{"id":20418,"date":"2016-06-04T07:09:10","date_gmt":"2016-06-04T05:09:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20418"},"modified":"2016-06-04T07:19:05","modified_gmt":"2016-06-04T05:19:05","slug":"questo-veicolo-consuma-meno-di-una-lampadina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20418","title":{"rendered":"Questo veicolo consuma meno di una lampadina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/arMZkHWGQNk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20419\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20419\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-500x313.jpg\" alt=\"Eximus 1\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo record mondiale si fa strada dalla cittadina svedese di Delsbo, in prossimit\u00e0 del lago Dellen Settentrionale e non poi cos\u00ec distante dalle coste del Mar Baltico, tra le acque gelide che bagnano l&#8217;Europa del Nord. Che costituisce la risposta pratica ad una domanda che un po&#8217; tutti ci siamo posti, prima o poi: possibile che spostarsi su rotaie debba sempre comportare, nonostante il costo ridotto per singola persona rispetto all&#8217;automobile, un&#8217;impronta carbonifera comunque sufficiente a consumare ulteriormente le risorse del pianeta? E cosa succeder\u00e0, nell&#8217;imminente giorno dell&#8217;esaurimento delle risorse fossili, quando tutto quello che ci rimarr\u00e0 a disposizione saranno un paio di pedali, l&#8217;eolico, l&#8217;energia del Sole&#8230; Sar\u00e0 forse a quel punto, che ci ricorderemo dell&#8217;opera del team di studenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Dalarna, che come gi\u00e0 molti altri gruppi simili a loro, hanno tentato di applicare la loro\u00a0mente priva di preconcetti ad un problema che ci assilla tutti quanti, per vincere un premio in denaro non propriamente straordinario, ma riservando uno spazio per la\u00a0propria creazione in una\u00a0pagina importante dell&#8217;antologia motoristica dei nostri tempi. Eximus 1, dal termine latino che significa &#8220;straordinaria&#8221; questo \u00e8 il nome di quella che si potrebbe definire una vera e propria locomotiva leggera, del peso di appena 100 Kg ma in grado di trasportare facilmente un equipaggio di cinque persone lungo i 3,36 Km del tratto ferroviario che collega Delsbo a Fredriksfors, completo di un dislivello complessivo di 3 metri. E tutto questo, consumando un valore comprovato di appena 0,84 wattora a persona,\u00a0laddove una lampadina al neon ne fagocita tranquillamente 3,5, e sia chiaro che si tratta di un dato che viene considerato, ad ogni modo, estremamente positivo. La competizione rilevante, denominata semplicemente Delsbo Electric, prevede in effetti la partecipazione a ciascun viaggio di un numero variabile tra 1 e 5 persone, dal peso medio di ALMENO\u00a050 Kg, sulla base delle quali vengono quindi scalate le misurazioni finali. Di conseguenza, un veicolo dalla capacit\u00e0 di trasporto superiore, come la Eximus, non viene in alcun modo svantaggiato. Il che costituisce forse l&#8217;aspetto maggiormente significativo di questa particolare competizione rispetto a quella che l&#8217;ha ispirata, la quadrimestrale Shell Eco-marathon, in cui la convenzione prevede che ciascun veicolo trasporti unicamente il suo pilota. Un concetto chiaramente finalizzato alla presentazione di dati ancor pi\u00f9 sfolgoranti, ma che avrebbe esulato in qualche maniera dal concetto di cui sopra, che vede i mezzi di trasporto che utilizzano la strada ferrata come una risorsa di ottimizzazione ulteriore del consumo, proprio in funzione del numero di passeggeri contenuti al loro interno.<br \/>\nContenuti: stipati, inscatolati. Il veicolo in questione, in effetti, per lo meno in questa sua prima iterazione, non si \u00e8 propriamente\u00a0fatto notare per il comfort di utilizzo, visto il suo corpo interamente in alluminio, sia dentro che fuori, senza alcun occhio di riguardo a qualunque cosa\u00a0avrebbe fatto lievitare il\u00a0peso. La carlinga aerodinamica, con una prua esteticamente simile a quella dello Shinkansen giapponese (bench\u00e9 ovviamente a scala molto pi\u00f9 ridotta) vedeva inoltre l&#8217;unica apertura di una lastra trasparente in plexiglass, mentre per il resto gli occupanti erano stati\u00a0sostanzialmente chiusi dentro all&#8217;equivalente motorizzato del tipico