{"id":20534,"date":"2016-06-21T06:57:30","date_gmt":"2016-06-21T04:57:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20534"},"modified":"2016-06-21T06:57:30","modified_gmt":"2016-06-21T04:57:30","slug":"questalbero-puo-ucciderti-in-almeno-quattro-modi-differenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20534","title":{"rendered":"Quest&#8217;albero pu\u00f2 ucciderti in almeno quattro modi differenti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/odQjUiuKhLg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20535\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20537\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Mancinella-500x313.jpg\" alt=\"Mancinella\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Mancinella-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Mancinella-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Mancinella.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il famoso bucaniere e probabile ugonotto di nazionalit\u00e0 incerta\u00a0Alexandre Olivier Exquemelin, autore del pi\u00f9 importante testo co\u00e9vo sulla pirateria americana, scriveva 1678 di essere venuto a conoscenza di questo\u00a0problema\u00a0nel peggiore, e pi\u00f9 diretto dei modi. Sbarcato presso una qualche spiaggia assolata della Florida, infatti, egli si trov\u00f2 assediato da zanzare e moscerini. Al punto che, stanco di sopportarli, si diresse verso l&#8217;arbusto pi\u00f9 vicino e ne stacc\u00f2 un ramo, allo scopo di farne un ventaglio, per farsi aria e scacciare gli sgraditi insetti da tutto attorno al suo volto. Operazione che sembr\u00f2, in un primo momento, perfettamente logica e funzionale. Se non che nel giro di pochi minuti dopo aver intrapreso il gesto, il prurito peggior\u00f2 in maniera esponenziale, la sua gola prese a gonfiarsi e un intero lato della testa inizi\u00f2 immediatamente a ricoprirsi di vesciche. Affetto\u00a0da difficolt\u00e0 respiratorie, lo sfortunato capitano prese quindi a tossire con enfasi e la vista gli si annebbi\u00f2, al punto che egli narra di essere rimasto &#8220;praticamente cieco&#8221; per un periodo di tre giorni esatti. Che fortuna! Perch\u00e9, intendo, poteva andare molto peggio, visto quello che sappiamo, oggi, sulla pianta che fu antagonista in\u00a0questa sgradevole avventura, detto il melo delle spiagge o\u00a0<em>manzanilla <\/em>(piccola mela)<em> de la muerte. <\/em>Nome scientifico: <em>Hippomane\u00a0mancinella<\/em>, dalla sua presunta capacit\u00e0 di far impazzire i cavalli.\u00a0Il vegetale che si qualifica come una delle piante pi\u00f9 tossiche del pianeta Terra, se non la pi\u00f9 potenzialmente letale\u00a0in assoluto, ed il cui contenuto chimico rimane ad oggi parzialmente ignoto. Il cui fusto \u00e8 ricoperto della tossina\u00a0<em>12-deoxy-5-hydroxyphorbol-6-gamma-7-alpha-oxide,\u00a0<\/em>mentre le foglie sono a base di sapogenina e\u00a0<em>phloracetophenone-2,4-dimethylether<\/em>, un composto essenzialmente paragonabile per i suoi effetti a quello contenuto in molti gas nervini. Mentre uno solo dei suoi frutti, nell&#8217;opinione del colono e scrittore\u00a0Nicholas Cresswell (1750-1804) contiene veleno sufficiente ad uccidere 20 persone. Ecco una teoria che non vorremmo mai mettere alla prova. Nel frattempo gli Indios, membri dei popoli indigeni che condividevano la residenza con questa terribile per quanto immobile creatura, tra il sud-est degli attuali Stati Uniti, i Caraibi, il Messico e l&#8217;America centrale e meridionale, erano soliti sfruttare l&#8217;albero nel corso delle loro guerre primitive: per intingere nella sua resina la punta di crudeli frecce, come quella che ebbe l&#8217;occasione di condurre, nel 1521, a\u00a0lenta morte il celebrato esploratore spagnolo Ponce de Le\u00f2n, personaggio legato alla leggendaria ricerca della Fonte della Giovinezza. Oppure legavano i loro nemici al tronco stesso della pianta, in quella che potrebbe considerarsi una delle torture pi\u00f9 terribili note all&#8217;uomo, perch\u00e9 portava ad una progressiva irritazione delle mucose, alla chiusura della gola e prima o poi, al soffocamento. Purch\u00e9 non sopraggiungesse, prima, la pioggia&#8230; Se necessario, inoltre, una sola di queste minuscole mele gettata nel pozzo di un villaggio bastava a renderlo invivibile per anni ed anni, facendo essenzialmente terra bruciata di un intero territorio. E questo non fu che\u00a0un assaggio della forza terribile della temuta mancinella.