{"id":20464,"date":"2016-06-10T07:14:30","date_gmt":"2016-06-10T05:14:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20464"},"modified":"2016-06-10T07:14:30","modified_gmt":"2016-06-10T05:14:30","slug":"il-piu-strano-effetto-dellinquinamento-sulle-falene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20464","title":{"rendered":"Il pi\u00f9 strano effetto dell&#8217;inquinamento sulle falene"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2qSua7Cx7Es\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20465\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20468\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-500x313.jpg\" alt=\"Peppered Moth\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione del lepidottero\u00a0<em>Biston betularia,\u00a0<\/em> o come la chiamano gli inglesi &#8220;falena sale e pepe&#8221;, viene spesso citata nei libri e nelle conferenze di biologia, come la pi\u00f9 rapida e lampante prova degli effetti dell&#8217;evoluzione nota all&#8217;uomo. Nonch\u00e9, da egli stesso causata, visto quale sia l&#8217;origine del repentino cambio di colore di questo animale in determinati ambienti della campagna inglese, giusto a seguito di quel monumentale evento che fu la Rivoluzione Industriale. Possibile che fosse stato un caso? Definiamo nei dettagli\u00a0la situazione: nel 1811, secondo varie fonti, un singolo esemplare di falena estremamente atipica, perch\u00e9 nero invece che maculato, fu inserito nella collezione museale dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford. E noi sappiamo, dai commenti dei contemporanei, che all&#8217;epoca si trattava di una creatura considerata piuttosto\u00a0rara. Ma basta andare avanti di 43 anni, per leggere\u00a0l&#8217;articolo di un entomologo di Manchester,\u00a0R.S. Edleston, nel quale la variante scurita dell&#8217;insetto viene indicata come quella pi\u00f9 comune nel suo giardino. E non solo. Il dato \u00e8 riconfermato da numerosi altri osservatori, pi\u00f9 o meno professionisti del settore: la <em>Biston<\/em>\u00a0<em>carbonaria,\u00a0<\/em>come si trova ad essere definita, \u00e8 ormai praticamente ovunque, e sembra destinata a sostituirsi completamente alla sua simile precedentemente nota. Gli studiosi iniziarono subito, quindi, a porsi l&#8217;unica domanda possibile: &#8220;Che cosa \u00e8 successo?&#8221; O per meglio dire qual&#8217;\u00e8 l&#8217;evento di condizionamento, gi\u00e0 presente in precedenza per lo meno in via potenziale, che nell&#8217;ultima generazione si \u00e8 trovato ad influenzare la livrea comune di questa falena, portando la selezione naturale ad accelerare i suoi effetti con straordinaria rapidit\u00e0&#8230; E l&#8217;unica risposta possibile, per loro ed anche per noi moderni, era una: a condizionare la natura, fu l&#8217;effetto di un nuovo tipo di struttura che si trov\u00f2, proprio in quegli anni, a modificare e dominare il paesaggio dell&#8217;intera Gran Bretagna. Probabilmente\u00a0l&#8217;avrete capito: sto parlando delle ciminiere. Una torre cava, parte fondamentale dell&#8217;allora nuovo concetto di fabbrica o opificio, che costantemente veniva\u00a0impiegata per liberare nell&#8217;atmosfera il prodotto collaterale di quel\u00a0nuovo mondo dell&#8217;industria, \u00a0ovvero un fumo irrespirabile che si attaccava alle cose, rendendole in qualche maniera pi\u00f9 simili a lui. Ma per comprendere che cosa sia successo con la <em>Biston,\u00a0<\/em>a questo punto, occorrer\u00e0 prendere in analisi il suo stile di vita.<br \/>\nCome le altre volatrici appartenenti alla famiglia delle\u00a0<em>Geometridae,\u00a0<\/em>quella che noi definiamo falena non \u00e8 in realt\u00e0 altro che l&#8217;<em>imago<\/em>, ovvero stadio adulto di breve durata, di un essere che attraversa per raggiungerlo tre fasi\u00a0ben distinte: uovo, larva e pupa (ovvero bozzolo). Quindi, una volta compiutosi l&#8217;intero ciclo, scaturisce dal suo involucro e spicca il volo e sopravvive ancora per il\u00a0tempo di qualche settimana, un mese al massimo, durante il quale cercher\u00e0 di accoppiarsi per generare la sua prole. Ne\u00a0<em>L&#8217;origine delle specie<\/em> di Charles Darwin, scritto proprio contestualmente alla presa di coscienza sulla variazione del lepidottero sale e pepe, il celebre scienziato definisce ogni generazione di creature come una