barbecue da esterni in stile americano. Non era del resto necessario godere di una visibilit\u00e0 eccellente su ogni lato, visto come la competizione prevedesse l&#8217;impiego su rotaie, e con l&#8217;unico attraversamento potenzialmente pericoloso di quella che il sito ufficiale definisce &#8220;una strada molto trafficata&#8221;. Bench\u00e9 immagino che fosse stato, per lo meno, abbassato il passaggio a livello. L&#8217;intero tragitto ha richiesto un tempo di circa 20 minuti, durante i quali il motore elettrico, alimentato con tre batterie, \u00e8 stato accesso soltanto per 110 secondi, lasciando che l&#8217;Eximus procedesse per inerzia nella rimanente parte della sua impresa. Una tecnica, oltre che logica, comprovata da una lunga storia di esperienze studentesche pregresse&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20421\" aria-describedby=\"caption-attachment-20421\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Wt_Ruy_ejPY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20421\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20421 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Shell-Eco-Marathon-500x313.jpg\" alt=\"Shell Eco Marathon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Shell-Eco-Marathon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Shell-Eco-Marathon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Shell-Eco-Marathon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20421\" class=\"wp-caption-text\">La Shell Eco-marathon: un evento altamente pubblicizzato e curato da un ufficio stampa di prima categoria, che nonostante questo riesce a farsi notare piuttosto raramente nei media generalisti. Forse perch\u00e9 siamo naturalmente affascinati dalle cose che vanno veloci, ma non dalla loro economia di funzionamento?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2\u00a0perch\u00e9 il mondo delle competizioni motoristiche a basso consumo ha una storia notevole che scorre in parallelo, essenzialmente, a quella del colosso anglo-olandese dell&#8217;energia e della petrolchimica\u00a0Royal Dutch Shell, dal riconoscibile logo di una conchiglia capasanta gialla e rossa. Tutto inizi\u00f2 nel 1939, secondo il racconto\u00a0ufficiale dell&#8217;intera questione, con una gara tutt&#8217;altro che\u00a0ufficiale indetta dai ricercatori della sussidiaria statunitense della compagnia presso Wood River, in Illinois, per determinare chi tra loro potesse viaggiare pi\u00f9 lontano usando un singolo gallone di benzina (3,7 litri). Si trattava pi\u00f9 che altro, a quell&#8217;epoca,\u00a0di una prova di guida, visto come tutte le automobili coinvolte fossero essenzialmente di serie, e l&#8217;abilit\u00e0 determinante diventasse quindi quella relativa al saper decidere quando premere il pedale dell&#8217;acceleratore. Con il progressivo, endemico miglioramento di queste ultime, quindi, nonch\u00e9 un probabile primo approccio ingegneristico al problema, si pass\u00f2 nel giro di esattamente 10 anni dal trascurabile risultato di 21 Km\/L a quello gi\u00e0 notevole di 63 Km\/L (auto: Studebaker) poi migliorato fino a 103 Km\/L (Fiat 600, 1968) quindi 160 Km\/L (Opel, 1973). Ma a quel punto la reiterata sfida aveva gi\u00e0 attirato gli occhi del mondo, e nel giro di tre anni dall&#8217;ultima data citata\u00a0si pass\u00f2 ad una versione internazionale dell&#8217;evento che prevedeva, tra le altre cose, la partecipazione di mezzi alimentati non pi\u00f9 soltanto a benzina, ma anche a gasolio, GPL, pile a combustibile. Arrivando all&#8217;ulteriore aggiunta, in epoche ancor pi\u00f9 recenti, delle nuove categorie ad alto contenuto tecnologico dell&#8217;elettrico puro, delle celle solari e dell&#8217;idrogeno. La gara \u00e8 inoltre suddivisa in due macro-categorie, relative ai metodi di costruzione dei veicoli: prototipi, pensati per la pista e privi di attenzioni alla praticit\u00e0 di utilizzo, ed urbane, vetture che potrebbero, teoricamente, circolare sulle strade. Vi lascio immaginare a quale elenco avrebbe potuto iscriversi la futuristica Eximus 1 del team ferroviario norvegese&#8230;Se pure avessero avuto voglia di attrezzarla con pneumatici gommati.