{"id":21068,"date":"2016-08-28T07:00:26","date_gmt":"2016-08-28T05:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21068"},"modified":"2016-08-28T07:06:32","modified_gmt":"2016-08-28T05:06:32","slug":"ciclista-imita-superman-per-sorpassare-i-suoi-rivali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21068","title":{"rendered":"Ciclista imita Superman per sorpassare i suoi rivali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bvmibwafGXc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21069\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21070\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Michael-Guerra-500x313.jpg\" alt=\"Michael Guerra\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Michael-Guerra-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Michael-Guerra-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Michael-Guerra.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimenticare la bicicletta. Farla letteralmente sparire, sotto di se. Un momento inaspettato, una scena totalmente fuori dagli schemi. Talvolta \u00e8 proprio l&#8217;attesa che crea il sentimento estremo\u00a0d&#8217;entusiasmo,\u00a0nel momento\u00a0dell&#8217;esecuzione di un qualcosa di spettacolare. Qualche altra invece, il dispiegarsi dei fatti tramite un&#8217;ispirazione del momento. Ed \u00e8 difficile capire, in effetti, quale di queste due vie contrapposte fosse quella percorsa dal ciclista italiano\u00a0Michael Guerra, durante questa sua impresa che \u00e8 diventata, negli ultimi giorni, un successo internazionale\u00a0da molti milioni di visualizzazioni. Ci\u00f2 che \u00e8 certo, tuttavia, \u00e8 l&#8217;effetto complessivamente surreale\u00a0dell&#8217;intera sequenza: lui che si avvicina di soppiatto, a bordo della sua bici a scatto fisso (la <em>fixie\u00a0<\/em>con un singolo pignone) ad un gruppo di pedalatori pi\u00f9 convenzionali, su di un tratto in discesa la cui collocazione geografica resta purtroppo misteriosa, quindi rimuove i piedi e&#8230;Li distende parallelamente al suolo,\u00a0restando in bilico sopra il sellino a pancia in sotto, le braccia tese in avanti per reggersi\u00a0al manubrio! Gi\u00e0 questo sarebbe abbastanza interessante, senza prendere in considerazione l&#8217;aspetto ancor pi\u00f9 fenomenale della sequenza: il modo in cui\u00a0dopo pochi secondi, senza ulteriore dispendio d&#8217;energia muscolare, egli inizi a sorpassare facilmente il branco. Sarebbe dunque difficile sfatare l&#8217;auto-attribuzione effettuata dall&#8217;atleta sulla <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/michael.guerra1\" target=\"_blank\">sua pagina Facebook<\/a>, di autore del video pi\u00f9 IGNORANTE\u00a0dell&#8217;estate. In senso assolutamente positivo, sia chiaro, come del resto tanto spesso s&#8217;intende in certe pubblicit\u00e0 televisive.<br \/>\nMa dai?! &#8220;La struttura aerodinamica del calabrone non dovrebbe permettergli di volare. Ma esso\u00a0non lo sa, e quindi&#8230;&#8221; \u00e8 un&#8217;espressione che potrebbe essere impiegata, nell&#8217;epoca degli aforismi digitali, come allusione ad una visione del mondo, o per meglio dire una teoria sull&#8217;universo, che per qualche astrusa\u00a0ragione viene attribuita normalmente ad Alfred Einstein. Il quale\u00a0non era certo uno studioso d&#8217;insetti, come del resto Marilyn Monroe difficilmente potrebbe essere definita una grande filosofa del femminismo, nonostante molti degli aforismi che gli vengono comunemente attribuiti sul web, a torto e qualche volta anche a ragione,\u00a0in merito all&#8217;amore e al ruolo della donna nella societ\u00e0. L&#8217;attribuzione realistica delle citazioni\u00a0non \u00e8 mai stato un problema per il senso comune: perch\u00e9 fama significa autorevolezza, e una persona che notoriamente ha fatto grandi o significative cose nella vita si ritrova, molto spesso, infusa di un&#8217;aura di sapienza trasversale, o\u00a0per usare un termine pi\u00f9 chiaro ed immediato, latente tuttologia. Nel caso di questa affermazione del teorico della relativit\u00e0, ad ogni modo, ci sono almeno due problemi fondamentali a margine: prima di tutto, che un calabrone (<em>V. crabro<\/em>) non \u00e8 altro che una grossa vespa, dunque parlando della sua &#8220;struttura aerodinamica&#8221; ci staremmo riferendo per inferenza anche ad uno degli insetti pi\u00f9 familiari\u00a0del nostro vivere e sentire quotidiano. E in quel modo, l&#8217;astrusa ipotesi colpisce molto meno la fantasia.\u00a0Chiunque avesse\u00a0concepito originariamente l&#8217;ipotesi, probabilmente stava pensando al bombo terrestre (<em>B.