{"id":20456,"date":"2016-06-09T07:06:47","date_gmt":"2016-06-09T05:06:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20456"},"modified":"2016-06-09T07:13:25","modified_gmt":"2016-06-09T05:13:25","slug":"teoria-e-pratica-di-una-fototrappola-nella-foresta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20456","title":{"rendered":"Teoria e pratica di una fototrappola nella foresta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Eflt7otpeoQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20457\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20459\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-500x313.jpg\" alt=\"Camera Trap\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti vorremmo fare sempre un buon lavoro. Ottenere un risultato valido ed ineccepibile, sostanzialmente privo di difetti. Tuttavia non sempre questo \u00e8 possibile, per una vasta e disparata serie di ragioni. Incluse quelle molto piccole, con le antenne e sei flessibili ma dispettose zampe&#8230; Cosa potremmo mai fare, a quel punto? Se non riprovare, tentare ancora verso la sagoma allettante del successo?<br \/>\nGigantesco, silenzioso e sonnolento, il tapiro della Foresta Amazzonica procede dondolando per il sottobosco, alla ricerca di materia vegetale adatta alla consumazione. Non \u00e8 un animale rapido, scaltro, furtivo, particolarmente abile a mimetizzarsi in\u00a0ci\u00f2 che lo circonda. Da un punto di vista particolarmente fatalista si potrebbe persino affermare, in effetti, che il suo ruolo evolutivo sia sempre stato quello di costituire un pasto facile ma sostanzioso per i due pi\u00f9 grandi e forti carnivori del Sudamerica, il giaguaro e il puma. Eppure, il numero di esseri umani provenienti da un\u00a0paese moderno\u00a0che abbiano visto questa creatura con i loro stessi occhi sono inferiori agli iscritti di un liceo di medie dimensioni. Questo in primo luogo, per la vastit\u00e0 del territorio in cui andrebbe cercato, tra alcune delle zone pi\u00f9 irraggiungibili e climaticamente inospitali del pianeta. E secondariamente, perch\u00e9 si tratta di una creatura estremamente attenta. Dal naso acuto e in grado di accelerare per brevi tratti, andando a correre tra i cespugli o gettandosi in acqua per sfuggire ai predatori. E nella giungla tropicale seguire un qualcosa di rapido \u00e8 decisamente arduo, per la quantit\u00e0 e variet\u00e0 pressoch\u00e9 inesauribili dei suoni di sottofondo; molto meglio, dunque, fermarsi ed aspettare. Ed oggi non \u00e8 neppure necessario farlo&#8230; In prima persona. Per chi non lo sapesse, una fototrappola \u00e8 per definizione un dispositivo formato da una macchina fotografica digitale, con una capiente memoria a stato solido ed una sufficiente autonomia, nonch\u00e9 modalit\u00e0 automatiche di risparmio dell&#8217;energia, che viene collegata da un sensore ad infrarossi di qualche tipo, e potenzialmente ad un flash, quindi posizionata in prossimit\u00e0 di un luogo dove, si ritiene, potrebbero passare gli animali. Questi ultimi da quel momento, ogni qualvolta si troveranno ad interrompere il flusso luminoso del sensore, saranno\u00a0immediatamente fotografati, permettendo al possessore dell&#8217;intero apparato, generalmente un fotografo o un ricercatore (ma simili dispositivi si utilizzano anche per la caccia) di ampliare il suo repertorio relativo ad un particolare ambiente. Naturalmente, la stessa impresa\u00a0pu\u00f2 essere compiuta mediante\u00a0l&#8217;impiego di una telecamera, programmata per registrare alcuni minuti di video a s\u00e9guito dell&#8217;avvicinamento del soggetto designato.<br \/>\nOra, l&#8217;impiego di una fototrappola pu\u00f2 rivelarsi molto utile a diversi scopi: essa permette di verificare la variet\u00e0 faunistica di un particolare punto nel tempo, senza dover impegnare il biologo in lunghe, e qualche volta impossibili, rilevazioni fatte sul campo. Potr\u00e0 permettere inoltre il conteggio di specie a rischio di estinzione, motivando la trasformazione di aree selvagge in veri e propri parchi naturali, protetti dal bracconaggio e dalla deforestazione. In rari e particolari casi, pu\u00f2 anche portare alla scoperta di nuove variet\u00e0 o specie di animali. Ma \u00e8 ovvio che l&#8217;impiego idoneo di un simile strumento, affinch\u00e9 non si trovi unicamente a fare scatti su dei falsi positivi, richiede la scelta di una collocazione idonea, in cui possa riuscire a fare un buon bottino. E nel selezionarla, probabilmente, non esiste un ispiratore migliore di\u00a0Paul Rosolie, il naturalista famoso per <a href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-2868618\/Raw-panic-windpipe-clamped-shut-thought-eyeballs-pop-Adventurer-relives-s-really-like-eaten-giant-Anaconda-says-Eaten-Alive-stunt-daredevil-foolish-beast-just-like-him.html\" target=\"_blank\">aver