{"id":20812,"date":"2016-07-27T06:49:15","date_gmt":"2016-07-27T04:49:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20812"},"modified":"2016-07-27T06:59:02","modified_gmt":"2016-07-27T04:59:02","slug":"il-polpo-1200-volte-piu-letale-del-cianuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20812","title":{"rendered":"Il polpo 1200 volte pi\u00f9 letale del cianuro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3Bt1LvpZ1Oo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20813\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20815\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-500x313.jpg\" alt=\"Blue Ringed Octopus\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buongiorno turista d&#8217;Australia! Come vuoi morire, oggi? Delicatamente assaggiato da uno squalo toro di passaggio, animale che notoriamente non apprezza la carne umana (ma lo scopre, il pi\u00f9 delle volte, a smembramento gi\u00e0 avvenuto&#8230;) Oppure masticato\u00a0dal coccodrillo marino, il pi\u00f9 grande rettile del pianeta, che non ha bisogno di scuse per far rispettare i limiti del proprio territorio? O ancora,\u00a0morsicato dal ragno dei cunicoli, artropode aggressivo il cui veleno stranamente non ferisce topi, gatti, conigli e altri animali. Ma uccide un uomo adulto in 15 minuti! Ne abbiamo per tutti i gusti: morti violente, silenziose, dipartite materiali o immaginarie. Se lo preferisci, potresti addirittura fare l&#8217;esperienza di essere schiacciato dal <em>drop bear<\/em>, leggendaria versione carnivora del dolce koala, che si dice piombi sopra i viaggiatori per poi morderli alla gola e divorarli dai piedi in su. Quale miglior\u00a0maniera di apprezzare il patrimonio faunistico di un paese unico al mondo, che nutrirlo in prima persona, con le proprie stesse disattente, ineducati carni. Aspetta, aspetta, ne ho una ancor migliore di cos\u00ec: visualizza la seguente scena. Ti trovi in spiaggia, circondato da un intero gruppo di amici. Estasiato dal Sole, dal mare, dalle molte viste affascinanti conosciute nel tuo viaggio\u00a0di allontanamento dai problemi della vita. Cinque minuti prima, durante una\u00a0tua passeggiata di met\u00e0 pomeriggio, hai messo il piede in una pozza\u00a0d&#8217;acqua rimasta\u00a0nel bagnasciuga, lasciata indietro dopo l&#8217;ultimo ritrarsi della marea. Finendo per dare, accidentalmente, un piccolo calcio a una bottiglia di plastica, proprio l\u00ec gettata da un qualche altro visitatore privo di coscienza ambientale. Sul momento non ci hai fatto troppo caso. Ti sei fermato per un breve attimo, pensando forse di rimuovere l&#8217;oggetto e trasportarlo fino a un punto di raccolta. Poi hai lasciato perdere, perch\u00e9? Ma circa cinque minuti dopo, d&#8217;un tratto, ti senti molto stanco. Deambulando pesantemente, raggiungi il tuo materassino e l\u00ec ti sdrai, a meno di due metri dalla gente che \u00e8 venuta fin l\u00ec con te. Grosso errore. Perch\u00e9 allora, con un&#8217;improvvisa ed orrida realizzazione, inizi a comprendere che c&#8217;\u00e8 qualcosa che DAVVERO non va. Gambe e braccia sembrano pesare come tronchi. La vista inizia ad offuscarsi. Mentre il tuo tentativo di chiamare aiuto, nonostante l&#8217;impegno, si risolve in un gemito appena udibile da neanche pochi centimetri di distanza. Quindi, nel giro di un altri due minuti, il\u00a0respiro inizia a diventare laborioso e tu perdi i sensi. Non ti sveglierai mai pi\u00f9.<br \/>\nIl delitto perfetto. Ad opera di un assassino di proporzioni minutissime, che pu\u00f2 spostarsi nell&#8217;acqua e sulla terra, per brevi tratti sufficienti a rendersi un pericolo pressoch\u00e9 costante. Che risulta essere tuttavia, per nostra massima fortuna, relativamente\u00a0raro in tutto il suo areale d&#8217;appartenenza, bench\u00e9 il sussistere di condizioni particolarmente favorevoli, in determinati periodi dell&#8217;anno, possa portare a vere e proprie piccole invasioni, di interi\u00a0tratti di spiaggia fra l&#8217;Australia ed il Giappone. La\u00a0singola femmina di una di queste quattro specie, molto simili tra loro, pu\u00f2 del resto fare fino a 50 uova, circa 2 anni dopo la propria nascita, prima di smettere di mangiare e lasciarsi morire. Questo vuole, del resto, la natura. E\u00a0forse dopotutto \u00e8 anche meglio cos\u00ec. Li chiamano, con piglio pienamente descrittivo, polpi dagli anelli blu (scientificamente:\u00a0<em>Hapalochlaena<\/em>) e ogni bambino nato in Australia viene educato, fin dalla giovane et\u00e0 o al suo primo contatto con le coste sabbiose del continente, a non toccare assolutamente ci\u00f2 che brilla tra la sabbia; alla maniera di una gemma preziosa di 6-8 centimetri dagli improbabili otto tentacoli sottodimensionati&#8230; Ma gli incidenti, o le casistiche davvero sfortunate, possono pur