{"id":20726,"date":"2016-07-16T06:52:10","date_gmt":"2016-07-16T04:52:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20726"},"modified":"2016-07-16T06:58:11","modified_gmt":"2016-07-16T04:58:11","slug":"mini-canguri-che-vivono-sul-tetto-della-foresta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20726","title":{"rendered":"Mini canguri che vivono sul tetto della foresta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6f8yp0PBIS4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20727\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20729\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-500x313.jpg\" alt=\"Tree Kangaroo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto prima che esistessero i telefonini, precedentemente all&#8217;invenzione della realt\u00e0 aumentata e della localizzazione GPS, ma che dico, persino prima ancora che l&#8217;umanit\u00e0 muovesse i suoi primi passi eretti lungo l&#8217;ardua marcia dell&#8217;evoluzione, gi\u00e0 c&#8217;era in questo mondo una creatura che voleva &#8220;Catch&#8217;em, catch&#8217;em all!&#8221; Era un incubo vivente, tutta artigli, il becco acuminato, i muscoli possenti, le corna, le zanne, gli aculei lungo il dorso e sulla coda. Enorme e rapida, o strisciante, silenziosa. Lieve sull&#8217;ali\u00a0e rapida su zampe, rotolante oppure anfibia quando ritenuto necessario. Sapete di chi sto parlando, vero? Il super-predatore, l&#8217;essere supremo di ciascun ambiente naturale. Di cui nulla, o nessuno, poteva fare a meno di considerare la presenza. Meno che tutti, il pademelon (genus <em>Thylogale<\/em>) piccolo mammifero marsupiale del Queensland, del Nuovo Galles e della Nuova Guinea, un soffice peluche ballonzolante dalle orecchie a punta, il peso di una decina di chilogrammi, ovvero giusto quanto basta per portare un cacciatore a saziet\u00e0. Per non parlare degli splendidi cappelli, scaldamani o mantelli, che un aspirante commerciante tessile poteva\u00a0creare dal suo grigio pelo. Una vera ottima\u00a0creatura. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui, presso le isole di Aru, essa veniva chiamato <em>philander<\/em>, ovverosia l&#8217;amica dell&#8217;uomo, per i molti modi in cui poteva essergli utile, ovviamente, morendo. Non che avesse avuto, neanche in precedenza, questa innata vocazione all&#8217;auto-annientamento, ma semplicemente, un animale tanto tenero ed inerme, cos\u00ec privo di risorse difensive, non poteva fare altro che perire ed accettare il suo destino. A meno che&#8230; Rivoluzione, mutazione, cambiamento! Successe dunque verso il periodo dell&#8217;Eocene (56-33,9 milioni di anni fa) che il vasto continente di Oceania stesse andando incontro ad un periodo di secchezza precedentemente sconosciuto. E che cos\u00ec, tutti i migliori Pok\u00e8mon del circondario avessero l&#8217;unica scelta possibile di ritirarsi verso l&#8217;entroterra, dentro all&#8217;umido ed ombroso ambiente della tipica foresta tropicale. Un ambiente\u00a0che si offriva a un&#8217;interpretazione estremamente vantaggiosa&#8230;\u00a0Salire? Balzare in alto, allontanarsi dallo sguardo carico di bramos\u00eca dei molti famelici abitanti di quest&#8217;altro inferno in Terra. Cos\u00ec nacquero i primi\u00a0<em>Petrogale<\/em>, un tipo di pademelon che poteva brucare indifferentemente da un pi\u00f9 vasto catalogo di vegetali, ponendo quindi la sua residenza sulla cima delle alture, pi\u00f9 lontano dal pericolo e dai predatori. Tra questi ultimi, quindi, alcune specie iniziarono a imparare il modo di salire sopra gli alberi, mettendosi ulteriormente al sicuro. Una di esse, il <em>P.\u00a0Persephone<\/em> (in realt\u00e0 non pi\u00f9 un pademelon, ma\u00a0un wallaby)\u00a0inizi\u00f2 quindi a preferire la sicurezza dei pi\u00f9 alti tronchi, mentre la progressiva segregazione del suo habitat, con il progressivo ridursi delle foreste a seguito dei mutamenti climatici della Preistoria, lo port\u00f2 a un ulteriore specializzazione. Ed \u00e8 da lui, passando per la specie di piccolo canguro nota come <em>Bohra<\/em>, che ebbe modo di evolversi l&#8217;attuale genus dei\u00a0<i>Dendrolagus<\/i>, comunemente detti <em>tree kangaroos<\/em>\u00a0per la rarit\u00e0 con cui \u00e8 possibile vederne uno all&#8217;altezza del\u00a0suolo, distante dalle fronde che costituiscono la sua residenza, cibo e metodo spontaneo\u00a0di camuffamento.