{"id":20718,"date":"2016-07-15T07:11:20","date_gmt":"2016-07-15T05:11:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20718"},"modified":"2016-07-15T07:18:33","modified_gmt":"2016-07-15T05:18:33","slug":"lappiccicosa-ondata-che-devasto-la-citta-di-boston","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20718","title":{"rendered":"L&#8217;appiccicosa ondata che devast\u00f2 la citt\u00e0 di Boston"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R-nvFkMA1XU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20719\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20721\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-500x313.jpg\" alt=\"Great Molasses Flood\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nient&#8217;altro che un ulteriore sacrificio, di spontaneit\u00e0\u00a0e senso di ragionevolezza, verso una ricerca spregiudicata dell&#8217;opulenza totalmente fine a se stessa: ci\u00f2 persegue\u00a0la scurissima formica, all&#8217;occhio e nella mente del <em>Rynchota\u00a0cicadidae<\/em>, cantatore alato delle notti di prive di preoccupazioni in merito al futuro. Chi ha mai detto che gli insetti siano\u00a0poi cos\u00ec diversi da noi? Come nel proverbio e nelle fiabe, nell&#8217;infinita variet\u00e0 di attitudini previste dalla mente umana, esistono i due distinti approcci alle necessit\u00e0 del sopravvivere: accumulare, consumare. Ovvero, essenzialmente, il gesto di coloro che si preoccupano e quello degli altri, invece, che non pensano al domani. Ma in tutto ci\u00f2 permane una saggezza innata\u00a0nel regno della Natura, che soltanto a\u00a0coloro dotati della prima inclinazione,\u00a0offre la possibilit\u00e0 di costruire un qualcosa di grande e persistente, come la rete sotterranea di un profondo\u00a0e fresco formicaio. Mentre\u00a0le frequenti e malcapitate\u00a0volte in cui le cicale UMANE\u00a0si mettono ad accumulare&#8230;Le conseguenze&#8230;Sono&#8230;<br \/>\nArthur Gell \u00e8 il nome del personaggio responsabile introdotto dal video d&#8217;apertura\u00a0di The Folklorist, citato anche da Wikipedia come principale imputato al processo che venne portato a termine successivamente alla data dell&#8217;orribile disastro; un individuo con tuba e piglio dickensiano, per lo meno nella fantasia della succitata ricostruzione dalle forti influenze teatrali, che commise in modo pienamente verificabile, nel corso della sua vita, almeno un grave e deleterio errore: dimenticare\u00a0la sicurezza, in un contesto in cui l&#8217;assenza di quest&#8217;ultima avrebbe\u00a0potuto mettere in modo i presupposti di una grave strage. Cosa che puntualmente e per voler del Fato, di l\u00ec a poco capit\u00f2. Chi l&#8217;avrebbe mai detto! Suo era il mestiere di contabile, per il conto della\u00a0Purity Distilling Company che l&#8217;aveva fatto tesoriere, negli anni immediatamente successivi alla liquidazione dell&#8217;azienda ed al suo acquisto da parte della\u00a0United States Industrial Alcohol Company di Boston, detta generalmente in breve USIA Co. Un passo effettuato, secondo teorie create a posteriori, in previsione dell&#8217;imminente entrata in vigore del proibizionismo, un passo legale che ormai in molti si attendevano da parte del Congresso degli Stati Uniti, chiesto a gran voce da intere comunit\u00e0 ecclesiastiche e corposi comitati. Era il 1917, e la prima grande guerra entrava nella sua fase critica, mentre anche i soldati d&#8217;America s&#8217;imbarcavano infine\u00a0per i distanti territori degli Imperi Centrali. Ci\u00f2, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, \u00e8 molto rilevante al nostro racconto. Perch\u00e9 la principale attivit\u00e0\u00a0curata\u00a0dalla Purity, in aggiunta alla distillazione dell&#8217;etanolo, era l&#8217;importazione di grandi quantit\u00e0 di una particolare sostanza dalle distanti terre d&#8217;India, il derivato\u00a0secondario della lavorazione della canna da