tentato di farsi divorare intenzionalmente da un&#8217;anaconda<\/a>\u00a0e\u00a0che nel 2013 aveva invece avuto l&#8217;idea, decisamente pi\u00f9 ispirata, di collocare la propria fototrappola presso un deposito naturale di sali minerali, definito nella\u00a0lingua locale una <em>colpa<\/em>. Ovvero uno di quei luoghi argillosi, non infrequenti nella giungla amazzonica, presso cui gli animali si recano per integrare la propria dieta con quelle sostanze inorganiche (calcio, magnesio, potassio&#8230;) che aiutano la loro digestione. Ottenendo un qualcosa di assolutamente straordinario&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20457\" aria-describedby=\"caption-attachment-20457\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yXbcvnrSHpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20457 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-2-500x313.jpg\" alt=\"Camera Trap 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20457\" class=\"wp-caption-text\">Il ricercatore Jeff Cremer, del canale Rainforest Expeditions, spiega gli ostacoli tecnici da superare nella costruzione della perfetta fototrappola forestale. In particolare consiglia di proteggere adeguatamente l&#8217;attrezzatura, se possibile con custodie a tenuta stagna e SOPRATTUTTO a prova d&#8217;insetti. Sar\u00e0 infatti gi\u00e0 lui, a perdere una costosa fotocamera per colpa di un&#8217;invadente colonia di termiti!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video si apre in maniera piuttosto prevedibile ed al tempo stesso tropicale, con alcuni Mitu dal becco a rasoio, simili a un incrocio tra un pappagallo nero ed un gallo cedrone, che scacciano via i\u00a0<em>Penelope jacquacu<\/em>, uccelli pi\u00f9 piccoli dalla vistosa macchia rossa sul collo. Mentre nel contempo, una\u00a0cervo mazama rosso si avvicina alla videocamera per poi balzare via, come colto da un invisibile presentimento. \u00c8 interessante notare come ogni aspetto del video sia narrato da\u00a0Rosolie, che dichiaratamente ha tentato con questo suo particolare documento video di produrre un qualcosa che fosse appassionante ed al tempo stesso divulgativo, ovvero completo di tutte quelle nozioni didascaliche che spesso mancano in realizzazioni di questo tipo. Per questo lui procede, nella narrazione, ad introdurre i successivi visitatori del vero e proprio porto franco, una scimmia ululante (<em>Alouatta sara<\/em>) e una cappuccina bianca (<em>Cebus albifrons<\/em>). Per restare quindi notevolmente sorpreso dalla successiva venuta di un armadillo gigante, creatura che raramente si sposta durante le ore diurne. Con l&#8217;arrivo della sera, quindi, le cose iniziano a farsi davvero interessanti: dinnanzi alla telecamera si presenta un agile ocelot (<em>Leopardus pardalis<\/em>) la cui forma pare fluire naturalmente tra le ombre degli alberi pluri-secolari. La sua presenza diventa quindi la scusa per elencare alcune delle prede preferite, anch&#8217;esse, naturalmente, transitate dinnanzi al magico obiettivo: conigli, opossum, porcospini e il bonario paca (<em>Cunniculus paca<\/em>) un grosso roditore che pu\u00f2 pesare fino a 14 Kg. Si torna quindi brevemente alle ore diurne, per mostrarci un&#8217;intera famiglia di p\u00e9cari, creature molto simili ai cinghiali, che ci spiega Rosalie, costituiscono sempre un&#8217;indicazione del buono stato di salute ecologica della regione di appartenenza. Viene quindi l&#8217;ora lungamente attesa dei tapiri: ben due esemplari. Un maschio che raggiunge la videocamera nelle ore diurne, e quindi la femmina coi cuccioli la sera, tutti doverosamente intenti a risucchiare i sali minerali presenti nel suolo della <em>colpa<\/em>. Difficilmente si potrebbe restare delusi dalla visione di un simile buffo, eppur maestoso animale. La carrellata, senza lasciarci tempo per meditare, continua, con altri cervi, un formichiere gigante che sembra notevolmente interessato alla videocamera ed infine i felini: un puma, un giovane giaguaro (<em>Panthera onca<\/em>). Il momento forse pi\u00f9 impressionante del video si ha quando il naturalista, fido <em>machete<\/em> alla mano, si reca successivamente al tramonto per prelevare i risultati delle riprese e cambiare le batterie, lasciando ben presto l&#8217;inquadratura. Quando soltanto due minuti dopo, ci viene addirittura mostrato, sulla scena sopraggiunge un grosso giaguaro\u00a0adulto, che probabilmente l&#8217;avrebbe subito aggredito. E qui stiamo parlando, sia chiaro, del singolo predatore di terra dal morso pi\u00f9 potente della Terra, che generalmente uccide le proprie prede senza preoccuparsi di morderle alla giugulare, ma semplicemente masticandone il cranio grazie alla potenza incommensurabile della sua mascella. Non proprio un incontro, insomma, particolarmente consigliabile tra le fronde cadenti di un vasto ambiente forestale incontaminato.