{"id":21162,"date":"2016-09-09T06:52:13","date_gmt":"2016-09-09T04:52:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21162"},"modified":"2016-09-09T06:52:13","modified_gmt":"2016-09-09T04:52:13","slug":"non-e-un-miraggio-esistono-foreste-nel-deserto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21162","title":{"rendered":"Non \u00e8 un miraggio: esistono foreste nel deserto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RGR1nCClESs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21163\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21164\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-3-500x313.jpg\" alt=\"quiver-trees-3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;immaginare pianeti alieni, i creatori di film e romanzi tendono a concentrarsi sulle forme di vita appartenenti alla categoria animale dei <em>chordata<\/em>, ovvero simmetriche e dotate di una notocorda, generalmente analoga alla nostra stessa colonna vertebrale. Per poi spendere\u00a0appena due parole, oppure un singolo paragrafo, su quel che getta le radici in mezzo al suolo extraterrestre. Ci\u00f2 \u00e8 perfettamente funzionale nell&#8217;affascinare il pubblico, visto come le piante del pianeta Terra siano tanto distanti da noi, ed all&#8217;apparenza primitive, da non poter parlare o pensare, n\u00e9 dimostrare alcuna consapevolezza della propria semplice esistenza. Eppure,\u00a0sarebbe impossibile\u00a0negarlo, si\u00a0tratta della pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 sprecata della narrativa di genere moderna: perch\u00e9 esistono soltanto un certo numero di varianti possibili, in ci\u00f2 che deve muoversi, dormire, procacciarsi il cibo e una compagna. Due, quattro, sei, otto zampe. Occhi per vedere e un senso del tatto, oppure antenne per rilevare le sostanze chimiche presenti nell&#8217;ambiente circostante&#8230; Mentre quante varianti sono a nostra disposizione, se tutto ci\u00f2 che un organismo deve fare dalla nascita alla morte \u00e8 assumere i suoi nutrienti dal terreno e dal Sole, per poi\u00a0disseminare il proprio DNA sfruttando le forze naturali del pianeta stesso? Quante volte pu\u00f2 dividersi lo stesso ramo? Non pi\u00f9 di un paio, nel caso dell&#8217;<em>Aloe dichotoma<\/em> della Namibia, comunemente detta &#8220;Albero faretra&#8221; prima che alla sommit\u00e0 delle biforcazioni appaiano quei vortici di foglie simili alle lame di un coltello, piene di spine ai bordi, strutture che noi conosciamo molto bene in forza di alcune delle piante succulente pi\u00f9 utili dei nostri giardini. Nel caso degli esemplari adulti, ci\u00f2 avviene all&#8217;altezza media di 8-9 metri. &#8220;Ma il pi\u00f9 celebre rappresentante di questo genere di vegetali, l&#8217;<em>Aloe vera<\/em>&#8230;&#8221; qualcuno potrebbe anche affermare: &#8220;&#8230;L&#8217;ho sempre visto con\u00a0la forma e l&#8217;altezza di un piccolo cespuglio!&#8221; Beh, in effetti, questo \u00e8 vero per la maggior parte della categoria. Ma ci sono specie, come questa e come questa o l&#8217;<em>Aloe barberae\u00a0<\/em>del Mozambico, che raggiunto lo status ideale per poter contare su di un posto in un appartamento, continuano a crescere ed a crescere, ad un ritmo rallentato e per un tempo che pu\u00f2 facilmente raggiungere i 20 anni. Finch\u00e9 a un certo punto, sono alberi. E le colonie del passero tessitore, costruttore di enormi alveari cinguettanti, vanno a farci il nido. Anche perch\u00e9 l&#8217;alternativa vegetale pi\u00f9 prossima, generalmente, si trova a centinaia di chilometri di distanza.<br \/>\nLa ragione di una tale ipertrofia non \u00e8 certamente voluttuaria: essa mira, piuttosto, a risolvere il maggior problema della pianta. Perch\u00e9 a queste latitudini, e nelle regioni di cui stiamo parlando, sarebbe un caso straordinario se cadessero pi\u00f9 di 15-20 cm di pioggia l&#8217;anno. Mentre la vegetazione pi\u00f9 comune, per pura necessit\u00e0 di preservare il nutrimento, non emerge dal terreno pi\u00f9 di quanto possa farlo\u00a0un filo d&#8217;erba. Quasi ovunque, tranne che in tre specifici raggruppamenti di\u00a0<em>A.