zucchero: la melassa. Un liquido marrone, appiccicoso e denso, che trovava collocazione non soltanto nei dolci, nel t\u00e8 e nel caff\u00e8, come ingrediente\u00a0pi\u00f9 salutare e lievemente amarognolo della nostra tipica polverina bianca, o nella bevanda alcolica pi\u00f9 rappresentativa dell&#8217;intero New England, il caro vecchio Rum, ma anche e soprattutto in qualit\u00e0 d&#8217;ingrediente per il\u00a0munizionamento militare di fanteria,\u00a0aviazione e marina. Ebbene si: con lo sciroppo estratto dai vegetali oggetto di lavorazione all&#8217;interno degli zuccherifici, tramite bollitura e successiva cristallizzazione, pu\u00f2 essere utilizzato per creare degli esplosivi. Come avrebbe scoperto suo malgrado la gente di Boston, esattamente due anni dopo la gioiosa acquisizione della Purity da parte della USIA Co.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20719\" aria-describedby=\"caption-attachment-20719\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7T33CvXUUKY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20719\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20719 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-2-500x313.jpg\" alt=\"Great Molasses Flood 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20719\" class=\"wp-caption-text\">La Grande Inondazione di Melassa rappresenta senz&#8217;ombra di dubbio il pi\u00f9 grande disastro industriale nella storia di Boston. In essa persero la vita 21 persone, 150 rimasero ferite ed un&#8217;intero quartiere fu letteralmente fatto a pezzi, dall&#8217;equivalenza artificiale\u00a0e terribilmente viscosa di un vero e proprio\u00a0<em>tsunami<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ma cosa aveva fatto, esattamente, di tanto terribile\u00a0Arthur Gell? (o Jell che dir si voglia, lo <em>spelling<\/em> \u00e8 stranamente variabile in base alla fonte utilizzata). Niente di eccezionalmente\u00a0insolito, a pensarci. Egli aveva supervisionato\u00a0l&#8217;edificazione di un serbatoio. Collocato presso un terreno di propriet\u00e0 dell&#8217;azienda, con l&#8217;ingresso su\u00a0Commercial Street e posizionato in cima alla collina di Copp&#8217;s, dove si trovava la maggior concentrazione d&#8217;immigrati italiani di Boston assieme ad\u00a0altre fasce di popolazione non ancora politicizzate, e dunque impossibilitate a montare delle proteste di natura significativa. Esso fu, dunque, una struttura veramente enorme, con 27 metri di diametro e 15 di altezza, in grado di contenere fino a\u00a0due milioni e mezzo di galloni del succitato fluido, d&#8217;importanza primaria per le industrie gastronomica e bellica degli interi Stati Uniti. Ma costui\u00a0non era un ingegnere o un tecnico, ed a lui piaceva l&#8217;idea, tra l&#8217;altro, di ottimizzare le spese. Una combinazione estremamente pericolosa. Il permesso che egli si fece fornire dalla citt\u00e0 di Boston fu dunque relativo alla sola edificazione delle fondamenta, un <em>escamotage<\/em>\u00a0davvero semplice che gli permise, in quell&#8217;epoca di poche leggi e regolamenti, di evitare l&#8217;eccessivo controllo da parte di ispettori al soldo del governo. Ci\u00f2 che lui fece, dunque, fu iniziare un&#8217;operazione di risparmio straordinaria: furono impiegate rivettature di minore qualit\u00e0 e acciaio della met\u00e0 pi\u00f9\u00a0sottile di quello ideale, per di pi\u00f9 privo di un&#8217;adeguata componente chimica di manganese. Quel serbatoio costituiva, dunque, una vera bomba ad orologeria. Ed erano in molti a saperlo: gli impiegati della compagnia, che fecero pi\u00f9 volte degli esposti alla propriet\u00e0, e anche i bambini della zona, che periodicamente dovevano essere scacciati via, perch\u00e9 si\u00a0usavano intrufolarsi\u00a0fino alla base del serbatoio, per gustare avidamente\u00a0con dei bastoncini la melassa che da esso fuoriusciva pressoch\u00e9 in continuazione. Che immagine davvero inquietante&#8230; Negli anni immediatamente successivi al 1917, dunque, l&#8217;intero serbatoio fu dipinto di marrone, affinch\u00e9 la gente non notasse pi\u00f9 le strisce del fluido che colava copioso dalle sue fiancate piene di spaventose crepe.