{"id":20588,"date":"2016-06-29T07:11:49","date_gmt":"2016-06-29T05:11:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20588"},"modified":"2016-06-29T07:13:36","modified_gmt":"2016-06-29T05:13:36","slug":"i-pozzi-petroliferi-nascosti-tra-le-palme-ed-i-palazzi-di-los-angeles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20588","title":{"rendered":"I pozzi petroliferi nascosti tra le palme ed i palazzi di Los Angeles"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7W83K5Ly-tY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20589\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20590\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/LA-Oil-Wells-500x313.jpg\" alt=\"LA Oil Wells\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/LA-Oil-Wells-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/LA-Oil-Wells-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/LA-Oil-Wells.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lenta e inesorabile, la quattordicimilioni-settecento-quarantunesima del secolo raggiunge il velo denso della superficie, affiora, emerge e poi scompare, disgregata per la cessazione della\u00a0sua coesione chimica di base. Il messaggero tondeggiante del profondo. L&#8217;emisfero gi\u00e0 scoppiato tra le foglie morte, per tanti stolidi miliardi d&#8217;anni. Silenziosamente, l&#8217;osservano modelli in scala 1:1 delle bestie che qui furono sepolte, da risvolti sfortunati dell&#8217;altrui destino. Stiamo parlando, per essere chiari di ci\u00f2 che \u00e8, o per meglio dire era, una bolla nel catrame nero fumo, vista tutt&#8217;altro che rara qui, vicino ad Hancock Park, nel paese dei sogni e dei balocchi dove ogni volo d&#8217;immaginazione\u00a0pare prendere una forma fisica e immanente. Eppure\u00a0quella stessa\u00a0Hollywood, quartiere rinomato e grande fabbrica di mondi, non \u00e8 che una scheggia transitoria, un refolo di vento, innanzi ai pozzi bituminosi di La Brea, chiare indicazioni di un trascorso d&#8217;epoche selvagge, tigri sciabolanti, lupi enormi, bradipi di terra e poi chiaramente lui, il mammut. Lanuginoso testimone di quello che \u00e8 stato, per sempre incapsulato nella colla naturale dell&#8217;asfalto ante-litteram, gi\u00e0 usato al tempo delle prime colonizzazioni dalle genti dei\u00a0Chumash e dei\u00a0Tongva\u00a0per dare\u00a0impermeabilit\u00e0 alle antiche canoe. Mentre a partire dal secolo del &#8216;900, nell&#8217;epoca della possente precisione dell&#8217;industria, ci sarebbe parso\u00a0assurdo far ricorso ad un sistema tanto &#8220;naturale&#8221; specie quando esistono la plastica, i polimeri, la forza astrusa dell&#8217;ingegneria moderna&#8230; Ed \u00e8 per questo che l&#8217;universo semi-sommerso di La Brea, oggi dopo tutto, \u00e8 stato declassato al ragno di semplice curiosit\u00e0, mentre tutti i suoi migliori fossili, da tempo fatti emergere, sono custoditi nel vicino Museo di Storia Naturale a\u00a0Wilshire Boulevard, edificio con vista giardino. Ottimo. Cos\u00ec, la gente non ci pensa troppo spesso. A ci\u00f2\u00a0che giace sotto 50, 100 metri di terra compatta, ben oltre le fondamenta dei grattacieli e i tunnel della metropolitana. A cosa macera, dal tempo di Matusalemme, generando i liquidi ed il gas maleodorante che permette al mondo di girare. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Finch\u00e9, Eureka! Grid\u00f2 qualcuno di nome\u00a0Edward Laurence Doheny, che nel 1890, preso in affitto\u00a0un lotto di terra per il prezzo modico di 400 dollari del 1892, non si mise a scavare con pale, picconi e un trapano a carrucola basato su di un tronco di eucalipto\u00a0acuminato, fino alla profondit\u00e0 di 69 metri. Dove trov\u00f2&#8230; Un suo personale pozzo di La Brea, senza particolari fossili del mondo. Ma un mare intero di asfalto bituminoso, dal quale, tramite un processo chimico piuttosto semplice, \u00e8 possibile creare il PETROLIO. Quaranta\u00a0barili al giorno nel suo caso, per dire.