{"id":20509,"date":"2016-06-17T07:27:48","date_gmt":"2016-06-17T05:27:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20509"},"modified":"2016-06-17T07:28:14","modified_gmt":"2016-06-17T05:28:14","slug":"una-visita-virtuale-al-nuovo-museo-delle-uova-di-faberge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20509","title":{"rendered":"Una visita virtuale al nuovo museo delle uova di Faberg\u00e9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UUQW9TztA_A\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20510\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20511\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-500x313.jpg\" alt=\"Faberge Museum\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A San Pietroburgo, dentro al palazzo del &#8216;700 di\u00a0Naryshkin-Shuvalov, inizialmente progettato dall&#8217;architetto italiano Giacomo Guarenghi per quella che sarebbe diventata una delle amanti di Alessandro I di Russia (1777-1825) dal 2013 si trovano nove degli oggetti pi\u00f9 incredibili nell&#8217;intera storia dell&#8217;umanit\u00e0. Che non possono definirsi rari, semplicemente perch\u00e9 sono unici, per l&#8217;abilit\u00e0, la scelta segreta dei metodi e lo specifico volere di colui che li cre\u00f2, nonch\u00e9 in forza del contesto completamente irripetibile\u00a0che pot\u00e9 permettere la loro straordinaria\u00a0concezione. Sono davvero pochi, al giorno d&#8217;oggi, a non conoscere la storia quasi leggendaria delle uova\u00a0di Faberg\u00e9, nate dall&#8217;incontro di un gusto estetico che sarebbe impossibile non definire, a pieno titolo, Barocco, con l&#8217;inesauribile pool di risorse, tecnologiche e procedurali, offerte dalle prime propaggini tentacolari della modernit\u00e0. Quando il celebre gioielliere\u00a0con madre danese e padre tedesco\u00a0Peter Carl Faberg\u00e9 realizz\u00f2 per la prima volta, su richiesta del 1885 del penultimo zar di Russia Alessandro III, un ineccepibile regalo di Pasqua per la sua amata moglie\u00a0Marija F\u00ebdorovna, lo fece nelle sue vesti del\u00a0pi\u00f9 prestigioso fornitore ufficiale della casa reale. Una posizione che dava diritto a numerosi vantaggi economici e di status professionale, tali da garantire che ogni minimo dettaglio dell&#8217;oggetto fosse realizzato con un&#8217;attenzione ai particolari totalmente priva di precedenti. La costruzione di un singolo uovo della lunga serie che sarebbe iniziata cos\u00ec, secondo quanto ci \u00e8 dato di sapere, poteva in effetti richiedere molte settimane o mesi, al punto che alcuni dei migliori richiesero, secondo fonti ufficiali, l&#8217;intero anno a seguire dal momento in cui fu consegnato l&#8217;uovo precedente. E sarebbe forse un&#8217;esagerazione giungere a definire, tali dimostrazioni di sfarzo ed opulenza, come un segno preliminare dell&#8217;incipiente globalizzazione. Ma \u00e8 anche vero che per costruire i\u00a0suoi pezzi pi\u00f9 celebrati, Faberg\u00e9 import\u00f2 materiali da mezza Europa, rivolgendosi ad esempio in Svizzera per i meccanismi, e fino ai paesi scandinavi\u00a0per trovare dei pittori degni di realizzare le\u00a0miniature che talvolta venivano incluse nel pezzo. Sfruttando quel sistema d&#8217;internazionalizzazione dei commerci che era stato costruito e mantenuto efficiente, nei lunghi secoli precedenti, proprio da quella classe dirigente di cui facevano parte\u00a0i Romanov,\u00a0ormai percepita come totalmente slegata\u00a0dal concetto del vivere comune. E naturalmente, questi oggetti ci affascinano e colpiscono la nostra fantasia! Dove mai, prima d&#8217;allora, sarebbe stato possibile trovare una concentrazione simile di spunti drammatici e persino risvolti fiabeschi, alimentati, piuttosto che annientati come sarebbe dovuto succedere nell&#8217;idea dei Bolscevichi, dalla tragica fine a cui and\u00f2 incontro\u00a0questa intera famiglia&#8230;<br \/>\nCos\u00ec oggi, due secoli dopo, \u00e8 possibile fare il proprio ingresso dal portone principale di