<br \/>\nChiunque abbia mai frequentato assiduamente un parco pubblico da bambino, avr\u00e0 probabilmente avuto modo di essere messo in guardia dagli adulti in merito al\u00a0pericolo dell&#8217;oleandro, una pianta la cui ingestione potrebbe portare a problemi nervosi, tachicardia ed altri disturbi anche\u00a0piuttosto gravi. Ma i fattori in gioco sono differenti: perch\u00e9 mai, persino un incauto d&#8217;et\u00e0 scolare, dovrebbe correre a mettersi in bocca le rischiose foglie a punta\u00a0di una mera pianta ornamentale? Mentre il problema della mancinella, \u00e8 che non soltanto i suoi frutti sono belli, ma tremendamente deliziosi. C&#8217;\u00e8 in effetti un breve resoconto, su Internet, scritto dal radiologo\u00a0Nicola H Strickland successivamente ad una sua vacanza del 2000 presso l&#8217;isola di Tobago, dell&#8217;esperienza da lui fatta quando molto stupidamente, fagocit\u00f2 assieme ad un amico alcuni dei piccoli frutti ritrovati sulla spiaggia (l&#8217;alcol potrebbe essere stato un fattore). Egli racconta di aver dato solamente un morso al frutto, che si era rivelato molto dolce, per iniziare a sperimentare dopo alcuni minuti un vago formicol\u00eco\u00a0alla gola, presto sostituito da un dolore lancinante. I linfonodi dei due presero quindi a gonfiarsi, diventando teneri e palpabili, e impedendogli sostanzialmente di mandare gi\u00f9 un qualsiasi tipo di di cibo solido. I sintomi durarono per un periodo di 8 ore, ma si ritiene che in determinati casi, possa sopraggiungere la morte. E se questo \u00e8 il secondo\u00a0degli scenari esiziali promessi nel mio\u00a0titolo, dunque, proseguiamo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota<\/strong>: il video iniziale \u00e8 una produzione di\u00a0Thoughty2, YouTuber di successo che affronta ogni settimana argomenti curiosi o scientifici di vario tipo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20536\" aria-describedby=\"caption-attachment-20536\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ouLCemv0Kc4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20536\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20536 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Manchinilla-2-500x313.jpg\" alt=\"Manchinilla 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Manchinilla-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Manchinilla-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Manchinilla-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20536\" class=\"wp-caption-text\">Due rappresentanti dell&#8217;Ente per la Protezione dell&#8217;Ambiente di Trinidad e Tobago realizzano un video per mettere in guardia i turisti dall&#8217;albero di mancinella. Dalla disinvoltura con cui ne maneggiano rami, foglie e frutto, si capisce che hanno molta esperienza in materia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancinella ad ogni modo, che \u00e8 a rischio d&#8217;estinzione in Florida ma ancora piuttosto diffusa nel resto del suo areale, soprattutto in forza della capacit\u00e0 dei suoi semi di sopravvivere a traversate\u00a0marittime piuttosto lunghe, non pu\u00f2 essere completamente eradicata, perch\u00e9 \u00e8 importante nel suo ambiente per la capacit\u00e0 di crescere e prosperare in spiaggia,\u00a0contrastando l&#8217;erosione con la forza stessa delle sue radici. Le alte fronde, nel frattempo, si occupano di smorzare la corsa del vento. L&#8217;albero viene quindi gelosamente protetto, nonch\u00e9 contrassegnato con cartelli che indicano la sua pericolosit\u00e0, dal variabile grado di eloquenza. In determinate regioni ad alta percorrenza turistica, ad esempio, ci si premura di affiggere\u00a0un intero paragrafo al suo tronco, mentre altrove deve risultare sufficiente una singola X rossa tracciata con la vernice, coadiuvata dal sapere dei nativi. Il che significa, sostanzialmente, che tutto attorno non cresce nient&#8217;altro di alto e significativo. Immaginate, dunque, il sopraggiungere di un improvviso temporale, con la gente che corre per andare a ripararsi dalla pioggia sotto l&#8217;albero pi\u00f9 vicino (idea SEMPRE sbagliata, ma tant&#8217;\u00e8). Quale male potrebbe esserci, dunque, nello sfruttare\u00a0a tale scopo una presunta pianta &#8220;velenosa&#8221;? Oh, non avete idea. Pare infatti che la mancinella, contenendo molto del suo veleno nella semplice resina che la ricopre, una volta percorsa dagli scrosci delle precipitazioni atmosferiche veda il crearsi di un composto oleoso, che rapidamente inizia a cadere verso il basso. E chi dovesse trovarsi l\u00ec sotto&#8230;Beh&#8230; Secondo Thoughy2, l&#8217;autore del nostro primo video, le conseguenze dovrebbero risultare simili a quelle di un ustione da acido, un&#8217;ipotesi in effetti tutt&#8217;altro che remota. Bench\u00e9 le immagini di un grave ustionato, impiegate per illustrare l&#8217;idea, siano una probabile esagerazione. Ma \u00e8 indubbio che sostando in tali condizioni per un tempo medio, magari non capendo subito cosa sta accadendo, possa portare ad indesiderabili complicazioni, ed in casi di allergia, debolezza fisica pre-esistente oppure\u00a0grave sfortuna, la morte.