{"id":20663,"date":"2016-07-08T06:38:16","date_gmt":"2016-07-08T04:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20663"},"modified":"2016-07-08T06:38:16","modified_gmt":"2016-07-08T04:38:16","slug":"viaggio-nella-fabbrica-dellimpossibile-insalata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20663","title":{"rendered":"Viaggio nella fabbrica dell&#8217;impossibile insalata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-_tvJtUHnmU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20664\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20664\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Aerofarms-500x313.jpg\" alt=\"Aerofarms\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Aerofarms-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Aerofarms-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Aerofarms.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo marchio \u00e8 presente, dal 2004, tra i prodotti vegetali dei supermercati di New York. Con un\u00a0variopinto logo con foglie sovrapposte in tre colori che incorona la dicitura &#8220;Local Baby Greens&#8221;, riferita alle pi\u00f9 popolari tipologie d&#8217;insalata raccolta tra i 15 e i 40 giorni dal momento della prima innaffiatura. E sotto a quest&#8217;ultima, lo slogan: &#8220;Orgogliosamente coltivato a Newark, New Jersey&#8221;. Il che potrebbe anche lasciare un po&#8217; (molto) stup\u00ecti. Perch\u00e9 la Citt\u00e0 del Mattone, come viene affettuosamente definito un tale\u00a0agglomerato di oltre\u00a0500.000 persone, si trova a null&#8217;altro che\u00a08 Km dall&#8217;isola di Manhattan, facendo\u00a0parte a pieno titolo di una delle pi\u00f9 vaste, popolose e celebri metropoli del mondo. Dove dovremmo quindi immaginarci questa magica coltivazione di lattuga, rucola, cicoria e crescione&#8230; Tra le aiuole di un affollato parco cittadino? Sopra i tetti di un possente grattacielo? Sotto terra, dentro a un&#8217;ex stazione della metropolitana? Ci stiamo avvicinando, ci stiamo&#8230; Ma la realt\u00e0 \u00e8 ancor pi\u00f9 stupefacente, ed improbabile, di cos\u00ec. Tra le propriet\u00e0 gi\u00e0 pienamente\u00a0operative della Aerofarms, compagnia coltivatrice\u00a0di dette insalate, troviamo un infatti ex nightclub su Market Street e un&#8217;arena riconvertita per il<em> paint-ball<\/em> a poca distanza dagli argini del Passaic River, in cui al posto di luci, barriere e punti di riarmo, ora sorgono le innumerevoli file sovrapposte di un vero e proprio mare di cibo. Disposto per un&#8217;area orizzontale relativamente limitata, ma nonostante questo in quantit\u00e0\u00a0abbondante, perch\u00e9 in grado di sfruttare un tipo di spazio normalmente sconosciuto agli orti ed alle fattorie: quello della verticalit\u00e0. Immaginatevi la scena! Voi che entrate dalla porta principale, di una tale\u00a0installazione del futuro, per trovarvi innanzi a delle convincenti rastrelliere della sala server, una realt\u00e0 operativa\u00a0molto nota agli informatici di qualsivoglia ambiente, con tanto di ventole per il raffreddamento e la migliore circolazione dell&#8217;aria. Ma al posto degli strumenti tecnologici in questione, un grande spazio per ciascuna vasca, racchiuso tra una sottile membrana di stoffa ed un letterale coperchio di luci al led, facenti le veci del Sole e perennemente accese 24 ore su 24. Ci\u00f2 che viene prodotto in questi luoghi, non \u00e8 cibo metaforico per la mente (informazioni) bens\u00ec carburante appartenente al mondo fisico, perfettamente usabile al fine di consentire il proseguimento del fecondo <em>status quo<\/em>. E il tutto, impiegando una quantit\u00e0 d&#8217;acqua inferiore alla media di fino al 95%.