questo edificio neoclassico, sito sul fiume Fontanka nel centro della seconda citt\u00e0 di Russia ed ammirare fra gli altri\u00a0un uovo. L&#8217;Uovo. Il primo di tutti,\u00a0alto 64 mm ovvero poco pi\u00f9 di quello di una gallina, che appare perfettamente bianco ma \u00e8 in realt\u00e0 d&#8217;oro smaltato. Il quale poteva essere aperto, per rivelare al suo interno una sfera rappresentante il tuorlo, gialla e splendente come si conf\u00e0 a quello stesso metallo in\u00a0cui era stato realizzato. Ma le meraviglie di questa ragionevole\u00a0approssimazione della realt\u00e0 aviaria\u00a0non finivano certamente qui: aprendo tale\u00a0forma infatti, sotto gli occhi della zarina si sarebbe palesata\u00a0una scatola a forma di gallina, con al suo interno un gioiello\u00a0che oggi \u00e8 andato perduto, probabilmente una spilla o degli orecchini. Perch\u00e9 fu sostanzialmente\u00a0questa, l&#8217;unica regola imposta dallo zar al suo gioielliere: che le sue opere contenessero sempre, come si conf\u00e0 alla tradizione pasquale, un qualche elemento totalmente imprevisto e sorprendente. E l&#8217;idea ebbe un tale successo che da quel momento, i laboratori di Faberg\u00e9 non smisero mai di produrre delle nuove versioni dell&#8217;idea, sia ad uso e consumo della nobilt\u00e0 che, annualmente, su specifica richiesta del regnante zar. Una prassi mantenuta viva anche dal suo figlio primogenito Nicola II, che regn\u00f2 a partire dal 1894, per la morte imprevista di Alessandro III sopraggiunta all&#8217;et\u00e0 di soli 49 anni. Con una significativa differenza: a partire da quel momento, le uova annuali furono due, una per la madre\u00a0Marija e l&#8217;altra per sua moglie,\u00a0Aleksandra F\u00ebdorovna Romanova. Da l\u00ec, insomma, inizi\u00f2 un\u00a0crescendo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20510\" aria-describedby=\"caption-attachment-20510\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/fabergemuseum.ru\/en\/tour\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20510\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20510 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-3D-500x313.jpg\" alt=\"Faberge Museum 3D\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-3D-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-3D-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Faberge-Museum-3D.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20510\" class=\"wp-caption-text\">Il museo di Faberge di San Pietroburgo, inaugurato nel recente 2013, pu\u00f2 essere visitato digitalmente presso<a href=\"http:\/\/fabergemuseum.ru\/\" target=\"_blank\"> il sito dell&#8217;istituzione<\/a>. L&#8217;esperienza merita di essere sperimentato, anche soltanto per prendere atto del notevole pregio della struttura presso cui \u00e8\u00a0ospitato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nove uova, dunque, messe a pochi metri di distanza, in una concentrazione quasi senza precedenti, superata soltanto di un\u00a0pezzo\u00a0da quella dell&#8217;armeria del Cremlino dove lo Stato ne custodisce 10, sottratte e recuperate a loro tempo durante il saccheggiamento delle residenze dei Romanov, avvenuta a s\u00e8guito della grande rivoluzione russa del 1917. Ma \u00e8 noto, e spesso ripetuto, come\u00a0il grosso di simili tesori fu segretamente spedito all&#8217;estero dietro notevoli compensi quando non proprio venduto, con tanto di sanzione ufficiale, dagli stessi dirigenti della nuova epoca,\u00a0germogliata nel mezzo di\u00a0tali e tante\u00a0macerie. E il contenuto di un simile straordinario museo non fa certamente eccezione: tutte le uova\u00a0ivi contenute,\u00a0infatti, provengono in realt\u00e0 dalla collezione privata che fu un tempo di propriet\u00e0 dei Forbes, la famiglia degli editori statunitensi della prima met\u00e0 del &#8216;900, ricomprata in blocco con una singola offerta di 100 milioni di dollari dal magnate e presidente d&#8217;azienda di origini ucraine\u00a0Viktor Vekselberg, poi