{"id":21031,"date":"2016-08-24T06:24:50","date_gmt":"2016-08-24T04:24:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21031"},"modified":"2016-08-24T06:34:52","modified_gmt":"2016-08-24T04:34:52","slug":"la-rischiosa-soddisfazione-di-aprire-il-favo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21031","title":{"rendered":"La rischiosa soddisfazione di aprire il favo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gLOCsjCtyuM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21032\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21034\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-500x313.jpg\" alt=\"Apis Dorsata Honey\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura non \u00e8 altro che un&#8217;illusione. Mentre temere per la propria incolumit\u00e0, un limite stringente a tutto quello che si pu\u00f2 fare, dire o pensare. Cos\u00ec certe persone laggi\u00f9 in Cambogia, camminando nel vortice tempestoso di schegge erratiche tra il veleno pronto all&#8217;uso di 100.000 piccole assassine potenziali, in qualche maniera ne escono cambiate. Non si tratta tanto di un pensiero sulla linea del &#8220;Non mi hanno punto oggi, non lo faranno mai!&#8221; Quanto l&#8217;esito finale, come la punta di un iceberg concettuale, di un&#8217;intera visione del mondo secondo cui, se la determinata cosa \u00e8 sempre stata fatta dai tuoi genitori e nonni, e dai loro trisavoli\u00a0e antenati\u00a0ancor prima, non potrai certo essere TU, ad interrompere un simile filo comunicativo col passato. E poi, c&#8217;\u00e8 una sola cosa migliore del miele a questo mondo: i soldi, che puoi fare vendendolo, per acquistare altre api e far sempre pi\u00f9 miele. In un vortice appiccicoso che tutto sovrasta, persino la cognizione della propria stessa, insignificante\u00a0mortalit\u00e0.<br \/>\nSiamo a\u00a0Siem Reap, nella regione che si trova tra i leggendari templi di Angkor e il grande lago di\u00a0Tonle Sap, dove un&#8217;istituzione di nome Bees Unlimited, ben pubblicizzata e piuttosto proficua su vari livelli opera da anni, offrendo una finestra agli stranieri\u00a0in visita sull&#8217;affascinante mondo naturale delle foreste del Sud-Est Asiatico, ma in particolare sul singolo approccio pi\u00f9 frenetico alla produzione dell&#8217;ambrata\u00a0cibaria\u00a0insettile preferita dagli umani: andarlo a prendere, con soltanto un po&#8217; di fumo ad aprirti la strada, presso l&#8217;alveare delle api giganti dell&#8217;India (<em>Apis dorsata<\/em>) creature notoriamente aggressive come ben poche altre delle loro dimensioni. Che una volta trovatosi sotto assedio, generalmente non esitano a sacrificarsi per andare a trafiggere chicchessia. Il che \u00e8 davvero molto rilevante perch\u00e9, come forse non saprete, questi particolari imenotteri eusociali non vengono assolutamente allevati in cattivit\u00e0, mediante\u00a0la tipica soluzione dell&#8217;arnia artificiale, semplicemente perch\u00e9 farlo vorrebbe dire, in un singolo momento di distrazione, rischiare la propria stessa vita. Cos\u00ec la prassi prevedeva, fin dagli albori dei tempi, che una figura di cacciatore specializzato si recasse nel bosco, alla ricerca del gigantesco, singolo favo creato da queste creature, alto fino ad un metro e generalmente posto presso la sommit\u00e0 degli alberi, per farlo quindi a pezzi e trasportarne il contenuto fino al mercato del villaggio pi\u00f9 vicino. Finch\u00e9 non venne scoperto un particolare approccio alternativo, molto efficace nell&#8217;incrementare la resa e soprattutto sostenibile, che consisteva nella creazione di una cosiddetta coltura con le travi inclinate (in inglese:\u00a0<em>rafters<\/em>) per certi versi comparabile all&#8217;allevamento allo stato brado talvolta praticato con gli ovini. Che consiste, in parole povere, di creare un ambiente adeguato al sostentamento delle comunit\u00e0 d&#8217;api, approntando le strutture suddette in un&#8217;area di foresta degradata, e quindi ormai priva dei grossi rami generalmente preferiti dagli insetti. Tali habitat, naturalmente, saranno costituiti ad altezza degli occhi e resi facilmente raggiungibili senza l&#8217;impiego di tecniche di arrampicamento. Sopraggiunto quindi il primo sciame (le <em>dorsata <\/em>in cerca di propagazione si spostano di fino a 150 metri a partire dall&#8217;abitazione nat\u00eca) questo non potr\u00e0 far altro che stabilirsi nel luogo a lui dedicato, trovandosi a quel punto\u00a0perfettamente accessibile per la figura professionale dell&#8217;allevatore\/ladro di miele. Ed \u00e8 qui che comincia il bello.