{"id":20668,"date":"2016-07-09T06:57:54","date_gmt":"2016-07-09T04:57:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20668"},"modified":"2016-07-09T06:59:16","modified_gmt":"2016-07-09T04:59:16","slug":"strane-creature-trenta-metri-di-tubo-sotto-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20668","title":{"rendered":"Strane creature: trenta metri di tubo sotto il mare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5EQGA_4BZ5s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20669\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20673\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Huge-Pyrosome-500x313.jpg\" alt=\"Huge Pyrosome\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Huge-Pyrosome-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Huge-Pyrosome-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Huge-Pyrosome.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una visione rara che tuttavia, quest&#8217;anno, pare essersi presentata a pi\u00f9 di un sub del tutto impreparato a dargli un senso ed una logica contestuale. Stando<a href=\"http:\/\/www.deepseanews.com\/2016\/07\/rare-mass-sighting-of-pyrosomes-in-the-azores\/\" target=\"_blank\"> al pi\u00f9 famoso blog di biologia marina, Deep Sea News<\/a>, \u00e8 dal 7 giugno che presso l&#8217;arcipelago delle Azzorre, nel bel mezzo dell&#8217;Oceano Atlantico, si stanno ripetendo alcuni avvistamenti di una delle specie animali pi\u00f9 rare e strane del pianeta, la creatura cos\u00ec insolita da esser stata definita, in passato, &#8220;unicorno di mare&#8221;. Un corpo lungo e ruvido, dalla forma tubolare che stringe sul davanti, fino al presentarsi di una &#8220;testa&#8221; priva di occhi, bocca o altri riconoscibili elementi. E dall&#8217;altra parte, un&#8217;apertura da cui viene espulsa l&#8217;acqua, che l&#8217;essere filtra in quantit\u00e0 abbondante per nutrirsi di sostanze planktoniche e minuscole particelle vegetali. Ma volete sapere la cosa pi\u00f9 affascinante? Questo semi-tubo, emette luce e pulsa in modo ritmico. A partire dal momento in cui si scelga di toccarlo. I pirosomi del genus <em>Pyrosoma<\/em>, questo il loro nome ufficiale, sono incapaci di\u00a0nuotare: non hanno del resto muscoli, arti o pinne di alcun tipo. Semplicemente si lasciano trascinare dalla corrente, aiutandola per quanto possibile attraverso il moto delle ciglia presenti in corrispondenza dei loro organi principali, che spingono con forza il frutto della loro digestione. Acqua pulitissima. E sogni di pianeti inconoscibili per l&#8217;uomo. Si fa presto, in effetti, ad immaginare un essere di fantasia e chiamarlo &#8220;alieno&#8221; mentre lo si usa come elemento di sfondo per le proprie storie o fantasticherie. Ma la vera difficolt\u00e0 \u00e8 pensare a un qualche cosa che sia veramente diverso, o in effetti pi\u00f9 strano di quello che noi gi\u00e0 abbiamo sulla Terra. Che \u00e8 in se stessa, innumerevoli ambienti ben distinti, ciascuno dotato delle sue caratteristiche ed insoliti abitanti. Perci\u00f2 a superficie degli oceani, quando la attraversi, non \u00e8 come un velo sottilissimo e insignificante. Bens\u00ec un vero confine, oltre il quale si presenta ai nostri occhi un mondo progressivamente pi\u00f9 bizzarro, tanto pi\u00f9 si scelga di dirigersi in profondit\u00e0.<br \/>\nBasta avvicinarsi a questi esseri con intento di studio, dunque, per scoprire come essi non rispondano alle comuni leggi della biologia, non avendo\u00a0limitazioni teoriche n\u00e9 per quanto concerne le dimensione, n\u00e9 in materia di durata della loro esistenza tra i viventi. Un pirosoma risulta, teoricamente, del tutto immortale. Il dovrebbe far pensare, pressoch\u00e9 immediatamente, a una colonia di cloni, come quella dei pioppi o di altre specie vegetali, che ripetendo all&#8217;infinito la stessa serie di cellule ricreano loro stessi una generazione dopo l&#8217;altra, letteralmente indisturbati dall&#8217;incedere del tempo. Ed un tale aspetto, certamente, si trova a fondamento\u00a0dell&#8217;intera insolita questione, bench\u00e9 ne esistano degli altri validi a distinguerla da simili creature della superficie. La