\u00a0terrestris)\u00a0<\/em>un insetto la cui piccola superficie alare\u00a0ha, in effetti, lasciato perplessi gli entomologi per molti anni. Finch\u00e9 non fu scoperto che la portanza, ovvero la capacit\u00e0 di un corpo di spostare l&#8217;aria verso il basso, pu\u00f2 talvolta essere\u00a0il prodotto di caratteristiche fisiche tutt&#8217;altro che evidenti. Ma che dire del sentimento che si trova in ultima analisi alla base stessa dell&#8217;idea? Che il dimenticarsi della propria condizione o situazione corrente possa, talvolta,\u00a0portare all&#8217;esecuzione di un qualcosa di straordinario&#8230;Beh, la storia delle due ruote non \u00e8 esattamente priva di precedenti in materia. La stessa posizione assunta da\u00a0Michael, in effetti, potrebbe ricordare molto da vicino quella che \u00e8 stata a pi\u00f9 riprese definita come &#8220;La foto pi\u00f9 famosa nella storia del motociclismo.&#8221; E per chi non avesse chiaro di cosa sto parlando, eccola qui:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21071\" aria-describedby=\"caption-attachment-21071\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YJOA4XF-GAs\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21071 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Rollie-Free-500x313.jpg\" alt=\"Rollie Free\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Rollie-Free-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Rollie-Free-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Rollie-Free.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21071\" class=\"wp-caption-text\">Nella\u00a0sequenza abbinata a questa immagine, gli appassionati motociclisti del club Dry Lakes Racers Australia ricreano l&#8217;impresa di Rollie Free presso il &#8220;lago&#8221; Gairdner, spropositata distesa sabbiosa nel sud del paese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 Roland Free detto Rollie, motociclista americano, mentre\u00a0nel 1948 stabilisce un nuovo record di velocit\u00e0 mondiale correndo sulle inesauribili pianure saline di Bonneville, nello Utah: 241.905 Km\/h. In costume da bagno, senza sellino, casco o guanti e con una posizione estremamente comparabile a quella assunta da Michael Guerra a bordo della\u00a0sua bicicletta diventata celebre sul giro del minuto. Metodologia, in questo caso, assolutamente prevista, visto come essa costituisse da anni una scelta stilistica ben precisa del pilota, che l&#8217;aveva impiegata con successo pi\u00f9 volte grazie alla sua moto del produttore Vincent costruita su misura, secondo varie teorie a partire da un modello Black Lightning o Black Shadow. Mentre a sorprendere gli spettatori in quel caso ci pens\u00f2 la sua tenuta (o per essere pi\u00f9 precisi, la mancanza di essa) dovuta allo strapparsi della tuta di cuoio durante una precedente prova a &#8220;soli&#8221;\u00a0237 km\/h. Da che la scelta di andare avanti, nonostante tutto, guidato dal bisogno di portare a coronamento la sua lunga preparazione, nonostante le spiacevoli avversit\u00e0 del caso.<br \/>\nCome forse fece il bombo primordiale, prima di essere ingiustamente trasformato in un calabrone; ma il punto fondamentale, occorre sottolinearlo, \u00e8 questo: il corpo umano non \u00e8 aerodinamico. Tutt&#8217;al pi\u00f9, lievemente idrodinamico, magari in forza dei nostri remoti antenati marini. E dobbiamo arrenderci all&#8217;idea che costruirci attorno un abitacolo, in senso cosmico e assoluto, possa permetterci di andare pi\u00f9 veloci. Ma ci\u00f2 non toglie che esistano dei metodi, o per meglio dire configurazioni, in cui la nostra sgradita resistenza all&#8217;aria pu\u00f2 essere minimizzata, portando a notevoli vantaggi rispetto agli altri concorrenti in gara. Che poi conduce irrimediabilmente alla complessa discussione, estremamente frequente in molti degli sport basati sulle prestazioni umane, in merito\u00a0fatto che sia giusto concedere o meno all&#8217;atleta il diritto di avere un&#8217;idea nuova, piuttosto che eseguire pedissequamente quanto fatto da generazioni prima di lui.\u00a0Quando cessa l&#8217;IGNORANZA, pu\u00f2 ancora esistere una competizione giusta e bilanciata? In campo ciclistico, porsi questa domanda non pu\u00f2 che condurre concettualmente alla drammatica vicenda personale di\u00a0Douglas Graeme Obree &#8220;lo scozzese volante&#8221; che tra il 1993 e il 1997 divent\u00f2 il signore indiscusso dei velodromi, superando pi\u00f9 volte il record assoluto\u00a0di velocit\u00e0 e portandolo fino a\u00a051,84 Km\/h, dopo aver vinto ripetutamente i campionati britannici e del mondo. Soltanto per vedersi privato, nel 1995, di molti degli onori acquisiti, in forza di una presunta irregolarit\u00e0 della sua tecnica e postura totalmente\u00a0fuori dagli schemi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21069\" aria-describedby=\"caption-attachment-21069\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lAtJDgJR5B0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21069\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21069 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Graeme-Obree-500x313.jpg\" alt=\"Graeme Obree\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Graeme-Obree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Graeme-Obree-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Graeme-Obree.