{"id":21059,"date":"2016-08-27T07:08:48","date_gmt":"2016-08-27T05:08:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21059"},"modified":"2016-08-27T07:18:24","modified_gmt":"2016-08-27T05:18:24","slug":"la-leggenda-del-carro-armato-senza-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21059","title":{"rendered":"La leggenda del carro armato senza testa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NT-8X2JOcAc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21060\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21062\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-500x313.jpg\" alt=\"Swedish S Tank\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nascosto tra gli alberi di conifere, semi-sepolto nella terra di brughiera, un solo ed unico cannone avrebbe atteso\u00a0l&#8217;avanzata del nemico. Basso, coperto da un telo mimetico, praticamente invisibile da una distanza superiore ai 200 metri. Dentro\u00a0la casamatta corazzata, tre addetti ben addestrati, di cui due rivolti in avanti e l&#8217;altro in direzione totalmente opposta, ciascuno dotato dei pi\u00f9 moderni visori termici e altri strumenti di rilevamento. Artigliere, servente\/addetto radio, capitano: niente di cos\u00ec diverso dall&#8217;equipaggio di un comune bunker anti-carro, edificato sui confini di un paese che, per sua sfortuna, confinava con i suoi avversari\u00a0storici pi\u00f9 temuti. Con una significativa differenza dalla tradizione: l&#8217;occhio attento di una spia, assai probabilmente, l&#8217;avrebbe notato pressoch\u00e9 immediatamente: la bocca di fuoco da 105 mm di cui \u00e8 dotato l&#8217;implemento misterioso, un cannone della BOFORS allo stato dell&#8217;arte, risulta incastrato saldamente tra le piastre d&#8217;armatura frontale, inclinata e spessa fino a 337 mm. Non soltanto, dunque, esso non pu\u00f2 ruotare, ma neppure modificare l&#8217;alzo per sparare in alto oppure in basso. Esso \u00e8, per tutti gli aspetti\u00a0e sotto ogni punto di vista, totalmente fisso in quella direzione.\u00a0Finch\u00e9 un dispaccio radio, il trasalire di un momento, fumo e polvere al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte, non risvegliano il pronto equipaggio dal torpore: &#8220;Una colonna che avanza, tutti\u00a0pronti al mio segnale!&#8221; Fa il pi\u00f9 alto di grado, mentre una strana vibrazione percorre l&#8217;ambiente claustrofobico che ospita l&#8217;intera scena. \u00c8 stato infatti acceso&#8230; Il motore.<br \/>\nPer comprendere cosa abbia portato, nel 1956, l&#8217;ingegnere della KAFT svedese\u00a0Sven Berge a proporre\u00a0uno dei veicoli da combattimento pi\u00f9 avveniristici e bizzarri della storia, ed il suo governo ad iniziarne realmente la produzione in serie poco pi\u00f9 di 10 anni dopo, occorre descrivere brevemente\u00a0la posizione politica dei paesi scandinavi in quell&#8217;epoca, la particolare conformazione del loro territorio ed il ruolo che si sarebbero trovati ad avere, nel caso di un ipotetico\u00a0surriscaldarsi del confronto silenzioso tra Stati Uniti ed Unione Sovietica. Cominciando con il sottolineare come, nonostante la politica nazionale di occasionale collaborazione con l&#8217;Occidente, la Svezia ci tenesse a qualificarsi come\u00a0entit\u00e0 neutrale, ed in caso di guerra termonucleare globale avrebbe costituito un bersaglio di secondaria importanza, anche e soprattutto per l&#8217;abbandono, dovuto a\u00a0mancanza di fondi, di un programma per l&#8217;acquisizione di armi atomiche di distruzione su larga scala. Ci\u00f2 aveva radici profonde nella politica di quel paese, che dopo la drammatica riduzione della sua popolazione dovuta ai tragici eventi delle guerre napoleoniche, aveva saputo guadagnarsi