battaglia, finalizzata non pi\u00f9 alla\u00a0propria personale sopravvivenza, ma alla ricerca dell&#8217;occasione di trasmettere il proprio patrimonio genetico verso il futuro. Ed \u00e8 questo, sostanzialmente, che dovr\u00e0 riuscire a fare la falena, sia che si tratti di un maschio, che continuer\u00e0 ogni notte\u00a0a ricercare la sua partner, sia nel caso di quest&#8217;ultima, che invece sceglier\u00e0 un albero e vi soster\u00e0 pensierosa, continuando a liberare i feromoni di richiamo per lui. Ma indipendentemente da questa necessit\u00e0 e da quella, altrettanto pressante, di andare in giro alla ricerca del cibo, entrambi i sessi dell&#8217;animale avranno in comune lo specifico comportamento diurno, consistente nel trovare un punto particolarmente elevato sugli arbusti, per andare a dormire sotto l&#8217;ombra di un grosso ramo. Ora, immaginate queste piccole ma gustose creature, stanche dopo una notte di ricerche, che restano perfettamente immobili fino al sopraggiungere del nuovo vespro. Non \u00e8 difficile comprendere a questo punto chi siano i cattivi della storia: gli uccelli in cerca di un rapido spuntino. Tanto capaci, ed insaziabili, che per difendersi dal loro becco le falene hanno soltanto un valido strumento, il mimetismo. Proprio a questo era finalizzata, infatti, la colorazione bianca e nera dell&#8217;esemplare tipico antecedente\u00a0alla met\u00e0 del 1800, perfettamente in grado di scomparire su una superficie cortecciosa e ricoperta dei licheni. A quel tempo, tuttavia, qualcosa di molto significativo si stava insinuando\u00a0nell&#8217;ambiente e negli alberi stessi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20465\" aria-describedby=\"caption-attachment-20465\" style=\"width: 469px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20465#main\" rel=\"attachment wp-att-20465\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20465 size-full\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Biston-on-trees.gif\" alt=\"Biston on trees\" width=\"479\" height=\"450\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20465\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;immagine pi\u00f9 famosa degli studi effettuati sulla Biston Betularia, incorporata nel lavoro di ricerca del genetista Bernard Kettlewell, poco dopo la met\u00e0 del &#8216;900. Si tratta di una doppia foto affiancata, ciascuna con una farfalla nera e l&#8217;altra sale e pepe. Ma a causa della differente superficie di sfondo, a sinistra risulta visibile soltanto la prima, ed a destra la seconda.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tende spesso a considerare la marcia del progresso, con tutti i suoi lati positivi e negativi (spesso altrettanto importanti) come una progressione in costante ed irriducibile aumento. \u00c8 in effetti indubbio come una fabbrica moderna, a parit\u00e0 di risorse e spazi a disposizione, possa certamente produrre molto pi\u00f9 della sua antenata risalente all&#8217;epoca del primo Vapore; per quanto concerne tuttavia l&#8217;inquinamento, non fu mai cos\u00ec. Il tipo di carburanti e le misure di contenimento delle scorie inesistenti in quegli anni selvaggi e determinanti, in effetti, portarono alla generazione di una vera e propria cappa cupa sopra i centri cittadini, quale oggi non sarebbe mai considerata accettabile n\u00e9 tollerata. Le macchine e i motori di quell&#8217;epoca, principalmente basati su\u00a0sostanze organiche, generarono per la prima volta quell&#8217;agglomerato di fumo e nebbia che prende il nome di smog, in grado di avvelenare e rendere nociva\u00a0l&#8217;aria. Le malattie respiratorie aumentarono in maniera esponenziale, mentre molti alberi morivano nelle aree urbane ed altri, per l&#8217;effetto del carbonio presente nell&#8217;aria ma ancor pi\u00f9 semplicemente per la fuliggine che gli restava sopra, assumevano una colorazione scura che tendeva pericolosamente al nero.