{"id":20396,"date":"2016-06-01T07:11:28","date_gmt":"2016-06-01T05:11:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20396"},"modified":"2016-06-01T07:20:48","modified_gmt":"2016-06-01T05:20:48","slug":"caffe-stranieri-sfida-tra-gli-aromi-il-fresco-il-bruno-e-il-variegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20396","title":{"rendered":"Tre insoliti caff\u00e8 stranieri: il fresco, il bruno e il misterioso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/10IqxId2VSQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20397\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20399\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Vietnamese-Coffee-500x313.jpg\" alt=\"Vietnamese Coffee\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Vietnamese-Coffee-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Vietnamese-Coffee-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Vietnamese-Coffee.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recipiente di metallo dalle plurime sfaccettature, spigoloso, verticale. Un manico di bachelite\u00a0ed un becco prominente, il pomello sulla cima del cucuzzolo bollente. Molti pensieri\u00a0ed ancor pi\u00f9 profonde considerazioni, sono state elaborate ai margini di ci\u00f2 che stiamo descrivendo, fin\u00a0dal distante 1933: la macchinetta immaginata da\u00a0Alfonso Bialetti,\u00a0per la prima volta sul princ\u00ecpio di funzionamento\u00a0della lavatrice\u00a0<em>lisciveuse,\u00a0<\/em>che portando ad ebollizione l&#8217;acqua per i\u00a0panni, questo fluido lo\u00a0spostava\u00a0nello\u00a0spazio superiore, in cui si andava ad incontrare col sapone. Prima di tornare gi\u00f9, svolgendo il suo lavoro. Rapidit\u00e0, praticit\u00e0, nessuna\u00a0possibilit\u00e0 d&#8217;errori. Bast\u00f2 applicare\u00a0simili metodologie all&#8217;antica quanto\u00a0beneamata bevanda proveniente dal profondo dell&#8217;Africa e dell&#8217;area dell&#8217;Oceano Indiano, un prodotto possibile di oltre\u00a013.500 specie vegetali differenti, per ottenere un qualcosa che potr\u00e0\u00a0essere facilmente definito, senza timore di smentite, l&#8217;assoluta Perfezione. Un lieve sbuffo di vapore, il suono di automobili distanti. Le tende alla finestra che si muovono nel vento, dunque l&#8217;improvviso gorgogl\u00eco. Dapprima lieve. Quindi un po&#8217; pi\u00f9 intenso. Ed sapore che gi\u00e0 sgorga, dal condotto interno e l&#8217;ingegnoso fontanile in miniatura&#8230; Mentre\u00a0la mente inizia a sorseggiare. Ma non smette di pensare: \u00e8 davvero possibile, giungendo a tali vette d&#8217;eccellenza, continuare a mantenere un punto di contatto ininterrotto col passato? Cosa \u00e8 andato perso, in questa storia di una bacca prediletta dall&#8217;umanit\u00e0, e poi cosa ritrovato? \u00c8 insomma\u00a0davvero giusto definire, questa invenzione italiana, come l&#8217;unico modo degno per\u00a0sperimentare l&#8217;epico sapore? C\u00e0pita cos\u00ec, di accendere la radio (Vietnamita? No, Thai). Per udire\u00a0all&#8217;altro capo, nient&#8217;altro \u00a0che la\u00a0n\u00e9nia persistente del dubbio profondo, ding-ding-dong, ding-ding-ding&#8230;<br \/>\nPer trovare un punto di contatto di quel mondo, con il nostro di orgogliosi bevitori occidentali, occorre muoverci dall&#8217;altro capo dell&#8217;Oceano Atlantico. Dove dorme, acciambellato\u00a0attorno al vasto continente americano, il grande drago dalle molte scaglie sfolgoranti\u00a0di Starbucks. L&#8217;antonomasia del &#8220;bar&#8221; statunitense, una catena assolutamente spropositata, con oltre 180.000 dipendenti all&#8217;attivo. Un luogo in cui l&#8217;espresso tradizionale non \u00e8 che una scelta fra molte, ed altrettanto spesso, non la pi\u00f9 desiderata. Specie dai clienti di estrazione asiatica che in genere, cos\u00ec racconta almeno un <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/videos\/comments\/4lfkt0\/how_to_make_vietnamese_coffee\/d3n8bjn\" target=\"_blank\">testimone diretto\u00a0in quel di