{"id":20545,"date":"2016-06-23T07:07:10","date_gmt":"2016-06-23T05:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20545"},"modified":"2016-06-23T07:13:51","modified_gmt":"2016-06-23T05:13:51","slug":"come-creare-una-sfera-di-terra-giapponese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20545","title":{"rendered":"Come creare una sfera di terra giapponese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HqAfzcJurMM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20546\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20548\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-500x313.jpg\" alt=\"Dorodango\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi \u00e8 alla ricerca di un nuovo hobby. Per chi ha una mensola vuota sul camino. Per chi ha il giardino. E tempo, voglia, predisposizione, di accovacciarsi per raccogliere qualche manciata di comune vecchia terra, la cara polvere del suolo. Allo scopo di&#8230;Mettiamola in questo modo: nella perenne e articolata ricerca del perfetto manufatto decorativo, ovvero un oggetto degno della nostra ammirazione e spazio casalingo sopra i mobili, troppo ci lasciamo dirigere dal gusto e dalla concezione collettiva! Perch\u00e9 esistono parametri &#8220;oggettivi&#8221; come l&#8217;antichit\u00e0, il valore dei materiali, la finezza estetica di quanto siamo a valutare. Ma non \u00e8 forse vero che nell&#8217;epoca del puro ed assoluto soggettivismo (io, io, io nerd, io neet, otaku, surfista, vegano&#8230;) disponiamo ormai degli strumenti tipologici e mentali per trovare quello che ha importanza per noi, e\u00a0porlo su di un piedistallo che tutto sovrasta? I giapponesi, dopo tutto, questo l&#8217;avevano in qualche maniera intuito. Ed \u00e8 per questo che si erano industriati, fin da tempo immemore, ad insegnarlo alle loro pi\u00f9 giovani generazioni. Passando attraverso, tra le tante cose, ad un&#8217;arte semplice, oppure gioco che dir si voglia, definito dello\u00a0<em>hikaru dorodango <\/em>(\u5149\u308b\u6ce5\u3060\u3093\u3054<em>),\u00a0<\/em>letteralmente: lo gnocco splendente di fango. Oggi questa tecnica, diventata internazionale, viene insegnata al popolo di Internet da numerosi siti e portali dal vario grado di specializzazione, soprattutto in forza della sua relativa semplicit\u00e0 realizzativa, ma anche per la bellezza del prodotto finale, che si \u00e8 potenzialmente\u00a0dimostrato\u00a0degno di trovare posto nel\u00a0<em>tokonoma<\/em> (\u5e8a\u306e\u9593) familiare, la nicchia al centro\u00a0della stanza in cui si accoglie un ospite, dinnanzi ai pi\u00f9 bei tesori della propria casa.<br \/>\nIl pi\u00f9 famoso produttore occidentale di <em>dorodango<\/em> \u00e8 senza dubbio\u00a0Bruce Gardner di Albuquerque, nel New Mexico, che a partire dal\u00a02002, a seguito della lettura di un articolo sulla cultura giapponese della rivista TATE, scritto da nientemeno che il famoso autore fantascientifico e saggista William Gibson, decise che avrebbe iniziato a vagare per i molti deserti sabbiosi del suo stato. Ritrovando, e quindi raccogliendo, i pi\u00f9 diversi tipi di sabbie colorate per mettere in pratica la tecnica che consiste, essenzialmente, nel compattare quanto di dovuto, renderlo massimamente sferoidale, quindi procedere a una speciale tecnica di disidratazione e lucidatura, fino all&#8217;ottenimento di un qualcosa che sia, al tempo stesso, umile e perfetto. Qualit\u00e0 che Gibson, in effetti, nominava solamente di sfuggita, come tenue strumento metaforico per definire l&#8217;auto-isolamento delle nuove generazioni nipponiche. Nonch\u00e9 una vera dimostrazione terrena, se mai ce n&#8217;\u00e8 stata una, dei meriti della meditazione e dello Zen. \u00c8 tuttavia indubbio come da questo recente video del National Geographic, che mostra il fenomenale risultato del suo lavoro, sia difficile desumere alcun tipo d&#8217;informazione procedurale o effettivo segreto dell&#8217;artista. La terra, se semplicemente raccolta ed appallottolata, come potrete facilmente immaginare (o provare) non dimostra certo questa innata capacit\u00e0 di coesione e quindi, predisposizione alla lucidatura. Un approfondimento, dunque,\u00a0viene reso\u00a0estremamente necessario.<br \/>\nLa moderna versione dello\u00a0<em>hikaru dorodango\u00a0<\/em>(nella pronuncia, \u00e8 importante che la &#8220;h&#8221; iniziale sia aspirata) rinasce essenzialmente dagli studi e dalle pubblicazioni del professore di psicologia e ricercatore Fumio Kayo dell&#8217;Universit\u00e0 di Kyoto, che nel 2001 pubblic\u00f2 un famoso articolo sull&#8217;argomento. In cui egli narrava, in modo alquanto affascinante, del periodo trascorso collaborando con un asilo, all&#8217;interno del quale aveva interagito e giocato con i bambini, ritrovandosi a intraprendere, su precise istruzioni dell&#8217;insegnante, l&#8217;apparentemente semplice tecnica dello gnocco di fango. Scoprendo quasi subito come, per la mente dei giovani creatori, simili oggetti\u00a0diventassero immediatamente preziosissimi, alla stregua di ninnoli acquistati