una classe politica che non sentiva pi\u00f9 il bisogno di affermarsi in campo internazionale con l&#8217;uso delle armi, tanto che a partire dalla guerra in Crimea del 1856, il governo di Stoccolma inizi\u00f2\u00a0a rifiutarsi di assistere sul campo di battaglia il suo alleato storico, la Russia. Durante la prima guerra mondiale, questo\u00a0paese pi\u00f9 compatto che mai diede la stessa risposta alla Germania, suo fondamentale partner commerciale e addirittura nel 1914, quando i russi occuparono abusivamente le isole\u00a0\u00c5land per collocarvi una base di sommergibili, non venne attuato alcun tipo di rappresaglia o controbattuta, fatta esclusione per una protesta formale al termine del\u00a0conflitto,\u00a0rivolta alla neonata\u00a0Societ\u00e0 delle Nazioni. Una scelta che si rivel\u00f2 vincente a lungo termine, quando durante l&#8217;intero secondo conflitto mondiale, il paese riusc\u00ec a rimanere relativamente inviolato dalle forze nemiche, in mezzo al vortice dell&#8217;Operazione Weser\u00fcbung, che port\u00f2 all&#8217;occupazione tedesca di Danimarca e Norvegia. Ma terminata quell&#8217;era di rabbia dei popoli, giunti alla pace apparentemente di vetro tra le nascenti super-potenze del secolo rinnovato, divent\u00f2 estremamente chiaro un aspetto: che se pure la Svezia fosse riuscita a scampare alla furia di un primo assalto nucleare da parte dei sovietici o di chicchessia, la vicinanza meramente geografica al pi\u00f9 grande paese del mondo\u00a0l&#8217;avrebbe resa un territorio ideale\u00a0in cui dispiegare gli armamenti, per disseminarli oltre e nasconderli, per quanto possibile, dagli occhi scrutatori provenienti da Oltreoceano. E questo, loro non l&#8217;avrebbero mai\u00a0accettato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21060\" aria-describedby=\"caption-attachment-21060\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3kDRH8x_r4g\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21060 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/STUG-500x313.jpg\" alt=\"STUG\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/STUG-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/STUG-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/STUG.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21060\" class=\"wp-caption-text\">Lo STUG tedesco della seconda guerra mondiale viene generalmente considerato l&#8217;ispiratore dello Stridsvagn 103. Questi cannoni semoventi, inizialmente concepiti per assistere la fanteria negli assalti alle postazioni fortificate, si rivelarono con il procedere della guerra anche notevolmente utili ad un altro scopo: tendere agguati ai\u00a0carri armati nemici, grazie al loro basso profilo e l&#8217;alto potenziale dei cannoni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dado era tratto, dunque: la\u00a0<em>Kungliga Arm\u00e9f\u00f6rvaltningens Tygavdelning\u00a0<\/em>(Amministrazione Reale Svedese delle Risorse di Guerra) stanzi\u00f2 verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50 i fondi per valutare la fattibilit\u00e0 di due\u00a0progetti per mezzi corazzati da schierare ai suoi confini: l&#8217;ipotesi A (angloamericana) per firmare una fornitura da parte di Stati Uniti o Inghilterra per l&#8217;opportunit\u00e0 selezionata\u00a0tra i loro carri di quell&#8217;era, dei giganti estremamente poco mobili, potenti e dal peso di circa 50 tonnellate, oppure un&#8217;ipotesi T (tedesco-francese) per procurarsi in gran numero la prima generazione di remoti antenati del carro Leopard, dei veicoli da 30 tonnellate con buona corazzatura ma cannoni dal calibro comparativamente ridotto. Ad essere scelta a sorpresa, soltanto l&#8217;anno dopo l&#8217;inizio degli appalti, fu una terza strada che vedeva la produzione interna di un carro radicalmente diverso, denominato l&#8217;ipotesi S (Svedese) dal peso mediano di 39 tonnellate. Esso fu\u00a0lo\u00a0Stridsvagn 103 di\u00a0Sven Berge,\u00a0dove il 3 andava ad identificare la sua natura di terzo carro svedese con cannone da 10 cm di calibro.