{"id":20577,"date":"2016-06-27T07:07:37","date_gmt":"2016-06-27T05:07:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20577"},"modified":"2016-06-27T07:08:36","modified_gmt":"2016-06-27T05:08:36","slug":"la-capra-che-offese-la-regina-elisabetta-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20577","title":{"rendered":"La capra che offese la regina Elisabetta II"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yNM-f20nzMU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20578\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20578\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Billy-the-Goat-500x313.jpg\" alt=\"Billy the Goat\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Billy-the-Goat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Billy-the-Goat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Billy-the-Goat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto accadde il 16 giugno del 2006, durante le celebrazioni tenutasi a Cipro per il suo ottantesimo compleanno. Lei, raggiante nel suo abito e copricapo rosa fuchsia, perfettamente abile nel suo ruolo di rappresentanza nonostante l&#8217;et\u00e0 avanzata, che incede maestosamente (come potrebbe mai essere altrimenti) dinnanzi alle truppe in rassegna. Tra le quali, come potrete a questo punto immaginare, c&#8217;era una rappresentante della tipica gen\u00eca quadrupede di montagna, ornata da magnifica coperta, cappucci d&#8217;argento per le corna, un emblema con lo stemma reale tra le corna. Mentre un fante, con il grado ufficiale di &#8220;maggiore della capra&#8221; la teneva saldamente al guinzaglio, mostrando un&#8217;espressione molto preoccupata. William Windsor, infatti (casuale omonimo del di lei nipote, il duca di Cambridge) si era dimostrato quel giorno come un animale piuttosto recalcitrante e riottoso, in perenne ricerca di un bersaglio contro cui far battere il suo cranio corazzato. La regina, nota amante degli animali, si avvicin\u00f2 con fare cordiale. In quel momento, tutti compresero con orrore, ogni cosa\u00a0poteva accadere&#8230;<br \/>\nChe tra gli americani ed inglesi non corra tradizionalmente del buon sangue \u00e8 una questione molto\u00a0nota; \u00e8 in effetti, del tutto impossibile in determinati ambienti del mondo politico, nonch\u00e9 in altri del senso comune, dimenticare la Rivoluzione delle colonie iniziata nel 1775, che tante anime cost\u00f2 ad entrambe le parti, e che avrebbe condotto con certezza i primi all&#8217;indipendenza ed al diritto\u00a0di\u00a0essere considerati una nazione. Ma quale fu, in effetti, il punto di svolta dell&#8217;intera problematica faccenda?\u00a0Se non il primo conflitto sanguinoso di quella dannata guerra, combattuto il 19 aprile di quell&#8217;anno, presso i due villaggi del\u00a0Massachusetts,\u00a0Lexington e Concord? Molte sono le storie collegate ad un tale evento, tra cui quella della folle cavalcata degli ufficiali\u00a0della milizia\u00a0Revere e Dawes, che corsero ad avvisare i miliziani dell&#8217;arrivo dei britannici e dell&#8217;imminente scontro a fuoco. E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;intera, assolutamente fondamentale faccenda, di chi sia stato a sparare il primo colpo della guerra, contrariamente all&#8217;ordine dato dai generali britannici e coloniali. Dando inizio ad una situazione di conflitto che avrebbe portato, entro il termine della giornata, alla triste dipartita di un gran totale di 100-120 persone. Roba da nulla, essenzialmente. Sopratutto al confronto di quello che sarebbe capitato qualche mese\u00a0dopo. 17 giugno: i miliziani delle colonie, che si facevano chiamare i <em>minutemen<\/em> per la loro capacit\u00e0 di &#8220;prepararsi alla battaglia in un minuto&#8221; imbaldanziti dalle prime facili vittorie, si uniscono alle forze assedianti\u00a0la citt\u00e0 strategicamente fondamentale di Boston. Silenziosamente occupano le colline circostanti il porto ed iniziano quindi un fragoroso bombardamento d&#8217;artiglieria, grazie ai cannoni che avevano sottratto dal forte\u00a0di Ticonderoga. I britannici al di l\u00e0 del fronte di battaglia, che nelle settimane precedenti avevano ricevuto i rinforzi via mare di fino a 3.000 uomini perfettamente armati ed addestrati, inclusivi di interi reggimenti di fanti e marines, marciarono