classificazione scientifica pone infatti questi insoliti giganti ben lontani dal regno vegetale, ovvero all&#8217;interno del sub-phylum dei tunicati, una categoria che, a differenza di quella dei sifonofori (un altro essere risultante\u00a0dall&#8217;aggregazione evolutiva tra animali un tempo distinti)\u00a0\u00e8 parte a pieno titolo del phylum dei <em>chordata<\/em>, gli animali dotati di una notocorda, o struttura di sostegno affine alla colonna vertebrale. In altri termini, si potrebbe dire che essi siano in qualche misura addirittura pi\u00f9 simili a noi di tante altre alternative del loro ambiente. Il che, naturalmente, non si riferisce tanto al grande tubo tramite cui scelgono d&#8217;affrontare le peripezie del mondo. Ma ai singoli elementi costituenti di quest&#8217;ultimo, gli zooidi lunghi poco pi\u00f9 di un millimetro sospesi nella sostanza gelatinosa della &#8220;tunica&#8221;, ciascuno dotato del fondamentale dispositivo di filtraggio noto come cesta branchiale. E necessariamente intento a risucchiare ed espellere il suo medium di movimento, curandosi di averne assorbito almeno l&#8217;equivalente del suo peso per ciascun minuto trascorso. Non c&#8217;\u00e8 specializzazione della cellula, o per meglio dire delle loro equivalenze, in questi placidi navigatori degli abissi.\u00a0L&#8217;unico ruolo a cui devono rispondere i singoli elementi, quindi, diviene il\u00a0mangiare, mangiare&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20670\" aria-describedby=\"caption-attachment-20670\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iZFuP2LVp5M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20670\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20670 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Chain-of-Salps-500x313.jpg\" alt=\"Chain of Salps\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Chain-of-Salps-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Chain-of-Salps-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Chain-of-Salps.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20670\" class=\"wp-caption-text\">La capacit\u00e0 di espellere l&#8217;acqua per dirigersi nella direzione scelta \u00e8 superiore nelle salpe piuttosto che nei pirosomi. Queste posseggono, in effetti, la pi\u00f9 efficiente versione di questo sistema in tutto il regno animale, superando di molto l&#8217;analoga capacit\u00e0 delle meduse.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pirosoma viene definito un tipo di tunicato piuttosto insolito, poich\u00e9 lo stile di vita semovente che lo caratterizza non \u00e8 in alcun modo tipico del suo vicinato tassonomico. La maggior parte degli appartenenti allo stesso <em>subphylum<\/em>, infatti, sono soliti ancorarsi in qualche maniera al fondale, per mettere in pratica\u00a0la loro opera di filtraggio da una solida base, alla maniera delle spugne di mare o degli anemoni, tanto per citare un paio di esempi. Avrete tuttavia notato, nel nostro video di apertura o in quello appena visionato, l&#8217;esistenza di un diverso tipo di essere, in qualche maniera simile alla loro forma quasi senza senso: esso, piuttosto che un tubo, pu\u00f2 essere in qualche maniera accomunato a una catena, ovvero un susseguirsi ininterrotto di zooidi considerevolmente pi\u00f9 grandi di quelli del pirosoma. Il nome di una simile presenza \u00e8 salpe, o in gergo scientifico, <em>Salpida<\/em>.\u00a0A differenza dei cugini fin qui citati, questi animali\u00a0praticano la riproduzione sessuale, generando dei figli che iniziano la loro vita in modo indipendente, poi si aggregano una volta raggiunta la maturit\u00e0 sessuale. Che li vedr\u00e0 sempre in un primo momento, senza la minima possibilit\u00e0 di errore, come appartenenti al sesso femminile. Mentre col trascorrere del tempo, le catene\u00a0pi\u00f9 anziane cambieranno sesso e diventeranno quindi la pontenziale colonia-compagno, utile al proseguimento\u00a0della specie.