sempre capitare. Come quelle di persone, ahim\u00e8, disinformate. Mentre\u00a0nel caso di un animale come questo, saper come comportarsi\u00a0pu\u00f2 salvare FACILMENTE\u00a0una vita o due&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20813\" aria-describedby=\"caption-attachment-20813\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/om9iq4mo9fI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20813\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20813 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-2-500x313.jpg\" alt=\"Blue Ringed Octopus 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20813\" class=\"wp-caption-text\">Steve Backshall della BBC ci mostra molto da vicino un <em>Hapalochlaena fasciata<\/em> (polpo dalle strisce blu) la variante dell&#8217;animale pi\u00f9 diffusa tra il Queensland ed il Nuovo Galles del Sud, ivi inclusa l&#8217;area circostante la citt\u00e0 di Sydney. Il suo entusiasmo e l&#8217;accento non possono che ricordare\u00a0quelli di un altro famoso documentarista australiano, che perse la propria vita facendo ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto amava&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema principale degli\u00a0<em>Hapalochlaena\u00a0<\/em>\u00e8 che guardandoli, non emanano alcun senso di minaccia latente. O meglio, di certo essi segnalano efficientemente il pericolo che costituiscono ai loro coabitanti pesci, anche perch\u00e9, a che serve essere velenosi se le altre creature ti attaccano lo stesso? Ciascun polpo \u00e8 infatti dotato di un certo numero di quegli anelli che per l&#8217;appunto gli danno il nome, disposti lungo l&#8217;intera superficie dei tentacoli e del suo mantello (il &#8220;corpo&#8221; principale dei molluschi). I quali, molto incredibilmente, se si disturba l&#8217;animale prendono ad illuminarsi all&#8217;improvviso, grazie alla presenza delle particolari cellule dei cromatofori, comuni a talune specie di pesci, ai camaleonti ed all&#8217;intera gen\u00eca dei polpi, che grazie alla loro rinomata intelligenza sono gli unici che riescono ad usarli con un effettivo intento di mimetizzazione. Mentre nel caso di questo particolare\u00a0abitante dei mari, la superficie cangiante \u00e8 troppo disunita per ottenere tali risultati, ma serve piuttosto a fare una segnalazione, anche grazie alle propriet\u00e0 ottiche riflettenti di ciascun anello. Quando disturbato dunque, il polpo intensifica il blu della sua livrea, rendendolo persino fluorescente. Ed \u00e8 a quel punto, che il malcapitato umano e potenziale vittima dovrebbe fuggire via molto lontano. Eppure molto spesso non lo fa. L&#8217;uomo, essere straordinariamente evoluto, ha infatti imparato a non temere le cose luccicanti, ma anzi a cercarle con trasporto. Una tendenza che, in particolari condizioni, pu\u00f2 portare a conseguenze disastrosamente\u00a0inaspettate.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 quindi da considerare come, il pi\u00f9 delle volte, il morso del polpo non venga\u00a0neppure rilevato dalla vittima stessa, essendo esso non doloroso ed assolutamente incruento, quasi invisibile nei fatti. \u00c8 stato persino ipotizzato, in effetti, che talvolta l&#8217;animale non abbia neppure bisogno di forare la pelle con il suo piccolo ed acuminato becco, lasciando piuttosto che la sua saliva tossica vi passi attraverso, entrando in circolo con le peggiori conseguenze immaginabili. Gi\u00e0, ma cosa c&#8217;\u00e8 in un tale fluido fatale, esattamente? La risposta \u00e8 pi\u00f9 complessa di quanto si potrebbe pensare: istamina, triptadina, octopamina, taurina, dopamina&#8230; Soprattutto, la tetrodotossina, una sostanza talvolta paragonata al cianuro che attacca i nervi umani saturando i recettori del sodio, e causando l&#8217;immediata e letale paralisi del corpo, ivi inclusi il diaframma respiratorio ed i polmoni. Si tratta di un veleno ad azione rapida, che agisce generalmente per un periodo di 24 ore, poi sparisce senza lasciare traccia. Il che significa che una paziente, se salvato grazie alla respirazione artificiale e quindi tenuto per un giorno intero attaccato ad una macchina ospedialiera, pu\u00f2 fare affidamento su un recupero totale e privo di conseguenze. Purch\u00e9 riceva\u00a0i soccorsi in un periodo sufficientemente breve, il che, viste le circostanze particolarmente difficoltose, risulta essere tutt&#8217;altro che scontato!