<br \/>\nOra, l&#8217;effettivo corso dell&#8217;evoluzione senza fattori esterni a condizionarla, per quanto ne sappiamo, \u00e8 sempre stato lento e graduale. Perch\u00e9\u00a0ci sono dei fattori, come i mutamenti climatici o ambientali, che ne dettano il passo in maniera straordinariamente cadenzata. Ma che dire di un\u00a0caso, come questo in particolare, in cui l&#8217;intera umanit\u00e0 si mette a fare un qualcosa di letteralmente privo di precedenti, mutando quasi istantaneamente la colorazione di tutti gli alberi su cui dovevano posarsi le falene? La\u00a0<em>Biston betularia,\u00a0<\/em>in Europa, \u00e8 una creatura univoltina, ovvero produce una singola generazione l&#8217;anno. Questo significa che nelle tempistiche da noi citate fino a questo punto, decine e decine di bruchi successivi avevano raggiunto lo stato di <em>imagines<\/em>, ovvero falene adulte, trovandosi bersaglio potenziale degli uccelli diurni. Ed era\u00a0inevitabile a quel\u00a0punto\u00a0che i volatili, impiegando principalmente il senso della vista per cacciare, da quel momento iniziassero\u00a0a consumare con maggior\u00a0frequenza gli esemplari chiari&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20466\" aria-describedby=\"caption-attachment-20466\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/v4nQR1s1fw0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20466\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20466 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Geometridae-Caterpillar-500x313.jpg\" alt=\"Geometridae Caterpillar\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Geometridae-Caterpillar-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Geometridae-Caterpillar-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Geometridae-Caterpillar.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20466\" class=\"wp-caption-text\">La <em>Biston<\/em> \u00e8 una falena geometride, ovvero il cui bruco \u00e8 solito muoversi in maniera molto caratteristica, sembrando quasi misurare il pavimento. Un balzo alla volta, tende verso il cielo coi peduncoli tozzi e appuntiti. Quindi li posa a terra, tirando in\u00a0avanti\u00a0il deretano. L&#8217;insetto di questo video, creato da un utente giapponese, non appartiene alla stessa specie della Rivoluzione inglese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto della forma di falena betullaria affetta dal cosiddetto &#8220;melanismo industriale&#8221; \u00e8 che non si tratta di una specie distinta e separata, n\u00e9 di quella che viene generalmente definita a tutti gli effetti una sub-specie. Questo perch\u00e9 i due tipi di animale convivono talvolta\u00a0negli stessi ambienti, si accoppiano tra loro e possono anche generare\u00a0un terzo tipo di insetto, la cui colorazione \u00e8 una via di mezzo tra le due. Il suo nome:\u00a0<em>Biston\u00a0medionigra.\u00a0<\/em>In biologia si dice dunque che la singola specie ha tre morfi, o forme distinte ma geneticamente molto simili, che dimostrano un&#8217;innata capacit\u00e0 di adattamento alle situazioni. Per lo meno, da una generazione all&#8217;altra. Il semplice fatto di essere costantemente rese pi\u00f9 scure dalla continua predazione degli uccelli, infatti, di per se non sarebbe probabilmente bastato. Studi recenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Liverpool, citati <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/science-environment-36424768\" target=\"_blank\">in un articolo online della BBC<\/a>, parlano di un particolare &#8220;pezzo&#8221; di DNA, il transposone, costituito da circa 9.000 basi che andarono a modificare il gene del <em>cortex<\/em>, un\u00a0componente fondamentale delle istruzioni usate dalle cellule per costituire la falena. Si tratt\u00f2, essenzialmente, di una mutazione. Secondo le precise stime del team di ricerca quindi, guidato dal Dr.\u00a0Ilik Saccheri dell&#8217;Istituto di Biologia Integrativa, l&#8217;effettivo insorgere della variante scura della falena (che fosse in grado di trasmettere il suo gene al bruco-figlio) ha una data precisa, corrispondente al 1819, momento a partire dal quale i suoi avvistamenti iniziarono\u00a0ad aumentare esponenzialmente.