{"id":20572,"date":"2016-06-26T06:42:49","date_gmt":"2016-06-26T04:42:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20572"},"modified":"2016-06-26T06:42:49","modified_gmt":"2016-06-26T04:42:49","slug":"quegli-agili-piloti-dinghilterra-coi-loro-fiammanti-sidecar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20572","title":{"rendered":"Quegli agili piloti d&#8217;Inghilterra, coi loro fiammanti sidecar"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Qgb-jyd-hdc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20573\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20573\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Championship-500x313.jpg\" alt=\"Sidecar Championship\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Championship-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Championship-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Championship.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo siano in molti ad aver pensato, guardando una &#8220;comune&#8221; gara di MotoGP, ad aver esclamato o concepito nella loro mente un pensiero sulla linea di: &#8220;Per\u00f2. Questa particolare attivit\u00e0, a me\u00a0sembra TROPPO facile. Potrei pilotare una di quelle moto ad occhi chiusi.&#8221; Eppure a qualcuno tra i trascorsi vertici della FIM, la <em>F\u00e9d\u00e9ration Internationale de Motocyclisme<\/em>, un\u00a0tale pensiero deve aver attraversato l&#8217;anticamera del carburatore, se \u00e8 vero che nel 1949 fu concepito un secondo tipo di motomondiale parallelo a quello oggi pi\u00f9 famoso, in cui c&#8217;era tutta una serie di difficolt\u00e0 aggiunte. In primo luogo, le moto non potevano piegarsi, poi tendevano perennemente da una parte in fase d&#8217;accelerazione e da\u00a0quella opposta durante le frenate, mentre accanto al pilota fu necessario, fin da subito, posizionare un secondo uomo, con il fondamentale compito di prevenire il cappottamento alla prima curva (per non parlare di tutte quelle successive). Si, non sto scherzando: queste &#8220;moto&#8221; possono tranquillamente decollare e andare contro un muro anche per una semplice mancanza d&#8217;intesa tra i due passeggeri. Perch\u00e9 non sono semplici veicoli monoposto. Esse trascinano con se un intero carrozzino. Sono, in un solo termine, dei veri e propri sidecar.<br \/>\nUn&#8217;escursione verso gli avamposti pi\u00f9 fragranti della splendida campagna, tu e lei. Un viaggio fino al mare, sotto il Sole e con il vento che vi\u00a0scompiglia gradevolmente&#8230;La visiera del casco. Quattro salti fin lass\u00f9 tra i colli, per andare a\u00a0divertirsi con l&#8217;amica di una, oppure molte estati fin da qui all&#8217;eternit\u00e0. Son pi\u00f9 d&#8217;uno gli alterni frangenti, facili\u00a0alla mente che si nutre d&#8217;ottimismo, in cui potrebbe dirsi\u00a0utile, persino logico, l&#8217;impiego di un sistema di trasporto come questo. Ma se vogliamo tornare a noi, non c&#8217;\u00e8 davvero a questo mondo un mezzo meno pratico ed equilibrato dell&#8217;intera classe di moto fin qui citata, che possa in qualche maniera servire a raggiungere tutto d&#8217;un fiato la distante linea del traguardo. Ed \u00e8 anche vero che, come nel doppio del tennis, non ci si pu\u00f2 certo aspettare di prendere due piloti a caso tra l&#8217;abile cricca di Valentino &amp; Co, metterli in una tale improbabile situazione, ed aspettarsi che riescano nell&#8217;arduo compito di decifrare un tale sport. Come il cricket, come il polo. Perch\u00e9 ci\u00f2 che occorre, per riuscire qui nell&#8217;impresa, e soprattutto guadagnarsi il meritato trionfo, non \u00e8 niente meno che\u00a0fondere le proprie menti con una serie di\u00a0procedure totalmente contrarie all&#8217;intuito, onde\u00a0pensare ed agire alla maniera di\u00a0un singolo\u00a0individuo. Qualcosa di facilmente desumibile da questo breve ma intrigante spezzone, tratto dalla gara di inizio maggio ad Oulton Park, costituente niente meno che il primo round del Campionato Nazionale Inglese sponsorizzato\u00a0dalle\u00a0Hyundai Heavy Industries in collaborazione con il Molson Group. Ora nel vedere questi mezzi bassi e larghi che si affollano sui 4,5 Km della pista che era stata un tempo campo d&#8217;addestramento per lo sbarco in Normandia, sarebbe facile relegarli allo status di meri hobbisti ed amatori, praticanti di una disciplina che ormai conserva l&#8217;importanza solamente in rari ambienti, totalmente scollegati dall&#8217;opinione del senso comune. Ma notevolmente\u00a0pi\u00f9 difficile, risulterebbe negare la loro strabiliante abilit\u00e0. Le coppie guidatore-passeggero a ben