{"id":20773,"date":"2016-07-22T06:50:07","date_gmt":"2016-07-22T04:50:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20773"},"modified":"2016-07-22T06:50:07","modified_gmt":"2016-07-22T04:50:07","slug":"la-tecnica-segreta-dellairone-ad-ombrello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20773","title":{"rendered":"La tecnica segreta dell&#8217;airone ad ombrello"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gepRyOILsxE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20774\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20774\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Black-Heron-500x313.jpg\" alt=\"Black Heron\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Black-Heron-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Black-Heron-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Black-Heron.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">150 cose\u00a0tondeggianti nere, pi\u00f9 alte\u00a0nella parte centrale, che appaiono vagare nella torbida corrente, al tramonto. Ma non tutte nella stessa direzione! Ciascuna digradante ai lati, con un ciuffo dorsale che si arruffa in modo stranamente ritmico e sincronizzato. Potrebbero sembrare parasoli con le piume, che qualcuno di assai distratto ha aperto, quindi fatto rotolare\u00a0gi\u00f9 in\u00a0terra, finch\u00e9 la sabbia ed il pietrisco non hanno lasciato il posto all&#8217;acqua verde di materia vegetale, che lentamente li ha riuniti in un feccioso gorgo. Se non fosse che, in effetti, questo delta dell&#8217;Okavango non costituisce un luogo tanto frequentato dai turisti, con le sue moltitudini di coccodrilli, leoni, iene, ghepardi, sciacalli, leopardi&#8230; Al punto che, persino i\u00a0mammiferi pi\u00f9 grandi e forti al mondo, quali l&#8217;elefante, il bufalo\u00a0e il rinoceronte, qui preferiscono restare in gruppo, per meglio proteggere i propri piccoli dalla pressante fame della collettivit\u00e0. Il Botswana pi\u00f9 selvaggio, del resto, \u00e8 cos\u00ec: cane mangia cane, e poi, arriva qualcosa di pi\u00f9 forte e mangia pure il cane. Mentre altri organismi, pi\u00f9 furbi, scelgono la vita via dagli occhi del nemico potenziale. Laggi\u00f9 sul fondo del maestoso fiume, nutrendosi di scarti e d&#8217;alghe semi-consumate. Molti sono i piaceri a cui rinunciano, i ciprinidi e gli altri piccoli pesci d&#8217;acqua dolce, per salvarsi nell&#8217;ambiente segregato che li rende pi\u00f9 difficili da catturare. Il grande Sole che s&#8217;infrange sull&#8217;increspatura, l&#8217;erba verde, il vento che precorre i ripidi sentieri. Eppure, anche cos\u00ec, essi non sono invulnerabili. Come riesce chiaramente a dimostrare\u00a0l&#8217;<em>Egretta ardesiaca,\u00a0<\/em>pi\u00f9 comunemente definito airone nero.<br \/>\nLa scena di uno di questi uccelli impegnato nella pesca \u00e8 un&#8217;espressione di soave grazia ed eleganza. Non per niente, intere scuole di pittura dell&#8217;Oriente lo hanno fatto il proprio soggetto d&#8217;elezione, senza mai mancare di raffigurarlo al centro delle proprie scene di bucolico splendore. Esso avanza, lentamente, con le gambe che si flettono appena. Poi estende il lungo collo con la forma ad S, e piega la sua testa da una parte, per meglio scrutare i movimenti sotto i flutti del suo ambiente naturale. Finch\u00e9, convinto della sua triangolazione, non colpisce dritto con la punta del suo becco, trafiggendo il pasto inconsapevole che transitava di l\u00ec. Un pesce, tuttavia, non \u00e8 un bersaglio facile, soprattutto per la sua cautela innata. La quale\u00a0lo porta ad uscire dai luoghi sicuri unicamente quando la luce del giorno cade di traverso sul suo lago d&#8217;appartenenza, e comunque sempre spostandosi rapidamente da un luogo riparato all&#8217;altro. Il che scoraggerebbe molti, ma non il fotogenico protagonista\u00a0della qui presente situazione predatoria. Che attraverso le generazioni, grazie alla sapienza endemica che ha ereditato il giorno della nascita, conosce un metodo per conquistare i piccoli e innocenti snacks pinnuti. Impiegando, per usare un termine forse facilmente\u00a0frainteso, una sua versione del\u00a0proverbiale gesto dell&#8217;ombrello. Non fatto con le braccia, s&#8217;intende (gli uccelli hanno le ali) bens\u00ec tramite un&#8217;applicazione assai pi\u00f9 letterale del concetto, ovvero aprendosi come una cupola, le remiganti quasi a contatto con l&#8217;acqua, e nascondendo sotto la testa, per mettere\u00a0i piedi l&#8217;uno dietro l&#8217;altro e procedere verso una certezza collaudata: che un ricco pescato potenziale, senza falla, si presenti innanzi ai loro gialli occhi indagatori.