{"id":21154,"date":"2016-09-08T07:00:43","date_gmt":"2016-09-08T05:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21154"},"modified":"2016-09-08T07:07:04","modified_gmt":"2016-09-08T05:07:04","slug":"pendolare-stanco-del-tragitto-si-costruisce-un-aereo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21154","title":{"rendered":"Pendolare stanco del tragitto si costruisce un aereo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kadArP88pTE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21155\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21156\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-500x313.jpg\" alt=\"frantisek-hadrava\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trasferta lavorativa \u00e8 faticosa. Per certi versi, addirittura innaturale. Perch\u00e9 ti pone in un limbo intermedio, tra lo svago e la tua professione, durante il quale non rispondi ad alcuna delle tue necessit\u00e0.\u00a0La sveglia che suona troppo presto, un rapido caff\u00e8, una corsa in bagno per lavarsi i denti. La scelta dei vestiti e poi, col freddo del mattino che ti entra nelle ossa, la discesa fino al luogo in cui si trova l&#8217;auto, coi vetri che si appannano\u00a0per il gradiente di temperatura. Un gran sospiro, il mezzo giro della chiave, ed il ricordo di quell&#8217;entusiasmo ormai perduto: &#8220;QUESTO \u00e8 ci\u00f2 che voglio fare. 30, 40 Km da casa? Dopo una settimana o due, mi sembreranno la met\u00e0. Quindi molto presto smetter\u00f2 persino di pensarci!&#8221; \u00c8 una cosa fantastica, la mente umana. Perch\u00e9 assume nuovi\u00a0ritmi sulla base delle tue necessit\u00e0. Ma dalla ripetizione pu\u00f2 nascere la noia. Ed a quel punto \u00e8 il corpo, a risentirne. Sono certo che in molti l&#8217;abbiano provata, quella sensazione di essere un navigatore\u00a0dello spazio siderale.\u00a0Che al principio di ogni\u00a0giorno, nella sua cabina di comando, supera Marte, Giove, Saturno, verso la luna di Titania, alla ricerca dell&#8217;ufficio che orbita il pianeta Urano. Perch\u00e9 fuori dalla tua cabina\u00a0non c&#8217;\u00e8 nulla, meno che mai\u00a0l&#8217;ossigeno, e ogni altro veicolo \u00e8 un nemico alieno sul semaforo, che tenta di rallentarti in qualche modo. Certo, a tutto ci si abitua. Ma quel tutto, successivamente, non pu\u00f2 che avere\u00a0un prezzo. I cui interessi, da quel giorno fino alla pensione (se sei molto fortunato) bene o male pagherai. A meno che&#8230;<br \/>\n\u00c8 la fondamentale verit\u00e0 che un giorno riuscirai a far emergere dalla foschia del tempo, se sarai davvero fortunato: mentre ti sposti da casa a lavoro, \u00e8 la solitudine il tuo segno zodiacale. Pi\u00f9 completamente ed assolutamente di quanto ti sia mai capitato nell&#8217;intera vita passata, presente e futura. E anche se dovrai guidare, per il resto, sarai LIBERO dagli altrui preconcetti, ASSOLTO dai problemi, leggero, leggiadro, aerodinamico. Con coda rigida e un bel paio di alettoni. Con la cloche meccanica e una generica strumentazione di base. Come\u00a0Frantisek Hadrava, l&#8217;operaio di una fabbrica metallurgica della Repubblica Ceca, che lavorando presso\u00a0il comune di\u00a0Zdikov, ma vivendo in aperta campagna, doveva ogni giorno percorrere una strada lunga 16 Km, richiedente un tempo approssimativo di 14 minuti. Non proprio lunghissima, diciamo la verit\u00e0. Ma si sa che la sofferenza interiore, come il dolore fisico, \u00e8 del tutto soggettiva. Cos\u00ec non sarebbe meglio, forse, mettercene solo la met\u00e0? <em>Fast-forward<\/em>\u00a0un paio di anni.\u00a0L&#8217;uomo esce di casa, per la prima volta da parecchio tempo, col sorriso. Il Sole \u00e8 alto in cielo, le nubi rade e l&#8217;aria limpida pi\u00f9 di quanto sembri esserlo stato da generazioni.\u00a0Hadrava apre la porta della sua rimessa e tira fuori Vampira. Questo il nome del velivolo in questione, in grado di raggiungere i 146 Km\/h consumando 6 soli litri di carburante l&#8217;ora. Il tutto con un costo dichiarato di appena 3.700 euro.