{"id":20599,"date":"2016-06-30T07:03:56","date_gmt":"2016-06-30T05:03:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20599"},"modified":"2016-06-30T07:03:56","modified_gmt":"2016-06-30T05:03:56","slug":"porta-la-coperta-della-nonna-in-tv-scopre-che-vale-una-fortuna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20599","title":{"rendered":"Porta la coperta della nonna in TV, scopre che vale una fortuna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WJw2qCnhea0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20600\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20602\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-First-Phase-Blanket-500x313.jpg\" alt=\"Ute First Phase Blanket\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-First-Phase-Blanket-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-First-Phase-Blanket-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-First-Phase-Blanket.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Signore, quando lei ha esposto\u00a0il suo\u00a0cimelio nella sala principale del nostro\u00a0evento, l&#8217;avr\u00e0 notato, per un attimo sono trasalito. Non riuscivo quasi a respirare.&#8221; Esordisce il perito, con un preambolo decisamente\u00a0interessante. &#8220;La rarit\u00e0, le condizioni quasi perfette, l&#8217;impossibilit\u00e0 di produrre un falso! Questa cosa \u00e8&#8230;Un Tesoro Nazionale, lei lo sa?&#8221; Ma io, ma io,\u00a0la usavo quasi quotidianamente&#8230;<br \/>\nTrovarsi desensibilizzati al gusto ed al pregio dell&#8217;antichit\u00e0 \u00e8 uno stato naturale del momento presente, massimamente teso alla realizzazione di &#8220;cose straordinarie&#8221; o &#8220;gesti eclatanti&#8221;. Ad un tal punto siamo abituati all&#8217;abbondanza di risorse, strumenti e oggetti decorativi, che oramai il nostro senso critico non guarda pi\u00f9 al lavoro che c&#8217;\u00e8 dietro a un qualche cosa, ma lo tiene in considerazione solamente sulla base di ci\u00f2 che pu\u00f2 fare, ovvero la sua sostanziale utilit\u00e0. L&#8217;industria dell&#8217;inarrestabile catena di montaggio, dopo tutto, pu\u00f2 produrre quasi ogni\u00a0cosa! E quel qualcosa sar\u00e0 certamente, dal punto di vista prettamente funzionale o utilitaristico, il pari dell&#8217;antico, o ancor\u00a0migliore\u00a0di quello. Pi\u00f9 solido, pi\u00f9 impermeabile, pi\u00f9 tagliente, pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 caldo&#8230; E nel caso di un qualcosa di esteticamente valido, addirittura, pi\u00f9 bello? Dipende. Perch\u00e9 la bellezza \u00e8 una risorsa soggettiva, che alcuni trovano nei luoghi inaspettati. Ed altri sanno individuare nell&#8217;antico, perch\u00e9 gli riesce di percepire mentalmente l&#8217;origine di un qualcosa, che ha una lunga storia e un valido tragitto\u00a0d&#8217;esistenza. Un esempio: questa scena, piuttosto famosa online, si svolge presso Tucson (Arizona) durante l&#8217;edizione del 2001 di Antiques Roadshow, un programma\u00a0originariamente inglese ma ricreato anche in Canada e negli Stati Uniti, che invia i periti delle case d&#8217;aste in tour\u00a0per i rispettivi paesi, permettendo agli abitanti locali di scoprire se posseggono a loro stessa insaputa un qualcosa di straordinariamente prezioso. Dando vita a dei momenti alcune\u00a0volte\u00a0invidiabili, qualche altra coinvolgenti, molto spesso carichi di un elemento di sorpresa e quasi sempre, straordinariamente\u00a0emozionali. Specie nei casi, come il qui presente, in cui una persona senza particolari facolt\u00e0 economiche si ritrova improvvisamente conscio di possedere essenzialmente un&#8217;intera casa di grandezza media, temporaneamente intrappolata in una &#8220;semplice&#8221; coperta.