<br \/>\nOra se vuoi decideste di sostare per riprendere fiato e scendere a patti con l&#8217;allucinante modernit\u00e0, scoprireste nel giro di pochi minuti la funzione dell&#8217;intero meccanismo. Perch\u00e9 su ciascun pezzo di stoffa, diversi giorni prima, erano stati disposti dei semi delle piante succitate, appositamente scelte per grandezza, caratteristiche e popolarit\u00e0 commerciale. Confidando pienamente nel miracolo della natura, che ad esse avrebbe consentito, nonostante le comuni aspettative, di riuscire a germogliare proprio l\u00ec, con le orgogliosi foglie a cogliere la luce artificiale dell&#8217;impianto elettrico cittadino e le radici&#8230;Sospese in aria, nello spazio sottostante della vasca, ben visibili attraverso le pareti trasparenti. Una pausa ad effetto. La consapevolezza improvvisa di trovarvi, per lo meno, in un ambiente attentamente climatizzato. Ottenuta poco prima del rumore, totalmente inaspettato, di uno spruzzatore di vapore d&#8217;acqua e soluzione nutritiva, posizionato sul fondo del recipiente a voi pi\u00f9 vicino. Le sostanze da esso messe in circolo, quindi, sono state liberate innanzi all&#8217;influenza diffusiva delle ventole. Che con stolida certezza, la instradano verso la parte delle piante che dovrebbe, normalmente, essere custodita sotto qualche valido centimetro di terra.<br \/>\nSi tratta di una soluzione tanto contro natura, all&#8217;apparenza, da evocare suggestioni simili a quelle delle fattorie di uomini del film Matrix, da\u00a0cui le occulte macchine senzienti controllavano ed estraevano potenza dall&#8217;inconsapevole umanit\u00e0 dormiente. Il che \u00e8 tutt&#8217;altro che casuale: le fiabe e gli spauracchi di un&#8217;intera generazione,\u00a0talvolta, traggono\u00a0l&#8217;origine da\u00a0manifestazioni fantasiose di un diffuso e\u00a0vago senso di colpa. Quello di una societ\u00e0 civile che da tempo, simile angustie le ha gi\u00e0 inflitte al mondo naturale che occupa, pi\u00f9 o meno abusivamente, con tutto il suo cemento, vetro e plastica, nel tentativo fallimentare in partenza di giungere a uno stato superiore di controllo. Chi dovesse tuttavia identificare, questa prassi della Aerofarms, come uno sfizio totalmente fine a se stesso, dovrebbe riconsiderare il suo punto di vista. Da soluzioni simili, in effetti, potrebbe dipendere la nostra stessa SOPRAVVIVENZA\u00a0futura&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20665\" aria-describedby=\"caption-attachment-20665\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hEv3VbcUKrw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20665\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20665 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Indoor-Harvest-500x313.jpg\" alt=\"Indoor Harvest\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Indoor-Harvest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Indoor-Harvest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Indoor-Harvest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20665\" class=\"wp-caption-text\">La Indoor Harvest di Houston, Texas, produce un&#8217;ampia selezione di sistemi affini a quello della Aerofarms newyorkese, concepiti per la vendita su larga scala. In determinati ambienti, \u00e8 l&#8217;opinione comune che un simile approccio alla coltivazione costituisca il passo chiaro ed evidente del futuro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si chiama aeroponica ed esiste, in una forma originariamente molto meno sofisticata, fin dal 1942, anno in cui il botanico e fitopatologo citato unicamente come Carter, W.A. impieg\u00f2 per primo questo metodo, con lo scopo di poter esaminare attentamente le radici delle sue piantine. Seguirono una serie di altri esperimenti, finch\u00e9 nel 1957, per la prima volta, allo scienziato olandese\u00a0Frits Warmolt Went venne in mente di testare questo metodo con finalit\u00e0 alimentari, piantando alcune piante di caff\u00e8 e pomodori alla stessa maniera dell&#8217;insalata succitata, e provvedendo quindi a mantenere le radici umide con il suo fido nebulizzatore. Soltanto per scoprire, con sua notevole\u00a0sorpresa, che le piante cos\u00ec coltivate risultavano pi\u00f9 grandi, forti ed in salute delle loro controparti &#8220;normali&#8221; e soprattutto raggiungevano un&#8217;et\u00e0 adatta alla raccolta in una frazione\u00a0del tempo atteso. A quel punto, la diffusione su larga scala della tecnologia appariva potenzialmente lucrativa, ed in giro per il mondo cominciarono a\u00a0diffondersi\u00a0i tre tipi principali delle miracolose coltivazioni contro-natura: l&#8217;idroponica, che consiste nel far crescere i vegetali all&#8217;interno di una soluzione d&#8217;acqua e sostanze nutrienti; l&#8217;acquaponica, consistente nella combinazione di detto metodo con l&#8217;allevamento di pesci, le cui scorie vengono sfruttate con funzione di concime; ed ovviamente, per finire, questo sistema delle radici sospese in aria, forse il pi\u00f9 puro ed efficiente dell&#8217;intero ambito gi\u00e0 in se profondamente innovativo.