{"id":20687,"date":"2016-07-11T06:45:27","date_gmt":"2016-07-11T04:45:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20687"},"modified":"2016-07-11T06:52:18","modified_gmt":"2016-07-11T04:52:18","slug":"lanimale-domestico-piu-insolito-di-tokyo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20687","title":{"rendered":"L&#8217;animale domestico pi\u00f9 longevo di Tokyo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FOKrN6GQOVc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20688\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20689\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-500x313.jpg\" alt=\"Bo-chan the Tortoise\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Parigi \u00e8 la citt\u00e0 delle luci, e Roma quella eterna, \u00e8 mai possibile che tutti gli altri luoghi debbano soltanto essere comparati a loro? Non c&#8217;\u00e8 un solo agglomerato urbano, tra\u00a0Oriente ed Occidente, in cui il concetto di eleganza ed opulenza vengano espressi in miglior modo dalle antiche mura, dai luoghi si svago e d&#8217;incontro e dallo stesso sguardo della gente, i cui occhi si soffermano soltanto per pochi attimi su meraviglie senza limiti n\u00e9 tempo. O almeno, cos\u00ec dicono i turisti, americani, russi, cinesi e giapponesi, che dai nostri luoghi tornano con un ricordo straordinario e significativo, la guida turistica piena di segnalibri ed in genere, almeno un souvenir o due. Ci\u00f2 detto;\u00a0anche la grande capitale da cui s&#8217;irradiano le mode e le tendenze dell&#8217;intero arcipelago nipponico, nel mezzo dell&#8217;isola dello Honshu, ha il suo fascino immanente e duraturo, creato dalla mescolanza tra il moderno e la tradizione, ovvero quello spazio condiviso tra gli antichi templi e i centri commerciali, le automobili e le geisha, le katana ed i kimono. Cos\u00ec perfettamente esemplificato, per antonomasia condivisa in forza dei\u00a0diffusi preconcetti, da quel patinato e irrinunciabile quartiere, la zona commerciale che prende il nome di Ginza&#8230; Di fronte al quale, un tempo, c&#8217;era il mare. E invece adesso scorre un semplice canale. Oltre le cui acque, fin dal remoto 1894, sorge una gran zolla in\u00a0terra reclamata, fatta sorgere\u00a0artificialmente per proteggere l&#8217;approdo della imbarcazioni. La chiamano <em>Tsukishima<\/em>, ovvero letteralmente: l&#8217;Isola della Luna. Su quest&#8217;isola vive un vecchio signore. Con\u00a0la sua splendida e imponente tartaruga.<br \/>\nC&#8217;era del resto, pure la leggenda. Un racconto cos\u00ec insito nella natura umana, che lo ritroviamo in molte forme e versioni attraverso tutto il territorio del paese, e addirittura, totalmente ricreato altrove, con personaggi diversi ma lo stesso identico messaggio. <em>Mukashi mukashi<\/em> (tanto tempo fa) si narra che un pescatore molto povero di nome Urashima Tar\u014d viveva nel villaggio di\u00a0Midzunoe (dove?!) Egli amava lanciarsi in lunghe esplorazioni con la sua barchetta, e se soltanto avesse avuto le risorse finanziarie, gi\u00e0 da tempo avrebbe scelto di partire per una grande avventura. Ma le giornate procedevano monotone, e sempre uguali tra di loro. Finch\u00e9 un giorno, all&#8217;improvviso, non si ritrov\u00f2 al cospetto di un piccolo rettile col carapace, che di certo aveva trascorso tempi migliori. Secondo alcune tradizioni, la tartaruga stava subendo le angherie di un gruppo di bambini, che doverosamente\u00a0Tar\u014d scacci\u00f2 via. In altre invece, fu lui a pescarla per errore, decidendo subito di liberarla per accumulare un <em>karma<\/em> positivo. Fatto sta che l&#8217;animale venne rigettato in acqua, e subito spar\u00ec. Il giorno dopo quindi, mentre il pescatore si preparava per la sua uscita mattutina, una gigantesca tartaruga giunse fino a riva, apr\u00ec la bocca e parl\u00f2: &#8220;Oh. Abitante della terra ferma. Sappi che colei che tu hai aiutato ieri, non era un semplice abitante dell&#8217;Oceano. Ma la figlia stessa di\u00a0Ry\u016bjin, il Dio Drago che comanda tutte le acque del mondo. Egli vorrebbe, dunque ringraziarti di persona. Vuoi tu, seguirmi fino al suo palazzo?