\u00a0Appreso della messa in opera del prototipo e della soddisfazione dei reparti rilevanti dell&#8217;esercito, l&#8217;intero mondo dei <em>contractors<\/em> bellici internazionali non pot\u00e9 fare a meno di restare basito: ecco qui un veicolo, per la prima volta dopo i cacciacarri tedeschi e russi della seconda guerra mondiale, del tutto privo di torretta, e che per di pi\u00f9 ci teneva a presentarsi non come un cannone mobile dall&#8217;uso estremamente specifico, bens\u00ec in qualit\u00e0 di vero e proprio MBT (Main Battle Tank &#8211; carro da battaglia) da utilizzare sulla linea del fronte, nonostante le sue apparenti, notevoli limitazioni.<br \/>\nTutto, nel carro S, esulava dalle convenzioni: esso non poteva, ovviamente, far fuoco in altra direzione che perfettamente dinnanzi a se, e per questo necessitava di voltarsi completamente ruotando rapidamente su 360\u00b0, grazie al suo potente motore diesel da 240 cavalli (290 nella versione 103 C). Il carro disponeva inoltre della prima turbina impiegata in un carro armato, da avviare negli spostamenti su lunghi tragitti e dotata di ulteriori 300 cavalli nel prototipo, poi aumentati a 490 nelle versioni prodotte in serie. Il veicolo poteva dunque raggiungere i 60 Km\/h e ne aveva 390 d&#8217;autonomia, superando sotto entrambi gli aspetti il suo principale avversario co\u00e9vo, il pur ottimo T-62 russo. Ma la cosa pi\u00f9 incredibile era la maniera in cui esso poteva modificare la mira verticale del cannone: non alzandolo ed abbassandolo, come qualsiasi altro mezzo simile venuto prima di lui, ma letteralmente inclinando l&#8217;intero mezzo, grazie ad un sistema di sospensioni idrauliche comandate a distanza. Ci\u00f2 gli permetteva, dunque, non soltanto di avere un arco di tiro verso il basso (<em>gun depression<\/em>) straordinariamente performante, ma soprattutto di far fuoco sul tipico terreno montagnoso svedese senza esporsi pi\u00f9 di tanto, cosa che avrebbero dovuto fare invece le ipotetiche forze d&#8217;invasione nemiche. Ci\u00f2 che invece\u00a0non poteva fare assolutamente era far fuoco in movimento, per lo meno aspettandosi di colpire qualcosa. L&#8217;intera meccanica e logica di funzionamento richiedevano che il carro fosse perfettamente immobile prima di prendere la mira.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21061\" aria-describedby=\"caption-attachment-21061\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AjdLJbJBgUM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21061\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21061 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-2-500x313.jpg\" alt=\"Swedish S Tank 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Swedish-S-Tank-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21061\" class=\"wp-caption-text\">YouTube \u00e8 letteralmente costellato di video esplicativi, straordinariamente tecnici, sul carro Stridsvagn 103. Purtroppo per i non poliglotti, la voce narrante si esprime quasi sempre in svedese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta, in definita, all&#8217;impiego specifico per cui era stato concepito il carro armato dell&#8217;ipotesi S: un mezzo per bersagliare la colonna nemica da una posizione di sicurezza, quindi arretrare rapidamente e ripetere l&#8217;assalto in condizioni di pari favore. Per questa strategia di toccata e fuga, era stato implementato