{"id":20878,"date":"2016-08-05T06:52:47","date_gmt":"2016-08-05T04:52:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20878"},"modified":"2016-08-05T07:00:27","modified_gmt":"2016-08-05T05:00:27","slug":"2016-lanno-dei-grandi-fiori-maleodoranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20878","title":{"rendered":"2016: l&#8217;anno dei grandi fiori maleodoranti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6NkhET9hgNo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20879\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20880\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-New-York-500x313.jpg\" alt=\"Titan Arum New York\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-New-York-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-New-York-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-New-York.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un evento abbastanza raro da riuscire a comparire, generalmente, come notizia\u00a0nazionale\u00a0ogni qual volta si verifica, con un notevole guadagno d&#8217;immagine da parte del tale o tal&#8217;altro\u00a0orto botanico. Attraendo, senza falla, molte migliaia di persone oltre il normale pubblico di ciascun luogo ospitante, proprio perch\u00e9 pochi\u00a0di noi, fin&#8217;ora, hanno avuto l&#8217;occasione di vederlo una, al massimo due volte nella vita. Ma \u00e8 gi\u00e0 dire tanto: perch\u00e9 ciascuna pianta di aro titano o aro gigante (scientificamente:<em>\u00a0Amorphophallus titanum<\/em>) riesce ad espletarsi AL MASSIMO\u00a0una volta ogni dieci anni, costituendo la singola infiorescenza alta 3 metri, la pi\u00f9 grande del regno vegetale. Sprigionando di conseguenza\u00a0quell&#8217;odore nauseabondo, concepito per attrarre gli insetti, che \u00e8 stato pi\u00f9 volte descritto come cadaverico, di pesci ed uova marce, di calzini usati, di formaggio gorgonzola&#8230; Non per niente, nella sua nativa terra d&#8217;Indonesia, lo chiamano <i>bunga bangkai, <\/i>il fiore carogna.\u00a0Uno spettacolo per gli occhi quindi, ma anche per il naso. Che all&#8217;improvviso, per motivi\u00a0che i botanici non riescono realmente a definire, sta diventando pi\u00f9 comune delle repliche del telefilm Friends.<br \/>\nMa iniziamo dal princ\u00ecpio. Gennaio di quest&#8217;anno: dopo una lunga attesa, l&#8217;ufficio stampa dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Illinois, a Charleston,\u00a0invia la lieta novella alle agenzie: il suo tubero interrato \u00a0di aro, avendo raggiunto una forma sferoidale dal peso di 15 Kg, \u00e8 finalmente pronto a dare fondo a tutte le sue risorse, per iniziare la preziosa, e spettacolare stagione riproduttiva della pianta. Cos\u00ec, piuttosto che produrre il solito fusto frondoso destinato a deperire dopo appena 12-18 mesi, in un continuo ciclo di morte e resuscitazione, la pianta\u00a0sta letteralmente esplodendo alla velocit\u00e0 di 10 cm giornalieri, per trasformarsi nel poderoso fiore dinnanzi al quale tutti amano arricciare il naso. Nel giro di due settimane circa, quindi, l&#8217;aro si spalanca\u00a0completamente, mentre da ogni parte dello stato e del resto del paese la gente accorre per assistere a quello che avrebbe dovuto essere, come tutte le altre volte, un&#8217;occasione irripetibile per molti mesi, se non anni. Considerate come dal 1889 al 2008 (119 anni!) in tutto il mondo non sono fioriti che 157 ari titano in cattivit\u00e0, di cui soltanto una minima parte erano a portata della popolazione generalista in un dato momento X. Appena una settimana dopo, invece, la notizia pi\u00f9 inattesa: sta improvvisamente per fiorire anche l&#8217;aro\u00a0dell&#8217;Orto Botanico di Chicago! Gioia, giubilo! Quale improbabile contingenza, pressoch\u00e9\u00a0priva di precedenti, nevvero? Ma aspettate, non \u00e8 finita qui. Nel corso della prima met\u00e0 dell&#8217;anno, i due apripista vengono ben presto segu\u00ecti dal fiore gigante del\u00a0Rollins College, Florida. Mentre proprio in questi giorni\u00a0\u00e8 il turno di quello presente all&#8217;Orto\u00a0Botanico di New York, di un&#8217;altro sito presso\u00a0l&#8217;United States Botanic Garden di Washington D.C, di un terzo al castello di Bouchout in Belgio e di un quarto, custodito all&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Indiana presso Bloomington, nella contea di McLean. Un quinto\u00a0fiore potrebbe farsi avanti\u00a0di qui a poco a Sarasota, in Florida. Diventerebbe a questo punto difficile definire ciascuna di queste\u00a0casistiche, come si usa generalmente fare, &#8220;l&#8217;evento botanico dell&#8217;anno&#8221; perch\u00e9 \u00e8 in effetti l&#8217;intero anno, che sta diventando in se stesso una contingenza totalmente priva di precedenti. Tanto che si potrebbe finalmente giungere a una comprensione superiore di questa straordinaria pianta, dopo tanti anni di studi saltuari e poco approfonditi, per forza di cose. Un fiore che non soltanto richiede 10 anni per formarsi, ma appassisce in appena un paio di giorni&#8230; Ce ne vorrebbero un bel po&#8217; per arrivare ad una qualsivoglia valida conclusione. Ed almeno per il momento, sembrerebbe che li abbiamo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20879\" aria-describedby=\"caption-attachment-20879\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iHtcciqGb2I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20879\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20879 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Fruit-500x313.jpg\" alt=\"Titan Arum Fruit\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Fruit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Fruit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Fruit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20879\" class=\"wp-caption-text\">Dopo l&#8217;appassirsi del suo magistrale exploit, la pianta ovviamente non muore. Ma genera un&#8217;altrettanto spettacolare frutto, formato da dozzine di bacche (velenose) ciascuna delle quali pu\u00f2 contenere o meno, a seconda della fecondazioone intercorsa, il prezioso seme da piantare per perpetrare l&#8217;aro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto sar\u00e0 importante far notare come l&#8217;<em>Amorphophallus<\/em> (un termine latino che significa pene informe) non costituisca in effetti il singolo fiore pi\u00f9 grande del mondo (primato che spetta alla <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Rafflesia_arnoldii\" target=\"_blank\"><em>Rafflesia arnoldii<\/em><\/a>)\u00a0ma la pi\u00f9 grande &#8220;infiorescenza priva di rami&#8221;. Innanzi tutto perch\u00e9 esso, nonostante le apparenze, non \u00e8 affatto singolo. Ma costituisce piuttosto una struttura massiva costituita dalla pianta, all&#8217;interno della quale, tra gli pseudo-petali chiamati spata, si nascondono due giri di piccoli fiorellini disposti attorno alla &#8220;torre&#8221; centrale, completi di pistilli, polline e tutto quanto sia necessario alla comune riproduzione vegetale. I quali\u00a0sono rispettivamente, tutti maschi nell&#8217;assembramento superiore, e tutti\u00a0carpelli, ovvero con funzioni riceventi del polline, per quanto concerne l&#8217;area inferiore. Questo distanziamento previsto ad arte dell&#8217;evoluzione, che causa l&#8217;appassimento di tutti i maschi prima dell&#8217;apertura dell&#8217;area in cui si trovano i carpelli, ha lo scopo d&#8217;impedire alla pianta di fecondarsi da sola, bench\u00e9 gli sperimentatori abbiano artificialmente dimostrato come forzare il verificarsi di un tale evento\u00a0possa in effetti servire a produrre un frutto perfettamente fecondato. Ma la mescolanza del patrimonio genetico, si sa, \u00e8 importante per tutti gli esseri viventi e ci\u00f2 include anche le piante, specialmente se tanto particolari e rare. Il che costituisce, tra l&#8217;altro, il cruccio ed il nesso dell&#8217;intera questione, l&#8217;odore.<br \/>\nQuando si \u00e8 pochi \u00e8 magnifici, e si tenta la riproduzione soltanto quattro volte nel corso dei propri\u00a040 anni di vita, diventa assolutamente fondamentale\u00a0che le proprie possibilit\u00e0 di riuscita vengano\u00a0massimizzate. Ed\u00a0per riuscire in\u00a0questo, l&#8217;aro titano ha sviluppato un&#8217;arma particolare. Proprio quel\u00a0suo cilindro centrale, definito spadice, dalla forma e dalla colorazione comparabili a quella di una baguette. Il quale \u00e8 cavo all&#8217;interno, ma dispone di un meccanismo cellulare che gli permette di surriscaldarsi durante la fioritura, liberando nell&#8217;aria la vasta quantit\u00e0 di sostanze chimiche contenute al suo interno. La cui orribile fragranza, come \u00e8 noto, serve ad attirare uno sciame dei variegati\u00a0insetti delle foreste indonesiane quali il mondo (per sua fortuna) non vede molto spesso, con numerose variet\u00e0 di coleotteri, api ed altre creature di passaggio, le quali entrano tra i petali-spata e vi restano intrappolati, ricoprendosi letteralmente del polline della pianta, mentre si lasciano andare al pi\u00f9 folle banchetto che abbiano mai sperimentato nel corso della loro breve vita. Quindi, con il rapido spalancarsi del fiore, essi spiccheranno nuovamente il volo, andando si spera alla ricerca di un altra simile meraviglia vegetale, pronta a ricevere il necessario per perpetrare la propria antica specie.