<br \/>\nNella sua versione contemporanea, la Shell Eco Marathon prevede tre edizioni annuali, rispettivamente tenute a Detroit, a Manila nelle Filippine\u00a0ed a Londra. Nel momento in cui scrivo,\u00a0ci troviamo nel periodo che intercorre tra l&#8217;edizione asiatica di marzo e in trepidante attesa di quella europea, prevista per il periodo che andr\u00e0 tra il 30 giugno ed il 3 luglio p.v. tra le strade circostanti al\u00a0Queen Elizabeth Olympic Park, che per la prima volta si sostituiranno all&#8217;impiego di un circuito di natura pi\u00f9 tradizionale. \u00c8 prevista la partecipazione di 229 squadre per oltre 2.000 studenti, tra cui contingenti italiani provenienti dalla\u00a0Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte,\u00a0Basilicata e Sicilia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20420\" aria-describedby=\"caption-attachment-20420\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Yn2biQWDHGw\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20420 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Girton-Racing-Team-500x313.jpg\" alt=\"Girton Racing Team\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Girton-Racing-Team-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Girton-Racing-Team-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Girton-Racing-Team.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20420\" class=\"wp-caption-text\">Questo interessante video \u00e8 stato prodotto dal prestigioso liceo australiano di Girton a Bendigo, nello stato di Victoria, che proprio quest&#8217;anno ha per la prima volta partecipato all&#8217;Eco-marathon di Manila.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E comunque vada, l&#8217;Italia far\u00e0 parte di questo grande evento. Le precedenti edizioni della Eco-marathon hanno visto scendere in pista veicoli assolutamente avveniristici, come l&#8217;automobile della\u00a0Toulouse Multidisciplinary Engineering school costruita quasi interamente in fibre basate sulla seta, finendo per impiegare una scocca del peso di soli 13 Kg. O quella della\u00a0Aston University, completamente in legno e cartone sostenibile, che pu\u00f2 essere piegata e impacchettata alla maniera di un prodotto dell&#8217;Ikea. Il pi\u00f9 grande risultato mai ottenuto, nel frattempo, quello della Pac-Car II dell&#8217;ETH di Zurigo, ha raggiunto grazie all&#8217;impiego di celle di idrogeno un&#8217;efficienza equivalente ai\u00a05385 km\/L, pi\u00f9 di 250 volte superiore a quella dei primi timidi tentativi di ridurre i consumi, praticati da quel team di ingegneri con base operativa in Illinois. Davvero niente male, nevvero?<br \/>\nUna frase spesso ripetuta dalla Shell con finalit\u00e0 di marketing, a sostegno della sua grande iniziativa per un domani pi\u00f9 pulito, recita: &#8220;Una di queste automobili potrebbe fare tre giri dell&#8217;equatore con l&#8217;equivalente della benzina consumata da un jet Concorde&#8230; Soltanto per raggiungere la pista di decollo!&#8221; Al che naturalmente l&#8217;uomo della strada potrebbe rispondere che prima cosa, quell&#8217;aereo non esiste pi\u00f9 (per molte ottime ragioni) e secondo punto, che al momento non esiste una strada asfaltata che passi attraverso\u00a0tutti gli oceani della Terra, quindi sotto la cordigliera andina del Per\u00f9.\u00a0E neppure una ferrovia, ragazzi e ragazze del freddo Nord! Per&#8230; Ora?<\/p>\n<figure id=\"attachment_20424\" aria-describedby=\"caption-attachment-20424\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=arMZkHWGQNk&amp;feature=youtu.be\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20424\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20424 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-2-500x313.jpg\" alt=\"Eximus 1-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Eximus-1-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20424\" class=\"wp-caption-text\">Purtroppo il team svedese di Eximus 1, a differenza di quelli della Eco-marathon non ha prodotto molto materiale informativo sulla sua creazione. Esiste <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=C4Luy4Q43EQ\" target=\"_blank\">soltanto un secondo video, ancora pi\u00f9 breve<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo record mondiale si fa strada dalla cittadina svedese di Delsbo, in prossimit\u00e0 del lago Dellen Settentrionale e non poi cos\u00ec distante dalle coste del Mar Baltico, tra le acque gelide che bagnano l&#8217;Europa del Nord. 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