{"id":20768,"date":"2016-07-21T06:58:57","date_gmt":"2016-07-21T04:58:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20768"},"modified":"2016-07-21T06:58:57","modified_gmt":"2016-07-21T04:58:57","slug":"cosa-centra-il-sughero-con-le-palle-da-tennis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20768","title":{"rendered":"Cosa c&#8217;entra il sughero con le palle da tennis?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/162803063\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20771\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Balls-500x313.jpg\" alt=\"Tennis Balls\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Balls-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Balls-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Balls.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 recentemente giunti alla conclusione, osservando attentamente il mondo per come in effetti appare, che\u00a0nonostante le apparenze non viviamo all&#8217;interno di un&#8217;epoca dell&#8217;abbondanza. Il cibo \u00e8 insufficiente, l&#8217;energia costosa, l&#8217;acqua limitata e i materiali frutto dell&#8217;industria sempre pi\u00f9 rari e preziosi. Ma \u00e8 la storia ad insegnarci come, proprio nei momenti di maggiore crisi, l&#8217;opulenza\u00a0mostrata in determinati contesti tenda ad aumentare a dismisura, generando dei contrasti delle situazioni\u00a0che potrebbero stupire i pi\u00f9. Come quella dei patrizi che organizzarono sontuosi banchetti fino a pochi giorni prima del sacco di Roma, o ancora l&#8217;orchestra del Titanic che ritenne giusto non fermare il suono della festa, fino allo spalancarsi delle fauci del Profondo che ogni cosa avrebbero condotto all&#8217;entropia. Cos\u00ec mentre il mondo \u00e8 a rotoli, qualcos&#8217;altro nel frattempo rotola, con enfasi esiziale e un assoluto senso di disinteresse per le scarsit\u00e0 del nostro tempo: quante palle servono per un torneo di tennis? Ad oggi, a quanto pare, 98.000. Ebbene si, non sto affatto esagerando. Questa \u00e8 la precisa cifra dichiarata ufficialmente dalla ESPN, il principale network televisivo americano dedicato al mondo dello sport, a margine del qui presente video,\u00a0realizzato\u00a0con il patrocinio della\u00a0Wilson Sporting Goods, l&#8217;azienda multinazionale, presso il loro stabilimento di produzione sui confini di\u00a0Bangkok. L&#8217;occasione: il prestigioso US Open, quarta delle sfide che fanno parte del Grande Slam. Una visita davvero&#8230;Affascinante. Coronata dalla visione nebulosa\u00a0di un ipotetica citt\u00e0, come El Dorado, le cui strade sono lastricate di palle da tennis, le pareti degli edifici costruite in mattoni gialli ricoperti di feltro e addirittura le persone, ogni qualvolta devono fare rappresentanza, indossano abiti in gomma vulcanizzata. Una terra ancor pi\u00f9 tematicamente uniformata\u00a0del Regno Mariesco dei Funghi&#8230;<br \/>\nE invece, guarda, \u00e8 tutto vero. Giacch\u00e9 simili ordini per quantit\u00e0 spropositate, nell&#8217;odierno mondo dell&#8217;industria, non sono viste in alcun modo come inappropriate. Fornendo, piuttosto, l&#8217;energia e l&#8217;argentovivo ad un intero meccanismo, formato da macchine, apparecchiature, persone. Ovverosia gli anelli, rigorosamente consequenziali, di quell&#8217;unica filiera che viene chiamata la catena di montaggio. Per cui non importa, se\u00a0l&#8217;ordine in uscita sia di 10 o 10.000 palle; perch\u00e9 ogni giorno, doverosamente, se ne produce sempre il MASSIMO, e l&#8217;intera collezione viene poi inviata ai richiedenti. Chiunque siano, dovunque essi si trovano. Non \u00e8 meraviglioso, tutto ci\u00f2? Ed anche molto bello a vedersi. Tutto inizia, nel video prodotto dal filmmaker\u00a0Benedict Redgrove, con la gomma\u00a0che arriva in fabbrica divisa in balle, del peso variabile tra 30 e 115 Kg. Tale sostanza, quindi, impastata come il pane e poi appiattita manualmente, viene inserita all&#8217;interno di un duplice rullo, al fine di renderla perfettamente piatta ed uniforme. Il prodotto viene quindi estruso per creare un certo numero di ammassi dalla forma pressoch\u00e9 trapezoidale, ciascuno dei quali destinato a diventare