diventato la quarta persona pi\u00f9 ricca della Russia (stiamo parlando, per essere chiari, di un patrimonio di oltre 13 miliardi di dollari). Personaggio a capo del Renova Group, un conglomerato d&#8217;aziende che collaborano da lungo tempo col governo russo, per contribuire a modernizzare il paese. E che per sua passione e predisposizione personale, negli ultimi anni ha intrapreso una crociata a suon di offerte pluri-milionarie per riportare le opere d&#8217;arte russe all&#8217;interno del suo paese d&#8217;adozione. Nel 2006, fu lui a pagare\u00a0circa un milione di dollari per sostituire le campane presenti in un edificio dell&#8217;universit\u00e0 di Harvard, provenienti da un monastero moscovita e comprate negli anni &#8217;30 da un imprenditore americano, premurandosi che fossero finalmente riportate al loro luogo di appartenenza. E fu nuovamente lui, nel 2012, a fare causa e vincere contro la prestigiosa casa d&#8217;aste Christie&#8217;s, per avergli venduto 7 anni prima un dipinto presumibilmente del maestro russo\u00a0Boris Kustodiev, che si era nel frattempo rivelato\u00a0essere un falso. Mentre le uova imperiali, il suo acquisto pi\u00f9 significativo, restano sostanzialmente impossibili da imitare;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20512\" aria-describedby=\"caption-attachment-20512\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7uwH1Jx0v70\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20512\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20512 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Moscow-Armory-Museum-500x313.jpg\" alt=\"Moscow Armory Museum\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Moscow-Armory-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Moscow-Armory-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Moscow-Armory-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20512\" class=\"wp-caption-text\">I video disponibili su Internet girati all&#8217;interno dell&#8217;armeria del Cremlino sono spesso frammentari e piuttosto confusi. Sembrerebbe in effetti, a quanto pare, che al suo interno sia vietato l&#8217;uso di telecamere. Nonostante questo, nelle documentazione imperfette \u00e8 pur sempre possibile scorgere alcuni sprazzi della sconfinata opulenza dell&#8217;epoca dei Romanov.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la ragione \u00e8 presto detta: chi mai potrebbe riprodurre un simile grado di perizia realizzativa? Il secondo uovo in ordine cronologico custodito nel museo \u00e8 quello del Rinascimento (1894) ancora appartenente alla selezione commissionata da Alessandro III. Si tratta di uno squisito contenitore in vetro, al cui interno si sarebbe trovata, secondo la teoria pi\u00f9 accreditata, una collana di perle. Con l&#8217;uovo successivo, purtroppo non mostrato nel nostro video iniziale, si passa invece alla selezione di quelli fatti costruire dal figlio Nicola II per farne dono alla moglie Aleksandra. Era sostanzialmente una bomboniera rossa, con dentro una scatola a forma di Bocciolo di Rosa (che da per l&#8217;appunto il nome al pezzo, risalente al 1895) nella quale furono fatti trovare, all&#8217;epoca, una coroncina con diamanti e rubini e un pendente con cabochon. Ma \u00e8 al terzo uovo del museo che le cose iniziano a farsi davvero spettacolari: si tratta infatti del primo in grado di dimostrare un significato altamente simbolico ed in un certo senso pubblico, piuttosto che privato. Stiamo parlando dell&#8217;uovo dell&#8217;Incoronazione (1897) concepito per commemorare la salita al trono della nuova coppia reale, con un&#8217;incredibile guscio d&#8217;oro lavorato a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ghigliosc%C3%A9\" target=\"_blank\">ghigliosc\u00e9<\/a>, sotto il quale era nascosta una sorpresa assolutamente inimmaginabile: la fedele ricostruzione in scala, d&#8217;oro e pienamente funzionante, della carrozza usata durante l&#8217;evento, una vettura originariamente