<br \/>\nE questa non \u00e8 ancora\u00a0l&#8217;ipotesi peggiore. Che invece tocca, guarda caso, a chiunque sia tanto folle da tentare di rimuovere questi alberi senza aver preso le migliori precauzioni (una, um, tuta spaziale? Scafandro da palombaro della Fossa delle Marianne?) Nel momento stesso in cui si dovesse iniziare a colpire il tronco con un&#8217;ascia, infatti, le particelle di resina presenti al luogo dell&#8217;impatto inizieranno a subito a volare da tutte le parti. Finendo per essere, potenzialmente, inalate. Con conseguenze fin troppo facili da immaginare. &#8220;Ma non sarebbe meglio, allora&#8230;&#8221; Gi\u00e0 mi sembra di sentirvi: &#8220;Usare il fuoco per bruciare tutto quanto?&#8221; PESSIMA idea. Una volta iniziato il processo di combustione, infatti, l&#8217;albero inizia a liberare un fumo denso e nero. Carico, inutile dirlo, delle stesse orribili tossine contenute al suo interno. E tale sostanza risulta tanto indesiderabile\u00a0che il suo solo\u00a0contatto con la pelle causa dermatiti e potenziali difetti epiteliali. Mentre se dovesse addirittura finire negli occhi, sono documentate dalla scienza medica gravi keratocongiuntiviti con cecit\u00e0 temporanea o a medio termine.<br \/>\nNonostante tali e tanti pericoli, comunque, sono stati trovati degli impieghi della mancinella utili all&#8217;umanit\u00e0. Pare infatti che un estratto del suo frutto possa curare l&#8217;edema o avere funzioni diuretiche, mentre i carpentieri caraibici, da secoli, possiedono una tecnica segreta per ricavare legname dall&#8217;albero. Materiale che quindi viene posto sotto il sole cocente dei Tropici, affinch\u00e9 ogni residua traccia di resina perda le sue qualit\u00e0 letali. Determinate specie di animali, nel frattempo, sembrano del tutto inconsapevoli della questione&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20535\" aria-describedby=\"caption-attachment-20535\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-jUoaJgQ4KY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20535 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Black-Iguana-500x313.jpg\" alt=\"Black Iguana\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Black-Iguana-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Black-Iguana-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Black-Iguana.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20535\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;iguana a strisce detta <em>garrobo<\/em> (<em>Ctenosaura Similis<\/em>) vive tranquillamente tra i rami della mancinella, e ne mangia persino il frutto. La capacit\u00e0 evolutiva di neutralizzarne i veleni potrebbe essere assimilabile a quella di alcuni pesci oceanici, che si rifugiano dai predatori ricorrendo alla protezione degli anemoni urticanti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe quindi un grave errore trovarsi ad affermare, come fatto molto spesso per altre tipologie di esseri\u00a0a noi sgraditi, che il melo\u00a0della morte\u00a0\u00e8 una pianta nociva e inutile da sterminare al pi\u00f9 presto. Persino i suoi rami intoccabili, le foglie mortifere ed i frutti ingannatori trovano una posizione ben precisa nello schema generale della natura. Ed in futuro, proprio lo studio dei composti chimici contenuti al loro interno potrebbe condurre a nuove svolte nella chimica farmaceutica o chiss\u00e0 quale altro campo dello scibile umano; occorre dunque, fare affidamento sulla tolleranza. Nonch\u00e9 soprattutto, saper riconoscere il pericolo e tenersene bene alla larga.<br \/>\nPerch\u00e9 non tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello, o gradevole allo sguardo, ci vuole bene. Mentre pu\u00f2 bastare un attimo di distrazione, per provare\u00a0sulla propria stessa pelle gli effetti dell&#8217;eterno conflitto tra uomo Vs. natura. Soltanto un imprudente\u00a0mangerebbe questa mela. Soltanto un pazzo, darebbe fuoco all&#8217;albero dalle radici. Il che lascia noi\u00a0che siamo in mezzo e pensierosi. Preferendo\u00a0abbracciarlo con ipotetica empatia. Si ma, da lontano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il famoso bucaniere e probabile ugonotto di nazionalit\u00e0 incerta\u00a0Alexandre Olivier Exquemelin, autore del pi\u00f9 importante testo co\u00e9vo sulla pirateria americana, scriveva 1678 di essere venuto a conoscenza di questo\u00a0problema\u00a0nel peggiore, e pi\u00f9 diretto dei modi. Sbarcato presso una qualche spiaggia assolata della Florida, infatti, egli si trov\u00f2 assediato da zanzare e moscerini. 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