<br \/>\nIl primo prodotto indirizzato al cliente finale per praticare l&#8217;aeroponica in casa fu la Genesis Machine del 1983, prodotta dall&#8217;azienda GTi e denominata sul modello dell&#8217;apparato simile a una bomba rubato dal\u00a0cattivo del film <em>Star Trek II: l&#8217;ira di Khan<\/em> (1982) teoricamente in grado di creare o distruggere interi pianeti. Mentre la versione fisica, naturalmente, si limitava a costituire una pratica soluzione tutto-in-uno, completa di scatola e nebulizzatore, per far crescere l&#8217;insalata in casa, avvalendosi di un collegamento alla corrente e ad un comune rubinetto dell&#8217;acqua. Certo, simili sistemi simili a un progetto fai-da-te\u00a0non avranno fatto molto per combattere la fame nel mondo. Ma di certo avranno contribuito ad accrescere la fiducia collettiva in un sistema che potrebbe rivoluzionare, di qui a poco, il concetto stesso della fattoria.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20666\" aria-describedby=\"caption-attachment-20666\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OJbg_acdV38\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20666\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20666 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Self-made-Aeroponics-500x313.jpg\" alt=\"Self-made Aeroponics\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Self-made-Aeroponics-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Self-made-Aeroponics-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/07\/Self-made-Aeroponics.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20666\" class=\"wp-caption-text\">Costruirsi da soli la propria vasca per l&#8217;aeroponica non \u00e8 difficile: basta procurarsi una serie di componenti, anche online, e prendere visione di uno dei numerosi tutorial presenti su YouTube. Questo in particolare, del canale BrightGreenThumb, mi \u00e8 parso particolarmente chiaro ed esauriente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 veloce, quindi, meno dipendente dal clima e, per sua stessa imprescindibile natura, totalmente privo di parassiti (vi ricordo che siamo al chiuso) e quindi libero dall&#8217;impiego di alcun tipo di pesticidi. Inoltre in grado di conservare per altri utilizzi il suolo fertile e l&#8217;acqua del pianeta, risorse tutt&#8217;altro che infinite. Certo, quando ci si trova di fronte ad\u00a0un sistema che non pare avere lati negativi, la ricerca di una ragione per prenderne le distanze diventa automaticamente il passatempo preferito di un&#8217;intero stuolo di detrattori &#8220;per princ\u00ecpio&#8221;. Chiamatela, se volete, una sorta di reazione d&#8217;istintiva diffidenza, usata dagli umani per proteggersi dagli eccessivi voli pindarici dell&#8217;entusiasmo. Il primo problema apparente \u00e8 quello del dispendio di energia: \u00e8 vero che alcune risorse vengono cos\u00ec risparmiate, ma ci\u00f2 a conti fatti non pu\u00f2 bastare per salvare il\u00a0pianeta! Che dire infatti del petrolio, del carbone o dell&#8217;uranio fatti ardere affinch\u00e9 le luci artificiali possano continuare a nutrire le piante&#8230;\u00a0La limitazione principale del sistema dell&#8217;aeroponica, ad ogni modo, resta quella relativa al tipo di vegetali per cui pu\u00f2 essere efficientemente utilizzata. C&#8217;\u00e8 un&#8217;ottima ragione, in effetti, se tutto quello per cui viene sfruttata\u00a0con profitto, ad oggi, sono le insalate baby della classe che in America la gente definisce con moderato entusiasmo &#8220;leafy green&#8221; (verde foglioso). I principali cereali fatti oggetto della nostra quotidiana consumazione infatti, come grano o farro,\u00a0per non parlare di carote, piselli o legumi, porterebbero al problema di un fusto principale della pianta notevolmente pi\u00f9 alto, rendendo la soluzione con le vasche sovrapposte estremamente poco pratica, ed allungando molto il tempo di lavorazione\u00a0richiesto. Per quanto concerne la frutta poi, la necessit\u00e0 di disporre di insetti impollinatori risulterebbe estremamente difficile da implementare. Alcuni esperimenti ben riusciti, tuttavia, sono stati condotti con zucche e cocomeri, che potrebbero costituire la prossima frontiera di questo avveniristico campo della botanica applicata all&#8217;alimentazione. Altri critiche mosse al sistema, inoltre, includono la dubbia provenienza della &#8220;sostanza nutriente&#8221; nebulizzata, che dovrebbe teoricamente includere anche i sali minerali che le piante trarrebbero in condizioni normali dal suolo. Mentre \u00e8 estremamente difficile nel presente caso, immaginarne l&#8217;entit\u00e0!<br \/>\nTutti coloro che hanno assaggiato le insalate della Aerofarms, ed hanno quindi avuto l&#8217;occasione di effettuare una comparazione immediata con altri prodotti, si sono trovati ad ammettere una qualit\u00e0 del sapore decisamente superiore alla media. Per alcune specie di piante come la <em>Brassica oleracea<\/em> (il cavolo domestico) addirittura\u00a0la procedura darebbe luogo a foglie pi\u00f9 morbide e quindi gradevoli al palato, costituendo quindi un oggettivo miglioramento rispetto al prodotto della coltivazione tradizionale. Il successo sul mercato, quindi, appare assicurato. E non c&#8217;\u00e8 quindi molto da sorprendersi, per il finanziamento di 20 milioni di dollari ricevuto dalla compagnia ad opera di un&#8217;associazione d&#8217;investitori inglesi, il\u00a0Wheatsheaf Group, finalizzato tra le altre cose all&#8217;apertura di una nuova struttura all&#8217;interno di una fonderia dismessa\u00a0di Newark, che con i suoi 21.000 metri quadri costituir\u00e0 al momento dell&#8217;inaugurazione\u00a0la pi\u00f9 grande fattoria aeroponica del mondo. Immaginate il fabbisogno d&#8217;insalate di un&#8217;intera citt\u00e0, coperto interamente da un unico, colossale edificio&#8230;Niente pi\u00f9 costi di trasporto su lunghe tratte, niente pi\u00f9 sprechi.<br \/>\nChe cosa potrebbe mai essere meglio di questo? Soltanto una cosa: che il ristorante stesso, o il supermarket, disponessero ciascuno della loro grande rastrelliera, per far crescere direttamente i vegetali sotto l&#8217;occhio scrutatore ed attento dei clienti. Ma sai\u00a0che disastro, allora, con le bollette dell&#8217;acqua e della luce&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo marchio \u00e8 presente, dal 2004, tra i prodotti vegetali dei supermercati di New York. Con un\u00a0variopinto logo con foglie sovrapposte in tre colori che incorona la dicitura &#8220;Local Baby Greens&#8221;, riferita alle pi\u00f9 popolari tipologie d&#8217;insalata raccolta tra i 15 e i 40 giorni dal momento della prima innaffiatura. E sotto a quest&#8217;ultima, &#8230; <a title=\"Viaggio nella fabbrica dell&#8217;impossibile insalata\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20663\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Viaggio nella fabbrica dell&#8217;impossibile insalata\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1827,274,1826,292,625,766,1825,1828,284,1829,190,78,97,615],"class_list":["post-20663","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aeroponica","tag-alimenti","tag-botanica","tag-cibo","tag-citta","tag-futuro","tag-insalata","tag-new-jersey","tag-new-york","tag-newark","tag-piante","tag-scienza","tag-tecnologia","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20663"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20663\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20667,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20663\/revisions\/20667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}