Reddit<\/a>, chiedono che sia guarnito con uno specifico prodotto, qui da noi praticamente sconosciuto: la <em>mocha sauce<\/em>, praticamente cioccolata ed addensante, molte volte pi\u00f9 dolce dello zucchero e del miele. La ragione di una tale scelta va rintracciata per analogia nell&#8217;esistenza di questa\u00a0bevanda concepita in Vietnam, che una buona parte del Sud-Est asiatico conosce ed apprezza da generazioni. E se avete visto il video qui sopra riportato, a questo punto\u00a0lo saprete: stiamo parlando del\u00a0<em>C\u00e0 ph\u00ea \u0111\u00e1<\/em>\u00a0o caff\u00e8 ghiacciato. Un invenzione dei primi del &#8216;900,\u00a0qui dimostrata con abile prassi\u00a0dal <em>filmmaker\u00a0<\/em>Eric Slatkin, completa degli attrezzi <em>vintage<\/em> della tradizione. Perch\u00e9 non esiste l&#8217;eccessiva &#8220;efficienza&#8221; ma \u00e8 pur vero, che anche le limitazioni fanno parte della &#8220;scienza&#8221;. E l&#8217;infusione.<br \/>\nOra, naturalmente tutto quello che occorre per poter preparare la nostra amabile bevanda, non \u00e8 null&#8217;altro che scaldare fino ad un certo punto i chicchi derivanti dalla lavorazione delle bacche, affinch\u00e9 questi liberino l&#8217;essenza deliziosa contenuta al loro interno. Ma affinch\u00e9 il prodotto finale non abbia un gusto sgradevole, la cottura dovr\u00e0 interrompersi ad un punto assai specifico. Ed \u00e8 per questo, in ogni versione moderna di una tale avventura, che s&#8217;impiega un filtro, all&#8217;interno del quale l&#8217;acqua circoli, s&#8217;insaporisca, prima di uscirne in qualche modo\u00a0trasformata. Cos\u00ec la vecchia prassi vietnamita, molto precedente all&#8217;invenzione del nostro maestro piemontese, prevedeva l&#8217;impiego di un semplice filtro gravitazionale dal progetto\u00a0francese, l\u00ec\u00a0denominato\u00a0<em>c\u00e0 ph\u00ea phin,\u00a0<\/em>prima di essere depositata in un recipiente sottostante, assieme a latte in polvere e Longevity, ghiaccio ed un prodotto zuccherino comparabile alla <em>mocha sauce<\/em>. Il risultato, \u00e8&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piacevolissimo, gustoso, dolce quanto la pi\u00f9 pura e splendida essenza del puro miele. Al tempo stesso conviviale\u00a0ed allegro, come la canzone Pop selezionata\u00a0dal sapiente Eric, per accompagnare l&#8217;appassionante sequenza di preparazione, certamente in grado di far storcere il naso a pi\u00f9 di un sedicente purista del cucchiaio e della tazzina. Tutt&#8217;altra storia rispetto\u00a0all&#8217;efficienza priva di segreti e tolleranze delle macchine automatiche moderne, create a partire dalla prima miracolosa macchina per l&#8217;Espresso di Angelo Moriondo, dimostrata all&#8217;Esposizione Generale di Torino del 1884 e di cui la Moka, ad oggi, rappresenta la riduzione pi\u00f9 portatile ed universalmente nota. Ma un qualcosa di profondamente diverso, anche, dalle origini remote di questo ramificato, aromatico e fragrante arbusto concettuale, che getta le sue radici nel profondo del Medio Oriente, dove i commerci con l&#8217;Etiopia portarono, per la prima volta intorno al XV secolo, le pregevoli bacche delle piante del genere <em>Coffea<\/em>. Molto prima che le nostre odierne facilitazioni potessero, in qualche maniera, privare\u00a0il mondo di una raffinata forma di preparazione manuale;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20398\" aria-describedby=\"caption-attachment-20398\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/t9T_rDXwrsQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20398\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20398 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Turkish-Coffee-500x313.jpg\" alt=\"Turkish Coffee\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Turkish-Coffee-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Turkish-Coffee-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Turkish-Coffee.