{"id":21221,"date":"2016-09-17T06:52:53","date_gmt":"2016-09-17T04:52:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21221"},"modified":"2016-09-17T06:52:53","modified_gmt":"2016-09-17T04:52:53","slug":"le-leggendarie-patatine-dei-penitenziari-americani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21221","title":{"rendered":"Le leggendarie patatine dei penitenziari americani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0AN1VkClpc8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21222\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21224\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Shabangs-500x313.jpg\" alt=\"shabangs\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Shabangs-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Shabangs-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Shabangs.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la leggenda, avvenne un giorno che un dipendente di un piccolo stabilimento per la produzione di snacks\u00a0della regione di New Orleans, che stava\u00a0trasportando un carrello con i condimenti per il bancale del giorno, inciamp\u00f2 e cadde. Le polverine speziate si mescolarono quindi tra di loro e i dipendenti, preferendo salvarle dalla spazzatura, verso l&#8217;ora di pranzo presero la strana mescolanza a grandi pizzichi, la portarono in tavola e la misero sopra le proprie personali patatine. C&#8217;\u00e8 il gusto della paprika, quello della salsa barbecue, il sapore dello zenzero e del jalape\u00f1o. Il tutto mescolato in un mistico <em>melange<\/em>, in grado di rapire i sensi e trasportarli dentro un mondo d&#8217;estasi cibaria post-industrialista.\u00a0Nacquer\u00f2 cos\u00ec, secondo la leggenda, le Voodoo Chips della Zapp, un prodotto particolarmente diffuso negli stati del Sud, ma che risulta letteralmente sconosciuto altrove, tranne che in alcuni fornitissimi autogrill o in alternativa, grazie alla copia che ne ha realizzato il Keefe Group, compagnia detentrice di un importante monopolio. Che potrebbe anche valere, a voler essere (molto) conservativi, svariati miliardi di dollari l&#8217;anno: fornire il cibo a tutti coloro\u00a0che non possono, per cause di forza maggiore, scegliere dove comprarlo.\u00a0Creando una sorta di piacevole\u00a0dipendenza&#8230; Finch\u00e9, una volta ritornati liberi, come capitato al protagonista di questa intervista della NBC, un ragazzo tatuato di nome Terry, non possono far altro che procurarselo su eBay. Ed usarlo, ancora una volta, per preparare il proprio piatto preferito&#8230;<br \/>\nNegli Stati Uniti c&#8217;\u00e8 un modo in dire. In realt\u00e0, ce ne sono diversi, ma questo \u00e8 particolarmente rilevante per l&#8217;argomento di oggi: &#8220;The WHOLE shebang&#8221; ovvero, traducendo assai liberamente: &#8220;Tutto quanto il mucchio\/cucuzzaro\/bastimento&#8221;. Come spesso capita in simili casi, l&#8217;etimologia specifica risulta essere tutt&#8217;altro che chiara, e non c&#8217;\u00e8 praticamente pi\u00f9 nessuno al giorno d&#8217;oggi che ancora si preoccupi di chiedersi cosa esattamente fosse, a conti fatti, uno <em>shebang<\/em>. Secondo Walt Whitman, poeta di Long Island dell&#8217;epoca della guerra civile, si trattava di una sorta di rustica abitazione costruita dai disertori della societ\u00e0 in fiamme all&#8217;ombra dei cespugli, il pi\u00f9 lontano possibile dagli spari di moschetto e i colpi di cannone. Nell&#8217;utilizzo del celebre scrittore Mark Twain invece, risalente\u00a0al 1875 e collocato nel romanzo\u00a0<em>Roughing It<\/em>, si sarebbe trattato\u00a0di una carrozza con dello spazio extra per i passeggeri, un versione modificata dell&#8217;inglese <em>sharra-bang<\/em>, a sua volta una derivazione\u00a0del francese\u00a0<em>char-\u00e0-bancs<\/em>. Mentre ci\u00f2 che conta tuttavia, nell&#8217;odierno impiego di una tale\u00a0terminologia, \u00e8 molto spesso il sentimento: accettare i fatti della vita l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, senza mai fermarsi un attimo a pensare, senza separare il buono e il bello dal cattivo, il brutto e lo sgradevole, ma fagocitare tutto quanto e trarne quanto meno, un&#8217;occasione di apprendimento e crescita personale. C&#8217;\u00e8 sempre una pepita d&#8217;oro, persino nelle pi\u00f9 oscure e orribili miniere. Ci\u00f2 che occorre, \u00e8 illuminare i passi che si compiono con la torcia inestinguibile dell&#8217;ottimismo, sempre, addirittura quando si \u00e8 contratto un debito col karma e con la societ\u00e0 civile.