<br \/>\nUn numero decisamente interessante, per chiunque avesse soldi da investire nella fiorente nascita di quella che gi\u00e0 stava profilandosi, a tutti gli effetti, come un primo accenno di fiorente industria delle risorse. Il pozzo di Doheny, che costituiva il primo successo dopo tre intere decadi di tentativi, continu\u00f2 a produrre per tre anni, durante i quali lui e il suo socio\u00a0Charles A. Canfield, contemporaneamente ad altri imprenditori, praticarono perforazioni in circa 300 altri luoghi della citt\u00e0. All&#8217;epoca, naturalmente, non esistevano grosse fisime sulle sicurezza o norme particolarmente stringenti, cos\u00ec ogni luogo andava essenzialmente bene: dietro le case, nei cortili delle scuole, tra gli alberi dei parchi cittadini&#8230; Tutti volevano una fetta della nuova torta\u00a0d&#8217;oro nero, e pressoch\u00e9 chiunque, dinanzi alla prospettiva di un facile guadagno, era pronto a sanzionare la presenza di un ingombrante, rumoroso pozzo d&#8217;estrazione\u00a0a pochi metri dalla porta di casa sua. \u00a0Si era scoperto che l&#8217;intera citt\u00e0 di Los Angeles sorgeva sul terzo mare sommerso\u00a0di petrolio pi\u00f9 grande degli Stati Uniti e il genio dell&#8217;avidit\u00e0 era ormai\u00a0uscito dalla tanica della benzina. Nessuno aveva le risorse per ricatturarlo! Grazie alla celebre\u00a0propensione imprenditoriale del popolo statunitense, in breve tempo vennero formate circa 200 compagne petrolifere in competizione tra di loro, che giunsero, all&#8217;epoca d&#8217;oro di questo &#8220;trionfo&#8221; a gestire un gran totale di 1.250 trivelle attive nello stesso tempo. Le spaziose e famosissime\u00a0spiagge della citt\u00e0, tra cui\u00a0l&#8217;iconica Long Beach, furono costellate dalle caratteristiche pompe\u00a0<em>derricks <\/em>basculanti, che l&#8217;immaginario collettivo associa ai recessi pi\u00f9 assolati e solitari del remoto Texas, o altri luoghi egualmente prossimi all&#8217;ambiente del deserto. Attorno al 1920, la sola citt\u00e0 di Los Angeles rispondeva al 25% del fabbisogno MONDIALE di petrolio. Quindi, con l&#8217;esaurirsi dei giacimenti pi\u00f9 facilmente raggiungibili, le cose iniziarono a cambiare&#8230;E i pozzi, ad aumentare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20593\" aria-describedby=\"caption-attachment-20593\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Snbg4cOyAzY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20593\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20593 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Acidizing-LA-500x313.jpg\" alt=\"Acidizing LA\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Acidizing-LA-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Acidizing-LA-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Acidizing-LA.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20593\" class=\"wp-caption-text\">Tra i metodi di estrazione impiegati a Los Angeles c&#8217;\u00e8 quello dell&#8217;acidizzazione, una tipologia particolarmente venefica di fracking, che dissolve le rocce grazie agli acidi idroclorico e fluoridrico. Secondo studi non confermati, i fumi risultanti da una tale prassi potrebbero avere una forte componente carcinogenica, specie per gli individui ancora in et\u00e0 di sviluppo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una sorta di drammatica e crudele giustizia, in tutto ci\u00f2. Quanto spesso abbiamo sentito dire, soprattutto in occasione del recente referendum sulle concessioni petrolifere offshore della costa adriatica italiana, che il problema fondamentale \u00e8 che la maggior parte della gente trae dei benefici dall&#8217;industria, ma non paga quasi mai personalmente il prezzo della sua esistenza? Se soltanto gli abitanti di questi interi paesi rovinati dalle scorie e dagli scarti delle piattaforme private, avessero potuto decidere per loro stessi, si disse, di certo essi avrebbero agito per salvare l&#8217;ambiente in cui vivevano da generazioni&#8230; Peccato che poi, al\u00a0resto del\u00a0popolo dello Stivale interess\u00f2 semplicemente\u00a0troppo\u00a0poco per giungere a una decisione chiara. Fin troppo tipico, ahim\u00e9. Resta tuttavia davvero interessante, fare un raffronto con la situazione di questa grande metropoli statunitense, dove non soltanto l&#8217;amministrazione tollera le circa \u00a03.000 trivelle che graziano i suoi vasti\u00a0quartieri, ma offre condizioni convenienti a tutti coloro che hanno tempo, soldi da investire ed il coraggio di correre un rischio, verso l&#8217;ardua realizzazione del sempre fondamentale sogno americano. Fu cos\u00ec che durante il boom edilizio degli anni successivi al secondo dopo-guerra, i consorzi che compravano gli appezzamenti per la nuova periferia di L.A, non sempre poi ci costruivano le tipiche villette a schiera della convenzione. Bens\u00ec alte torri, molto comodamente collegate ai servizi idrici ed elettrici\u00a0della citt\u00e0, per cominciare anche loro\u00a0a scavare. E poi la gente, attratta dai prezzi particolarmente bassi, l\u00ec ci andava a vivere, felice. Quasi come se tutto, addirittura la salute, fosse secondario ad un accumulo di cifre nel proprio conto bancario.