coraggiosamente sotto il comando del generale\u00a0William Howe, con l&#8217;intenzione di riconquistare le posizioni elevate e spezzare l&#8217;assedio dell&#8217;esercito di irregolari. Si tent\u00f2 l&#8217;aggiramento per ben tre volte, dando inizio ad\u00a0una mischia selvaggia, durante la quale furono trafitti dalle baionette, o i pallini di fucile, una buona parte dei\u00a01.000\u00a0soldati inglesi e circa 400 americani che sarebbero risultati al conto delle vittime, molti dei quali dipartiti\u00a0immediatamente o poco dopo, per la relativa arretratezza della scienza medica in\u00a0quegli anni. Gradualmente, tuttavia, la postazione\u00a0dei cannoni venne sopraffatta, e la milizia fu costretta ad iniziare una difficoltosa manovra di ritirata. E fu allora, secondo la leggenda, che dinnanzi ai vessilli strappati dei britannici si present\u00f2 una scena totalmente inaspettata.<br \/>\nManto bianco, corna ritorte e un fare stranamente disinteressato, nonostante il frastuono e i letterali cumuli di morti e feriti, un artiodattilo dall&#8217;andatura dinoccolata che si stagliava contro l&#8217;orizzonte, belando. Era una <em>capra\u00a0aegagrus hircus<\/em>, ovvero della specie comunemente addomesticata dagli umani, la quale tuttavia si era ritrovata a vivere allo stato brado, forse a causa dell&#8217;abbandono delle fattorie durante i primi stadi della guerra. E che adesso si trovava, incredibilmente, in una posizione perfetta per venire crivellata dal fuoco incrociato dei due schieramenti. Se non che i coloniali gli voltavano la schiena, intenti com&#8217;erano a fuggire. E\u00a0i soldati inglesi insanguinati, stanchi fino ormai allo stremo, quando videro l&#8217;innocente candore della bestia ne vennero in qualche maniera\u00a0corroborati, tanto che\u00a0i loro ufficiali provenienti in massima parte dal Galles, piuttosto che ordinare di far fuoco, decisero di correre avanti, per sovrastare con la mera forza bruta il nemico. O forse avevano semplicemente finito le munizioni, chiss\u00e0. Il risultato&#8230; Beh!\u00a0La visione di un&#8217;intera fila di soldati che sopraggiunge a perdifiato, con oggetti acuminati puntati in avanti, \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per indurre il puro terrore\u00a0un qualsivoglia quadrupede, per quanto possa trattarsi di un coraggioso montanaro. Cos\u00ec la capra molto sfortunata prese a correre alla massima velocit\u00e0 consentita dalle sue zampette, nell&#8217;esatta direzione opposta, ovvero i coloniali. Una scena diversamente interpretabile, in cui molti avrebbero visto diverse cose. Mentre i superstiti testimoni inglesi, come un sol uomo, avrebbero commemorato un tale evento come segue: &#8220;La capra sta conducendo la carica verso le forze rivoluzionarie! La capra \u00e8 in questo caso, il nostro VERO\u00a0generale! Seguiamola fino all&#8217;inferno!&#8221; E cos\u00ec fu. Si tratt\u00f2 di un terribile massacro, tanto che il generale Clinton delle forze di Boston, citando l&#8217;infelice vicenda del re Pirro dell&#8217;Epiro (da cui la celebre vittoria-non-vittoria per antonomasia) scrisse nel suo diario:\u00a0<i>Pochi altri &#8220;trionfi&#8221; come questo\u00a0metteranno presto fine al dominio britannico in America.\u00a0<\/i>Fu innegabile tuttavia come, al termine dell&#8217;intera triste vicenda, i britannici avessero trovato un&#8217;amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno sa, piuttosto stranamente, se la capra di Bunker Hill fosse sopravvissuta alla crudele mischia che ella stessa, con la sua presenza, aveva portato fino a un tale atroce compimento. Il che non lascia particolarmente ben sperare, visto come di un simile animale, per qualche ragione, tutti fossero fermamente intenzionati a fare un simbolo da portare fieramente in parata. Fatto sta che a partire da quel momento, nell&#8217;esercito inglese ci sarebbe sempre stata una qualche appartenente alla sua gen\u00eca, ufficialmente donata dalla corona ai suoi orgogliosi sottoposti.