<br \/>\nLe ragioni possibili sono, essenzialmente, due: la prima \u00e8 quella di farsi scudo dalla luce, per meglio trarre in fallo il piccolo fuggiasco di turno. Mentre la seconda, proposta dagli etologi soltanto in tempi pi\u00f9 recenti, consisterebbe nello sfruttare l&#8217;istinto naturale di quest&#8217;ultimo a cercare la salvezza sotto foglie di ninfee, tronchi che galleggiano, all&#8217;ombra degli scogli o di altre protezioni naturali. Il che lo espone, sfortunatamente per lui, alla furbizia dell&#8217;airone ingannatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20776\" aria-describedby=\"caption-attachment-20776\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DILxtkpEi_8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20776\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20776 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Grey-Heron-500x313.jpg\" alt=\"Grey Heron\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Grey-Heron-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Grey-Heron-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Grey-Heron.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20776\" class=\"wp-caption-text\">La tecnica del <em>canopy feeding<\/em>, la &#8220;caccia con tettoia&#8221; viene generalmente indicata come esclusiva dell&#8217;airone nero africano. Su YouTube, tuttavia, compare un video con l&#8217;<em>Ardea cinerea<\/em>, grande migratore spesso avvistato anche dalle nostre parti, che l&#8217;implementa con una perizia da manuale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, la fame dell&#8217;airone. Stiamo parlando, del resto, di uccelli che mangiano pi\u00f9 volte il proprio (lieve) peso nel corso di una giornata, senza farsi troppi problemi nel trangugiare, oltre al pesce, anfibi, insetti, crostacei, mammiferi, altri uccelli, lucertole e serpenti. Praticamente, l&#8217;intera selezione enciclopedica degli esseri viventi. Si tende a paragonare i dinosauri estinti ai pi\u00f9 grandi e forti rettili rimasti su questa Terra, quali gli alligatori e il drago di Komodo dalla saettante lingua, che avvelena la sua preda con la saliva. Mentre la realt\u00e0 \u00e8 che assai pi\u00f9 simile di questi, gli risultano essere quegli altri discendenti con le penne, il cui stile di vita e metodo di caccia possono apparirci, pi\u00f9 che mai, mostruosi. E strategicamente complessi. Molte specie di airone, in giro per il mondo, hanno appreso la rara tecnica dell&#8217;impiego di strumenti: essi prendono un oggetto, idealmente un pezzo di pane, quindi lo lanciano nella corrente. Poich\u00e9 ben sanno che i pesci pi\u00f9 piccoli, attratti dalla possibilit\u00e0 di un facile pasto, cos\u00ec facendo saranno una preda facile del loro becco acuminato. In alternativa, l&#8217;airone batte il piede per disturbare il fondale, sperando che qualcuno tenti una precipitosa, e rovinosa fuga. Ma questa non \u00e8 che l&#8217;ultima risorsa a sua disposizione, da sfruttare solo dopo che le tattiche, ed i metodi di pi\u00f9 significativa eleganza, non hanno sortito gli specifici effetti desiderati.<br \/>\nL&#8217;<em>Egretta ardesiaca, <\/em>ad ogni modo, non \u00e8 una rappresentante particolarmente grande della sua famiglia, misurando appena 42\/66 cm di lunghezza, e forse anche per questo non condivide le tendenze migratorie dei suoi simili. Preferendo, piuttosto, stabilirsi in un luogo sicuro e fare il nido, generalmente sugli alberi vicino ad uno specchio d&#8217;acqua, ad un&#8217;altezza di 6 metri o pi\u00f9. Si tratta di un uccello che talvolta vive in solitaria, tollerando a fatica le invasioni del suo territorio, ma che molto pi\u00f9 frequentemente si aggrega ai suoi simili, formando colonie che superano facilmente i 100 esemplari. Che con l&#8217;inizio della stagione delle piogge, planano di concerto gi\u00f9 dai rami, per\u00a0dare il loro contributo allo spopolamento dei ciprinidi, che altrimenti si moltiplicherebbero a dismisura, esaurendo in breve tempo le risorse dell&#8217;ambiente di appartenenza. Ci\u00f2\u00a0\u00e8 il volere, \u00a0ed il metodo d&#8217;auto-conservazione preferito, di quella forza invisibile ma onnipresente che noi definiamo la Natura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20775\" aria-describedby=\"caption-attachment-20775\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MP0DFVO16Zk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20775 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Goliath-Heron-500x313.jpg\" alt=\"Goliath Heron\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Goliath-Heron-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Goliath-Heron-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Goliath-Heron.