{"id":21254,"date":"2016-09-22T06:45:38","date_gmt":"2016-09-22T04:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21254"},"modified":"2016-09-22T06:54:08","modified_gmt":"2016-09-22T04:54:08","slug":"la-solitudine-di-un-albero-senza-eredi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21254","title":{"rendered":"La solitudine di un albero senza eredi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VtziMzq-nnk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21255\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21256\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Encephalartos-500x313.jpg\" alt=\"encephalartos\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Encephalartos-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Encephalartos-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Encephalartos.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un atrio principale illuminato dal sole, con due ottagoni ai lati dotati d&#8217;ingressi, identificati da svettanti e sottili archi, affiancati da statue classiche di divinit\u00e0.\u00a0La pi\u00f9 grande struttura vittoriana di vetro e ferro, un vero monumento all&#8217;ingegno architettonico del secolo dell&#8217;industria. Negli\u00a0interi 121 ettari dell&#8217;orto botanico reale di Kew, sito a pochi chilometri a sud-ovest di Londra, nulla attira lo sguardo dei visitatori quanto la maestosa Temperate House, una delle serre pi\u00f9 vaste e spettacolari del mondo.\u00a04.880 m\u00b2 all&#8217;interno dei quali il clima viene attentamente monitorato, al fine di garantire la sopravvivenza di piante provenienti dai pi\u00f9 reconditi angoli del globo, meraviglie quali la\u00a0<i>Jubaea chilensis<\/i> di 16 metri, la singola palma pi\u00f9 alta\u00a0sopra la quale sia mai stato posto un tetto, o l&#8217;<em>Amorphophallus titanum<\/em>, il fiore mostruoso e maleodorante che pu\u00f2 richiedere anche 10 anni per riuscire ad aprirsi, per poi appassire in appena un paio di giorni (vedi <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20878\" target=\"_blank\">precedente articolo sull&#8217;argomento<\/a>). Ma come questa intera struttura costituisce un ricordo di tempi ormai reconditi e quasi dimenticati, non c&#8217;\u00e8 forse un singolo tronco, un solo fusto, un&#8217;unico agglomerato di radici fra simili\u00a0trasparenti mura, ad avere un&#8217;importanza cosmica superiore a questo: l&#8217;ultimo esemplare nato spontaneamente in natura di\u00a0<em>Encephalartos woodii, <\/em>un vero\u00a0fossile ancora vivente risalente (persino!) all&#8217;epoca dei dinosauri. La storia del vegetale, che potrebbe sembrare una sorta di palma ma in realt\u00e0 \u00e8 imparentato direttamente con le cycas,\u00a0\u00e8 al tempo stesso significativa e commovente, per certi versi uno dei romanzi pi\u00f9 tristi ad essere durati per pi\u00f9 di un secolo, ma che probabilmente si estendeva ancor pi\u00f9 lontano a ritroso nel tempo.<br \/>\nQuesta creatura dalla corona di foglie lucide\u00a0fu infatti scoperto nell&#8217;ormai remoto 1895 da\u00a0John Medley Wood, un naturalista inglese intento in una spedizione nella foresta di\u00a0Ngoya, tra i pericolosi abitanti e le bestie selvagge delle terre di Zululand. In una regione del Sudafrica, dalle precipitazioni annue di 750-1000 mm, dove una palma non avrebbe realmente fatto notizia. Se non che quest&#8217;uomo dal nome piuttosto programmatico (John&#8230;Misto Legno?)\u00a0al primo sguardo cap\u00ec di trovarsi di fronte a qualcosa di straordinariamente raro, e dopo un lungo periodo d&#8217;introspezione durato ben quattro anni, fece ritorno sul luogo della scoperta assieme a una troupe, e lavorando alacremente rimosse uno dei quattro fusti dell&#8217;agglomerato vegetale, al fine di riportarlo con se in patria, presso gli orti di Kew. Ci\u00f2 perch\u00e9 l&#8217;intero ordine delle\u00a0<em>Cycadales<\/em>, ed in particolare le\u00a0Zamiaceae che normalmente risultano pi\u00f9 simili a felci, hanno l&#8217;utile caratteristica di poter ritornare a crescere da un singolo ramo trapiantato, specie se questo viene prelevato dalla parte pi\u00f9 prossima alle radici, caso in cui viene definito comunemente il pollone (<em>basal shoot<\/em>). Cos\u00ec facendo, dunque, non soltanto l&#8217;esploratore dava seguito alla prassi tipicamente anglosassone per cui ogni tesoro del mondo dovesse ornare le auguste sale della terra d&#8217;Albione, ma compiva il primo passo verso la preservazione in ambiente controllato di una creatura che altrimenti, di l\u00ec a poco, avrebbe del tutto cessato la sua esistenza. Considerate: tutte le piante di