<br \/>\nLa questione venne formalizzata, nello specifico, a partire dal 1837, quando la regina Vittoria ricevette in dono da\u00a0Muhammad Shah Qajar, il sovrano di Persia, un intero gregge di capre del Kashmir, del tipo utile a fabbricare favolosi capi di vestiario, per di pi\u00f9 appartenenti ad una razza particolarmente rara e pregiata. Dopo un primo fallimentare tentativo di farle soggiornare presso le residenze principali della monarchia, quindi, le capre avevano prosperato al punto di\u00a0moltiplicarsi ben oltre il centinaio di esemplari. A quel punto, fu assolutamente necessario trasferirle presso la baia gallese di\u00a0Llandudno, in corrispondenza della baia di\u00a0Great Orme. Ed \u00e8 da quel momento che la storia inizia a farsi alquanto nebulosa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20579\" aria-describedby=\"caption-attachment-20579\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6EidXqyva_0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20579\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20579 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Goat-Parades-500x313.jpg\" alt=\"The Goat Parades\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Goat-Parades-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Goat-Parades-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Goat-Parades.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20579\" class=\"wp-caption-text\">William Windows marcia con il suo reggimento. Il video non include purtroppo una descrizione per comprendere il contesto dell&#8217;evento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo per certo, ad esempio, che la famiglia reale\u00a0inglese fece dono annualmente di un certo numero di capre alle sue forze armate, ma non conosciamo\u00a0esattamente\u00a0la provenienza di tali animali. Facendo 2+2, tuttavia, appare probabile che fossero sempre stati provenienti da quel gruppo rinomato. Durante la prima guerra mondiale, in particolare, il Secondo Reggimento del Galles fu famosamente accompagnato al fronte da una sorta di mascotte, la capra Taffy, denominata con l&#8217;appellativo ufficiale di <em>Regimental Goat<\/em>. Questa si imbarc\u00f2 per la Francia nel 13 agosto del 1914, \u00a0per partecipare alla ritirata di Mons, alla prima battaglia di Ypres e agli scontri di\u00a0Festubert and Givenchy. L&#8217;animale sarebbe morto, forse per cause naturali, nel 20 gennaio del 1915, ricevendo la medaglia postuma al valore inglese. E ad ogni modo per quanto ne sappiamo, da allora il contingente gallese in questione fu sempre accompagnato da un consimile\u00a0di questo stimatissimo compatriota, quando\u00a0non addirittura un vero e proprio discendente diretto di lui. E la pi\u00f9 famosa di queste capre, senza ombra di dubbio, \u00e8 ad oggi quella che fu donata dalla regina Elisabetta II stessa nel 2001, affinch\u00e9 fosse nominata addirittura\u00a0<em>lance corporal<\/em> d&#8217;armata (un grado immediatamente inferiore a quello nostrano del <em>caporale<\/em>) con un grande successo mediatico di pubblico e l&#8217;approvazione temporanea degli animalisti. Perch\u00e9 quella beneamata capra fu esattamente\u00a0cinque anni dopo, proprio in funzione dell&#8217;offesa arrecata in quel fatidico 16 giugno citato in apertura, degradata!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20580\" aria-describedby=\"caption-attachment-20580\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Zpl9iaOb4pc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20580\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20580 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Penguin-Knight-500x313.jpg\" alt=\"The Penguin Knight\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Penguin-Knight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Penguin-Knight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/The-Penguin-Knight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20580\" class=\"wp-caption-text\">Animali nominati membri dell&#8217;esercito&#8230; Doveva necessariamente trattarsi degli inglesi, giusto? Sbagliato! La guardia reale norvegese dispone dal 2008 di particolare un colonnello, per di pi\u00f9 cavaliere, di nome Nils Olav. Il quale sembrerebbe essere, <em>for all intents &amp; purposes<\/em>, un pinguino.