{"id":21010,"date":"2016-08-22T06:39:55","date_gmt":"2016-08-22T04:39:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21010"},"modified":"2016-08-22T06:48:23","modified_gmt":"2016-08-22T04:48:23","slug":"linganno-piu-proficuo-mai-impiegato-dai-giostrai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=21010","title":{"rendered":"L&#8217;inganno pi\u00f9 proficuo mai impiegato dai giostrai"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KaIZl0H2yNE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-21011\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-21013\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Razzle-game-500x313.jpg\" alt=\"Razzle game\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Razzle-game-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Razzle-game-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Razzle-game.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fornire dati palesemente erronei a\u00a0qualcuno non \u00e8 facile. Occorre creare una storia valida, corroborata dal contesto, che sia a prova addirittura dell&#8217;analisi dovuta alla disperazione. Deve poter sembrare, nella mente del pesce umano, che una volta eliminate tutte le pi\u00f9 remote o poco probabili\u00a0soluzioni, l&#8217;unica strada che rimane sia\u00a0attraverso\u00a0l&#8217;amo che gli viene fatto galleggiare innanzi, come un allettante ma sinistro ausilio all&#8217;autodistruzione. Sapete cosa, invece, \u00e8 alla portata di chiunque? Rendere costui un\u00a0proprio complice del tutto\u00a0inconsapevole, all&#8217;interno di un meccanismo finalizzato all&#8217;apparente ed impossibile guadagno, quindi lasciarlo indietro proprio sul pi\u00f9 bello, fluttuando via leggiadri con\u00a0le sue finanze, l&#8217;autostima e, nel remoto caso in cui costui ne avesse ancora, ogni briciola residua di fiducia nell&#8217;umanit\u00e0. Non ci vogliono doti particolari di recitazione e comprensione psicologica\u00a0(bench\u00e9 aiutino) perch\u00e9 proprio questo \u00e8 il punto stesso\u00a0della truffa, come seconda professione\u00a0pi\u00f9 antica del mondo: lasciare che la vittima finisca\u00a0ad\u00a0ingannarsi da sola, a causa di quel brivido che viene dal Profondo. La Sensazione. Dai, la conoscete! Quel solenne momento interiore, in cui tutto sembra dipendere dai dadi del destino, e una persona dimentica se stessa, i suoi parenti, il suo lavoro, perch\u00e9 soltanto la vittoria nella situazione presente potr\u00e0 restituirgli la sua naturale personalit\u00e0. O almeno, cos\u00ec pareva con tutta la forza delle propria anima\u00a0al qui presente giovane studente, accompagnato da un amico che in realt\u00e0 mirava a fargli uno scherzo, nella sequenza in <em>candid camera<\/em> realizzata per una vecchia\u00a0puntata del 2009 del programma inglese The Real Hustle.<br \/>\nAbbiamo parlato di dadi, ma non \u00e8 di questo che si tratta. Troppo semplice, troppo scontato. Giacch\u00e9 l&#8217;idea fondamentale di questa straordinaria tecnologia per estrarre il denaro dal portafogli dei troppo fiduciosi, \u00e8 gettarli nella confusione, complicargli la vita fino al punto in cui ogni parola\u00a0del regista all&#8217;altro lato della cassa sembri oro colato, e i presunti premi risplendano di una luce irresistibile e sacrale. Non per niente, il &#8220;gioco&#8221; (se cos\u00ec \u00a0vogliamo chiamarlo) ha\u00a0il nome segreto di Razzle, dall&#8217;espressione inglese\u00a0idiomatica\u00a0<em>razzle dazzle<\/em>, che si riferisce ad un qualcosa di cos\u00ec appariscente da confondere le apparenze, e nascondere l&#8217;occulta, fin troppo\u00a0pericolosa realt\u00e0. Il guadagno\u00a0inizia, come spesso capita, in una maniera apparentemente priva di grosse pretese. L&#8217;affiliato di un luna park viaggiante, talvolta assieme a un socio o una socia, allestisce un banchetto nella zona pi\u00f9 trafficata dai visitatori, dove si promettono grandi vincite con investimenti non eccessivamente significativi. Nella finzione del programma, il ruolo dei sedicenti\u00a0truffatori fu\u00a0interpretato nel 2009 dai conduttori fissi\u00a0Paul Wilson e\u00a0Jessica-Jane Clement, capaci di recitare la parte in maniera decisamente priva di fraintendimenti. Sia chiaro che alla fine, tutti i soldi sono stati restituiti al legittimo proprietario. Ma non andiamo tropo avanti. La vittima designata, accompagnata fin l\u00ec dall&#8217;amico e complice della produzione, \u00e8 stata quindi messa di fronte ad una coppia di tabelloni, occupati\u00a0rispettivamente da una serie di fori numerati prima di essere posti in orizzontale, ed una tabella di conversione, per alcuni punteggi ottenibili mediante il primo