<br \/>\nLe salpe e i pirosomi, ad ogni modo, hanno una notevole capacit\u00e0 in comune: quella di sfruttare con estrema efficacia gli occasionali periodi d&#8217;abbondanza dei microrganismi oceanici, ovvero quei momenti, occasionalmente ripetuti, in cui il plankton attraversa una fase cosiddetta di fioritura, per il sopraggiungere di condizioni climatiche particolarmente propizie al suo diffondersi in lungo e in largo. In quel caso, quindi, i tunicati iniziano prontamente a riprodursi con velocit\u00e0 accelerata, soverchiando di molto la capacit\u00e0 di controllo esercitata dai loro principali predatori (pesci di vario tipo, balene, delfini e tartarughe marine). Il che da luogo a dei veri e propri mostri, perch\u00e9 mentre l&#8217;animale-catena, per sua natura, ricerca un certo numero di compagni di viaggio e poi si definisce soddisfatto, l&#8217;animale-tubo non ha sostanzialmente alcuno spirito di ragionevolezza. E con il suo progressivo riprodursi per partenogenesi, tende a diventare sempre pi\u00f9 lungo ed imponente, liberandosi soltanto di una minima parte della propria massa, con la creazione di &#8220;germogli&#8221; o colonie di avvio, ciascuna dotata di una quantit\u00e0 di zooidi sufficiente alla sopravvivenza. Mentre il corpo principale continua a crescere, raggiungendo dimensioni comparabili a quelle dei pi\u00f9 grandi mammiferi marini.\u00a0I pirosomi maggiori, come quelli che stanno venendo avvistati negli ultimi tempi in prossimit\u00e0 delle Azzorre, possono misurare anche diverse decine di metri, con un diametro in proporzione. Una persona, in effetti, potrebbe facilmente nuotarci dentro. Il che, del resto, \u00e8 fortemente sconsigliato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20671\" aria-describedby=\"caption-attachment-20671\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HPPYNpEbod8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20671\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20671 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Red-Pyrosome-500x313.jpg\" alt=\"Red Pyrosome\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Red-Pyrosome-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Red-Pyrosome-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Red-Pyrosome.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20671\" class=\"wp-caption-text\">Esistono soltanto quattro specie distinte di pirosomi, ciascuna corrispondente ad un diverso mare della Terra. Il pi\u00f9 grande, per quanto ne sappiamo, dovrebbe essere il <em>Pyrosoma spinosum<\/em>, cos\u00ec detto per la preminenza delle sue protuberanze sul lato esterno, attestato nelle acque del Sud Africa, dell&#8217;Australia e della Nuova Zelanda.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le informazioni di cui disponiamo in merito alla resistenza dei pirosomi sono piuttosto contrastanti. O ancor pi\u00f9 probabilmente, diverse da caso a caso: abbiamo infatti il resoconto di almeno\u00a0subacqueo citato dalla letteratura scientifica, che azzardandosi a toccare la strana creatura, ha pensato di paragonarla ad un soffice boa di piume di struzzo. \u00c8 inoltre un fatto noto che esse non si spingano mai in superficie, per evitare la forza delle onde pi\u00f9 possenti, che potrebbero facilmente scorporare la malcapitata colonia. Se estratto dall&#8217;acqua, inoltre, l&#8217;animale non riesce a mantenere la sua forma, ed il tubo collassa immediatamente su se stesso.<br \/>\nEppure in altri specifici casi, la loro pelle si \u00e8 rivelata sorprendentemente coriacea. Lo stesso\u00a0K Gowlett-Holmes, autore del primo video qui riportato, ha raccontato al blog\u00a0Deep Sea News del caso incontrato dalla sua troupe di immersioni nelle acque della Tasmania, la Eaglehawk Dive, che li port\u00f2 al ritrovamento di un pirosoma lungo 2 metri, con incastrato al suo interno niente meno che un pinguino minore blu (<em>Eudyptula minor<\/em>). Pare infatti che l&#8217;uccello molto sfortunato, nuotando allegramente per i fatti suoi, avesse inavvertitamente imboccato l&#8217;apertura retrostante della colonia di tunicati, ritrovandosi quindi avviluppato dalle sue pareti sul davanti ed ai lati. Nel tentativo quindi di liberarsi, esso aveva iniziato a beccare le pareti del tubo, ottenendo soltanto di incastrarvi il suo becco in maniera pressoch\u00e9 inestricabile.