guardarli, alla guida per la massima parte di velocicli Yamaha, Kawasaki, Honda e Suzuki (certe cose non cambiano mai) sembrano quasi degli acrobati da circo, mentre il primo, racchiuso in una carena a campana che non sfigurerebbe in un bob delle Olimpiadi Invernali, fa del suo meglio per approcciarsi in ottima configurazione a ciascuna svolta del tracciato. Ma \u00e8 il secondo, nel suo carrozzino rigorosamente aperto sul retro, a\u00a0sembrare prossimo a volare fuori di continuo, mentre s&#8217;inginocchia a piega prima di qua, poi di l\u00e0, di qua, di l\u00e0. Non per niente il suo ruolo \u00e8 stato qualche volta definito, a partire da un particolare slang australiano, come quello della &#8220;scimmia&#8221;. Un appellativo tanto calzante\u00a0che volevo usarlo nel titolo, ma ho temuto di essere frainteso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20574\" aria-describedby=\"caption-attachment-20574\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7PTbNHgXWYo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20574\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20574 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Man-TT-500x313.jpg\" alt=\"Sidecar Man TT\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Man-TT-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Man-TT-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Man-TT.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20574\" class=\"wp-caption-text\">La prima inclusione dei Sidecar nelle giornate di fuoco del TT dell&#8217;Isola di Man risale al 1923. Oggi essa, come la versione classica a due ruote di questa pericolosissima competizione stradale, non fa pi\u00f9 parte del MotoGP.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dire che pur essendo tanto sconosciuta non si tratta, in ultima analisi, di un&#8217;invenzione recente, n\u00e9 tipicamente o esclusivamente inglese. Tanto che le gare di sidecar, fin da principio, vennero tenute in piste sparse in giro per l&#8217;Europa, da principio in mezzi niente affatto diversi da quelli concepiti per l&#8217;uso stradale.\u00a0Facendo riferimento a\u00a0Wikipedia, \u00e8 al momento possibile riscontrare come\u00a0nei primi anni si fosse puntualmente riconfermata una vittoria dei mezzi costruiti dalla Norton inglese, finch\u00e9 nel 1953 la coppia\u00a0Eric Oliver &#8211; Stan Dibben non si present\u00f2 alla partenza con una moto\u00a0per la prima volta costruita ad-hoc, con un unico telaio per guidatore e carrozzino, nonch\u00e9 la caratteristica pedana arretrata che tutt&#8217;ora caratterizza lo sport. Tale soluzione quindi si diffuse a macchia d&#8217;olio, portando ad un rimescolamento dei rapporti di capacit\u00e0 ingegneristica\u00a0che a partire dall&#8217;anno successivo vide l&#8217;inizio del lungo predominio della casa tedesca BMW, che avrebbe partecipato alla vittoria di\u00a0tutti i motomondiali di categoria fino ed oltre la met\u00e0 degli anni &#8217;70. Aspetto interessante di questo lungo periodo fu la doppia vittoria, nel &#8217;65 e &#8217;66, del duo dinamico di\u00a0Fritz Scheidegger (svizzero) e John Robinson (inglese) con il loro particolare sidecar a piattaforma, definito all&#8217;epoca &#8220;la moto pi\u00f9 bassa mai costruita&#8221;. E tutto sembrava procedere in maniera pi\u00f9 o meno prevedibile, finch\u00e9 nel 1979, le continue innovazioni tecnologiche introdotti dai team di gara non costrinse la FIM a suddividere il campionato in due versioni, dedicate rispettivamente ai veicoli convenzionali ed ai prototipi. Quest&#8217;ultimo, quindi, fu vinto da Bruno Holzer &#8211;\u00a0Charlie Maierhans, a bordo di un improbabile veicolo della LCR (Louis Christen Racing) che era dotato di volante ed acceleratore a pedale, mentre il passeggero, stolido ed immobile, costituiva in effetti unicamente una zavorra. Rilevato come un tale tipo di competizione rischiasse di diventare, nel giro di un paio d&#8217;anni, qualcosa che con il motociclismo aveva poco o nulla a che vedere, i vertici manageriali della federazione decisero quindi di imporre una serie di regolamenti pi\u00f9 stringenti e dettagliati, incluso quello secondo cui un sidecar dovesse avere unicamente due ruote, una sterzante ed una motrice, perfettamente in asse, pi\u00f9 quella addizionale del carrozzino. Ma poich\u00e9 non veniva detto nulla a proposito della grandezza delle stesse, esse diventarono sempre pi\u00f9 piccole, al fine di ribassare il mezzo di trasporto. Gli pneumatici impiegati inoltre sono tutt&#8217;ora di tipo automobilistico, affini a quelli di alcune\u00a0competizioni a ruote scoperte, per il