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma che cosa potrebbe poi aver fatto, di tanto terribile, la cara\u00a0William, per ritrovarsi improvvisamente con il rango minimo di fuciliere? B\u00e9, niente di cos\u00ec terribile, alla fine. Forse rabbiosa per le lunghe ore trascorse al guinzaglio, nell&#8217;attesa che la sovrana giungesse ad ammirarla dopo l&#8217;atterraggio dell&#8217;aereo reale, inizi\u00f2 a belare e scalpitare. Per quindi colpire con una vigorosa testata, proprio nel momento massimamente sconveniente\u00a0della visita della sovrana, un suonatore militare di tamburo. Oh. Terribile! Ovviamente, in condizioni normali nessuno si sarebbe stupito di ci\u00f2: le capre c\u00e0prano, cos\u00ec si dice. Ma se abbigli una simile creatura a festa, e la tratti a tutti gli effetti come un umano (William-detto-Billy riceveva all&#8217;epoca anche una paga di due sigarette al giorno, che invece di fumare, mangiava, e i soldati dal grado inferiore dovevano stare sull&#8217;attenti al suo passaggio) \u00e8 inevitabile poi aspettarsi da lui un comportamento a tutti gli effetti contegnoso. Ambito nel quale, purtroppo, l&#8217;animale si dimostr\u00f2 in quel caso deludente. Senza contare quello che sarebbe capitato se la sua attenzione, invece di dirigersi altrove, fosse stata puntata direttamente alla regina!<br \/>\nIl finale dell&#8217;improbabile fiaba, tuttavia, non \u00e8 poi tanto negativo. Soltanto tre mesi dopo l&#8217;evento, durante la parata dell&#8217;Alma Day per commemorare la guerra in Crimea (ma quante ne avete combattute, inglesi&#8230;) alla capra fu restituito il suo grado, con gran sollievo di ogni parte coinvolta. Tra le quali, immagino, anche la regina, che di certo sar\u00e0 stata dispiaciuta per il fato di un simile fedele animale. Qualche anno dopo, invece, e per essere precisi il 20 maggio del 2009, dopo 8 anni di onorato servizio la capra fu inviata verso un sereno pensionamento, presso il recinto aperto alle visite dei bambini dello zoo di\u00a0Whipsnade, dove tra l&#8217;altro gli \u00e8 stato anche permesso di accoppiarsi, diverse volte. Nel frattempo il Secondo Reggimento del Galles, lungi dal rimanere senza il suo cornuto e\u00a0peloso rappresentante, ha gi\u00e0 ricevuto in custodia l&#8217;erede di Billy, chiamato molto giustamente William Windows II. L&#8217;animale, anch&#8217;esso proveniente dalla foresta di\u00a0Llandudno, \u00e8 stato tuttavia riammesso con il grado minimo di fuciliere, dovendo affrontare un lungo periodo di addestramento prima di acquisire il rango che era stato del predecessore.<br \/>\nSe la capra autrice del misfatto reale sia ancora in salute, o deceduta per l&#8217;et\u00e0 avanzata, purtroppo non mi \u00e8 noto. Per la cronaca, le capre vivono normalmente fra i 15 e i 18 anni, quindi le alternative sono entrambe possibili allo stato attuale. Ma ci\u00f2 che non ha mai lasciato questo mondo, senza ombra di dubbio, \u00e8 il coraggioso spirito di quella prima capra britannica di Bunker Hill, che con il suo gesto forse accidentale di caricare i <em>minutemen<\/em>, dimostr\u00f2 ancora una volta al mondo chi determina, fondamentalmente, le svolte negli attimi di crisi della storia: la natura, in molte vesti. Ed \u00e8 probabilmente per questo che inserire un suo agente all&#8217;interno della pi\u00f9 umana delle macchine organizzative, quella della guerra, appare per certi assurdi versi,\u00a0quasi sensato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto accadde il 16 giugno del 2006, durante le celebrazioni tenutasi a Cipro per il suo ottantesimo compleanno. Lei, raggiante nel suo abito e copricapo rosa fuchsia, perfettamente abile nel suo ruolo di rappresentanza nonostante l&#8217;et\u00e0 avanzata, che incede maestosamente (come potrebbe mai essere altrimenti) dinnanzi alle truppe in rassegna. Tra le quali, come potrete &#8230; <a title=\"La capra che offese la regina Elisabetta II\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20577\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La capra che offese la regina Elisabetta II\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,845,200,630,132,1803,1804,768,71,89,1024],"class_list":["post-20577","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-battaglie","tag-capre","tag-guerra","tag-inghilterra","tag-monarchia-inglese","tag-parate","tag-societa","tag-storia","tag-strano","tag-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20577"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20582,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20577\/revisions\/20582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}