un&#8217;emi-cupola, costituente la met\u00e0 esatta del nucleo interno del prodotto finito. Forma che ciascun oggetto ricever\u00e0 grazie ad uno stampo a caldo, non poi cos\u00ec\u00a0dissimile dalla teglia giapponese per fare il Takoyaki, bocconcino sferoidale con ripieno di polpo. La cottura in questa prima fase dura 90 secondi e raggiunge i 320 gradi. Se non che a questo punto, inevitabilmente, la gomma in eccesso avr\u00e0 formato una sottile lamina tra una mezza sferetta e l&#8217;altra, definita in gergo il <em>flash<\/em>. Per rimuoverla senza possibilit\u00e0 d&#8217;errore, dunque, verr\u00e0 usata una pressa idraulica dotata di attrezzi da taglio, in un processo parzialmente manuale\u00a0che proseguir\u00e0 con la deposizione di ciascun mezzo prodotto su dei rulli ricoperti di colla, concepiti in modo da ricoprire i bordi appositamente resi ruvidi con la giusta quantit\u00e0 di adesivo. \u00c8 importante notare, a questo punto, come la mano degli esseri umani sia e rimanga una primaria forza operativa nella fabbrica della Wilson, che pur potendo almeno in teoria perseguire un maggior grado di automazione, preferisce non farlo. Le ragioni sono molteplici, e doverosamente inclusive della creazione di un certo numero di posti di lavoro, validissima\u00a0missione\u00a0in terra d&#8217;India. Ma c&#8217;\u00e8 anche da dire che, allo stato dei fatti attuali, sia in effetti meno costosa la manodopera locale che la costruzione di avanzati, e ancor pi\u00f9 complessi, apparati utili soltanto a fare palle da tennis in enorme quantit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20770\" aria-describedby=\"caption-attachment-20770\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8l6YQta1JBk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20770\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20770 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Ball-Packing-500x313.jpg\" alt=\"Tennis Ball Packing\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Ball-Packing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Ball-Packing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tennis-Ball-Packing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20770\" class=\"wp-caption-text\">Anche l&#8217;impacchettamento ha una primaria importanza, come esemplificato da questo video della SAMA Engineering. Le palle da tennis non sono infatti a perfetta tenuta d&#8217;aria, e dopo un paio di mesi dopo l&#8217;estrazione dalla confezione sigillata, persa una parte della loro capacit\u00e0 di rimbalzo, cessano d&#8217;essere regolamentari.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunti a questo punto, i due pezzi del nucleo della palla vengono di nuovo inseriti nello stampo, mentre un altro addetto controlla che la colla sia stata applicata correttamente. Lo sportello quindi si chiude, e le met\u00e0 divengono tutt&#8217;uno. Il processo di chiusura, come sua prerogativa, non pu\u00f2 prescindere dal pompaggio di una certa quantit\u00e0 d&#8217;aria compressa all&#8217;interno del solido cos\u00ec formato, con il fine di favorire un grado di rimbalzo adeguato: per le palle da tennis, la pressione idonea si aggira attorno ai 18 psi. Gi\u00e0, ma come viene ottenuto, un simile valore, all&#8217;interno di questa specifica fabbrica della Wilson? Il video non \u00e8 chiarissimo in merito ed esistono due opposte modalit\u00e0: in alcuni casi, \u00e8 la macchina stessa che realizza la chiusura a pompare l&#8217;aria nella palla, attraverso l&#8217;impiego di una speciale guarnizione che tiene fuori\u00a0l&#8217;atmosfera. In altri, invece, il nucleo viene chiuso con una certa quantit\u00e0 di nitrato di sodio e cloruro di ammonio al suo interno. Le due sostanze, quindi, mescolandosi generano nitrogeno, in una quantit\u00e0 specificamente calibrata per\u00a0portare lo spazio alla giusta pressione. Ora, gli sferoidi cos\u00ec formati vengono inseriti in una vera e propria piccola betoniera rotante, dalle pareti ruvide come carta vetrata. Basteranno dunque alcuni minuti al suo interno, per creare una superficie diseguale perfettamente adatta alla disposizione della colla biancastra che si occuper\u00e0 di far legare il nucleo con la sua