<br \/>\n\u00c8 un fatto noto che gli Stati Uniti abbiano, fra tutti i paesi del mondo, uno dei tassi d&#8217;incarcerazione pi\u00f9 alti in assoluto. \u00c8 stato calcolato come in media un maschio bianco abbia in quel paese una possibilit\u00e0 su 12 di finire dietro le sbarre nel corso della propria vita, che cresce fino ad 1 su 6 se \u00e8 di etnia ispanica, e raggiunge addirittura l&#8217;1 su 4 nel caso, tristemente noto, del lungo braccio\u00a0della legge Vs. gli\u00a0afroamericani. Ci\u00f2 succede per le ragioni pi\u00f9 diverse: per frode, furto, aggressione, omicidio. Per ragioni reali o qualche volta, gli errori umani di\u00a0giurie fallibili, nonostante le prerogative. Per il proprio egoismo! Oppure, a causa dell&#8217;altrui crudelt\u00e0. Resta il fatto che con una parte tanto considerevole di cittadini rinchiusi attraverso i differenti\u00a0gradi della sicurezza imposta, esista una sorta di cultura parallela, come quella dei vampiri e dei licantropi, o degli agenti\/hacker del film Matrix, che prospera e si rinnova in condizioni di difficolt\u00e0, generando gli strumenti per combattere (bonariamente) il sistema. Punizione? Meditazione? Rieducazione? Niente di tutto questo sarebbe possibile, se da un estremo all&#8217;altro dell&#8217;esperienza tutto quello che potesse esserci fosse un senso di raccoglimento e lo spegnimento totale delle sinapsi ritenute, a torto,\u00a0secondarie. Cos\u00ec rinasce quotidianamente, persino in situazioni tanto avverse, il fascino universale della cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21223\" aria-describedby=\"caption-attachment-21223\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/F_wxstD3uuw\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21223 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Hard-Time-Candy-500x313.jpg\" alt=\"hard-time-candy\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Hard-Time-Candy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Hard-Time-Candy-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Hard-Time-Candy.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21223\" class=\"wp-caption-text\">La cucina da prigione \u00e8 un tema che affascina da tempo i non-detenuti, con la tipica forza espressiva dell&#8217;arte umana di arrangiarsi. In questo video, Emmy del canale Made in Japan tenta di preparare le Hard Time Candies, caramelle fatte con salsa piccante ed un altro caposaldo degli spacci della Keefe, la bevanda in polvere Kool-Aid.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pranzo di Terry, dunque, ha un origine molto specifica. Pare infatti che nella prigione in cui egli ebbe a trascorrere una parte considerevole degli ultimi tempi, la cena fosse servita alle 16:30 del pomeriggio. Il che significava, sostanzialmente, che verso sera gli stomaci fossero completamente vuoti. Ed era allora, che iniziava quel rumore: splat-CRUNCH, splat-CRUNCH. Per molti minuti, addirittura ore, mentre i suoi compagni di sventura, pi\u00f9 o meno meritata, prendevano a sfogarsi sui sacchetti di ramen essiccato. Con una finalit\u00e0 precisa: sminuzzarlo, farlo a pezzi, trasformarlo in INGREDIENTE. Di una&#8230;Zuppa, definita in gergo la ChiChi, o C.C. Consistente in quanto segue: pasta, riso, sottaceti, salsa sriracha, salsicciotti piccanti, formaggio spalmabile, qualche goccia di miele. Rigorosamente guarnita, al termine della preparazione, con un tritato delle straordinarie\u00a0patatine SHABANG. Una nota a parte d&#8217;interesse merita la cottura, poich\u00e9 per ovvie ragioni, nelle celle comunitarie\u00a0non esistono i fornelli. Mentre i detenuti hanno accesso all&#8217;acqua bollente, che viene dunque versata all&#8217;interno dello stesso sacchetto delle patatine, che diventa cos\u00ec la &#8220;pentola&#8221; dell&#8217;intera questione, per di pi\u00f9 insaporita dalle particelle residue di quel fortunato incidente di tanti anni fa. Il risultato, \u00e8&#8230;<br \/>\nLa questione del cibo in prigione fu da sempre causa di avverse e contrapposte considerazioni. \u00c8 giusto che un detenuto riceva a pranzo e a cena un qualcosa di gradevole, a spese dell&#8217;onesto contribuente che lui, avrebbe, in linea di princ\u00ecpio, disconosciuto? Oppure egli dovrebbe, consumando le sue razioni grige ed insapori, ripensare agli errori fatti, e giurare a se stesso che le ammende saranno fatte, quando richieste, e la sua vita futura sia destinata a meritarsi una ritrovata libert\u00e0 alimentare, dolorosamente toltagli\u00a0per settimane, mesi ed anni&#8230; La soluzione giudicata corretta dagli americani, in questa come in molte altre circostanze, sembrerebbe essere una salomonica via di mezzo, o per meglio dire, la tranquilla\u00a0coesistenza di entrambe le visioni\u00a0in materia: il detenuto dovr\u00e0 ricevere, a seconda dei casi, ci\u00f2 che la prigione\u00a0ha in magazzino anche in funzione del suo budget. Ma egli potr\u00e0, come nella pi\u00f9 tipica visione del capitalismo, fare acquisti con i soldi che gli mandano da