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21069\" class=\"wp-caption-text\">Sono stati realizzati molti documentari ed anche un film sulla storia di Graeme Obree, che era solito vincere le competizioni grazie ad una bicicletta che si era costruito da solo, usando alcuni pezzi di una lavatrice. Grazie al manubrio ribassato, egli vi prendeva posto con almeno due strane posizioni: <em>the Tuck<\/em>, completamente rannicchiato, e <em>the Superman<\/em>, il corpo gettato all&#8217;indietro, le braccia estese il pi\u00f9 possibile in avanti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque \u00e8 inevitabile giungere alla conclusione di\u00a0come, nel caso moderno di Guerra con la sua <em>fixie<\/em>, l&#8217;apparente acrobazia\u00a0fosse tutt&#8217;altro che un&#8217;operazione azzardata e priva di senso, quanto piuttosto l&#8217;esecuzione di una manovra di funzionalit\u00e0 comprovata, bench\u00e9 molto rischiosa. In particolare, l&#8217;averla eseguita su strada merita un encomio a parte, per l&#8217;evidente sprezzo del pericolo e la capacit\u00e0 di non temere la ruvidit\u00e0 dell&#8217;asfalto.\u00a0Nel caso specifico della bicicletta a scatto fisso, tra l&#8217;altro, c&#8217;\u00e8 anche un altro elemento da considerare: in questa tipologia di mezzo, priva del meccanismo della ruota libera che permette di andare avanti per inerzia, c&#8217;\u00e8 sempre una corrispondenza diretta tra il movimento dei pedali e quello della ruota posteriore. Proprio in funzione di questo, alcuni utilizzatori tra cui i celebri, spericolati fattorini di New York, scelgono di rimuovere addirittura i freni, facendo affidamento sulla possibilit\u00e0 di bloccare semplicemente il moto delle gambe. In campo agonistico tuttavia\u00a0ci\u00f2 significa che, nel momento in cui una discesa permette di accelerare oltre la propria andatura massima in piano, il ritmo della propria pedalata diventa in effetti un limite per il mezzo, che pu\u00f2 e addirittura dovrebbe, in determinate condizioni, essere rimosso. Ben lo sapevano i partecipanti al Giro di Francia tra gli anni tra\u00a0la fondazione tra il\u00a01903 de 1906, che potevano usare da regolamento soltanto questo tipo di bicicletta. E pensate pure che i rapporti multipli non sarebbero stati ammessi in gara che\u00a030 anni dopo quella remota data! Tre decadi di dure pedalate, senza alcun ausilio tecnologico prestazionale. Notate pure, del resto, la semplicit\u00e0 con cui il ciclista rallenta leggermente appoggiando un piede sulla ruota posteriore, quindi riporta i piedi in posizione senza un attimo di esitazione. Non \u00e8 certo la prima volta che si trovava a fare qualcosa di simile. Non per niente ancora ai giorni nostri, ci sono ciclisti professionisti che scelgono di allenarsi con le <em>fixie<\/em>, proprio perch\u00e9 esse permetterebbero di acquisire doti di resistenza, e riflessi, superiori alla convenzione.<br \/>\nOggi, probabilmente, nessun giudice accetterebbe la posizione assunta da Guerra in una gara di portata internazionale. Ma \u00e8 davvero giusto rallentare il progresso tecnico, nel nome della concezione pi\u00f9 &#8220;pura&#8221; di uno sport? Se l&#8217;avessero fatto all&#8217;inizio\u00a0del secolo scorso, chiss\u00e0 dove saremmo noi adesso! Probabilmente, ancora sul primo versante del Monte\u00a0Zoncolan in Friuli&#8230; Ad aspettare che qualcuno, spinto innanzi dalla forza di un\u00a0superumano del pianeta Krypton, riuscisse\u00a0finalmente a portare a termine la pi\u00f9 ripida tratta del Giro. Anche l&#8217;ignoranza pu\u00f2 essere una forza,\u00a0se la si sfrutta nel modo corretto. I bombi, per\u00f2, non sono stupidi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dimenticare la bicicletta. Farla letteralmente sparire, sotto di se. Un momento inaspettato, una scena totalmente fuori dagli schemi. Talvolta \u00e8 proprio l&#8217;attesa che crea il sentimento estremo\u00a0d&#8217;entusiasmo,\u00a0nel momento\u00a0dell&#8217;esecuzione di un qualcosa di spettacolare. Qualche altra invece, il dispiegarsi dei fatti tramite un&#8217;ispirazione del momento. Ed \u00e8 difficile capire, in effetti, quale di queste due vie &#8230; <a title=\"Ciclista imita Superman per sorpassare i suoi rivali\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21068\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Ciclista imita Superman per sorpassare i suoi rivali\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[211,1938,70,1941,812,1940,1939,889,151,118,71,89,1937],"class_list":["post-21068","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ciclismo","tag-discesa","tag-divertente","tag-fixie","tag-gara","tag-mezzi-di-trasporto","tag-motociclismo","tag-pericolo","tag-sport","tag-sport-estremi","tag-storia","tag-strano","tag-stunt"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21068"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21075,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21068\/revisions\/21075"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}