questo ordine sono dioiche, il che significa che non possono riprodursi naturalmente senza un esemplare maschio ed uno femmina. E l&#8217;<em>Encephalartos\u00a0<\/em>trovata da Wood copriva la prima delle due necessit\u00e0, ma ovviamente non la seconda. Inizi\u00f2 quindi una lunga, e difficile, ricerca&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cartone animato creato dal sempre interessante canale\u00a0Great Big Story \u00e8 piuttosto letterale nell&#8217;interpretazione che da del secondo capitolo della tragica storia: un&#8217;intera flotta di navi, presumibilmente finanziate dai forzieri senza fondo dell&#8217;impero pi\u00f9 vasto che il mondo abbia mai conosciuto, battono i sette mari della Terra, alla ricerca di una consorte per l&#8217;ultimo principe di questa\u00a0decaduta dinastia delle\u00a0<em>Cycadales<\/em><em>,\u00a0<\/em>che un tempo avevano letteralmente colonizzato ogni metro delle congiunte terre emerse. Prima che la separazione dei continenti, e l&#8217;imporsi di piante pi\u00f9 nuove, adattabili e dalla crescita pi\u00f9 veloce, iniziassero gradualmente a ridurre la sua nicchia ambientale residua. Ma non importa quanti e quali risorse furono effettivamente investite, nessuno avrebbe mai trovato la femmina dell&#8217;<em>Encephalartos,\u00a0<\/em>almeno allo stato attuale dei fatti, dopo\u00a0oltre un secolo di sforzi e tribolazioni.<br \/>\nCi\u00f2 che resta, dunque, \u00e8 soltanto lui, perfettamente in salute nonostante il trascorrere del tempo, tanto da riuscire a produrre regolarmente la sua pigna riproduttiva arancione e vistosamente ricolma di polline, ma naturalmente neppure l&#8217;accenno di un seme. Si tratta di un esemplare alto 6 metri, con una corona di foglie ampia 2-3 metri, superficialmente simile a quella di una palma. Ma basta avvicinarsi un po&#8217; di pi\u00f9 per notare la forma totalmente diversa delle foglie, che sono piccole, scure e lucide, e si sono evolute per trattenere la maggior quantit\u00e0 d&#8217;acqua nei climi secchi in cui era solita prosperare\u00a0la pianta. Il tronco, nel frattempo, si allarga nella parte inferiore, essendo costituito nella sua parte esterna da uno spesso strato spugnoso protettivo, soffice al tatto ma pi\u00f9\u00a0resistente di quello che sembra. La pianta ha una crescita estremamente lenta, per cui si ritiene che possa continuare a sopravvivere ancora per lungo tempo, ma nonostante questo fu chiaro, ad un certo punto, che per preservarla occorreva fare qualcosa. E quel qualcosa, essenzialmente, fu clonarla.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21255\" aria-describedby=\"caption-attachment-21255\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SQvIGCiM0ZM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21255\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21255 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Cycad-Basal-Shoot-500x313.jpg\" alt=\"cycad-basal-shoot\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Cycad-Basal-Shoot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Cycad-Basal-Shoot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Cycad-Basal-Shoot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21255\" class=\"wp-caption-text\">La creazione di polloni ha permesso all&#8217;Encephalartos di diffondersi, grazie all&#8217;ingegno dei suoi protettori umani, in numerose istituzioni di conservazione vegetale sparse per il mondo, tra cui i Longwood Gardens nei distanti Stati Uniti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La creazione del pollone \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 frequente nel giardinaggio, comunemente impiegata per preservare una combinazione di geni particolarmente utili, o per rinnovare una pianta che, successivamente ad una crescita eccessiva, ormai\u00a0appariva spenta e chiaramente avviata sul viale del tramonto. Essa consiste, essenzialmente, della gi\u00e0 citata\u00a0rimozione, quasi chirurgica, di una diramazione nella parte bassa della pianta, facendo affidamento sulla capacit\u00e0 di quest&#8217;ultima di mettere nuove radici, sopravvivendo da se. Esistono persino\u00a0degli esseri vegetali in grado di produrre spontaneamente la propria copia esatta (riproduzione vegetativa) e poi separarsene mediante un processo simile di autopotatura, come il ciliegio, la mela, l&#8217;Albero del Paradiso (<em>Ailanthus altissima<\/em>) il <em>Ligustrum\u00a0<\/em>ed il guava. Si tratta di una strategia che presenta dei rischi, dato che non permette alla pianta di disperdersi contando sull&#8217;efficacia dei vettori convenzionali, quali l&#8217;attivit\u00e0 degli uccelli e degli altri animali, ma \u00e8 indubbio che possa prolungare notevolmente la vita di un singolo esemplare. Questione, nel caso dell&#8217;<em>Encephalartos, <\/em>niente meno che fondamentale. Ulteriori esperimenti sono stati compiuti con altre\u00a0Zamiaceae pi\u00f9 diffuse, ottenendo degli ibridi che sono sostanzialmente in grado di riprodursi senza nessun tipo di assistenza. Ma essi non sono che un&#8217;approssimazione della pianta pura, che a seguito di ci\u00f2 non pu\u00f2 che mantenere la sua sostanziale unicit\u00e0.