&#8221;<br \/>\nOra naturalmente, le creature di cui parla questa fiaba non erano testuggini della terraferma, come la\u00a0<em>Geochelone sulcata<\/em> di provenienza africana che il sessantaduenne proprietario di un&#8217;impresa di pompe funebri\u00a0Hisao Mitani porta tutti i giorni a passeggiare, per un tempo di circa due e ore e mezza, lungo un itinerario che li porta da Tsukishima a Ginza, e poi di nuovo fino a casa.\u00a0Ma terra e mare, quale mai \u00e8 la differenza? Di certo, non ci avrebbe fatto caso il pescatore. N\u00e9 tanto meno l&#8217;inventore della storia. O i bambini&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20688\" aria-describedby=\"caption-attachment-20688\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PBrrZ9Dm-9g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20688\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20688 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-2-500x313.jpg\" alt=\"Bo-chan the Tortoise 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Bo-chan-the-Tortoise-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20688\" class=\"wp-caption-text\">La tartaruga di Tsukishima \u00e8 famosa per i suoi vestitini, con diverse fantasie o colori, usati nei mesi invernali\u00a0per tenerla al caldo. In natura questi animali, che vivono ai confini del deserto del Sahara, sopportano condizioni climatiche tanto estreme\u00a0da dover andare in letargo l&#8217;estate, per non rischiare di morire a causa della disidratazione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La testuggine, sar\u00e0 a questo punto il caso di dirlo, ha il nome breve e facile da ricordare di Bo-<em>chan<\/em>. Con il suffisso tipico che indica una cosa &#8220;carina&#8221; generalmente riferito a persone o creature di sesso femminile. Nonostante ci\u00f2, si tratta di un esemplare maschio, visto come il proprietario\u00a0Hisao si riferisca al suo beniamino in una delle diverse interviste rilasciate per il popolo di Internet, in cui lo definisce l&#8217;altro uomo di casa, in contrapposizione\u00a0alla moglie, che invece non compare mai. I due, ad ogni modo, non hanno figli, e la lunga durata della vita delle\u00a0<em>Geochelone,\u00a0<\/em>che possono vivere fino a 150 e si ritiene, anche di pi\u00f9, ha gi\u00e0 iniziato a suscitare in loro un vago senso di preoccupazione. Il problema di simili animali, \u00e8 che in genere vengono adottati nella case quando sono ancora cuccioli, perch\u00e9 pi\u00f9 piccoli graziosi. Cos\u00ec al momento Bo-chan ha ancora solamente\u00a0una ventina d&#8217;anni, trovandosi in effetti nel bel mezzo della propria adolescenza rettiliana. E prima o poi, \u00e8 inevitabile, dovr\u00e0 riuscirgli di trovare un nuovo nucleo familiare. Mentre nel frattempo, la vita (altrui) \u00e8 breve, meglio correre ed andare a divertirsi! Hisao e Bo-chan sono, ovviamente, due piccole celebrit\u00e0 locali. Tutti li conoscono ed \u00e8 essenzialmente, completamente inutile tentare di distogliere lo sguardo. Il distinto signore, con le mani dietro la schiena che stringono una busta con la spesa (oltre al\u00a0probabile raccogli-escrementi) e procede assorto per la sua strada. Mentre il suo e nostro amico corazzato, senza alcuna necessit\u00e0 di un guinzaglio, si industria nel\u00a0seguirlo molto da vicino. Senza alcuna propensione ad affrettarsi. Le interruzioni, nel frattempo, sono molteplici, con orde di curiosi che pretendono di fare la foto a Bo, cani che lo annusano da ogni lato, e l&#8217;occasionale bambino che chiede, ed ottiene, il permesso di salire a cavalcioni sul letterale simbolo di lunga vita, un vero e proprio portafortuna ambulante. Del resto la <em>Geochelone,\u00a0<\/em>dal peso considerevole di 70 Kg, non sembra curarsi troppo dello sforzo, e semplicemente procede placida per la sua strada.