a caro prezzo, e il modo in cui per ciascuno di loro, la propria creazione apparisse essenzialmente perfetta. Persino nel caso in cui essa fosse tutt&#8217;altro che tonda. Nonostante il duro impegno, tuttavia, il Prof. Kayo racconta di non essere riuscito, in un primo momento, a raggiungere la compatta lucentezza della palla creata dal suo collega locale, ricavandone un cruccio che l&#8217;avrebbe accompagnato fino al suo ritorno nel dipartimento all&#8217;universit\u00e0. Inizi\u00f2 cos\u00ec un periodo di approfondito studio, da parte sua, completo di numerosi esperimenti e addirittura dell&#8217;impiego di un microscopio per studiare la superficie delle sfere, al fine di elaborare un metodo creativo delle migliori palle splendenti che non fosse pi\u00f9 soltanto il frutto dell&#8217;istinto e dell&#8217;esperienza, ma che tutti potessero apprendere attraverso una serie di semplici passaggi. Tale sistema, ad oggi, risulta ancora ufficialmente pubblicato sul <a href=\"http:\/\/www.kyokyo-u.ac.jp\/youkyou\/4\/english4.htm\" target=\"_blank\">suo sito personale<\/a> all&#8217;interno del portale dell&#8217;universit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20546\" aria-describedby=\"caption-attachment-20546\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2BDGhEXzOGM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20546\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20546 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Blue-Dorodango-500x313.jpg\" alt=\"Blue Dorodango\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Blue-Dorodango-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Blue-Dorodango-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Blue-Dorodango.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20546\" class=\"wp-caption-text\">La bambina protagonista del canale &#8220;Macaron48&#8221; dimostra l&#8217;intera procedura di messa in opera del &#8220;RE dei <em>dorodango<\/em>&#8221; una sorta di kit di montaggio con pi\u00f9 tipi di terra, polvere azzurra per lo strato finale ed un pratico piedistallo, che si dimostra utile anche per dare la forma alla sfera. Il video, lungo circa 20 minuti, \u00e8 la pi\u00f9 completa e puntuale dimostrazione presente su YouTube della procedura descritta a seguire.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sito, nonostante una traduzione in inglese non propriamente ineccepibile ed un fondale a quadrettoni che non sfigurerebbe in una schermata dei titoli del videogame Super Monkey Ball, risulta estremamente dettagliato ed in un certo senso, rivelatore. Tutto inizia con il primo passaggio, imprescindibile, della creazione del fango, attraverso il mescolamento della terra con una quantit\u00e0 di fango che pu\u00f2 variare, in base alle caratteristiche mineralogiche della stessa. Sar\u00e0 comunque necessario che essa raggiunga una consistenza simile a quella dell&#8217;impasto per fare il pane. Si procede, quindi, con la creazione del corpo centrale della sfera, appallottolando il materiale e premurandosi di scuoterlo di tanto in tanto, affinch\u00e9 le particelle argillose (se presenti) possano depositarsi presso l&#8217;esterno dell&#8217;oggetto, rendendo pi\u00f9 facile l&#8217;ottenimento di una forma che sia priva di difetti. Fin qui tutto normale. A questo punto si prende della nuova terra, possibilmente di una granatura pi\u00f9 fine (Gardner del New Mexico, ad esempio, ha l&#8217;abitudine di filtrarla con un setaccio) e la si fa precipitare da una mano, mentre con l&#8217;altra vi si ruota sotto la sfera fin qui formata e si rimuove la polvere in eccesso. Assorbendo immediatamente l&#8217;umidit\u00e0 del nuovo materiale, la palla tender\u00e0 a crescere, ed al tempo stesso rester\u00e0 sufficientemente umida da non formare degli spacchi o crepe.<br \/>\nMa le cose iniziano a farsi veramente interessanti solamente con il quarto passaggio dell&#8217;operazione; \u00e8 allora, infatti, che il creatore dovr\u00e0 prendere quanto ottenuto fino a questo punto, ed inserirlo all&#8217;interno di un sacchetto di plastica per farlo asciugare. Trasformandosi in\u00a0condensa, a s\u00e8guito di un tale gesto e dopo l&#8217;attesa di qualche ora, tutta l&#8217;acqua contenuta nel <em>dorodango<\/em> tender\u00e0 ad emergere sulla superficie, pronta ad essere rimossa con un panno per lucidare. Tale processo, se ritenuto necessario, pu\u00f2 tra essere accelerato tramite l&#8217;inserimento della sfera in frigorifero, bench\u00e9 in tal caso i tempi diventino tanto brevi, ed il rischio che l&#8217;acqua si depositi sul fondo della busta tanto\u00a0rischioso, da comportare un margine d&#8217;errore temporale estremamente ridotto. Questi ultimi due passaggi, ad ogni modo, dovranno essere ripetuti pi\u00f9 volte: la palla viene tirata fuori dalla busta, lucidata e messa ad asciugare nuovamente. Due, tre, quattro volte&#8230;Finch\u00e9 ad un certo punto, al suo interno non rester\u00e0 alcuna traccia d&#8217;umidit\u00e0, ed essa sar\u00e0 dura e solida quasi come una ceramica prima della cottura. (*a quanto ne so, nessuno ha mai tentato di cuocere una <em>dorodango. <\/em>Chiss\u00e0 cosa potrebbe mai succedere&#8230;.)