<br \/>\nBench\u00e9 nel presente contesto, sia chiaro, di comune c&#8217;\u00e8 ben poco. L&#8217;uomo in particolare infatti, del cui nome purtroppo non abbiamo notizia, viene immediatamente invitato a raccontare la storia dell&#8217;oggetto in questione. Che proviene, si scopre\u00a0verso l&#8217;inizio della sequenza, dalle propriet\u00e0 del padre adottivo di sua nonna, un cacciatore d&#8217;oro di scarso successo che ebbe tuttavia l&#8217;occasione di conoscere di persona niente meno che Kit Carson, il celebre esploratore, cacciatore ed agente di commercio coi nativi americani\u00a0del XIX secolo. Il quale, in circostanze ormai ignote, gli aveva fatto dono della coperta, un oggetto forse anche all&#8217;epoca piuttosto facile da sottovalutare. Si trattava, dopo tutto, di un tipico esempio di tessitura al telaio manuale dei popoli Navajo e in particolare appartenente alla tradizione d&#8217;interscambio con gli Ute (antichi abitanti dello Utah.) Fabbricato, quindi, con un filo particolarmente sottile di lana comparabile, nelle parole dello stesso addetto alla valutazione del roadshow\u00a0Donald Ellis, addirittura alla seta. Stoffa certamente pregiata, quindi, ma qui utilizzata per ordire un qualcosa di piuttosto sobrio, con strisce geometricamente regolari di un giallo pallido, blu e nero. Inoltre l&#8217;oggetto, essendo stato usato per generazioni come una semplice copertura per poltrone, risulta lievemente liso ai bordi, ed in un particolare punto periferico addirittura riparato con del filo di un colore totalmente differente, che tuttavia, essendo fatto con\u00a0quella particolare <em>bayeta<\/em> che si usava in epoche remote dell&#8217;America (una specie di flanella a base di cotone) diventa un ulteriore attestato d&#8217;autenticit\u00e0. Sufficiente ad affermare che qui ci troviamo di fronte, niente meno, che ad una coperta del primo periodo di questo tipo di tessitura, ovvero l&#8217;inizio\u00a0del\u00a0secolo 1800, quando i disegni erano pi\u00f9 semplici e gli unici in grado di permettersi un avere\u00a0tanto pregiato, nella maggior parte dei casi, erano i rispettivi capi del villaggio. Da cui la definizione in lingua inglese di <em>chief&#8217;s blanket<\/em>, bench\u00e9 in effetti la coperta non costituisse indicazione formale del rango, e tutti potessero in teoria possederne una. Per giungere al punto chiave, dunque, quanto vale una Navajo Ute della prima fase, in tali (quasi) impeccabili\u00a0condizioni? Messa all&#8217;asta: una cifra variabile tra i 350.000 e i 500.000 dollari. Subito a seguire, dunque, vi dir\u00f2 perch\u00e9&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20600\" aria-describedby=\"caption-attachment-20600\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Vyw93hJt__g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20600\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20600 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/How-Its-Made-Navajo-Rugs-500x313.jpg\" alt=\"How It's Made Navajo Rugs\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/How-Its-Made-Navajo-Rugs-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/How-Its-Made-Navajo-Rugs-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/How-Its-Made-Navajo-Rugs.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20600\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;altro popolare show televisivo &#8220;Come \u00e8 fatto&#8221;, prodotto in Canada e trasmesso anche in Italia, ha realizzato un segmento piuttosto esaustivo sulla fabbricazione di coperte tramite la procedura dei Navajo, ancora praticata essenzialmente alla maniera di tanti anni fa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema principale delle coperte Ute della prima fase, molto diverse da tutte quelle successive, \u00e8 che ne furono prodotte molto poche. Simili prodotti, infatti, richiedevano nella loro concezione originale l&#8217;impiego della lana di una particolare razza di pecore, le <em>churro<\/em>, che erano state portate in America dai primi coloni del Southwest. Ben pochi dei nativi, dunque, vi avevano un accesso incondizionato, se non attraverso un clima dei commerci particolarmente favorevole allo scambio. E primi successi, in tal merito, si ebbero all&#8217;inizio del XIX, in particolare tra gli odierni stati del Nuovo Messico e dell&#8217;Arizona, a vantaggio e con la collaborazione del vasto conglomerato di trib\u00f9 pacifiche collettivamente note con il termine di <em>El Pueblo<\/em>. Costoro possedevano, infatti, il segreto per costruire un particolare tipo di telaio molto avanzato, non poi cos\u00ec diverso da