fuori. Ed \u00e8 stato proprio questo, attraverso gli anni, a fare la fortuna finanziaria del Keefe Group: un sistema che prevede l&#8217;installazione di chioschi nell&#8217;area comune dei penitenziari, funzionanti a tutti gli effetti come un bancomat del mondo di fuori. Attraverso i quali il prigioniero pu\u00f2 prelevare le sue finanze, dietro la modica commissione di 3 dollari e 50 ad utilizzo, per poi recarsi presso lo spaccio ed acquistare, a caro prezzo, una vasta selezione di delizie. Gli ingredienti, guarda caso, della zuppa ChiChi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21222\" aria-describedby=\"caption-attachment-21222\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9sgF97c6DZk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21222\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21222 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Andy-Roys-Pork-500x313.jpg\" alt=\"andy-roys-pork\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Andy-Roys-Pork-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Andy-Roys-Pork-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Andy-Roys-Pork.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21222\" class=\"wp-caption-text\">Andy Roy, noto artista dello skateboard nonch\u00e9 fantastico narratore di aneddoti sconclusionati, accoglie una troupe di Vice per mostrargli un piatto forte del suo periodo trascorso dietro le sbarre per droga: il maiale in agrodolce &#8220;condito&#8221; con il ramen e la polverina di Kool-Aid. Il risultato, lui stesso \u00e8 pronto ad ammetterlo ancor prima del deludente test sui passanti in\u00a0strada, \u00e8 decisamente <em>gnarly<\/em> (estremo).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una sorta di elegante equilibrio, in tutto questo, della gioia che viene dalla privazione, la tristezza cancellata dall&#8217;ingegno e il senso universale di necessit\u00e0. Molto fece parlare, negli scorsi anni, il diffuso movimento statunitense per l&#8217;eliminazione del cosiddetto nutraloaf, un tipo di pasto impiegato storicamente nelle prigioni dell&#8217;Arkansas, Illinois, Maryland, Nebraska, New York, Washington, West Virginia e Pennsylvania. Costituito essenzialmente da un ammasso solido di patate, carne in scatola, margarina, verdure, uova e vegetali, contenente tutte le sostanze nutritive necessarie ad una dieta equilibrata di sostentamento tranne, purtroppo, il sapore. Cos\u00ec\u00a0proprio in funzione di una simile caratteristica, era\u00a0stato determinato\u00a0che un tale cibo fosse riservato unicamente ai detenuti che si comportavano in maniera scorretta, finendo per essere spostati in regime di isolamento o nei settori giudicati\u00a0pi\u00f9 irrecuperabili della prigione. Affinch\u00e9 la punizione psichica andasse di pari passo con quella del palato. Allontanando ulteriormente la meta\u00a0programmatica\u00a0marcata\u00a0sul navigatore.<br \/>\nMentre chi potrebbe immaginare una strada periferica\u00a0migliore? Di persone\u00a0che hanno dato via tutto, anche la libert\u00e0, e si ritrovano in un mondo a parte, dove i piccoli piaceri possono fornire nutrimento. Fisico, creativo, spirituale. E mettendo assieme le loro limitate\u00a0finanze, acquistano del cibo che diventa l&#8217;ingrediente di un momento d&#8217;incontro e di condivisione, persino gioia calorosa\u00a0dei presenti. L&#8217;esatto opposto\u00a0del cemento contenuto in quelle fredde, spesse mura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la leggenda, avvenne un giorno che un dipendente di un piccolo stabilimento per la produzione di snacks\u00a0della regione di New Orleans, che stava\u00a0trasportando un carrello con i condimenti per il bancale del giorno, inciamp\u00f2 e cadde. Le polverine speziate si mescolarono quindi tra di loro e i dipendenti, preferendo salvarle dalla spazzatura, verso l&#8217;ora &#8230; <a title=\"Le leggendarie patatine dei penitenziari americani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21221\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le leggendarie patatine dei penitenziari americani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[292,1536,311,136,1979,1978,1977,869,352,768,147,89,32],"class_list":["post-21221","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cibo","tag-dal-mondo","tag-gastronomia","tag-invenzioni","tag-kool-aid","tag-patatine","tag-prigione","tag-ramen","tag-ricette","tag-societa","tag-stati-uniti","tag-strano","tag-tv"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21221"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21221\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21225,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21221\/revisions\/21225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}