<br \/>\nLegno sopratutto. Qualche parte in alluminio. Il duro acciaio del motore radiale, commercializzato dalla Verner, azienda cecoslovacca fondata nel 1993. Mentre la carlinga dell&#8217;aereo pare, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un prodotto dell&#8217;azienda statunitense Mini-Max, specializzata nella produzione di ultraleggeri a motore con controllo a tre assi (ovvero a tutti gli effetti, aerei da turismo in miniatura). Questo sembra ma in effetti non lo \u00e8: tutto ci\u00f2 che vedete, qui, \u00e8 stato prodotto in casa dal solo ed unico pilota. E se questa non \u00e8 una vera garanzia di qualit\u00e0&#8230; Ascolta: dopo tutto, \u00e8 tanto folle come idea? Ci affidiamo ogni giorno, come autisti ma anche in qualit\u00e0 di passeggeri del trasporto pubblico, all&#8217;opera di grandi compagnie, che dalle loro catene di montaggio sfornano\u00a0una quantit\u00e0 suprema di veicoli. Pur essendo composte, innegabilmente, da esseri umani. Perch\u00e9 mai uno soltanto di noi, con un tempo a lungo termine a disposizione, non dovrebbe riuscire a garantire lo stesso livello di qualit\u00e0? Considerate pure, che non stiamo certo parlando di un assoluto principiante del settore, anzi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21155\" aria-describedby=\"caption-attachment-21155\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zKNmLfohIz0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21155\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21155 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-Fokker-500x313.jpg\" alt=\"frantisek-hadrava-fokker\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-Fokker-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-Fokker-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Frantisek-Hadrava-Fokker.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21155\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;autore del Vampira si presenta come un eclettico e capacissimo costruttore di aerei. Un hobby non propriamente diffuso, n\u00e9 tanto accessibile ai pi\u00f9.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta infatti andare un po&#8217; pi\u00f9 a fondo nella storia personale di\u00a0Frantisek Hadrava, seguendo il filo dei molti articoli scritti su di lui nei siti dei giornali internazionali sul finire di agosto 2016, per scoprire che il Vampira non costituisce\u00a0affatto\u00a0il suo primo aeroplano autocostruito. Egli aveva infatti, nel 2014, messo assieme una fedele replica di uno dei velivoli pi\u00f9 iconici del mondo, niente meno che il\u00a0Fokker Dr.I, triplano\u00a0risalente all&#8217;epoca della prima guerra mondiale. Reso celebre da niente meno che lui, Manfred von Richthofen, il temuto Barone Rosso che mor\u00ec a soli 26 anni nel 1918, dopo aver abbattuto 80 aerei decollati da piste nemiche, un risultato che sarebbe rimasto insuperato per quasi 50 anni, con gli spaventosi risultati conseguiti durante il secondo conflitto mondiale da parte dell&#8217;altro tedesco\u00a0Erich Hartmann, detto il Diavolo Nero. Ma il pi\u00f9 celebre sarebbe rimasto l&#8217;insigne predecessore degli albori dell&#8217;aeronautica, venendo\u00a0per di pi\u00f9 associato\u00a0nella cultura popolare a questo insolito aeroplano, nonostante lui l&#8217;avesse pilotato unicamente verso l&#8217;ultima parte della carriera. Mentre per molto pi\u00f9 tempo si era affidato\u00a0di preferenza\u00a0agli Albatros, la serie dei prevedibili biplani usati in maggior numero dalle forze aeree dell&#8217;allora neonata\u00a0Luftwaffe. Mentre diciamolo chiaramente, per usare un simile velivolo, specialmente oggi, ci vuole coraggio. I\u00a0Fokker erano e restano\u00a0infatti aerei estremamente instabili, con problemi di vibrazioni delle ali e dei controlli. Inoltre, cosa non da poco, tendevano a cappottarsi in fase di atterraggio, catapultando in avanti il pilota nel suo abitacolo particolarmente stretto,\u00a0per portare\u00a0spesso a lesioni piuttosto\u00a0gravi. Lo stesso\u00a0Richthofen, in effetti, si rifiut\u00f2 di volare con il triplano\u00a0finch\u00e9 questo non fu migliorato con l&#8217;aggiunta di un rinforzo e una zavorra per le ali. Poi\u00a0una volta incorporate tali modifiche, divent\u00f2 un maestro nello sfruttare la sua capacit\u00e0 di virata estremamente stretta, in grado di cogliere di sorpresa anche i pi\u00f9 abili avversari.