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20720\" aria-describedby=\"caption-attachment-20720\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3y-oMjHdIgA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20720\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20720 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-Song-500x313.jpg\" alt=\"Great Molasses Flood Song\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-Song-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-Song-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Great-Molasses-Flood-Song.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20720\" class=\"wp-caption-text\">Il disastro si \u00e8 trasformato negli anni, soprattutto in funzione della sua natura insolita e dell&#8217;associazione con un qualcosa di normalmente gradevole, in un&#8217;aneddoto irrinunciabile in qualsiasi cronistoria urbana bostoniana che si rispetti. Nel caso qui mostrato, il cantante country Jonathan Jay Babcock ha scelto di farne l&#8217;oggetto di un&#8217;orecchiabile canzone.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finch\u00e9\u00a0il 15 gennaio del 1919, nel pieno del gelido inverno del settentrione statunitense, non arriv\u00f2 il momento pi\u00f9 temuto. A seguito della consegna del carico da parte di un enorme cargo proveniente dall&#8217;Europa, il serbatoio della Purity era stato riempito\u00a0praticamente fino al soffitto, con oltre 14.000 tonnellate del prezioso fluido, che non a caso era stato considerato esattamente un secolo prima da\u00a0John Adams, il secondo presidente degli Stati Uniti: &#8220;Un ingrediente essenziale dell&#8217;indipendenza americana&#8221;. Caso volle, tuttavia, che proprio quella mattina il clima andasse incontro ad un radicale mutamento, con un brusco innalzarsi della temperatura locale di quasi 10 gradi, che la port\u00f2 ad esattamente 4,4 sopra lo zero. Ci\u00f2 che avvenne, dunque, fu un&#8217;improvviso e turbinoso mescolarsi del fluido proveniente da fuori, pi\u00f9 freddo, con quello relativamente tiepido gi\u00e0 contenuto nello spazio deputato. Ci\u00f2 fu alla base di un improvviso accelerarsi del processo di fermentazione, che gener\u00f2 copiose quantit\u00e0 di diossido di carbonio, tali da aumentare a dismisura la pressione nel serbatoio. Il quale, come potrete facilmente immaginare a questo punto, non resse.<br \/>\nErano le 12:30, quando i veterani di guerra con residenza nel quartiere vennero istantaneamente riportati con la mente all&#8217;epoca delle loro dolorose campagne in terra straniera: ci\u00f2 che si ud\u00ec nell&#8217;aria, infatti, era simile al fuoco concentrato di dozzine di mitragliatrici. Derivante, in effetti, da niente meno che gli innumerevoli bulloni e rivetti del serbatoio, che stavano partendo a razzo in ogni direzione. Quindi, le pesanti e taglienti lamiere che costituivano le sue pareti esterne si lacerarono, partendo letteralmente in ogni direzione. Subito seguite, come da prassi assolutamente scientifica, da un&#8217;ondata di litri e litri e litri di quel fluido viscoso che era contenuto all&#8217;interno della struttura, che inizi\u00f2 a procedere con sicurezza verso una delle aree pi\u00f9 popolose dell&#8217;intera citt\u00e0 di Boston.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20722\" aria-describedby=\"caption-attachment-20722\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20722#main\" rel=\"attachment wp-att-20722\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20722 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Molasses-Flood-Plaque-500x448.jpg\" alt=\"Molasses Flood Plaque\" width=\"500\" height=\"448\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Molasses-Flood-Plaque-500x448.