliosa piantata tutto attorno a una tipografia dismessa ormai da circa vent&#8217;anni. 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