<br \/>\nPer farsi a questo punto un&#8217;idea pi\u00f9 precisa di ci\u00f2 di cui stiamo parlando, ritengo, non c&#8217;\u00e8 modo migliore che osservare il video sopra\u00a0riportato\u00a0dello zoo di Saint Louis, in cui la giovane madre-canguro Kasbeth mangia serenamente\u00a0del bamb\u00f9, mentre la piccola\u00a0Nokopo, figlia unica, allunga la manina dalla sacca in cui rimarr\u00e0 fino all&#8217;et\u00e0 di 41 settimane, nel tentativo di accaparrarsi una seconda porzione del soddisfacente cibo. Le due appartengono alla specie di Matschie, una di quelle pi\u00f9 rare e maggiormente a rischio di estinzione. Cos\u00ec la prima impressione che si potrebbe avere, nel prendere atto di una tale scena, \u00e8 quella di trovarsi innanzi a un vero e proprio animale di fantasia&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20727\" aria-describedby=\"caption-attachment-20727\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5WAiBl_b2cE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20727\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20727 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-2-500x313.jpg\" alt=\"Tree Kangaroo 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20727\" class=\"wp-caption-text\">Persino questa consumata naturalista non pu\u00f2 fare a meno di definire i pi\u00f9\u00a0graziosi animali della Papua Nuova Guinea come dei &#8220;peluche viventi&#8221; che qualcuno, accidentalmente, sembrerebbe aver &#8220;lanciato sugli alberi&#8221;. Il peso di un maschio adulto si aggira tra i 9 e gli 11 Kg.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le orecchie da orso, il muso a punta di una volpe o di un tasso, la lunga coda simile a quella di una scimmia, gli artigli per arrampicarsi nello stile del koala. Alla stessa maniera\u00a0Pikachu &amp; company, il\u00a0<i>Dendrolagus\u00a0<\/i>ci appare come una varia commistione di creature totalmente differenti tra di loro, creata per affascinarci ad opera di un qualche eclettico creativo d&#8217;altri tempi. Ma c&#8217;\u00e8 una logica in questa follia, in effetti ben radicata nello stile di vita e ci\u00f2 che vengono chiamati a fare regolarmente questi\u00a0buffi ma agili\u00a0animali. Per prenderne atto, pu\u00f2 risultare utile la visione di questo secondo video, creato con il patrocinio del National Geographic, in cui la Dr. Lisa Dabek, direttrice del Programma Statunitense per la Conservazione dei Canguri Arboricoli, si recava nella foresta della Papua per tentare qualcosa di mai fatto prima: dotare alcuni esemplari di\u00a0<em>Dendrolagus matschiei<\/em> (gli stessi dello zoo di Saint Louis) di una telecamera di ripresa in prima persona, per offrirci una prospettiva totalmente nuova sulla vita estremamente privata di queste creature, che normalmente si trovano ben lontane dallo sguardo degli studiosi. Cos\u00ec per prenderne alcuni, ella ha scelto di rivolgersi a figure professionali assai specifiche, ovvero quelle degli stessi cacciatori locali che, fino all&#8217;entrata in vigore delle nuove leggi sulla conservazione, avevano fatto strage di questi ormai\u00a0rari e preziosi\u00a0animali. La prima cosa a risultare sorprendente, quindi, \u00e8 il metodo impiegato per catturarli il tempo necessario a posizionare l&#8217;elettronica di bordo: senza fare ricorso a pericolosi dardi tranquillanti, gli animali vengono spaventati da un membro del team, con la finalit\u00e0 di fargli tentare una precipitosa fuga. Manovra\u00a0che i\u00a0Matschie compiono, normalmente, lanciandosi a terra ed iniziando a correre a perdifiato. Indipendentemente dall&#8217;altezza a cui erano in un dato momento! Questi animali, con il cucciolo oppure senza, possono infatti facilmente balzare da un&#8217;altezza di fino a 18 metri senza riportare, incredibilmente, alcun danno. Non \u00e8 esattamente chiaro come ci riescano, bench\u00e9 alcuni studi ipotizzino che la particolare posizione non aerodinamica da loro assunta durante l&#8217;operazione gli permetta di smorzare la rapidit\u00e0 di discesa. Ma \u00e8 a quel punto che gli scaltri umani, ben pi\u00f9 intelligenti e cooperativi di qualsiasi serpente o diavoletto tasmaniano, tagliano la strada al fuggitivo e riescono generalmente a prenderlo, teneramente s&#8217;intenda, fra le proprie forti e grandi braccia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20728\" aria-describedby=\"caption-attachment-20728\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/da7ilUi6c9o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20728\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20728 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-3-500x313.jpg\" alt=\"Tree Kangaroo 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-3-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Tree-Kangaroo-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20728\" class=\"wp-caption-text\">Questi cuccioli rimasti orfani, sotto la tutela della scienziata Margit Cianelli, appartengono alla specie del canguro arboricolo di Lumholtz (Dendrolagus lumholtzi) una delle poche native del Nord dell&#8217;Australia. La loro propensione a correre ed aggrapparsi a qualsiasi cosa ricorda quella del petauro dello zucchero, un altro marsupiale che talvolta viene fatto crescere in ambienti domestici, per le ragioni pi\u00f9 diverse. In inglese, il termine usato per riferirsi ad un piccolo di