<br \/>\nLa coppia all&#8217;opera nel video, potenzialmente padre e figlio o\/e\u00a0apprendista e maestro, prepara come prima cosa un fascio d&#8217;erba verde da far bruciare sotto il favo, al fine di creare una cortina fumogena adeguata. L&#8217;espediente risulta semplicemente fondamentale nella caccia al miele, perch\u00e9 induce nelle api una reazione che costituisce nell&#8217;ingozzarsi della preziosa sostanza e tentare la fuga da un presunto incendio, inibendo nel contempo l&#8217;odore dei loro feromoni, concepiti per trasmettere\u00a0informazioni sull&#8217;aggressione del gigante armato di coltello alle simili dotate di pungiglioni, corroborato da un messaggio che potrebbe riassumersi come &#8220;UCCIDI, UCCIDI!&#8221; Ma niente di alato e ronzante\u00a0potr\u00e0 mai fermare i cacciatori\/apicoltori\u00a0cambogiani&#8230;<!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21033\" aria-describedby=\"caption-attachment-21033\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bpidR6Wb8Wg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21033\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21033 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-Bangalore-500x313.jpg\" alt=\"Apis Dorsata Honey Bangalore\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-Bangalore-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-Bangalore-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-Bangalore.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21033\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Apis dorsata, con la sua propensione per i luoghi elevati, invade talvolta le periferie delle grandi citt\u00e0 d&#8217;India, costituendo un problema non propriamente facile da rimuovere. L&#8217;esperto coscienzioso, in tali circostanze, far\u00e0 comunque in modo di avere con se un secchio, affinch\u00e9 il contenuto del preminente favo non finisca\u00a0inutilmente sprecato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto principale del fumo \u00e8 che essenzialmente, un&#8217;ape satolla sar\u00e0 pi\u00f9 lenta e meno aggressiva, nonch\u00e9 caratterizzata da un addome rigonfio che inibisce parzialmente l&#8217;impiego del pungiglione. Questi esperti cacciatori, dunque, ne impiegano l&#8217;esatta quantit\u00e0 e tipologia adatta a rendere l&#8217;impossibile, persino invitante, riuscendo ad avvicinarsi illesi alla terrificante citt\u00e0 dei ronzii danzanti. Ci\u00f2 che segue, quindi, \u00e8 la fase di prelievo, effettuato rimuovendo una particolare parte dell&#8217;alveare sita nell&#8217;area superiore, ovvero quella in cui le api tengono il miele ma NON le larve. Tale metodo\u00a0\u00e8 assolutamente fondamentale, perch\u00e9 l&#8217;obiettivo dei due cambogiani non \u00e8 assolutamente quello di uccidere la comunit\u00e0 insettile, che anzi dovr\u00e0 continuare a prosperare ancora per molti anni a venire. Le <em>dorsata<\/em>, infatti, hanno una speciale\u00a0capacit\u00e0 d&#8217;orientamento superiore, che gli permette, anche ad un&#8217;intera stagione di distanza, di far ritorno al luogo esatto in cui erano nate. Una dote sviluppata primariamente per l&#8217;abitudine della specie a costituire il proprio alveare anche a pochi metri da quello di un gruppo rivale, in una condizione per cui sbagliare indirizzo corrisponderebbe essenzialmente alla morte immediata per sconfinamento. Nulla di estraneo, per quanto simile, pu\u00f2 infatti avvicinarsi ad uno di questi alveari impunemente, ovvero senza incorrere nella furia delle piccole, agguerrite creature. Queste api tra l&#8217;altro non devono sempre necessariamente sacrificare la loro vita, per colpire: esse dispongono infatti di un meccanismo biologico che gli consente di surriscaldare il proprio addome fino a 45 gradi, una temperatura letale per molti insetti, tra cui le vespe. Ma non per le api. Al momento\u00a0di respingere un&#8217;aggressione, quindi, esse ricopriranno letteralmente il nemico, giungendo a cuocerlo\u00a0nel suo stesso carapace. Ma il favo delle <em>dorsata<\/em>, come avrete certamente notato, \u00e8 estremamente visibile a qualsivoglia predatore, richiedendo strategie ancor pi\u00f9 particolari da impiegare nella sua difesa.