\u00a0dichotoma<\/em>, site in diverse zone dell&#8217;antica terra del Namaqualand, oggi abitata dalle popolazioni boscimane dell&#8217;Africa Meridionale. Stiamo parlando della fattoria di Gariganus, luogo turistico dall&#8217;alta visibilit\u00e0 all&#8217;incrocio tra le strade M29 e C17. Dell&#8217;area desertica sita a nord-est della citt\u00e0 di\u00a0Keetmanshoop, ove si trova\u00a0la maggiore concentrazione di\u00a0fossili di mesosauri, rettili acquatici del Permiano. Del parco di Garas sulla B1, meno celebre ma decorato con figure totemiche di bambole, figure scolpite ed altri\u00a0insoliti arredi. Il visitatore, scendendo dall&#8217;auto in corrispondenza di uno di questi tre punti di riferimento, si ritrover\u00e0 nel mezzo di un deserto brullo e almeno all&#8217;apparenza, disabitato. Ma dinnanzi a lui&#8230; Dozzine, centinaia di tronchi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21165\" aria-describedby=\"caption-attachment-21165\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_BIb4qGzJPI\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21165 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-4-500x313.jpg\" alt=\"quiver-trees-4\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-4-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-4-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-4.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21165\" class=\"wp-caption-text\">Le infiorescenze dell&#8217;<em>Aloe dichotoma<\/em> si sviluppano generalmente in inverno, il periodo pi\u00f9 piovoso di queste regioni. Il frutto \u00e8 piccolo, verde e pieno di semi. Normalmente non viene mangiato dagli umani.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista morfologico, come avrete probabilmente gi\u00e0 intuito, l&#8217;<em>Aloe dichotoma<\/em> \u00e8 una pianta molto particolare. Pur essendo volgarmente definita albero, perch\u00e9 oggettivamente ci\u00f2 \u00e8 quello che sembra, essa non presenta in realt\u00e0 una struttura biologica che possa definirsi vero e proprio legno. Il suo &#8220;tronco&#8221;, o per meglio dire gambo, perch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 di cui in realt\u00e0 si tratta, \u00e8 un singolo ammasso di fibre spugnose, ricoperto da una sottile corteccia che col crescere della pianta di ricopre di crepe simili a scaglie, dal bordo\u00a0affilato e quasi tagliente. Il nome di albero faretra deriva, in effetti, da una pratica dei boscimani, che per fabbricarsi un contenitore per le loro frecce avvelenate, sono soliti tagliare un ramo dell&#8217;arbusto, svuotarlo ed applicare una striscia di cuoio nella parte inferiore, ottenendo cos\u00ec un perfetto contenitore oblungo da portare in spalla quando si va a caccia o a far la\u00a0guerra con le altre trib\u00f9. Ma i suoi usi non finiscono qui. La polpa porosa che costituisce il corpo della pianta, infatti, lascia passare l&#8217;aria, ed ha caratteristiche di isolamento termico particolarmente efficaci. Proprio per questo, esisteva l&#8217;usanza di ricavare una nicchia nel tronco degli alberi, all&#8217;interno della quale\u00a0veniva posto il cibo da conservare pi\u00f9 a lungo, come in una sorta di frigorifero naturale.<br \/>\nTutto, in queste piante, \u00e8 concepito per sopravvivere con una quantit\u00e0 irrisoria d&#8217;acqua. Ma nel\u00a0caso in cui la pianta ne stia ricevendo troppa poca, persino per lei, essa dispone ancora di un metodo per salvarsi.\u00a0Essa pu\u00f2 infatti lasciar seccare le proprie foglie a partire dalle punte, quindi lasciarle cadere a terra senza alcun danno per il fusto principale. Nei casi pi\u00f9 estremi, a staccarsi sono degli interi rami, mentre l&#8217;arbusto fa ricorso ad un sistema particolarmente efficace di cicatrizzazione della ferita, che gli permette di restare impervio alle malattie ed ai parassiti. Tra le altre doti particolari della <em>dichotoma<\/em>, significativa \u00e8 quella di ricoprire la sua parte superiore di una fine polverina bianca, che con la sua colorazione chiara contribuisce a dissipare il calore sviluppato dall&#8217;implacabile\u00a0luce del sole.