semplice fatto che non dovendo piegarsi trasversalmente durante le curve, il battistrada convesso tipico delle moto non avrebbe dato alcun tipo di profitto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20575\" aria-describedby=\"caption-attachment-20575\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=u2PuQ49yjyA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20575\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20575 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Motocross-500x313.jpg\" alt=\"Sidecar Motocross\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Motocross-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Motocross-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Sidecar-Motocross.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20575\" class=\"wp-caption-text\">Esiste anche un campionato di sidecarcross, iniziato in Inghilterra negli anni &#8217;30. Pur non avendo il prestigio della versione su pista dello sport, anche qui c&#8217;\u00e8 un campionato mondiale, con eventi annuali tenuti in giro per l&#8217;Europa. Queste immagini provengono da una gara tenutasi l&#8217;anno scorso a Roggenburg, nel land della Baviera.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella versione moderna delle gare su pista con i sidecar, esistono tre tipi di evento: la <em>match race<\/em>, con una serie di <em>manches<\/em> ad eliminazione, la gara <em>sprint<\/em>, di soli 12 giri, e la vera e propria <em>gold race<\/em>, comparabile come durata, e spesso proposta in affiancamento, a quella molto pi\u00f9 seguita del motomondiale contemporaneo. Esistono inoltre due categorie o &#8220;formule&#8221; la prima con mezzi in materiali compositi ultra-leggeri e cilindrata di fino a 1000 cm\u00b3, mentre la seconda dedicata a mezzi da 600 cm\u00b3 con telai tubolari. Ma sia chiaro che anche questi ultimi risultano ben diversi da un sidecar che potremmo aspettarci di vedere su strada.<br \/>\nTornando a noi, \u00e8 vero che, come affermato dalla maggior parte dei blog rimasti colpiti dal video di Donington Park, lo sport del sidecar da corsa \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 prevalentemente inglese, alla maniera di tanti altri insolite competizioni tradizionali? Tecnicamente, no. Ma \u00e8 pur vero che a partire dal 1997, 11 titoli mondiali su 19 se li sono spartiti\u00a0i due piloti\u00a0Steve Webster e Tim Reeves, ciascuno accompagnato dal rispettivo, e qualche volta variabile,\u00a0passeggero. \u00c8 quindi comprensibile che nelle isole del Nord, un simile tipo di corse abbia un seguito pi\u00f9 appassionato che da noi.<br \/>\nNel frattempo, l&#8217;unico italiano che possiamo ritrovare nell&#8217;intero albo d&#8217;oro \u00e8 Lorenzo Dobelli, che partecip\u00f2 a due vittorie nel 1950 e &#8217;51. E volete provare ad indovinare chi guidasse quell&#8217;affascinante velociclo\u00a0Norton Manx? Esatto. Un inglese (Eric Oliver). Ecco dunque, se mai ce ne fosse stato bisogno, un&#8217;ulteriore dimostrazione delle molte cose buone che possono nascere dalla collaborazione tra Nazioni. Ora, se soltanto a questo vasto e pazzo mondo, riuscisse di seguire quel\u00a0messaggio di competizione fraterna e ragionevole, che da sempre si ritrova nel\u00a0migliore mondo dello sport!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non credo siano in molti ad aver pensato, guardando una &#8220;comune&#8221; gara di MotoGP, ad aver esclamato o concepito nella loro mente un pensiero sulla linea di: &#8220;Per\u00f2. Questa particolare attivit\u00e0, a me\u00a0sembra TROPPO facile. Potrei pilotare una di quelle moto ad occhi chiusi.&#8221; Eppure a qualcuno tra i trascorsi vertici della FIM, la F\u00e9d\u00e9ration &#8230; <a title=\"Quegli agili piloti d&#8217;Inghilterra, coi loro fiammanti sidecar\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20572\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Quegli agili piloti d&#8217;Inghilterra, coi loro fiammanti sidecar\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[236,379,321,256,132,1017,161,1802,137,1287,151,71],"class_list":["post-20572","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-europa","tag-gare","tag-germania","tag-guida","tag-inghilterra","tag-isola-di-man","tag-moto","tag-motocross","tag-motori","tag-pista","tag-sport","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20572"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20572\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20576,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20572\/revisions\/20576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}