di questi due implementi. Nel seguente modo, amichevolmente messo in chiaro\u00a0da Paul: per la modica cifra di due sterline, tutto quello che l&#8217;aspirante vincitore dovr\u00e0 fare \u00e8 lanciare un certo numero di biglie in modo casuale, affinch\u00e9 queste ricadano in corrispondenza dei punteggi la cui somma, del tutto casuale\u00a0all&#8217;apparenza, compare chiaramente sul bancone. A seguito di\u00a0ogni totale azzeccato, quindi, il giocatore guadagner\u00e0 dei punti o &#8220;yarde&#8221; (talvolta l&#8217;intero ambaradan \u00e8 presentato come una metafora per una partita di football americano) con l&#8217;obiettivo di raggiungere i 10 punti ed ottenere in cambio il premio selezionato tra l&#8217;ampio catalogo messo in mostra, con pezzi forti quali televisori all&#8217;avanguardia, computer portatili, console per videogiochi. Troppo bello per essere vero? Troppo bello&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_21011\" aria-describedby=\"caption-attachment-21011\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UnK1oQh0r1E\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21011 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Games-500x313.jpg\" alt=\"Carnival Games\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Games-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Games-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Games.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21011\" class=\"wp-caption-text\">I giochi di fortuna ed abilit\u00e0 tradizionalmente\u00a0impiegati dai luna park\u00a0itineranti americani dispongono tutti di sistemi poco evidenti per barare, impiegati da alcuni gestori disonesti per separare gli stolti dai loro contanti di giornata. Possono bastare\u00a0le stesse leggi della fisica, perch\u00e9 il\u00a0truffatore possa\u00a0far sembrare facile un tiro di pallina che, per chi si trova all&#8217;altro lato del bancone, risulter\u00e0\u00a0totalmente impossibile da replicare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 generalmente comprendere il grado d&#8217;impossibilit\u00e0 della propria vittoria in un gioco da luna park proprio in funzione dell&#8217;apparenza magnifica dei premi, talmente belli che basterebbe vincerne uno, in teoria, per rifarsi anche di centinaia di sterline donate con convincimento al servizio del progetto. Le cui redini, in realt\u00e0, non sono mai state date in concessione\u00a0dall&#8217;architetto dell&#8217;intera situazione. E\u00a0pensate, a tal proposito, che addirittura il Razzle, nella sua forma primordiale, veniva impiegato all&#8217;interno dei\u00a0locali e casin\u00f2 di Havana a Cuba verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50, dove la posta in gioco era sempre quella pi\u00f9 desiderabile di tutti: il puro, vile, eppur profumatissimo denaro. A tal punto i gestori avevano fiducia nell&#8217;impossibilit\u00e0 di vincere a questo gioco, che la prassi prevedeva che il <em>croupier<\/em> sbagliasse occasionalmente a fare i conti, lasciando che i pochi punti guadagnati mantenessero vivo l&#8217;interesse della vittima, che quindi continuava ad acquistare lanci di palline. Perch\u00e9 \u00e8 proprio questo il &#8220;bello&#8221; del gioco, che nessuno perde nulla, finch\u00e9 non decide che ne ha avuto abbastanza, si alza e se ne va. Ma \u00e8 lo stesso meccanismo perverso dell&#8217;azzardo, alla fine, che gli impedir\u00e0 di farlo: &#8220;Ho speso tanto, come posso andare via?&#8221; Avanti e avanti, fino alla pedissequa distruzione dei propri risparmi tanto faticosamente accumulati. Furono tuttavia i giostrai operanti negli Stati Uniti, di ritorno da una qualche spedizione esplorativa nei Caraibi, a far diffondere ed incrementare la fama discutibile di questo gioco, grazie ad un&#8217;aggiunta particolarmente diabolica: il numero 29. Nel caso in cui la somma delle palline dovesse ammontare a tale cifra (e lo far\u00e0 prima o poi, anche a costo di sbagliare intenzionalmente\u00a0l&#8217;addizione) il premio della partita viene immediatamente raddoppiato. La vittima potr\u00e0 quindi aspirare ad un trionfo ancor maggiore, ma con un piccolo, insignificante problema: adesso anche il costo di ciascun singolo lancio, \u00e8 stato raddoppiato. E non c&#8217;\u00e8 limite a quante volte ci\u00f2 possa capitare. I giostrai pi\u00f9 abili, studiando l&#8217;eventuale ingenuit\u00e0 di coloro che hanno davanti, possono farne gli ipotetici titolari futuri di letterali dozzine di apparecchiature elettroniche dall&#8217;alta desiderabilit\u00e0, proprio perch\u00e9 \u00e8 virtualmente\u00a0impossibile che il giocatore faccia un solo, SINGOLO punto, senza il loro esplicito aiuto. Si tratta letteralmente di una possibilit\u00e0 su 15 milioni, o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n<figure id=\"attachment_21012\" aria-describedby=\"caption-attachment-21012\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bNbD_rc_TNI\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21012 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Investigators-500x313.jpg\" alt=\"Carnival Investigators\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Investigators-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Investigators-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Carnival-Investigators.