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21163\" aria-describedby=\"caption-attachment-21163\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0hRQuLmIhWE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21163\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21163 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-1-500x313.jpg\" alt=\"quiver-trees-1\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Quiver-Trees-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21163\" class=\"wp-caption-text\">Una corrispondente del canale People&#8217;s Weather (purtroppo non ci viene detto il nome) lamenta il fenomeno dei molti alberi di aloe che stanno morendo sul lato nord di questa valle, mentre i nuovi esemplari nascono soltanto pi\u00f9 a nord. &#8220;L&#8217;albero faretra&#8221; afferma sconsolata: &#8220;Sta lentamente fuggendo dal Namaqualand.&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;albero faretra, pur essendo presente in concentrazioni significative unicamente in determinati luoghi dell&#8217;Africa, \u00e8 diffuso con esemplari singoli per l&#8217;intera parte Sud-Occidentale del continente, mentre all&#8217;opposto in senso orizzontale troviamo la gi\u00e0 citata <em>A. Barberae<\/em>, un altra specie di albero appartenente allo stesso genere del sistema di classificazione di Linneo. Tutte queste piante sono in qualche modo minacciate, dal ridursi del territorio e dall&#8217;aumento progressivo della temperatura media terrestre, ma ci\u00f2 si applica in modo particolare alle due sottospecie pi\u00f9 rare di\u00a0<em>A. pillansii\u00a0<\/em>(da i fiori penduli sotto le foglie) ed <em>A. ramosissima\u00a0<\/em>(simile a un cespuglio, non pi\u00f9 alta di 60 cm).<br \/>\nLa relativa rarit\u00e0 della variet\u00e0 pi\u00f9 comune, nel frattempo, unita alla lentezza della sua crescita, rende la coltivazione sistematica in ambienti artificiali molto costosa, sopratutto per la difficolt\u00e0 di procurarsi dei nuovi esemplari. Affinch\u00e9 la pianta possa prosperare, inoltre, si richiede una composizione della terra estremamente specifica, molto secca ma ricca di particolari minerali. Un potenziale vantaggio, nel frattempo, \u00e8 che come molte altre succulente la pianta pu\u00f2 riprodursi a partire da un singolo ramo reciso, successivamente piantato altrove ed appropriatamente trattato dalle mani umane. Ma probabilmente, l&#8217;unico modo per fare la sua conoscenza diretta \u00e8 recarsi fin laggi\u00f9, nel pi\u00f9 antico e misterioso dei continenti.<br \/>\nUna strana esperienza: ecco quella che potrebbe dirsi a tutti gli effetti una foresta, per\u00f2 priva di elementi che vorremmo\u00a0dare per scontati in merito, quali un sottobosco pieno di piante pi\u00f9 piccole\u00a0e mammiferi che si rincorrono per fame, il desiderio di esplorare ed il bisogno di non essere da soli. In definitiva, pare\u00a0di essere sbarcati\u00a0sulla superficie di un distante\u00a0pianeta. Il mondo alieno delle piante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;immaginare pianeti alieni, i creatori di film e romanzi tendono a concentrarsi sulle forme di vita appartenenti alla categoria animale dei chordata, ovvero simmetriche e dotate di una notocorda, generalmente analoga alla nostra stessa colonna vertebrale. Per poi spendere\u00a0appena due parole, oppure un singolo paragrafo, su quel che getta le radici in mezzo al suolo &#8230; <a title=\"Non \u00e8 un miraggio: esistono foreste nel deserto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21162\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Non \u00e8 un miraggio: esistono foreste nel deserto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,1959,228,544,506,1958,109,190,78,1960,615],"class_list":["post-21162","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-aloe","tag-ambiente","tag-deserto","tag-foresta","tag-namibia","tag-natura","tag-piante","tag-scienza","tag-succulente","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21162","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21162"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21166,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21162\/revisions\/21166"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}