\u00a0Ci\u00f2 detto, occorre specificare come, bench\u00e9 all&#8217;epoca gi\u00e0 esistesse il metodo scientifico, questo non fosse osservato attentamente come ora. Molte delle rilevazioni e degli studi fatti dagli entomologi di due secoli fa, dunque, furono poco precisi e qualche volta, addirittura, basati sul sentito dire. Un fatto ulteriormente aggravato dall&#8217;abitudine della Biston a dormire\u00a0nel punto pi\u00f9 alto degli alberi, lontano dagli occhi indiscreti degli aspiranti filosofi naturali. La prima dimostrazione puramente scientifica della capacit\u00e0 mutagena della falena, dunque, sopraggiunse soltanto\u00a0tra il 1952 e il 1972, grazie agli studi di\u00a0Bernard Kettlewell dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, che dapprima liberando le due varianti dell&#8217;insetto in una grande voliera con superfici sia chiare che scure, quindi facendo lo stesso nei boschi non inquinati circostanti Dorset, dimostr\u00f2 come gli uccelli preferissero predare la variante non corrispondente alla situazione ideale. Ciononostante, i detrattori del concetto stesso di evoluzione, sopratutto per la visione creazionista tipica della cultura degli Stati Uniti, continuarono negli anni a screditare con enfasi i suoi esperimenti, rilevando diverse\u00a0imprecisioni ed errori procedurali. Pare, ad esempio, che le famose foto con le doppie falene (mostrate pi\u00f9 in alto in questo articolo) fossero state costruite ad arte e non riprese in condizioni pienamente naturali. Ed io che pensavo che ci\u00f2 fosse logico e dovuto&#8230;<br \/>\nDovremmo considerare dunque la natura, un cecchino che spara a caso? Creando un anno dopo l&#8217;altro nuove generazioni d&#8217;insetti, tra le quali alcuni singoli individui variano dalla comune collettivit\u00e0. Ciascuno in una strana direzione, alla ricerca di un bersaglio che potrebbe o meno essere centrato&#8230;Oppure c&#8217;\u00e8 qui una forza universale ed armonica, che tende a ricercare il miglior grado di efficienza, la realizzazione migliore del concetto di conservazione dell&#8217;energia&#8230; Ci sar\u00e0 pure una ragione, se i cristalli sono sempre cubici, romboedrici o tetragonali. Se la maggior parte degli animali hanno due, quattro, sei zampe. E se le piante producono dei\u00a0frutti e fiori che risultano, ai nostri occhi affamati, la pi\u00f9 pura espressione\u00a0inanimata di splendore. Si pu\u00f2 tentare di dare un nome alla ragione fondamentale di questo universo, al suo continuo mutamento. Oppure no. La realt\u00e0 dei fatti, ad ogni modo, non pu\u00f2 essere negata!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20467\" aria-describedby=\"caption-attachment-20467\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/science-environment-36424768\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20467\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20467 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-Research-500x313.jpg\" alt=\"Peppered Moth Research\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-Research-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-Research-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Peppered-Moth-Research.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20467\" class=\"wp-caption-text\">Il video della BBC, purtroppo, non \u00e8 stato pubblicato sul canale rilevante di YouTube e compare unicamente nell&#8217;articolo, all&#8217;interno di un\u00a0qualche tipo di antiquato\u00a0player Flash. Se vi riesce di visualizzarlo, <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/science-environment-36424768\" target=\"_blank\">lo trovate qui<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione del lepidottero\u00a0Biston betularia,\u00a0 o come la chiamano gli inglesi &#8220;falena sale e pepe&#8221;, viene spesso citata nei libri e nelle conferenze di biologia, come la pi\u00f9 rapida e lampante prova degli effetti dell&#8217;evoluzione nota all&#8217;uomo. Nonch\u00e9, da egli stesso causata, visto quale sia l&#8217;origine del repentino cambio di colore di questo animale in &#8230; <a title=\"Il pi\u00f9 strano effetto dell&#8217;inquinamento sulle falene\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20464\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pi\u00f9 strano effetto dell&#8217;inquinamento sulle falene\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,1097,1003,132,112,458,1771,109,1103,78],"class_list":["post-20464","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-evoluzione","tag-falene","tag-inghilterra","tag-insetti","tag-mimetismo","tag-mutazioni","tag-natura","tag-rivoluzione-industriale","tag-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20464"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20464\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20469,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20464\/revisions\/20469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}