\u00a0Chi non risica, non rosica, come si dice. Ed anche il pericolo pi\u00f9 atroce, se mantenuto distante dagli occhi, diventa trascurabile e insignificante ai pi\u00f9. Almeno, finch\u00e9 non torna per chiedere il conto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20591\" aria-describedby=\"caption-attachment-20591\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OpNvEnG6YLk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20591\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20591 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Tower-of-Hope-500x313.jpg\" alt=\"The Tower of Hope\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Tower-of-Hope-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Tower-of-Hope-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Tower-of-Hope.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20591\" class=\"wp-caption-text\">La &#8220;Torre della Speranza&#8221; nel cortile di un prestigioso istituto scolastico privato, potrebbe essere considerato un incredibile monumento alla follia dell&#8217;uomo. Ma quanti soldi&#8230;Ci fa guadagnare!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta al nocciolo dell&#8217;intera questione, forse l&#8217;aspetto pi\u00f9 incredibile in assoluto: anche negli Stati Uniti, questa diffusione di pozzi presso il centro e la periferia cittadina, resta relativamente poco nota. Persino tra gli abitanti di L.A. stessa, non sono in molti a rendersi conto dell&#8217;estensione e della letterale onnipresenza di questa industria tanto potenzialmente lesiva, che noi europei siamo abituati a collocare ben pi\u00f9 lontana da dove i bambini vanno a scuola, o la gente dorme nella pace della propria stanza\u00a0da letto, fino all&#8217;ora che gli \u00e8 pi\u00f9 consona. Certo, gli abitanti di quartieri tra i pi\u00f9 sfortunati, tra cui\u00a0la famiglia intervistata nel sopra-incluso\u00a0servizio della rivista Vice, sono fin troppo coscienti del frastuono mattutino causato dall&#8217;accensione delle trivelle, degli odori nauseabondi dell&#8217;acqua di lavorazione, del caos causato dai continui spostamenti di macchinari ed attrezzatura. Ma una volta lasciato il luogo di residenza per recarsi presso l&#8217;ufficio o altro luogo diurno (con probabile sollievo immediato) poi passano dinnanzi ad altre letterali dozzine di <em>derricks<\/em> che, semplicemente, non possono vedere. \u00c8 ormai considerata prassi comune, e necessaria, infatti, che le torri d&#8217;estrazione di Los Angeles siano in qualche modo &#8220;nascoste&#8221; agli occhi della gente, molto spesso con la costruzione tutto attorno di un vero e proprio edificio. O per meglio dire, della sua sola facciata, priva di finestre, nell&#8217;approssimazione inquietante e sovradimensionata di un qualche misterioso monolite. Altre torri sono circondate dagli alberi, o se pi\u00f9 piccole, esse stesse camuffate a guisa di palme. Talvolta si sceglie addirittura di farle sembrare delle antenne telefoniche, preferendo ricevere proteste per quello che sarebbe stato, indubbiamente, il minore dei due mali.<br \/>\nMentre forse la soluzione pi\u00f9 affascinante e strana, impiegata nei distretti commerciali e negli altri luoghi di eccessiva esposizione, resta quella di abbellire direttamente la torre, con pannelli variopinti scelti per l&#8217;occasione, utili a renderla una sorta di orribile scultura moderna. Si sceglie, in quei casi, di fare affidamento sul senso dell&#8217;abitudine della gente comune, che ormai \u00e8 rassegnata ad un tale situazione, e senza dubbio esclama alla visione di una tale stravaganza: &#8220;Ah, per\u00f2! \u00c8 davvero molto meglio di prima&#8230;&#8221;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20592\" aria-describedby=\"caption-attachment-20592\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ofd2VcXDixg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20592\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20592 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/THUMS-Islands-500x313.jpg\" alt=\"THUMS Islands\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/THUMS-Islands-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/THUMS-Islands-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/THUMS-Islands.