<br \/>\nPerci\u00f2, \u00e8 una pura e semplice realt\u00e0, in quel caso non stavamo\u00a0esattamente parlando dell&#8217;equivalente volante di un&#8217;utilitaria, quanto piuttosto di un pezzo di ricostruzione storica fine a se stesso, del tutto inadatto all&#8217;uso quotidiano. Ma non \u00e8 difficile immaginare l&#8217;autore, tra un volo di prova e l&#8217;altro, che concepisce l&#8217;idea per aumentare il tempo da dedicare alle sue passioni&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_21157\" aria-describedby=\"caption-attachment-21157\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7Nr_PTn4LbE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21157\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21157 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Mini-Max-1600R-500x313.jpg\" alt=\"mini-max-1600r\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Mini-Max-1600R-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Mini-Max-1600R-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/09\/Mini-Max-1600R.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21157\" class=\"wp-caption-text\">I Mini Max prodotti in serie sono aerei che si prestano a diversi usi, e variano molto nel peso e nelle prestazioni sulla base del modello. Questo 1600R, in particolare, non rientra pi\u00f9 nella categoria degli ultraleggeri, ma in quella dei prototipi autocostruiti. La normativa in questo caso \u00e8 molto differente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre capita, le critiche online non si sono fatte aspettare. Il pi\u00f9 diffuso dei commenti, oggettivamente difficile da screditare, \u00e8 che il tempo che\u00a0Hadrava impiega per il controllo pre-volo, l&#8217;atterraggio ed il trascinamento manuale del veicolo (dal peso di poco superiore ai 200 Kg) dal campo di fronte l&#8217;azienda al parcheggio superi molto facilmente i 7 minuti &#8220;risparmiati&#8221; sull&#8217;arrivo. Altrettanto pregna, \u00e8 l&#8217;osservazione di come l&#8217;aeromobile, una volta posizionato, con le sue ali finisca per occupare facilmente 3 o 4 posti auto, causando non pochi problemi agli incolpevoli colleghi. Almeno in questo caso, tuttavia, presumo che i critici non abbiano mai lavorato in una fabbrica durante\u00a0un periodo di recessione: conoscendo gli ampi spazi vuoti, dentro e fuori, coi piazzali che diventano l&#8217;approssimazione ragionevole di una reale pista di atterraggio!<br \/>\nMa il punto fondamentale resta\u00a0questo: esiste una sola persona a questo mondo, che pensa che il trascorrere del tempo sia un fattore oggettivo? Lo stesso Einstein, per illustrare la relativit\u00e0 (oggi non pi\u00f9 una teoria) scherz\u00f2 famosamente sul fatto che 10 minuti trascorsi a parlare con una ragazza\u00a0sembrassero, il 100% delle volte,\u00a0molto pi\u00f9 brevi che lo stesso tempo trascorso seduti sopra\u00a0una stufa bollente. E diciamoci la verit\u00e0: andare al lavoro volando? Roba da farti desiderare che quei 7 minuti non trascorrano MAI. Quindi se c&#8217;\u00e8 la capacit\u00e0, la possibilit\u00e0, se si \u00e8 disposti a correre il rischio (anche soltanto di restare bloccati l\u00ec nel caso si alzi il vento verso l&#8217;ora di tornare indietro) se c&#8217;\u00e8 lo spazio nel parcheggio&#8230;Sarebbe assurdo rinunciare all&#8217;opportunit\u00e0. I costi, dopo tutto, non sono eccessivamente\u00a0proibitivi: anche gli originali Mini-Max americani, quando comprati in kit da montare, non costano tanto pi\u00f9 di 5\/6.000 dollari, motore escluso.<br \/>\nPer il futuro, Hadrava ha gi\u00e0 in mente un terzo\u00a0progetto: la costruzione di una replica del\u00a0Deperdussin Monocoque, il celebre aereo da competizione francese del 1910 progettato da\u00a0Louis B\u00e9chereau. Il quale, considerata\u00a0la velocit\u00e0 massima di ben 210 Km\/h, potrebbe concedergli l&#8217;opportunit\u00e0 di risparmiare un altro paio di minuti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trasferta lavorativa \u00e8 faticosa. Per certi versi, addirittura innaturale. Perch\u00e9 ti pone in un limbo intermedio, tra lo svago e la tua professione, durante il quale non rispondi ad alcuna delle tue necessit\u00e0.\u00a0La sveglia che suona troppo presto, un rapido caff\u00e8, una corsa in bagno per lavarsi i denti. 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