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20881\" aria-describedby=\"caption-attachment-20881\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uDMI_ZJt1go\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20881\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20881 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Smell-500x313.jpg\" alt=\"Titan Arum Smell\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Smell-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Smell-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/08\/Titan-Arum-Smell.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20881\" class=\"wp-caption-text\">In questo video del canale BytesizeScience, il divulgatore Todd Brethauer elenca i composti chimici presenti nello spadice dell&#8217;aro gigante, assegnando a ciascuno di essi un odore o una metafora corrispondente. Gli spunti disgustosi non mancano affatto&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci\u00f2 avviene molto, molto raramente. Che cosa, dunque, sta causando il verificarsi della proliferazione degli Amorphophallus a partire dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno? Letteralmente priva di precedenti fin dall&#8217;epoca del primo esemplare fatto crescere in serra nel 1889, presso l&#8217;Orto Botanico di Kew, in Inghilterra&#8230; Gli esperti e gli addetti del settore\u00a0hanno almeno un paio\u00a0teorie, nessuna delle quali risulta facile da provare. La prima \u00e8 che la maggior parte delle piante presenti in serra ad oggi risultano essere, nei fatti, imparentate tra loro. Questo perch\u00e9 ogni qual volta una di loro fiorisce, la prima cosa che viene fatta \u00e8 prelevare ed inscatolare (imbustare?) una certa quantit\u00e0 di polline, per inviarla via posta rapida presso i propri colleghi di un orto botanico pi\u00f9 o meno vicino. Ci\u00f2 significa, in parole povere, che una buona parte degli ari titano statunitensi sono essenzialmente fratelli, e tutt&#8217;al pi\u00f9 cugini con quelli custoditi presso le altre nazioni del mondo. Non ci sarebbe poi tanto da stupirsi, quindi, se essi dimostrano un ciclo vitale con tempistiche simili tra di loro. Tale ipotesi risulta tuttavia\u00a0soltanto teorica, in quanto nessun registro degli spostamenti del polline \u00e8 mai stato tenuto.<br \/>\nL&#8217;altra spiegazione \u00e8 che semplicemente, ad oggi, di ari titano in cattivit\u00e0 ce ne sono molti pi\u00f9 di prima. Il grande successo mediatico e di visite ottenuto da ciascuna istituzione botanica nel momento della fioritura ha infatti reso questa pianta, negli anni, un semplice <em>sine qua non\u00a0<\/em>di chiunque des\u00ecderi essere preso sul serio nel ramo (Ah!) e voglia\u00a0per di pi\u00f9 poter contare su qualche giorno di successo futuro assolutamente garantito. I tuberi\u00a0della pianta, dopo tutto, non sono cos\u00ec difficili da ottenere, e vengono addirittura venduti su Internet, per un prezzo che si aggira attorno agli 80 dollari a pezzo (ad esempio <a href=\"http:\/\/www.plantdelights.com\/Amorphophallus-titanum-for-sale\/Buy-Giant-Voodoo-Lily\/\" target=\"_blank\">su Plant Delights, Inc<\/a>). Procurarseli \u00e8 piuttosto elementare. Ci\u00f2 che resta\u00a0difficile, invece, \u00e8 riuscire ad accudire la pianta correttamente per i 10 anni successivi, allo scopo di fargli raggiungere la sua giganteggiante, atrocemente pestifera\u00a0forma finale. Per\u00f2 la soddisfazione&#8230; Dico, ve l&#8217;immaginate l&#8217;approvazione dei vostri\u00a0i vicini? E tutti gli insetti che verranno a visitare i terrazzi o giardini, ronzando di gioia letteralmente inesprimibile a parole. Sarebbe impossibile negare l&#8217;importanza di una simile esperienza karmica verso un miglior domani. Sarebbe addirittura, pericoloso.<\/p>\n<p><strong>N.B:<\/strong> cercando su Google, sembra che l&#8217;<em>Amorphophallus<\/em> pi\u00f9 famoso d&#8217;Italia sia custodito presso il <a href=\"http:\/\/brunelleschi.imss.fi.it\/itinerari\/galleria\/MuseoStoriaNaturaleFirenzeOrtoBotanicoGiardinoSemplici_32413.html\" target=\"_blank\">Giardino dei Semplici, a Firenze<\/a>. La pianta ha fiorito per l&#8217;ultima volta nel 2007.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un evento abbastanza raro da riuscire a comparire, generalmente, come notizia\u00a0nazionale\u00a0ogni qual volta si verifica, con un notevole guadagno d&#8217;immagine da parte del tale o tal&#8217;altro\u00a0orto botanico. 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