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20592\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni dei pi\u00f9 estesi e famosi pozzi di Los Angeles si trovano a poca distanza della costa, presso le isole artificiali cosiddette degli Astronauti (ognuna ha il nome di una persona che \u00e8 stata nello spazio) o di THUMS (l&#8217;acronimo della compagnia che le ha in gestione). Ciascuna di esse, vista da lontano, sembra ospitare un attraente paradiso tropicale. Ma all&#8217;eventuale sbarco, si rivelerebbe sotto gli occhi dei turisti un mondo di apparecchiature e silos di vario tipo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben lontana dai suoi fasti trascorsi, tuttavia l&#8217;industria petrolifera di L.A. continua indisturbata. Secondo quella prassi problematica per cui al progressivo esaurirsi di una risorsa, piuttosto che diminuire gli sforzi per estrarla, essi aumentano. Perch\u00e9 con le infrastrutture gi\u00e0 piazzate, anche soltanto una frazione dell&#8217;antica et\u00e0 dell&#8217;oro resta sufficiente a far guadagnare cifre dai numerosi zeri. Cos\u00ec la produzione cittadina, ad oggi, si attesta sui 250.000 barili e tutti vivono (pi\u00f9 o meno) felici. O almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che pensano, perch\u00e9 l&#8217;abitudine cancella il male, in funzione del nostro pervasivo senso d&#8217;ottimismo, variabilmente giustificato. Lo spettro della dannazione, tuttavia, resta pur sempre in agguato. Particolarmente grave\u00a0\u00e8 stato il caso del 23 ottobre del 2015, quando gli impianti di estrazione del gas naturale presso il canyon di Aliso, a circa\u00a0100 Km da Los Angeles, riport\u00f2 l&#8217;improvvisa rottura di un tubo sotterraneo, liberando nell&#8217;atmosfera circa 50.000 tonnellate di metano\u00a0l&#8217;ora. Una situazione che arriv\u00f2 a portare nei mesi successivi diffusi giramenti di testa negli abitanti locali, perdite di sangue dal naso ed infezioni alla gola ed alle orecchie. \u00c8 fondamentale notare come simili incidenti, tra l&#8217;altro, non siano affatto facili da risolvere, con una situazione d&#8217;emergenza che si protrasse fino a febbraio del 2016, quando finalmente la compagnia che aveva in gestione l&#8217;impianto riusc\u00ec a chiudere la falla e far cessare l&#8217;avvelenamento collettivo. Ma chi pu\u00f2 dire fra quanti anni, ed in quale orribile modo, quella gente pagher\u00e0 il prezzo di un simile\u00a0disastro&#8230;<br \/>\nAzione, reazione, soluzione! Sarebbe bello poter dire che la gente del colossale centro urbano, colpita da un tale evento, si attiv\u00f2 immediatamente per far chiudere gli impianti di estrazione del petrolio letteralmente siti a pochi metri dal proprio cortile, attivando un movimento senza precedenti per far allontanare la bomba ad orologeria dai propri preziosissimi polmoni. Completo di raccolte firme, proteste in piazza, petizioni al congresso e vaste campagne d&#8217;informazione collettive&#8230; Ma tutto questo, naturalmente, resta un sogno! Reso impossibile dallo stato attuale delle cose, dallo stesso tessuto che ospita la nostra immane-umana societ\u00e0. \u00c8 come il fato della tigre a sciabola, che inseguendo la sua preda intrappolata dal catrame, non faceva altro che finire anche lei condannata. Ma fu proprio la sostanza nera e appiccicosa, totalmente impenetrabile all&#8217;aria, a consegnarci un tale scheletro con fauci acuminate, totalmente\u00a0intatto fin\u00a0dall&#8217;epoca della remota dipartita. O in altri termini: moriremo tutti. Ma qualcuno sopravvivr\u00e0. E quel qualcuno, guardando indietro, finalmente trover\u00e0 la soluzione. Beato lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lenta e inesorabile, la quattordicimilioni-settecento-quarantunesima del secolo raggiunge il velo denso della superficie, affiora, emerge e poi scompare, disgregata per la cessazione della\u00a0sua coesione chimica di base. Il messaggero tondeggiante del profondo. L&#8217;emisfero gi\u00e0 scoppiato tra le foglie morte, per tanti stolidi miliardi d&#8217;anni. Silenziosamente, l&#8217;osservano modelli in scala 1:1 delle bestie che qui furono &#8230; <a title=\"I pozzi petroliferi nascosti tra le palme ed i palazzi di Los Angeles\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20588\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I pozzi petroliferi nascosti tra le palme ed i palazzi di Los Angeles\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,625,233,167,976,728,858,768,147,71,329],"class_list":["post-20588","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-citta","tag-industria","tag-ingegneria","tag-los-angeles","tag-petrolio","tag-risorse","tag-societa","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20588"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20598,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20588\/revisions\/20598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}