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20775\" class=\"wp-caption-text\">Volete sapere quale sia l&#8217;airone pi\u00f9 grande del mondo? Si tratta dell&#8217;<em>Ardea goliath<\/em> (120\u2013152 cm) un altro abitante delle ricche terre a sud del Sahara, con piccole popolazioni nel Sud-Est e nel Sud dell&#8217;Asia. Eccone un esemplare che rapisce e poi trangugia, senza eccessive difficolt\u00e0, un enorme pesce gatto africano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;airone, con le sue variegate tecniche di pesca, costituisce un esempio di predatore dalle notevoli\u00a0capacit\u00e0 di adattamento. Esso vive in tutti i continenti tranne l&#8217;Antartico, e pu\u00f2 sopravvivere anche in regioni prive di\u00a0fonti di cibo particolarmente evidenti. Alcune specie, tra cui l&#8217;appropriatamente denominato airone guardabuoi (<em>Bubulcus ibis<\/em>) sono solite seguire i mammiferi al pascolo, per catturare pi\u00f9 facilmente\u00a0gli insetti o i roditori disturbati dal loro passaggio. Altre, vedi ad esempio la nitticora capogiallo delle americhe\u00a0(<em>Nyctanassa violacea<\/em>) si specializzano nel procacciarsi una particolare specie di granchi, posizionandosi\u00a0in modo che la loro ombra non ricada sulla vittima scelta, e muovendosi a scatti, per non attivare il naturale senso del pericolo dell&#8217;animale.<br \/>\nMa nessuna tecnica o artificio tra quelli citati\u00a0risulta versatile ed efficace quanto il sistema dell&#8217;ombrello. Gi\u00e0 nel 1936 il Dr.\u00a0A. L. Rand scriveva, nel suo <em>The Distribution and Habitats of Madagascar Birds<\/em>:<em> &#8220;<\/em>Ebbi l&#8217;occasione di osservare uno di questi uccelli in caccia all&#8217;interno di una risaia. Mancava poco al tramonto. Esso aveva allargato le sue ali fino a farle incontrare dinnanzi alla testa, immergendo la punta delle piume in acqua per confondere i pesci. Di tanto in tanto faceva qualche passo, quindi\u00a0si alzava brevemente, per guardarsi intorno alla ricerca di potenziali pericoli. Ma ogni volta riprendeva la sua ricerca. Che la tecnica fosse efficace, ho avuto modo di provarlo con certezza. Dopo aver analizzato il contenuto del suo stomaco, vi ho infatti trovato\u00a0ben dodici pesci misuranti tra i 15 ed i 30 mm!&#8221; Ehm, si. Proprio cos\u00ec: lo scienziato aveva sparato all&#8217;uccello. All&#8217;epoca non si andava tanto per il sottile. Non che ora&#8230;Sia diverso. Del resto, a chi dovesse provare un giusto senso d&#8217;empatia\u00a0per lui, consiglio di visionare i materiali inclusi a margine del mio precedente articolo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14951\" target=\"_blank\">Airone azzurro, il killer silenzioso<\/a>&#8220;, dedicato al pi\u00f9 noto devastatore dei giardini e laghetti artificiali\u00a0nord-americani. Se questi piccoli dinosauri alati dovessero misurare qualche metro in pi\u00f9 di lunghezza, non ci sono dubbi: saremmo noi stessi e i nostri beneamati animali domestici, a rientrare a pieno titolo nella loro dieta. E poi, la somiglianza del profilo \u00e8 troppo forte. Non trovate anche voi che la cupola formata dalla tecnica dell&#8217;ombrello rassomigli pericolosamente ad implementi bellici d&#8217;altri tempi?<\/p>\n<figure id=\"attachment_20778\" aria-describedby=\"caption-attachment-20778\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20778#main\" rel=\"attachment wp-att-20778\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20778 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Leonardo-da-Vinci-Tank-500x291.jpg\" alt=\"Leonardo da Vinci Tank\" width=\"500\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Leonardo-da-Vinci-Tank-500x291.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Leonardo-da-Vinci-Tank.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20778\" class=\"wp-caption-text\">Leonardo da Vinci era un acuto osservatore della natura. \u00c8 chiaro che\u00a0l&#8217;ispiratore del suo celebre carro armato non fu un airone, ma una tartaruga. Eppure,\u00a0certi approcci all&#8217;eliminazione fisica degli avversari sembrano trascendere la specie ed il contesto di appartenenza&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>150 cose\u00a0tondeggianti nere, pi\u00f9 alte\u00a0nella parte centrale, che appaiono vagare nella torbida corrente, al tramonto. Ma non tutte nella stessa direzione! Ciascuna digradante ai lati, con un ciuffo dorsale che si arruffa in modo stranamente ritmico e sincronizzato. Potrebbero sembrare parasoli con le piume, che qualcuno di assai distratto ha aperto, quindi fatto rotolare\u00a0gi\u00f9 in\u00a0terra, &#8230; <a title=\"La tecnica segreta dell&#8217;airone ad ombrello\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20773\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La tecnica segreta dell&#8217;airone ad ombrello\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,701,228,125,1861,1097,507,109,635,399,600,277],"class_list":["post-20773","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-airone","tag-ambiente","tag-animali","tag-botswana","tag-evoluzione","tag-fiumi","tag-natura","tag-pesca","tag-pesci","tag-predatori","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20773"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20779,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20773\/revisions\/20779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}