marsupiale\u00a0\u00e8\u00a0<em>joey<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo non \u00e8 che un singolo esempio del tipo di agilit\u00e0 e della ricchezza di risorse cinetiche di cui dispongono questi animali soltanto all&#8217;apparenza\u00a0goffi e sgraziati, per la loro vaga somiglianza con\u00a0la forma di una pera. La coda di cui dispongono infatti, bench\u00e9 non prensile come quella dei lemuri, ha un peso perfettamente equilibrato con quello del resto del corpo, permettendogli di tenersi in equilibrio in ogni situazione. Mentre le forti zampe posteriori, che gli permettono di spiccare i balzi tipici di questa classe di creature, incontrano gli artigli acuminati e resistenti di quelle anteriori, funzionali ad effettuare qualsivoglia lunga, per quanto difficile, scalata. Nel frattempo il loro stomaco, dalla conformazione simile a quello dei mammiferi ruminanti pi\u00f9 vicini a noi (ex. cavallo, mucca) gli permette di far fermentare la materia vegetale e digerirla con calma, grazie all&#8217;azione di particolari batteri simbiotici che sminuzzano le foglie e l&#8217;erba. A differenza dei pi\u00f9 temuti super-predatori della storia, un\u00a0<em>Dendrolagus\u00a0<\/em>non riuscir\u00e0\u00a0mai a morire di fame.\u00a0Il che non significa, del resto, che la sua vita sia priva di pericoli di alcun tipo. Diverse specie di questo simpatico ed inusuale animale, infatti, tra cui il gi\u00e0 citato\u00a0Matschie ma anche il\u00a0Goodfellow che tanto gli assomiglia, per non parlare degli ancor pi\u00f9 rari mantello-dorato (<em>Dendrolagus pulcherrimus<\/em>) del Dingiso e del Tenkile, sono ormai purtroppo prossimi all&#8217;estinzione. Tra le cause citate, quelle usuali dello sfruttamento eccessivo del territorio, dei mutamenti climatici e della caccia scriteriata, portata spesso avanti da popolazioni che ne avevano bisogno per la semplice sopravvivenza. Inoltre, come per buona parte del resto della fauna d&#8217;Oceania, l&#8217;introduzione di specie non endemiche come il cane ed il gatto ha portato all&#8217;annientamento progressivo delle povere piccole creature. Persino il coniglio, con la sua capacit\u00e0 di occupare la stessa nicchia ecologica in maniera pi\u00f9 efficiente, pu\u00f2 risultare un concorrente pericoloso per queste creature. Oggi, il principale sforzo internazionale conservarli a beneficio dei posteri\u00a0\u00e8 portato avanti dal gi\u00e0 citato Programma di Conservazione, che ha avuto origine in Papua Nuova Guinea, ed oggi trova la sua principale sede operativa presso lo zoo di Woodland Park, a Seattle. Nel caso specifico dei canguri arboricoli, che si riproducono molto facilmente in cattivit\u00e0, un simile approccio sta facendo molto per prolungare, e possibilmente stabilizzare a lungo termine, la loro sempre pi\u00f9 difficoltosa sopravvivenza.<br \/>\nQuando si tratta di animali australiani, l&#8217;addestratore moderno di mostriciattoli virtuali\u00a0non sa esattamente come comportarsi. Ci\u00f2 perch\u00e9 lanciare un qualsiasi tipo di sfera, normalmente, non sortisce l&#8217;effetto desiderato; a meno di trovarsi dinnanzi ad un cane, che possibilmente la riporter\u00e0 felice al suo padrone. Ma un piccolo canguro come questi \u00e8 naturalmente superiore a tali inezie. Egli esiste per esistere, senza\u00a0pagare pegno al grande e pi\u00f9 famelico addomesticatore. Cos\u00ec balza \u00a0dalla sera alla mattina, per poi balzare ancora, fino all&#8217;esaurirsi delle batterie. Nessuno scambio al centro Pok\u00e8mon, per quanto vantaggioso, potr\u00e0 mai sostituirlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto prima che esistessero i telefonini, precedentemente all&#8217;invenzione della realt\u00e0 aumentata e della localizzazione GPS, ma che dico, persino prima ancora che l&#8217;umanit\u00e0 muovesse i suoi primi passi eretti lungo l&#8217;ardua marcia dell&#8217;evoluzione, gi\u00e0 c&#8217;era in questo mondo una creatura che voleva &#8220;Catch&#8217;em, catch&#8217;em all!&#8221; Era un incubo vivente, tutta artigli, il becco acuminato, i &#8230; <a title=\"Mini canguri che vivono sul tetto della foresta\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20726\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Mini canguri che vivono sul tetto della foresta\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,125,1474,315,735,788,787,1097,506,369,975,1787],"class_list":["post-20726","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-animali","tag-animali-a-rischio","tag-australia","tag-canguri","tag-carino","tag-cuccioli","tag-evoluzione","tag-foresta","tag-mammiferi","tag-marsupiali","tag-papua-nuova-guinea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20726"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20732,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20726\/revisions\/20732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}