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20398\" class=\"wp-caption-text\">Il caff\u00e8 alla turca andrebbe gustato, idealmente, in fondo alle pendici di una duna, mentre palmizi distanti si stagliano sul primo chiarore dell&#8217;alba distante. Ma in assenza dei cammelli, si pu\u00f2 usare il proprio gatto. E per facilitare l&#8217;atmosfera, talvolta\u00a0baster\u00e0\u00a0togliere l&#8217;aria condizionata.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo in questione, che ancora adesso viene usato quotidianamente, bench\u00e9 con alcune modificazioni, in tutto il Mondo Arabo ed in certi paesi dell&#8217;Europa Orientale, prevedeva fin dalla sua antica concezione l&#8217;impiego di un particolare recipiente metallico dalla lunga maniglia per non scottarsi le mani, definito in lingua turca\u00a0<em>cezve.\u00a0<\/em>Il quale, come potrete facilmente immaginare visto l&#8217;epoca remota a cui siamo risaliti, non prevedeva l&#8217;impiego di alcun tipo di filtro, ma la semplice e diretta cottura dei chicchi assieme all&#8217;acqua, il latte ed una quantit\u00e0 variabile di zucchero. Il che implica almeno due notevoli scogli\u00a0alla preparazione: il primo relativo al tempo di cottura. Il preparatore dovr\u00e0, infatti, tenere gli occhi puntati sul pentolino, stando pronto a versare nelle tazze la bevanda non appena questa raggiunge l&#8217;ebollizione. Pena il liberarsi delle essenze amare ed indesiderate, rovinando completamente il prodotto finale. Mentre il secondo problema, contiguo ad una simile questione, \u00e8 proprio quello del servire in tavola, possibilmente senza che la base dell&#8217;infuso, il macinato ormai privo di senso e di sapore, finisca inesorabilmente in bocca ai commensali. Proprio a tal fine, il caff\u00e8 alla turca prevede l&#8217;impiego di una miscela straordinariamente fine, sostanzialmente irraggiungibile con le moderne macchinette elettriche di macinazione. Lasciando, come unici metodi idonei alla sua preparazione, la mulinatrice manuale, quando non addirittura i semplici mortaio e pestello, in uso fin dall&#8217;epoca della Preistoria presso tutti i popoli di questo mondo. Un ulteriore aspetto\u00a0interessante, ancora adesso praticato in molti locali tradizionali, era quello di rallentare artificialmente il processo di ebollizione, per semplificare la vita e i tempi operativi del barista ante-litteram, non mettendo il pentolino\u00a0<em>cezve <\/em>direttamente a contatto con il fuoco, ma ponendolo, piuttosto, nella sabbia riscaldata. Il miglioramento del risultato ottenibile, generalmente, giustificava l&#8217;ulteriore passaggio.<br \/>\nL&#8217;ora \u00e8 tarda, l&#8217;astro \u00e8 sorto. Cosa resta, dunque, se non prendere la Moka gorgogliante e finalmente, giungere al culmine di questo evento carico d&#8217;aspettativa? Soltanto un ultimo paese. Un altro mondo dal sapore misterioso! Indefinibile!<\/p>\n<figure id=\"attachment_20397\" aria-describedby=\"caption-attachment-20397\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AZdOh8sjji0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20397 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Indonesian-Coffee-500x313.jpg\" alt=\"Indonesian Coffee\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Indonesian-Coffee-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Indonesian-Coffee-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/06\/Indonesian-Coffee.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20397\" class=\"wp-caption-text\">Stregoneria, capacit\u00e0 inventiva e un grande calderone. I cultori delle cose semplici, non potranno mai apprezzare il gusto conturbante del caff\u00e8 allo zenzero indonesiano. E di questo, a noi, che cosa importa?