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20814\" aria-describedby=\"caption-attachment-20814\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/C9nrMhgW6Rg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20814\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20814 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-3-500x313.jpg\" alt=\"Blue Ringed Octopus 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Blue-Ringed-Octopus-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20814\" class=\"wp-caption-text\">Le altre tre specie di polpo dagli anelli blu sono: <em>H. lunulata<\/em> (anelli grandi, fino ad 80 mm di lunghezza) <em>H. maculosa\u00a0<\/em>(anelli piccoli, macchie marroni sul mantello, dimensioni: 60 mm) e il rarissimo e non troppo diverso <em>H.\u00a0nierstraszi<\/em>, noto alla letteratura scientifica\u00a0da due soli esemplari ritrovati nel 1938 e nel 2013<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante notare come proprio questo particolare polpo, considerato tradizionalmente l&#8217;unico ad essere dotato dello strumento del veleno, a seguito di moderni esperimenti\u00a0sia stato confermato come un&#8217;eccezione ma non nel modo in cui si potrebbe in teoria pensare. Nel 2009 infatti \u00e8 stato pubblicato uno studio del Dr.\u00a0Bryan Fry del dipartimento di biochimica dell&#8217;Universit\u00e0 di Melbourne, mirato a dimostrare come non soltanto gli\u00a0<em>Hapalochlaena\u00a0<\/em>ma in effetti TUTTI i molluschi dell&#8217;ordine\u00a0<em>Octopoda<\/em> siano dotati di sostanze lesive impiegate per cacciare i granchi e gli altri oggetti della loro predazione, soltanto nella maggior parte dei casi, prive di effetti sull&#8217;uomo. Mentre l&#8217;estrema letalit\u00e0 di questi polpi deriverebbe da una mera necessit\u00e0 evolutiva: l&#8217;esistenza di avversari nella corsa alla sopravvivenza all&#8217;interno dell&#8217;ambiente d&#8217;Oceania e dintorni, che risultano\u00a0dotati di capacit\u00e0 di resistenza superiori alla media, i quali\u00a0attraverso le innumerevoli generazioni sono diventati sempre pi\u00f9 efficienti nel neutralizzare il veleno. E i polpi, nel frattempo, l&#8217;hanno reso ancora pi\u00f9 irresistibile, fino al punto di poterlo usare per uccidere pressoch\u00e9 qualsiasi cosa. Ed \u00e8 cos\u00ec la stessa genesi di una tale sostanza, a diventare inusuale: gli scienziati rimasero molto sorpresi, in effetti, nel ritrovare un cocktail simile di letali sostanze, pressoch\u00e9 invariato, tra l&#8217;armamento evolutivo delle salamandre della California, delle rane arlecchino americane, di stelle marine, alcuni granchi, vermi sotterranei&#8230; Il che, in un primo momento, li lasci\u00f2 basiti. Come era possibile che animali tanto diversi secernessero lo stesso veleno? Finch\u00e9 non fu scoperto, con somma sorpresa di ogni personalit\u00e0 coinvolta, come la tossina derivasse da particolari batteri che vivono nella saliva di tutti questi animali, e con cui essi hanno stabilito una relazione simbiotica da tempo immemore, fruttuosa per entrambe le parti coinvolte. Il terribile veleno del polpo dagli anelli blue, dunque, non \u00e8 neppure una sua esclusiva produzione.<br \/>\nE come si pu\u00f2 odiarlo, alla fine? La sua grazia innata, i variopinti colori che lo caratterizzano. La maniera, a cui ho accennato in apertura, in cui esso tende a stabilirsi all&#8217;interno di piccoli bottiglie, barattoli o conchiglie abbandonate, allo scopo di deporvi le proprie preziose uova nella stagione degli accoppiamenti (<em>H. lunulata<\/em>) o in cui nascondersi, custodendo le stesse\u00a0tra i propri materni tentacoli (<em>H. fasciata, maculosa<\/em>). Una visione cos\u00ec\u00a0graziosa che negli ultimi tempi<i>,\u00a0<\/i>alcuni appassionati di acquari hanno preso ad ordinare su Internet simili piccoli animali, pur coscienti del pericolo che rappresentano, al fine di adottarli ed includerli nella propria collezione. Per lo meno per le poche settimane in cui essi sopravvivono successivamente alla cattura gi\u00e0 in et\u00e0 adulta, prima che sopraggiungano l&#8217;inevitabile senescenza e la morte per vecchiaia. Senza aver prima causato, si spera, grossi ed irreparabili danni: \u00e8 molto nota, del resto, la capacit\u00e0 di simili molluschi di fuggire dagli acquari, arrivando ad aprire gli specifici coperchi teoricamente concepiti per tenere a bada proprio loro. E non \u00e8 difficile immaginare la sfortunata\u00a0situazione\u00a0di un ospite di casa non informato, o magari perch\u00e9 no\u00a0un bambino, che mosso a compassione dalla creaturina che striscia faticosamente sul pavimento, finisca per\u00a0raccoglierla\u00a0e rimetterla\u00a0nel suo contenitore. Rischiando\u00a0il piccolo morso, e la grande morte, dovuta alla follia del loro amico o parente. Si, certi animali dovrebbero rimanere nel loro habitat esclusivo! Con noi stessi, possibilmente, ben lontani. Ma ci\u00f2\u00a0non compromette\u00a0in alcun modo la loro oggettiva, ed imprescindibile, bellezza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buongiorno turista d&#8217;Australia! Come vuoi morire, oggi? 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