quelli in uso nella nostra Europa medievale. Tra\u00a0una coppia di asticelle parallele, disposte verticalmente oppure orizzontalmente, venivano tesi ordinatamente i fili risultanti dalla cardatura del pelo animale. Quindi, tra di essi, veniva fatto passare i fili colorati della trama, spesso tinti con estratti di piante locali o altre sostanze di provenienza puramente naturali. Un aspetto significativo \u00e8 che in tale sistema non era previsto alcun ausilio di tipo meccanico affine a quelli oggi noti, ed in effetti, neppure la facilitazione dell&#8217;elemento della navetta, la spola appuntita usata per far passare i fili tra di loro. La quantit\u00e0 di lavoro necessaria per creare un capo da questi presupposti, di conseguenza, \u00e8 facilmente immaginabile. Secondo una leggenda locale, quindi, il popolo confinante dei Navajo avrebbe appreso lo stesso sistema produttivo grazie all&#8217;intercessione di un particolare spirito, la figura ultra-terrena nota come la donna ragno. Comparsa alla moglie di un capo nel suo <em>tepee<\/em>, durante una fumata\u00a0particolarmente lunga del sacrale <em>calumet<\/em>&#8230; Ma un simile affascinante racconto, purtroppo, al giorno d&#8217;oggi non riesce pi\u00f9 a soddisfarci, cos\u00ec l&#8217;opinione degli esperti \u00e8 che la trasmissione di sapienza sia in effetti avvenuta, nuovamente, grazie agli interscambi avvenuti tra i diversi popoli dell&#8217;area geografica in questione.<br \/>\nCi\u00f2 che seppero fare i Navajo della tecnica Ute, tuttavia, fu portarla fino ad un grado di perizia molto superiore: attraverso una serie di tre fasi successive, a partire da quella iniziale della coperta di\u00a0Tucson, si pass\u00f2 progressivamente all&#8217;inclusione di rettangoli simmetricamente disposti nel disegno delle coperte (ci\u00f2 richiedeva continui conteggi dei fili per l&#8217;ottenimento di una geometria corretta) e successivamente al 1860, infine, all&#8217;impiego di forme e disegni estremamente liberi e complessi, in quella che viene definito il periodo pi\u00f9 artistico e creativo di questa particolare forma d&#8217;arte. Quindi nel 1880, con l&#8217;arrivo della ferrovia nelle regioni da cui aveva origine la commercializzazione di tali oggetti, si riconosce il termine del periodo cosiddetto classico, e l&#8217;inizio di un tipo di prodotti meno pregiati e concepiti espressamente per l&#8217;esportazione. Nonostante questo, una coperta Navajo costruita seguendo tutti i crismi corretti, appartenente a QUALSIASI epoca, pu\u00f2 comunque valere diverse centinaia, se non migliaia di dollari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20601\" aria-describedby=\"caption-attachment-20601\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9cGlS05233Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20601\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20601 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-Blanket-2-500x313.jpg\" alt=\"Ute Blanket 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-Blanket-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-Blanket-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Ute-Blanket-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20601\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;emulazione, talvolta, genera casi estremamente fortunati. Loren Krytzer \u00e8 l&#8217;uomo di Antelope Valley che, vedendo in Tv il nostro segmento d&#8217;apertura, riusc\u00ec a piazzare la sua Ute della prima fase per una cifra in grado di cambiare letteralmente la vita della sua intera famiglia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;origine delle coperte Navajo dell&#8217;epoca classica presenti sul mercato delle antichit\u00e0 odierne resta sempre dubbia ed incerta, definita vagamente &#8220;un vecchio possedimento di famiglia&#8221;. Questo perch\u00e9 la principale fonte delle\u00a0<em>chief&#8217;s blanket\u00a0<\/em>registrata dagli annali dovrebbe quasi sempre essere una particolare caverna nel\u00a0Canyon de Chelly, in Arizona, dove un gruppo di Navajo si erano rifugiati per scappare dai soldati spagnoli nel 1804, durante una delle molte guerre e rivolte che