un&#8217;altra niente meno che geniale: ciascuno dei membri dell&#8217;equipaggio, incluso quello rivolto verso dietro, era dotato dell&#8217;intera selezione dei controlli del mezzo, incluso il controllo <em>by-wire<\/em> del cannone, il feed ottico del mirino ed una vera e propria cloche, necessaria per la guida e il puntamento dell&#8217;arma. Lo\u00a0Stridsvagn quindi, ogni qualvolta se ne presentasse la necessit\u00e0, poteva essere guidato a marcia indietro ad una velocit\u00e0 e con una precisione pari a quella frontale, eludendo cos\u00ec\u00a0il contrattacco nemico. Pensate che in caso di necessit\u00e0, il mezzo poteva persino essere operato integralmente da una sola delle tre postazioni! Bench\u00e9 in tale delicata\u00a0situazione,\u00a0una volta esauriti i 50 colpi presenti nel caricatore automatico del cannone, il carro non avrebbe potuto far altro che ritirarsi fino alla base. Cosa comunque consigliabile, una volta giunti a quel punto. Tra gli altri sistemi degni di essere citati, il 103 disponeva di una particolare griglia frontale in grado di bloccare le micidiali munizioni HEAT ad alto potenziale sparate dai carri russi, che fu mantenuta segreta durante l&#8217;intero corso della produzione del carro e sarebbe stata montata soltanto in caso di guerra. Esso aveva inoltre una pala frontale, in grado di scavare se necessario la propria trincea. Ed uno speciale galleggiante rimovibile, che permetteva al veicolo di diventare totalmente anfibio (bench\u00e9 con una velocit\u00e0 di navigazione a mezzo cingoli di soli 6 Km\/h).<br \/>\nDel carro S furono prodotti esattamente 290 esemplari, nel periodo compreso tra il 1960 ed il &#8217;71, e furono offerti anche appalti e forniture a paesi esteri del blocco occidentale. Nessuno oltre alla Svezia, tuttavia, schier\u00f2 mai questo carro. Soprattutto perch\u00e9 si trattava di una soluzione cos\u00ec estremamente specifica, ed inerentemente difensiva, mirata a risolvere una problematica del tutto unica di quel particolare paese. Proprio per questo, nonostante l&#8217;avanzare delle generazioni, il carro \u00e8 rimasto in servizio fino 1997, potendo godere di diversi aggiornamenti tecnologici, prima di essere definitivamente sostituito dallo\u00a0Stridsvagn 122, un perfezionamento ulteriore\u00a0del notevole carro tedesco Leopard 2A5.<br \/>\nChe lezione possiamo trarre, dunque, dall&#8217;invenzione di uno strumento bellico pensato per l&#8217;impiego in una specifica guerra, di un particolare e singolo momento della storia? Che esso non verr\u00e0 quasi mai, in alcun modo, impiegato. Come i tedeschi che aggirarono i bunker francesi sulla Somme durante il fulmineo\u00a0<em>Westfeldzug<\/em> del 1940, il comando sovietico non avrebbe mai ordinato l&#8217;avanzata dei suoi\u00a0preziosi\u00a0T-62 contro un terreno protetto dagli strv 103. Esso avrebbe dovuto trovare, piuttosto, una soluzione strategica alternativa. Si, ma quale? I carri armati, a differenza dei bunker, possono spostarsi! Nella ricerca di una\u00a0risposta a tale quesito, ritengo, si pu\u00f2 intravedere forse l&#8217;unico aspetto nobile di simili\u00a0armi: agire come deterrente preventivo,\u00a0preservando la risorsa ben pi\u00f9 preziosa di questo mondo. L&#8217;inestimabile vita degli umani. Ma un cannone tanto affascinante, si sa, prima o poi sparer\u00e0. E questo un altro ENORME\u00a0problema&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nascosto tra gli alberi di conifere, semi-sepolto nella terra di brughiera, un solo ed unico cannone avrebbe atteso\u00a0l&#8217;avanzata del nemico. Basso, coperto da un telo mimetico, praticamente invisibile da una distanza superiore ai 200 metri. 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