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kopi Jahe, lo chiama questo breve segmento del canale di YouTube\u00a0Tastemade, che ospita tra i suoi video innumerevoli spunti per spuntini, o sorsi dal vasto recipiente del nostro liquido nerastro preferito. Tra cui una\u00a0vera e propria\u00a0pozione proveniente dal\u00a0paese\u00a0dell&#8217;isola di Giakarta, che ricevette i suoi primi semi di <em>Coffea<\/em> soltanto nel 1696, ad opera dell&#8217;amministrazione coloniale olandese. Pur essendo destinato, nonostante questo, a diventare entro il 2014 il quarto maggior produttore di caff\u00e8 nel mondo. Sia chiaro che stiamo parlando, dunque, di estimatori della bevanda che nonostante la loro scoperta relativamente recente, hanno ben poco da invidiare agli altri asiatici ed a noi europei. Ci\u00f2 detto, della fantasmagorica bevanda qui mostrata, su Internet si trovano ben poche tracce. Che si tratti di un&#8217;invenzione relativamente recente? Giudicate voi.<br \/>\n\u00c8 un processo dai molteplici passaggi, che prevede in primo luogo la preparazione di alcuni imprevisti ingredienti: citronella, cardamomo e cannella. Zucchero di palma. Ed ovviamente, lo zenzero titolare (<em>Jahe<\/em>) che doner\u00e0 ad ogni bicchiere la sua imprescindibile ed onnipresente piccantezza. Un qualcosa che giammai, noi ci saremmo aspettati di trovare nel caff\u00e8. Si comincia, dunque, preparando una sorta di decotto. Si, proprio cos\u00ec: la maggior parte delle componenti vegetali della bevanda, saranno messe sul fuoco ed usate per insaporire l&#8217;acqua, che poi dovr\u00e0 costituire la base del prodotto finale. A questo punto, caff\u00e8 e zucchero di palma vengono introdotti assieme a un tale fluido gi\u00e0 delizioso nell&#8217;equivalente locale dei nostri iper-tecnologici filtri a vapore: la pressa francese. Un&#8217;invenzione anch&#8217;essa italiana, nonostante il nome, creata dal designer\u00a0Attilio Calimani nel 1929. Che funziona, essenzialmente, all&#8217;incontrario. Una volta riempita dagli ingredienti, infatti, questa dovr\u00e0 essere premuta con fermezza verso il basso, affinch\u00e9 ogni fondo venga separato dall&#8217;imprescindibile bevanda. Che quindi sar\u00e0, a sua volta, versata assieme al latte nelle tazze dei commensali. Ah! Come scotta, ding, ding-dong, ding-dong-ding&#8230;.<br \/>\nTre modi e Tre mondi, dunque, soltanto ***\u00a0astri di uno sconfinato firmamento. Perch\u00e9 i modi di gustare il caff\u00e8, fondamentalmente, sono numerosi quanto le abitazioni in cui viene gustato, in ciascuna delle quali la bevanda si trova abbinata ad un particolare sentimento, una diversa circostanza, un tono e un argomento di conversazione. Cos\u00ec non pu\u00f2 esistere, alla fine, un metodo migliore. Giusto? Tutto quello che ci resta \u00e8 continuare a ricercarlo, come ardenti cavalieri. Sorseggiando dal\u00a0metallo delle vaghe\u00a0situazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recipiente di metallo dalle plurime sfaccettature, spigoloso, verticale. Un manico di bachelite\u00a0ed un becco prominente, il pomello sulla cima del cucuzzolo bollente. Molti pensieri\u00a0ed ancor pi\u00f9 profonde considerazioni, sono state elaborate ai margini di ci\u00f2 che stiamo descrivendo, fin\u00a0dal distante 1933: la macchinetta immaginata da\u00a0Alfonso Bialetti,\u00a0per la prima volta sul princ\u00ecpio di funzionamento\u00a0della lavatrice\u00a0lisciveuse,\u00a0che portando &#8230; <a title=\"Tre insoliti caff\u00e8 stranieri: il fresco, il bruno e il misterioso\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20396\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Tre insoliti caff\u00e8 stranieri: il fresco, il bruno e il misterioso\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[274,240,565,1752,292,311,463,238,768,1024,213,1753,287],"class_list":["post-20396","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alimenti","tag-asia","tag-bevande","tag-caffe","tag-cibo","tag-gastronomia","tag-indonesia","tag-medio-oriente","tag-societa","tag-tradizioni","tag-turchia","tag-usanze","tag-vietnam"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20396"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20401,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20396\/revisions\/20401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}