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Molasses-Flood-Plaque-768x687.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20722\" class=\"wp-caption-text\">Dopo l&#8217;Apocalisse, il serbatoio non venne mai ricostruito. Oggi al suo posto c&#8217;\u00e8 un parco giochi con una placca fatta installare dalla Bostonian Society, finalizzata a commemorare e far conoscere l&#8217;evento (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Great_Molasses_Flood\" target=\"_blank\">Via<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente avrete sentito ripetere, prima o poi, il diffuso modo di dire &#8220;lento ed appiccicoso come la melassa&#8221;. Stiamo infatti parlando di un fluido di natura non newtoniana, ovvero che cambia le sue caratteristiche sulla base della forze e sollecitazioni che si trova a subire. Versatene un barattolo in un piatto, ed assisterete a una colata lenta e cadenzata, al confronto della quale il contenuto di una bottiglia di <em>ketchup<\/em> potrebbe sembrarvi fluido olio. Mentre a volte bastano, del resto, un paio di colpetti ben assestati sul retro del recipiente, per iniziare quel mutamento di condizioni\u00a0che causa una fuoriuscita rapida e pressoch\u00e9 totale del suo\u00a0dolce, dolce\u00a0contenuto. Ora, teoricamente nel caso di Boston potevano succedere entrambe le cose. Chi mai aveva avuto l&#8217;occasione di testare il comportamento di un simile ammasso di ambrosia zuccherina? Ma a quanto pare, il peso complessivo del materiale, di concerto con l&#8217;onda d&#8217;urto iniziale, furono sufficienti a scatenare una letterale cascata in grado di muoversi alla velocit\u00e0 di 56 Km\/h, che tutto travolse e distrusse lungo il suo cammino. I primi innocenti a pagarne lo scotto furono alcuni bambini, che si trovavano in un&#8217;area rurale leggermente a valle per raccogliere della legna. Uno di loro fu ritrovato solamente settimane dopo, incastrato sotto ad un vagone a centinaia di metri di stanza. Quindi la melassa raggiunse i supporti di un viadotto della nuova ferrovia cittadina, che vennero immediatamente sradicati, come\u00a0stuzzicadenti sul passaggio di una valanga. L&#8217;ondata, neppure leggermente rallentata, prosegu\u00ec\u00a0poi\u00a0verso la stazione dei pompieri locale, che venne completamente rasa al suolo. Stessa sorte tocc\u00f2 alle scuderie adiacenti, che a quell&#8217;epoca costituivano ancora un importante luogo di supporto ai trasporti ed agli scambi commerciali. Testimonianze riportate dal Boston Globe di allora parlano di dozzine di animali, intrappolati come mosche nella colla, che nitrivano selvaggiamente prima di essere sommersi ed esalare l&#8217;ultimo respiro. Stessa sorte tocco a molti cani ed ahim\u00e9, umani. Qualche tempo fa, incidentalmente, <a href=\"http:\/\/www.scientificamerican.com\/article\/molasses-flood-physics-science\/\" target=\"_blank\">la rivista Scientific American pubblic\u00f2 online un articolo<\/a> che parlava delle problematiche inerenti a questo disastro, ed in particolare della sostanziale impossibilit\u00e0 di salvarsi nuotando nella melassa. La densit\u00e0 di questo fluido infatti \u00e8 tale, o in altri termini, il suo numero di\u00a0Reynolds tanto alto, da non permettere alle bracciate umane di sortire alcun effetto. Nel momento in cui braccia o gambe dovessero essere riportate in posizione neutrale, dunque, tutta l&#8217;energia spesa sarebbe stata immediatamente trasmessa in un movimento in senso inverso, riportando essenzialmente il malcapitato al punto di partenza. E fu cos\u00ec che molti perirono, nonostante la loro preparazione fisica e prontezza di riflessi: la melassa, semplicemente, non lasciava scampo. Subito dopo l&#8217;esaurirsi dell&#8217;ondata, giunsero i soccorsi, guidati da circa un centinaio di cadetti provenienti dalla nave scuola\u00a0USS Nantucket, che si trovava