pesarono per anni sui contatti tra le culture coloniali e native. Gli &#8220;indiani&#8221; dunque, in quel particolare caso furono tutti uccisi, ma gli occidentali, non conoscendo il valore dei loro indumenti, li lasciarono tutti l\u00ec. Il luogo, oggi noto come <em>Massacre Cave,\u00a0<\/em>fu quindi trasformato in una tomba inviolabile, e l&#8217;accesso fu interdetto per almeno un secolo di tempo. Finch\u00e9 attorno ai primi del &#8216;900, un commerciante locale di nome\u00a0Sam Day (sappiamo molto poco di lui) non fece irruzione abusiva nella caverna, rubando le coperte ed iniziandole a vendere con significativo profitto. Non tutto ci\u00f2 che viene da un simile gesto efferato di oltre un secolo fa, tuttavia, deve necessariamente essere visto come orribilmente ingiusto e deleterio. Celebre fu ad esempio il caso del veterano di guerra residente in California\u00a0Loren Krytzer, reso invalido dal servizio al suo paese, che nel 2012 port\u00f2 la sua coperta Ute alla casa d&#8217;aste di\u00a0John Moran, presso la vicina citt\u00e0 di\u00a0Altadena. Dove l&#8217;omonimo proprietario dell&#8217;istituzione riconobbe subito l&#8217;oggetto per quello ci\u00f2 che incredibilmente\u00a0era, ovvero uno dei soli quattro esemplari di creazioni tessili della prima fase contenenti una tinta rossa basata sulla secrezione degli insetti\u00a0<em>Kerriidae,\u00a0<\/em>anche detti cimici da lacca. Il cui valore e\u00a0rarit\u00e0 erano comparabili ad uno dei singoli pezzi pi\u00f9 famosi contenuti nel museo dello Smithsonian, spesso al centro di mostre dalla fama internazionale. La coperta and\u00f2 immediatamente all&#8217;asta, suscitando l&#8217;interesse di un certo numero di collezionisti. Nel giorno della verit\u00e0, quindi, inizi\u00f2 una sfida al rilancio, tanto serrata da raggiungere la cifra spropositata di 1,8 milioni di dollari, spese incluse.\u00a0Ovvero la pi\u00f9 alta\u00a0conseguita da un oggetto\u00a0di questo tipo nella storia, nonch\u00e9 la seconda mai pagata per un\u00a0qualsiasi manufatto di provenienza nativo-americana.<br \/>\nEd alla fine, cos&#8217;\u00e8 il denaro dei moderni? Una forza inconoscibile ed inarrestabile, che fluendo da\u00a0Donald Ellis, dell&#8217;omonima galleria d&#8217;arte di New York, in quel caso concesse un futuro sereno ad un individuo dal presente disagiato, ed al tempo stesso rese certo che un prezioso, e rarissimo oggetto, venisse preservato per l&#8217;ammirazione di molte\u00a0generazioni a venire. Purch\u00e9 il nuovo proprietario, come gli avrebbero molto probabilmente suggerito lo stesso esploratore Kit Carson, nonch\u00e9\u00a0il personaggio immaginario d&#8217;Indiana Jones, giunga prima o poi a patti\u00a0con l&#8217;esclamazione proverbiale di: [Questa STUPENDA\u00a0cosa]\u00a0&#8220;Dovrebbe stare in un museo!&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Signore, quando lei ha esposto\u00a0il suo\u00a0cimelio nella sala principale del nostro\u00a0evento, l&#8217;avr\u00e0 notato, per un attimo sono trasalito. Non riuscivo quasi a respirare.&#8221; Esordisce il perito, con un preambolo decisamente\u00a0interessante. &#8220;La rarit\u00e0, le condizioni quasi perfette, l&#8217;impossibilit\u00e0 di produrre un falso! Questa cosa \u00e8&#8230;Un Tesoro Nazionale, lei lo sa?&#8221; Ma io, ma io,\u00a0la usavo quasi &#8230; <a title=\"Porta la coperta della nonna in TV, scopre che vale una fortuna\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20599\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Porta la coperta della nonna in TV, scopre che vale una fortuna\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[444,1807,168,77,1409,1672,1338,1808,71,1451,32],"class_list":["post-20599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-america","tag-antichita","tag-antiquariato","tag-arte","tag-aste","tag-manufatti","tag-nativi-americani","tag-navajo","tag-storia","tag-tessitura","tag-tv"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20599"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20603,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20599\/revisions\/20603"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}