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-21012\" class=\"wp-caption-text\">Nello stato del New Jersey, a sud di New York, gli ispettori della Divisione dei Diritti al Consumo devono ispezionare periodicamente tutti i giochi a premi dei luna park. Le freccette vengono controllate una per una, i palloncini fatti esplodere, addirittura i cestini da basket sottoposti alla prova della livella. Ma c&#8217;\u00e8 un gioco che non passa quasi mai la verifica: il malefico pesca-tutto con le gru a pinza. Il sospetto l&#8217;avevamo sempre avuto&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paul Wilson, entrato totalmente nella parte, inizia immediatamente\u00a0facendo &#8220;vincere&#8221; al ragazzo 5 punti. Spiegandogli chiaramente come,\u00a0in quel gioco, si tratti di un colpo di fortuna letteralmente straordinario. Cosa puntualmente provata, quando nei successivi 10 lanci quello ne guadagna un altro mezzo o poco pi\u00f9. Con l&#8217;obiettivo di raggiungere i sedicenti 10 ed ottenere cos\u00ec la sua adorata Playstation 3 (che volete farci, \u00e8 una puntata piuttosto vecchia) il giovane continua a spendere e spandere. Del resto, con &#8220;evidente&#8221; dispiacere del presunto giostraio, gli riesce di raggiungere prima i 7, poi gli 8 e i 9 punti. Jessica, la sua complice nella finzione televisiva, si finge sempre pi\u00f9 stupita ed incoraggia lo scommettitore ad investire ancora. Nel frattempo, il premio \u00e8 stato raddoppiato due volte ed il costo per singola partita, come precedentemente delineato, \u00e8 aumentato di pari passo. Raggiunte le 116 sterline spese, la vittima\u00a0non ha pi\u00f9 risorse da spendere, e si prepara ad andarsene via con l&#8217;amico nello sconforto pi\u00f9 totale. Ma niente (molta) paura! Paul &#8220;si sente buono&#8221; e &#8220;gli dispiace per lui&#8221; quindi gli offre un&#8217;opportunit\u00e0 senza precedenti: se adesso si reca al pi\u00f9 vicino bancomat, e torna per continuare a scommettere, non soltanto gli permetter\u00e0 di tenere i 9 punti accumulati, ma nel momento\u00a0del\u00a0conseguimento di quell&#8217;ultimo dannato numerino,\u00a0arriver\u00e0 addirittura a restituirgli TUTTI i soldi spesi fino a quel momento! E cos\u00ec, la storia continua, continua, continua&#8230;<br \/>\nCi sono diverse leggende sul Razzle, tra cui quella di un individuo anonimo in uno stato del profondo Sud che sarebbe arrivato a spendere, secondo quanto riportato dalla polizia locale, 35.000 dollari in un solo pomeriggio. Per poi tornare armato di fucile e con i rinforzi presso il banchetto del luna park con lo scopo di recuperare il malloppo, soltanto per scoprire che i suoi aguzzini erano gi\u00e0 sulla strada per la prossima, ignara ed ignota citt\u00e0. Sembra invece che quando il gioco veniva ancora praticato nei casin\u00f2 di Cuba, prima che il governo lo proibisse con una legge esplicita, questo riuscisse a superare da solo l&#8217;incasso dell&#8217;intera serata in ciascun locale, soprattutto grazie all&#8217;ingenuit\u00e0 dei molti turisti americani. Un po&#8217; come capita nella situazione dell&#8217;onesto, ma poco furbo ragazzo inglese, che nell&#8217;intervista dopo il termine della maligna\u00a0<em>candid camera<\/em> non pu\u00f2 che ammettere la propria ingenuit\u00e0, rallegrandosi nel contempo di poter riavere i soldi dalla produzione della Tv. Molti altri, al suo posto, non sono stati cos\u00ec fortunati. E ci\u00f2 senza considerare come la lezione appresa, nei fatti, non abbia alcun prezzo: diffidare dei giochi le cui regole non sono chiare. Ma soprattutto, delle opportunit\u00e0 di vincita troppo facili ed ingenti. Non c&#8217;\u00e8 niente di gratuito a questo mondo. Neppure l&#8217;autostima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fornire dati palesemente erronei a\u00a0qualcuno non \u00e8 facile. Occorre creare una storia valida, corroborata dal contesto, che sia a prova addirittura dell&#8217;analisi dovuta alla disperazione. 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