appartenente alla grande imperatrice Caterina II. Altro pezzo davvero indimenticabile, risalente al 1898 \u00e8 l&#8217;uovo dei mughetti, un vero e proprio florilegio con al suo interno un meccanismo in grado di far emergere a comando il ritratto del marito e delle figlie maggiori della zarina. Simili produzioni sarebbero state l&#8217;impronta da seguire per quelle degli anni successivi, sempre pi\u00f9 complesse dal punto di vista tecnologico ed in qualche maniera rappresentative degli eventi correnti, fossero questi l&#8217;inaugurazione della Transiberiana, le battaglie di Nicola II durante la prima guerra mondiale o l&#8217;opera della sua moglie e figlie, che all&#8217;epoca lavorarono come crocerossine.<br \/>\nCome \u00e8 noto, Nicola II ebbe un unico figlio maschio, che soffriva di emofilia B. Una malattia generalmente letale per l&#8217;epoca in giovane et\u00e0, che tuttavia permise al ragazzo di sopravvivere fino ai suoi 14 anni, quando fu purtroppo assassinato dalla polizia segreta dei Bolscevichi. La sua tragica vicenda fu estremamente famosa all&#8217;epoca, soprattutto per la lunga partecipazione diretta, nel ruolo di presunto\u00a0guaritore sovrannaturale e consigliere, della figura del mistico Grigorij Efimovi\u010d Rasputin, personaggio a sua volta sopravvissuto a svariati attentati (si diceva che fosse, addirittura, immortale!) Era il 1918 e simili eventi, progressivamente, resero chiaro quale fosse il futuro del paese e dei suoi regnanti. Il popolo sapeva ci\u00f2 che voleva, mentre persino i pi\u00f9 efferati crimini apparivano, in qualche strano\u00a0modo, pienamente giustificati. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio, dunque, l&#8217;intera famiglia superstite dei Romanov fu giustiziata dall&#8217;Armata Rossa, esclusa la regina vedova Marija, che era stata mandata in salvo in Crimea, e da l\u00ec a Copenaghen. Nel frattempo il gioielliere Faberg\u00e8 era fuggito in Svizzera dove mor\u00ec nel 1920, all&#8217;et\u00e0 di 74 anni.\u00a0L&#8217;epoca degli zar e della loro sconfinata ricchezza, che aveva permesso la creazione di tali\u00a0magnifiche uova d&#8217;oro dalle sorprese stravaganti, non sarebbe\u00a0tornata mai pi\u00f9.<br \/>\nMa non \u00e8 forse, addirittura, meglio cos\u00ec? Se i giganteschi uccelli della Preistoria ancora volassero sulla Terra, nessuno potrebbe speculare sulla loro forma e l&#8217;ombra che essi proiettavano al suolo. Un pulcino che si trasforma in\u00a0gallina \u00e8 comune, persino banale. Soprattutto rispetto a\u00a0un pennuto\u00a0che \u00e8 stato congelato nel tuorlo\u00a0trovandosi\u00a0a\u00a0diventare, suo malgrado, leggenda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A San Pietroburgo, dentro al palazzo del &#8216;700 di\u00a0Naryshkin-Shuvalov, inizialmente progettato dall&#8217;architetto italiano Giacomo Guarenghi per quella che sarebbe diventata una delle amanti di Alessandro I di Russia (1777-1825) dal 2013 si trovano nove degli oggetti pi\u00f9 incredibili nell&#8217;intera storia dell&#8217;umanit\u00e0. Che non possono definirsi rari, semplicemente perch\u00e9 sono unici, per l&#8217;abilit\u00e0, la scelta segreta &#8230; <a title=\"Una visita virtuale al nuovo museo delle uova di Faberg\u00e9\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20509\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Una visita virtuale al nuovo museo delle uova di Faberg\u00e9\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,77,1781,1779,575,876,1002,1236,116,1780,82,71],"class_list":["post-20509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-arte","tag-collezioni","tag-gioielli","tag-musei","tag-oro","tag-personaggi","tag-romanov","tag-russia","tag-san-pietroburgo","tag-scultura","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20509"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20514,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20509\/revisions\/20514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}