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20690\" aria-describedby=\"caption-attachment-20690\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NtywInB6LZY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20690\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20690 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Harlems-Tortoise-500x313.jpg\" alt=\"Harlem's Tortoise\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Harlems-Tortoise-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Harlems-Tortoise-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Harlems-Tortoise.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20690\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;altra nota testuggine africana che vive in citt\u00e0 \u00e8 Henry del quartiere newyorkese di Harlem, a Manhattan, la cui proprietaria Amanda cerc\u00f2 famosamente un turtle-sitter su Internet soltanto qualche mese fa. Questi animali hanno infatti bisogno di lunghe camminate per mantenersi in salute, ma non tutti dispongono del tempo, e della pazienza, per seguirli nelle loro lunghe peregrinazioni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>Geochelone sulcata<\/em>, o testuggini con gli speroni, sono notoriamente animali dal temperamento amichevole con gli umani, bench\u00e9 tendenzialmente territoriali e rissose tra di loro. Nonostante questo, e pur vigendo per loro lo status di specie vulnerabile (poco pi\u00f9 che &#8220;lievemente minacciata&#8221; nella scala della\u00a0IUCN) essa viene occasionalmente prelevata dal suo habitat naturale nel Ciad, in\u00a0Etiopia,\u00a0Mauritania, Mali, Sudan, Niger e Senegal, per iniziare una nuova vita come animale domestico, condizione per la quale sembrerebbe naturalmente portata. Ma non fate l&#8217;errore comune di considerare una simile adozione alla stregua di quella di un come cane o gatto: si tratta pur sempre di un animale che richiede attenzioni particolari nonch\u00e9\u00a0una dieta attentamente calibrata, pena il sopraggiungere di condizioni salutari potenzialmente deleterie.\u00a0Inoltre, come dicevamo, c&#8217;\u00e8 il piccolo problema della sua durata di vita, superiore persino a quella di un chiassoso pappagallo cacatua.<br \/>\nCome scopr\u00ec, suo malgrado, il povero\u00a0Urashima Tar\u014d. Che dando sfogo alla sua passione per la scoperta, scelse di seguire la grande tartaruga degli abissi fin laggi\u00f9, nel palazzo sommerso del\u00a0Ry\u016bg\u016b-j\u014d, dove ebbe l&#8217;opportunit\u00e0 di conoscere personalmente il Dio Drago. Assieme a sua figlia che aveva salvato, la quale aveva tuttavia ripreso una forma pseudo-umana, quella della splendida principessa\u00a0Otohime. Che lieta di ricompensare il suo benefattore, l&#8217;accompagn\u00f2 per tre giorni e tre notti nei magnifici recessi di questo reame sommerso, in cui ciascuna delle quattro\u00a0ale dell&#8217;edificio corrispondeva a una diversa stagione, e tutte le ricchezze della natura erano disponibili a chiunque avesse avuto voglia di afferrarle con le proprie stesse mani. I due conversarono amabilmente, si scambiarono racconti, ed infine salutarono con molta buona grazia. Occasione in cui lei disse a\u00a0Tar\u014d: &#8220;Vedi questo scrigno di carta <em>tamatebako<\/em>? Esso \u00e8 il mio regalo per te. Tuttavia, ricorda! Tu non dovrai mai aprirlo: custodiscilo come se fosse il tesoro della tua vita.