\u00a0Nel caso dell&#8217;appropinquarsi di nemici pi\u00f9 imponenti, come un calabrone o persino un uccello, le api si dispongono quindi in una particolare formazione serrata definita dello <em>shimmering<\/em> (lo &#8220;scintillio&#8221;) con una disposizione a 90\u00b0 rispetto alla superficie del favo, pungiglioni rivolti verso l&#8217;esterno. A quel punto, esse iniziano a far oscillare ritmicamente le ali riflettenti, ricordando per certi versi l&#8217;effetto onda di un gruppo di tifosi allo stadio. Una visione talmente surreale, e minacciosa, da riuscire a scoraggiare numerosi aspiranti saccheggiatori. Si ritiene che questo comportamento sia stato sviluppato per gradi e fallimentari tentativi, attraverso momenti successivi del loro processo evolutivo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21032\" aria-describedby=\"caption-attachment-21032\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UoHsobWN-r4\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21032 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-2-500x313.jpg\" alt=\"Apis Dorsata Honey 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Apis-Dorsata-Honey-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21032\" class=\"wp-caption-text\">Saper riconoscere a vista quali celle contengono il miele, e quali invece le larve di operaie o fuchi \u00e8 una delle prime doti apprese dagli apicoltori. Riassumendo al massimo la questione, si pu\u00f2 affermare che le sezioni ricoperte di cera bianca siano quelle pi\u00f9 vantaggiose per il prelievo. Ma la questione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa di cos\u00ec.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procedendo con metodo e precisione, l&#8217;uomo con maggiore esperienza seziona la ragionevole parte di favo sottoposta a tassazione inter-specie, avendo cura di far colare il suo delizioso contenuto all&#8217;interno di un recipiente. Nulla, o quasi, dovr\u00e0 essere spiegato. Nel frattempo, il giovane resta a far da palo all&#8217;altro lato dello sciame confuso e infuriato, avendo cura che il fumo continui a diffondersi nella direzione corretta. La domanda, in ultima analisi, resta semplicemente impossibile da evitare: siamo cos\u00ec sicuri che costoro non vengano colpiti in alcun modo? Certo, la possibilit\u00e0 di inibire la diffusione del feromone d&#8217;allarme evita il sopraggiungere di gravi e pericolosi incidenti, con punture subite su ogni lato nello stesso momento. Ma \u00e8 lecito sospettare che molta della loro evidente tranquillit\u00e0 derivi da una commistione di tolleranza al dolore ed effettiva parziale immunit\u00e0 al veleno, sviluppata nel corso dei molti anni di pratica nel settore.<br \/>\nAd un certo punto, quindi, nel video c&#8217;\u00e8 uno stacco. Superate le molte tribolazioni, viene l&#8217;attimo lungamente atteso della ricompensa. Il maestro estrae nuovamente dal secchio il pezzo di favo, che si palesa da vicino come un oggetto sorprendentemente morbido e vagamente affine a una spugna. Dopo un attimo di <em>suspense<\/em>, quindi, egli lo spreme e lo strizza, lo schiaccia spietatamente alla maniera di un agrume. E\u00a0al di sotto di esso, con lucente e magnifico splendore, cola il dolcissimo fluido, ricompensa dell&#8217;eterno lavoro. Il miele, gi\u00e0 praticamente\u00a0pronto alla spedizione o il consumo diretto, non dovr\u00e0 ricevere alcun tipo di trattamento o l&#8217;aggiunta di conservanti, ma soltanto essere filtrato tramite l&#8217;impiego di un panno, pi\u00f9 che altro per eliminare i pezzi residui del favo. Tutta la cera residua del processo, invece, verr\u00e0 sfruttata per produrre pregiate candele. Nulla \u00e8 superfluo, per quanto concerne le api giganti d&#8217;India, neppure lo spettacolo straordinario del loro sfruttamento. Ma siamo poi cos\u00ec sicuri, che all&#8217;ape non faccia comodo tutto ci\u00f2? In cambio di\u00a0una porzione\u00a0non troppo ingente della loro produzione complessiva, esse dispongono di un&#8217;area protetta in cui farsi la casa, e non rischiano d&#8217;invadere propriet\u00e0 private istigando\u00a0la tipica risposta distruttiva dei legittimi abitanti di turno. Forse davvero, la rigida e schematizzata gerarchia sociale di questi esseri, unita alla loro prevedibile ripetitivit\u00e0, li ha resi incredibilmente\u00a0simili a noi. A tal punto che un essere alieno, osservando l&#8217;intero processo\u00a0in corso di svolgimento, potrebbe interpretarlo come una sorta di d&#8217;interscambio commerciale tra le due lati della barricata, il micro &amp; il macro, l&#8217;artropode e il mammifero, la &#8220;formica lungimirante&#8221; Vs.\u00a0la &#8220;cicala sconsiderata&#8221;. E chiss\u00e0 noi quale ruolo ci troveremmo\u00a0ad\u00a0interpretare, in questo eterno\u00a0dramma delle parti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La paura non \u00e8 altro che un&#8217;illusione. Mentre temere per la propria incolumit\u00e0, un limite stringente a tutto quello che si pu\u00f2 fare, dire o pensare. 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