\u00a0Causando la sua pressoch\u00e9 immediata, nonch\u00e9\u00a0inevitabile, dipartita\u00a0per soffocamento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20669\" aria-describedby=\"caption-attachment-20669\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/G3UrdV9Zq6I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20669\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20669 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Akumal-Pyrosome-500x313.jpg\" alt=\"Akumal Pyrosome\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Akumal-Pyrosome-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Akumal-Pyrosome-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Akumal-Pyrosome.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20669\" class=\"wp-caption-text\">Il Pirosoma Atlantico \u00e8 pi\u00f9 piccolo dei suoi cugini, e raramente raggiunge i 5 metri di lunghezza. La sua capacit\u00e0 di mantenersi unito in una singola creatura nonostante le sollecitazioni, tuttavia, risulta molto superiore alla media.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dico, ve lo immaginate? Il terrore di avventurarvi a profondit\u00e0 letteralmente inesplorate, dove per quanto ne sappiamo, potrebbe vivere qualsiasi cosa. Compresa una distesa sterminata di colossali colonie interdipendenti di creature senza nome, non necessariamente propense a fare luce tutto attorno come i loro simili del regno soprastante.\u00a0Soltanto per scoprire l&#8217;invitante ingresso di una caverna. E penetrare quindi al suo interno, torcia alla mano, carichi del sacro spirito\u00a0dell&#8217;avventura. Soltanto per scoprire, impossibilmente, che le pareti si muovono, e gi\u00e0 iniziano a piegarsi\u00a0e contorcersi orribilmente. L&#8217;uscita: scomparsa. Il coltello da immersioni: inefficace. Le bollicine d&#8217;ossigeno che sfuggono dai bordi del respiratore, mentre la bocca si spalanca in un grido inaudibile ed orribilmente disarticolato&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20674\" aria-describedby=\"caption-attachment-20674\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20674#main\" rel=\"attachment wp-att-20674\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20674 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Ride-the-Pyrosome-500x281.jpg\" alt=\"Ride the Pyrosome\" width=\"500\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Ride-the-Pyrosome-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Ride-the-Pyrosome-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Ride-the-Pyrosome.jpg 970w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20674\" class=\"wp-caption-text\">Accorri, Muad&#8217;Dib. Il Grande Vecchio Shai Hulud attende un richiamo ritmico sopra le sabbie, per aiutarti a scacciare via i nemici del pianeta Dune. L&#8217;Impero Galattico non potr\u00e0 che tremare, al suono eterno del tuo grande nome. (<a href=\"http:\/\/angolodellamicizia.forumfree.it\/?t=68835611\" target=\"_blank\">Via<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una visione rara che tuttavia, quest&#8217;anno, pare essersi presentata a pi\u00f9 di un sub del tutto impreparato a dargli un senso ed una logica contestuale. Stando al pi\u00f9 famoso blog di biologia marina, Deep Sea News, \u00e8 dal 7 giugno che presso l&#8217;arcipelago delle Azzorre, nel bel mezzo dell&#8217;Oceano Atlantico, si stanno ripetendo alcuni &#8230; <a title=\"Strane creature: trenta metri di tubo sotto il mare\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20668\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Strane creature: trenta metri di tubo sotto il mare\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,966,818,1832,689,1830,400,78,89,1833,1032,1831],"class_list":["post-20668","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-azzorre","tag-biologia","tag-cloni","tag-immersioni","tag-mari","tag-oceano","tag-scienza","tag-strano","tag-sub","tag-tasmania","tag-tunicati"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20668"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20677,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20668\/revisions\/20677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}