parte esterna. Perch\u00e9 adesso, viene il bello: in un&#8217;altro stabilimento o per lo meno capannone, infatti, diversi macchinari hanno tagliato dei grossi panni di feltro nella forma d&#8217;innumerevoli fagioli o cerotti che dir si voglia, detti in gergo &#8220;ossa per il cane&#8221; appositamente concepiti per poter avvolgere del tutto lo sferoide gommoso della palla. Questi potranno essere bianchi, arancioni o gialli, bench\u00e9 la colorazione preferita sia proprio quest&#8217;ultima, per la sua dimostrata capacit\u00e0 di risultare pi\u00f9 visibile sopra gli schermi della Tv. L&#8217;incollaggio che fa seguito all&#8217;unione tra le due forniture costituisce, di nuovo, l&#8217;opera di addetti rigorosamente umani, che per portarlo a termine impiegano delle apposite piccole presse, quindi restituiscono le loro creazioni al flusso inarrestabile del nastro trasportatore. A questo punto, la palla ricoperta viene nuovamente riscaldata, in modo da far indurire\u00a0la mistura di gomma bianca e colla all&#8217;interno, che rester\u00e0 visibile nell&#8217;area delle &#8220;cuciture&#8221;. E per finire, sulle palle verr\u00e0 apposto il logo della Wilson, tramite l&#8217;impiego di un sistema meccanizzato con stampa trasferita a caldo. Dico, vi rendete conto? C&#8217;\u00e8 ogni giorno una persona in questo processo operativo, il cui lavoro consiste unicamente nel ruotare tutte le palle nello stesso senso, affinch\u00e9 il processo vada al suo coronamento estremamente necessario. Bench\u00e9, resta importante notarlo, ciascuna delle persone coinvolte cambi spesso di ruolo e posizione della filiera, affinch\u00e9 non sopraggiunga per lui la noia, madre di ogni errore.<br \/>\nEppure, sorge il dubbio, possibile che sia stato sempre cos\u00ec? Non \u00e8 esistito a questo mondo un &#8220;prima&#8221; in cui l&#8217;opera di prepararsi ad un torneo di racchette\u00a0era forse meno efficiente, ma decisamente pi\u00f9 conforme alla dimensione umana&#8230; Ecco, il tennis \u00e8 uno sport moderno. Ma alla presa di coscienza dei fatti, non COS\u00cc moderno!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20769\" aria-describedby=\"caption-attachment-20769\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/L9mwBBlrrCU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20769 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Real-Tennis-Balls-500x313.jpg\" alt=\"Real Tennis Balls\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Real-Tennis-Balls-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Real-Tennis-Balls-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Real-Tennis-Balls.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20769\" class=\"wp-caption-text\">Scott Blaber, dell&#8217;universit\u00e0 di Cambridge, ci mostra come viene creata una palla da tennis fatta alla vecchia maniera. Il grado di concentrazione e sapienza tecnica richiesta sono decisamente superiori alla media.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come molti gi\u00e0 sapranno, l&#8217;origine remota di un tale gioco pu\u00f2 essere fatta risalire a quello della pallacorda o trincotto (<em>jeu de paume<\/em>) che il re francese Luigi X (1289 \u2013 1316) aveva reso popolare nel suo paese, per la sua preferenza nel praticare un qualche tipo di gioco sportivo al chiuso, piuttosto che nel cortile dei suoi sontuosi palazzi. Lo stesso termine moderno riferito al gioco, tennis, potrebbe essersi evoluto dalla locuzione francese <em>tenez<\/em>, che significa &#8220;Prendila!&#8221; Gridata da chi effettuava il servizio all&#8217;avversario.