&#8221; Quindi il pescatore si accomiat\u00f2, ritornando grazie all&#8217;aiuto della grande tartaruga fino alla distante riva dell&#8217;isola che gli aveva dato i natali, ove credeva di trovare il suo amato\u00a0villaggio di\u00a0Midzunoe. Se non che, presto fece l&#8217;imprevista\u00a0scoperta&#8230; Che di esso non v&#8217;era pi\u00f9 traccia&#8230; Nessuno sembrava conoscerlo e le persone per le strade erano abbigliate in modo strano, mentre lo stesso paesaggio appariva differente in molti significativi aspetti. Confrontandosi quindi con la gente, egli scopr\u00ec all&#8217;improvviso che qualcuno ricordava vagamente\u00a0il suo nome, come quello di un uomo che si era perso in mare TRECENTO ANNI PRIMA. Tanto tempo era in realt\u00e0 trascorso, da quando\u00a0Urashima Tar\u014d aveva varcato per la prima volta le porte del divino\u00a0Ry\u016bg\u016b-j\u014d.<br \/>\nIn alcune versioni del racconto, l&#8217;uomo ebbe quindi modo di rifarsi una vita, nonostante l&#8217;incredibile esperienza. Ma in quella pi\u00f9 diffusa e tragica, le cose finirono per andare\u00a0molto, molto peggio di cos\u00ec: perch\u00e9 il povero pescatore, colto dallo sconforto, fece la follia di aprire il dono misterioso della principessa dei mari. Ora il\u00a0<em>tamatebako,\u00a0<\/em>come forse alcuni di voi sapranno, \u00e8 un particolare <em>origami<\/em> di una forma cubica, che una volta aperto, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere richiuso. O almeno cos\u00ec dice l&#8217;usanza. E quando l&#8217;uomo\u00a0sventurato apr\u00ec il suo, da esso fuoriusc\u00ec una fine nebbiolina, che lo avvolse da ogni lato, togliendogli le forze, la vista e la sua stessa energia vitale. Perch\u00e9 ci\u00f2 che si trovava all&#8217;interno della scatola,\u00a0orrore degli orrori&#8230;\u00a0Era\u00a0la sua stessa vecchiaia, magicamente intrappolata dai poteri degli Dei! Il tempo di un&#8217;intera, lunghissima vita umana\u00a0trascorsa con la sua beneamata Otohime, eppure nient&#8217;altro che un alito di fiato per colei che possedeva la forma, e la longevit\u00e0 delle tartarughe.<br \/>\nE noi non dovremmo, forse, riverirle\u00a0e tenerle il pi\u00f9 possibile vicine a noi? Non si pu\u00f2 mai sapere quando una simile amicizia possa ritornare utile. Il cosmodromo di Krang, dopo tutto, potrebbe pur sempre irrompere dal suolo delle fogne di New York. E di topi, fin troppo saggi, l\u00ec ce n&#8217;\u00e8 davvero in abbondanza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se Parigi \u00e8 la citt\u00e0 delle luci, e Roma quella eterna, \u00e8 mai possibile che tutti gli altri luoghi debbano soltanto essere comparati a loro? Non c&#8217;\u00e8 un solo agglomerato urbano, tra\u00a0Oriente ed Occidente, in cui il concetto di eleganza ed opulenza vengano espressi in miglior modo dalle antiche mura, dai luoghi si svago e &#8230; <a title=\"L&#8217;animale domestico pi\u00f9 longevo di Tokyo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20687\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;animale domestico pi\u00f9 longevo di Tokyo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,532,625,564,46,1381,72,1002,245,367,1147],"class_list":["post-20687","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-animali-domestici","tag-citta","tag-folklore","tag-giappone","tag-leggende","tag-mitologia","tag-personaggi","tag-rettili","tag-tartarughe","tag-tokyo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20687"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20694,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20687\/revisions\/20694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}