<br \/>\nAltri alberi solitari, ultimi rappresentanti della loro specie, non hanno avuto neppure simili fortune: questo \u00e8 il caso ad esempio dell&#8217;<em>Hyophorbe amaricaulis<\/em>, di cui sopravvive un unico esemplare presso i giardini botanici di\u00a0Curepipe sull&#8217;isola di Mauritius, unico superstite di un&#8217;antica popolazione endemica ed esclusiva dell&#8217;isola, che gradualmente arriv\u00f2 fino al bilico estremo dell&#8217;estinzione. Oggi, nonostante i numerosi tentativi fatti di produrne un pollone fertile o ibridarlo con altre piante, esso rimane completamente privo di compagnia, e si ritiene che prima o poi, inevitabilmente, morr\u00e0. Portandosi via l&#8217;ultimo ricordo di un epoca sconosciuta. A volte sembra che gli alberi&#8230;La loro morte&#8230;Costituisca in un certo senso la sofferenza del pianeta stesso. Che continua a inviarci segnali che tutti noi, immancabilmente, manchiamo di interpretare!<\/p>\n<figure id=\"attachment_21257\" aria-describedby=\"caption-attachment-21257\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/B4D93K11VfE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21257\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21257 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Tree-of-Tenere-500x313.jpg\" alt=\"tree-of-tenere\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Tree-of-Tenere-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Tree-of-Tenere-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Tree-of-Tenere.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21257\" class=\"wp-caption-text\">La storia dell&#8217;ultimo albero del T\u00e9n\u00e9r\u00e9 \u00e8 cos\u00ec straordinariamente emblematica dell&#8217;intera faccenda: ecco qui un&#8217;Acacia tortilis, sostanzialmente sperduta nel bel mezzo del maggiore deserto del Niger, in grado di sopravvivere grazie a radici che si estendevano per numerosi chilometri. Finch\u00e9 un giorno, un ubriaco alla guida di un camion and\u00f2 a sbatterci contro, spezzandolo letteralmente in due. Non c&#8217;era, letteralmente, alcun altro ostacolo da colpire&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che le piante siano immortali, per la loro prerogativa\u00a0di rinascere a partire da un singolo seme, \u00e8 un&#8217;astrazione particolarmente diffusa. Tanto usata, persino nei campi creativi della letteratura e dell&#8217;arte figurativa, da essersi trasformata in uno strumento filosofico a fondamento di numerose discipline, sia religiose che non. Ma la scienza ci insegna niente dura per sempre, neppure la CAPACIT\u00c0 di durare per sempre. Tutto quello che serve, \u00e8 spirito d&#8217;osservazione. E una buona memoria, per ricordare tutti quegli esseri\u00a0che inevitabilmente, presto o tardi, non saranno pi\u00f9 accanto a noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un atrio principale illuminato dal sole, con due ottagoni ai lati dotati d&#8217;ingressi, identificati da svettanti e sottili archi, affiancati da statue classiche di divinit\u00e0.\u00a0La pi\u00f9 grande struttura vittoriana di vetro e ferro, un vero monumento all&#8217;ingegno architettonico del secolo dell&#8217;industria. Negli\u00a0interi 121 ettari dell&#8217;orto botanico reale di Kew, sito a pochi chilometri a sud-ovest &#8230; <a title=\"La solitudine di un albero senza eredi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21254\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La solitudine di un albero senza eredi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,228,818,1097,798,132,109,190,78,71,364,615],"class_list":["post-21254","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-ambiente","tag-biologia","tag-evoluzione","tag-giardinaggio","tag-inghilterra","tag-natura","tag-piante","tag-scienza","tag-storia","tag-sudafrica","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21254"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21261,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21254\/revisions\/21261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}