<br \/>\nL&#8217;impiego della fototrappola: un mestiere&#8230;Difficile. Che non sempre va\u00a0per il verso giusto. Vedi ad esempio questo video di febbraio, in cui l&#8217;entomologo\u00a0Phil Torres si scontra con una scomoda, per quanto imprescindibile realt\u00e0:<\/p>\n<figure id=\"attachment_20458\" aria-describedby=\"caption-attachment-20458\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nobkdIzkVlY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20458\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20458 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-Ants-500x313.jpg\" alt=\"Camera Trap Ants\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-Ants-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-Ants-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Camera-Trap-Ants.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20458\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Credevamo di fotografare qualcosa di fantastico tipo, che so, un giaguaro. Invece abbiamo trovato&#8230;&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una situazione che non\u00a0gli ha risparmiato molte critiche su Internet, bench\u00e9 gli debba riconoscere un senso di autocritica e capacit\u00e0 di prendersi poco sul serio tutt&#8217;altro che indifferenti. La stessa propensione a pubblicare online la video-documentazione della svista che ha finito per costargli oltre 2000 dollari di equipaggiamento, \u00e8 indicativa di un profondo desiderio di sdrammatizzare, senza perdersi troppo d&#8217;animo rallentando l&#8217;andamento delle proprie ricerche. La scena che Torres ha trovato la momento di andare a ritirare la sua memory card, tuttavia, deve averlo lasciato basito: ecco la sua costosa fotocamera, non pi\u00f9 coperta dal sacchetto di plastica, ma dolorosamente esposta agli elementi, per di pi\u00f9 dopo un&#8217;intera nottata d&#8217;intensa pioggia. E un cavo di alimentazione rosicchiato, anzi letteralmente mangiucchiato, cos\u00ec come lo stravagante tripode da lui selezionato per l&#8217;operazione. Una situazione sfortunata che sembrerebbe costituire, se non fosse impossibile, la vendetta personale di un chihuahua abbandonato. Quando la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 semplice, ed insidiosa di cos\u00ec: &#8220;Lo vedete quel piccolo cumulo di terra, laggi\u00f9?&#8221; Indica lo sfortunato fotografo: &#8220;Ecco, quello \u00e8 un nido di formiche tagliafoglie.&#8221; Non \u00e8 ironico, che proprio un entomologo debba pagare la sua svista in merito a una simile questione? Ci\u00f2 che \u00e8 capitato, quindi, la sera stessa dell&#8217;attivazione della fototrappola, \u00e8 che i mordaci imenotteri eusociali hanno preso ad esplorare gli oggetti poco familiari, trovandoli in qualche maniera di loro gusto. Hanno quindi proceduto, quasi immediatamente, a tagliare a pezzi la protezione di plastica, scambiandola per quelle foglie che comunemente impiegano come sostrato per le loro coltivazioni sotterranee di funghi. Una volta raggiunto l&#8217;interno, quindi, alquanto stranamente, si sono accaniti su qualsiasi componente ed elemento in gomma, forse per una sorta di gusto perverso personale. Torres ipotizza che il materiale potesse essere intriso di tracce minime di sale, dovute al contatto ripetuto con le mani umane. Questo specifico dato, molto probabilmente, non lo acquisiremo\u00a0mai. Ci\u00f2 che conta, \u00e8 che riprendere le bestie non \u00e8 facile. N\u00e9, talvolta, economico! Sarebbe difficile per\u00f2\u00a0definire una simile attivit\u00e0 come &#8220;superflua&#8221;&#8230;<br \/>\nIl video della <em>colpa\u00a0<\/em>argillosa di Paul Rosolie, intitolato\u00a0Amazon Rainforest Wildlife e premiato dall&#8217;organizzazione delle Nazioni Unite, ebbe infatti lo scopo dichiarato di dimostrare al mondo la variet\u00e0 di animali presenti nella regione peruviana di\u00a0Madre de Dios, ormai da anni soggetta a sfruttamento incontrollato e bracconaggio, anche a causa del vicino passaggio della superstrada trans-amazzonica, o\u00a0BR-230. Certo, la modernizzazione delle infrastrutture \u00e8 importante. Ma\u00a0senza video come questi a ricordarci i meriti contrapposti ed imprescindibili della natura, potrebbe diventare tutto ci\u00f2\u00a0che ci rimane.<\/p>\n<div id=\"watch-headline-title\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti vorremmo fare sempre un buon lavoro. 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