di stanza nel porto cittadino. Quindi anche la polizia di Boston e la Croce Rossa fecero la loro parte, per recuperare i feriti ed iniziare le complesse operazioni di pulitura della citt\u00e0. La sostanza appiccicosa si era infatti insinuata ovunque e, trasportata in giro con le scarpe ed i vestiti di chiunque vi fosse venuto a contatto, si stava gi\u00e0 diffondendo a macchia d&#8217;olio per l&#8217;intera citt\u00e0. Il 17 gennaio, nel corso del frenetico lavor\u00eco, le campane delle chiese presero a suonare a festa: il Congresso aveva ratificato la legge sul proibizionismo, preannunciando la fine di un&#8217;intera epoca, e l&#8217;inizio di un&#8217;altra, che dal canto suo, non sarebbe stata certo priva di problemi.\u00a0Successivamente al disastro, la USIA fu immediatamente citata in giudizio, da una delle prime <em>class action<\/em> nella storia del Massachusetts ed in effetti, dell&#8217;intero New England. Un tentativo iniziale di attribuire le colpe del disastro all&#8217;azione degli anarchici italiani, in una sorta di cupo preambolo alla futura\u00a0vicenda newyorkese di Sacco e Vanzetti, non sort\u00ec l&#8217;effetto desiderato, ed alla fine gli inquirenti dimostrarono\u00a0che il serbatoio era stato costruito in modo inadeguato.\u00a0I capi d&#8217;imputazione erano\u00a0pi\u00f9 di 100, e l&#8217;azienda fu costretta a pagare una cifra stimata tra i 500.000 ed il milione di dollari di allora. Ogni famiglia di una vittima ricevette 7.000 dollari di compenso.<br \/>\nDel destino del tesoriere Arthur Gell o Jell, purtroppo, le imperfette cronache internettiane non offrono alcun indizio rilevante. Mentre molto diffusa \u00e8 la storia sull&#8217;odore di melassa che per molti anni successivamente all&#8217;evento, avrebbe ancora aleggiato nelle calde giornate d&#8217;estate, trapelando dall&#8217;asfalto stesso intriso di quel fluido dolcemente distruttivo. Alcuni vecchi palazzi, addirittura, mostrerebbero\u00a0tutt&#8217;ora un segno scuro all&#8217;altezza degli occhi, che si dice testimoni il punto che a suo tempo fu\u00a0raggiunto dall&#8217;ondata. Quanto \u00e8 nota, tuttavia, questa triste vicenda? Quanto presente nella coscienza comune, la sua morale di fondo, cos\u00ec tremendamente attuale persino oggi, ad oltre un secolo di distanza? Il fatto \u00e8 che nessuno vorrebbe essere piccolo ed all&#8217;apparenza insignificante, come una formica. Ma cantare la propria gioia sopra il palcoscenico di un&#8217;elegante vita, splendida e selvaggia, per lo meno all&#8217;apparenza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nient&#8217;altro che un ulteriore sacrificio, di spontaneit\u00e0\u00a0e senso di ragionevolezza, verso una ricerca spregiudicata dell&#8217;opulenza totalmente fine a se stessa: ci\u00f2 persegue\u00a0la scurissima formica, all&#8217;occhio e nella mente del Rynchota\u00a0cicadidae, cantatore alato delle notti di prive di preoccupazioni in merito al futuro. Chi ha mai detto che gli insetti siano\u00a0poi cos\u00ec diversi da noi? Come &#8230; <a title=\"L&#8217;appiccicosa ondata che devast\u00f2 la citt\u00e0 di Boston\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20718\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;appiccicosa ondata che devast\u00f2 la citt\u00e0 di Boston\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1847,274,1495,625,374,233,1772,1798,1843,1845,1846,1844,147,71,89],"class_list":["post-20718","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alcohol","tag-alimenti","tag-boston","tag-citta","tag-disastri","tag-industria","tag-inondazioni","tag-massachusetts","tag-melassa","tag-new-england","tag-proibizionismo","tag-serbatoi","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20718"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20725,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20718\/revisions\/20725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}