\u00a0Se tutto \u00e8 stato fatto correttamente, quindi, e se la terra sar\u00e0 stata di un tipo in grado di rivelarsi idoneo, la propria palla di terra inizier\u00e0 spontaneamente a brillare!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20547\" aria-describedby=\"caption-attachment-20547\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LqaJ55Wcee4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20547\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20547 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-2-500x313.jpg\" alt=\"Dorodango 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Dorodango-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20547\" class=\"wp-caption-text\">In questo video del canale GARAGE-MO1 viene mostrato molto bene il processo di creazione dello strato polveroso, fondamentale per l&#8217;ottenimento di una superficie uniforme.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel testo di\u00a0Fumio Kayo vengono riconosciuti 5 gradi differenti di lucentezza per le <em>hikaru<\/em>\u00a0<em>dorodango,\u00a0<\/em>dove il quinto \u00e8 il migliore. Secondo le informazioni reperibili online, quindi, egli terrebbe una sfera di livello quattro nel suo ufficio all&#8217;universit\u00e0. Mentre l&#8217;unica del grado massimo tra quelle in suo possesso, a quanto pare, sarebbe gelosamente custodita nella sua abitazione di Kyoto. NESSUNO sembra possedere foto di una tale meraviglia del nostro pianeta.\u00a0Bruce Gardner, invece, con il tipico approccio pragmatico di chi si avvicina da fuori a una cultura straniera, non sembra lasciarsi condizionare da questo valore arbitrario\u00a0del riuscire a far riflettere la luce, tanto che alcune\u00a0delle sue sfere appaiono opache o persino bitorzolute. Una, in particolare, assomiglia alla pi\u00f9 celebre fotografia del pianeta nano Plutone realizzata esattamente un anno fa dalla sonda New Horizons.<br \/>\nL&#8217;associazione mentale tipologica della mentalit\u00e0 americana a questo particolare elemento decorativo\u00a0giapponese, ad ogni modo, potrebbe risultare piuttosto curiosa: esiste infatti un detto tipico del paese del Far West, estremamente diffuso ed utilizzato, che recita molto\u00a0brevemente\u00a0&#8220;<em>You can&#8217;t polish a turd.<\/em>&#8221; Trad. &#8211;\u00a0Non puoi lucidare un escremento.\u00a0Affermazione, apparentemente molto chiara, che in realt\u00e0 pu\u00f2 assumere almeno due interpretazioni: la prima che una cosa sgradevole e\/o insignificante, per quanto ci si possa applicare nel renderla esteticamente bella, tale rimarr\u00e0 per sempre NELLA SUA ESSENZA. La seconda \u00e8 che la bruttezza sia insuperabile, come\u00a0una sorta di verit\u00e0 rivelata o comando dal cielo. Ma ci\u00f2 \u00e8 chiaramente falso. Gli stessi conduttori del famoso programma di Discovery Mythbusters,\u00a0Adam Savage e\u00a0Jamie Hyneman, misero alla prova il detto nel 2008 con la loro solita inclinazione letterale, applicando la tecnica del <em>dorodango<\/em> a due mucchietti di sterco, rispettivamente di struzzo e di leone (caspita, che eleganza!) Lo spezzone <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/results?search_query=Mythbusters++turd\" target=\"_blank\">ricompare periodicamente su YouTube<\/a>\u00a0e costituisce una delle poche esposizioni mediatiche occidentali, assieme al video del National Geographic, di questo antico ed apparentemente sciocco passatempo giapponese. Che tuttavia permette di creare la bellezza sfavillante a partire da un qualcosa di estremamente semplice, o persino disgustoso. E non \u00e8 forse questa, una preziosa allusione al significato della nostra stessa continua, insuperabile\u00a0ricerca d&#8217;Illuminazione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi \u00e8 alla ricerca di un nuovo hobby. Per chi ha una mensola vuota sul camino. Per chi ha il giardino. E tempo, voglia, predisposizione, di accovacciarsi per raccogliere qualche manciata di comune vecchia terra, la cara polvere del suolo. Allo scopo di&#8230;Mettiamola in questo modo: nella perenne e articolata ricerca del perfetto manufatto &#8230; <a title=\"Come creare una sfera di terra giapponese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20545\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come creare una sfera di terra giapponese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[933,77,70,231,1795,46,498,1504,82,1796,1618],"class_list":["post-20545","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-argilla","tag-arte","tag-divertente","tag-esperimento","tag-fango","tag-giappone","tag-gioco","tag-new-mexico","tag-scultura","tag-sfere","tag-terra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20545"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20551,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20545\/revisions\/20551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}