\u00a0Ma la competizione, allora, prevedeva che la palla fosse colpita con il palmo aperto, e ci sarebbero voluti ancora pi\u00f9 di un\u00a0secolo\u00a0affinch\u00e9, durante il regno dell&#8217;inglese Enrico V (1413\u201322) ed anche e soprattutto del suo famoso successore dalle molte mogli, Enrico VIII (1509\u201347) in Europa s&#8217;imponesse una versione del gioco che prevedeva l&#8217;impiego di apposite racchette, e che in qualche maniera iniziava ad assomigliare alla nostra attuale visione delle due met\u00e0 campo, una rete, un certo numero di game e set. Il che presupponeva, ovviamente, l&#8217;impiego di qualcosa di ben pi\u00f9 complesso di un&#8217;ammasso di stracci legati assieme, l&#8217;originario pegno scambiato dai due giocatori, dando i natali alla prima vera palla tecnologicamente concepita per rimbalzare il pi\u00f9 possibile su superfici piane. Un qualcosa che, in maniera alquanto sorprendente, viene ancora prodotta quotidianamente in un numero limitato di luoghi al mondo, affinch\u00e9 la versione del gioco risalente alla vecchia Inghilterra, oggi definita &#8220;<em>real<\/em>&#8221; tennis\u00a0(perch\u00e9 veniva giocata, appunto, dai re) possa essere ancora praticata dagli appassionati.<br \/>\nE la visione della prassi \u00e8 un qualcosa che davvero, apre gli occhi. Come dimostrato da questo vero e proprio\u00a0artigiano\u00a0della palestra storica dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge, il nucleo di queste palle \u00e8 costituito da un sacchetto cucito di feltro, ovviamente non pieno d&#8217;aria, ma di un qualcosa di totalmente differente: il sughero tritato. Ed \u00e8 qui che\u00a0Scott Blaber, il nostro Virgilio in un simile viaggio di scoperta, ci narra con entusiasmo dell&#8217;anno di magra in cui lui e i suoi colleghi, non riuscendo a procurarsi una fornitura adeguata del sempre pi\u00f9 raro materiale, si fossero\u00a0dovuti applicare nel bere una quantit\u00e0 adeguata di vino ed altri alcolici, al fine di disporre dei tappi da tritare in nome del\u00a0loro beneamato sport. Quale nobile sacrificio! Che stupefacente dedizione! Va del resto specificato come, mentre le palle da tennis moderne vengano normalmente buttate via al termine del loro ciclo di operativit\u00e0 (che come dicevamo, \u00e8 tra l&#8217;altro piuttosto breve) uno di questi ammassi\u00a0di segatura, ben legato e ricoperto,\u00a0possa facilmente durare fino a 10 anni. Cosa che non pu\u00f2 invece dirsi della superficie esterna\u00a0di feltro, tradizionalmente creata in tessuto di Melton, proveniente dall&#8217;omonima cittadina del\u00a0Leicestershire, la quale dovr\u00e0 essere ri-applicata dopo soltanto qualche settimana d&#8217;utilizzo.<br \/>\nMa la differenza resta, necessariamente, palese: un conto \u00e8 disfarsi di una tale pseudo-stoffa di origine animale, per sua natura biodegradabile e sostenibile, un altro farlo con l&#8217;incubo post-industriale di un agglomerato di colla, gomma e altre sostanze velenose. Costituente una vera, piccola bomba ambientale, dal riciclo estremamente difficile e costoso. Appare\u00a0quindi\u00a0vero, almeno in questo specifico caso, come affermano\u00a0alcune correnti\u00a0ambientaliste, che in altri tempi eravamo pi\u00f9 coscienziosi. Bench\u00e9\u00a0la rapidit\u00e0 dei nostri servizi piatti fosse, ahim\u00e9, molto inferiore a quella di\u00a0un falco in picchiata. E questo non soddisfaceva, pressoch\u00e9, nessuno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 recentemente giunti alla conclusione, osservando attentamente il mondo per come in effetti appare, che\u00a0nonostante le apparenze non viviamo all&#8217;interno di un&#8217;epoca dell&#8217;abbondanza. Il cibo \u00e8 insufficiente, l&#8217;energia costosa, l&#8217;acqua limitata e i materiali frutto dell&#8217;industria sempre pi\u00f9 rari e preziosi. Ma \u00e8 la storia ad insegnarci come, proprio nei momenti di maggiore crisi, &#8230; <a title=\"Cosa c&#8217;entra il sughero con le palle da tennis?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20768\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Cosa c&#8217;entra il sughero con le palle da tennis?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1860,1122,1214,1858,1859,233,132,271,898,151,147,97,1857,1394],"class_list":["post-20768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cambridge","tag-catena-di-montaggio","tag-colla","tag-fabbrica","tag-gomma","tag-industria","tag-inghilterra","tag-macchine-industriali","tag-palle","tag-sport","tag-stati-uniti","tag-tecnologia","tag-tennis","tag-tornei"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20768"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20772,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20768\/revisions\/20772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}