{"id":20390,"date":"2016-05-31T06:30:53","date_gmt":"2016-05-31T04:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20390"},"modified":"2016-05-31T06:31:49","modified_gmt":"2016-05-31T04:31:49","slug":"larma-segreta-delle-megattere-affamate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20390","title":{"rendered":"L&#8217;arma segreta delle megattere affamate"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Q8iDcLTD9wQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20391\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20393\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-500x313.jpg\" alt=\"Bubble net feeding\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno spettacolo unico al mondo, una visione indimenticabile e per certi versi terrificante. Adatta a\u00a0chi vuole sperimentare la furia potenziale della natura, testimoniata dal comportamento specifico di un gruppo di creature pesanti 30-40 tonnellate, che cooperano nel momento di cacciare. Vorreste vederlo? Allora vi consiglio di\u00a0venire&#8230;In Alaska.\u00a0Dove altrimenti? E per essere maggiormente precisi, nella baia di Seward, sulla penisola di Kenai, dove da tempo ormai le barche piene di turisti si lanciano dai moli, per andare a far da spettatori a quelle che qui chiamano le <em>Humpback\u00a0whales<\/em> (Balene gobbute) e\u00a0che per noi corrispondono\u00a0alla definizione\u00a0scientifica di <i>M. novaeangliae,<\/i>\u00a0ovvero quella delle Megattere &#8220;del New England&#8221;. Come volle chiamarle, per primo, il naturalista\u00a0Mathurin Jacques Brisson nel 1756, bench\u00e9 oggi sappiamo, simili creature abitano in molti dei mari e degli oceani della Terra. Al punto da aver fatto teorizzare, dai classificatori moderni, l&#8217;esigenza di definire tre sottospecie differenti: l&#8217;una residente nel\u00a0Pacifico Meridionale, l&#8217;altra nell&#8217;Atlantico\u00a0Settentrionale e poi c&#8217;\u00e8 questa. La megattera del Pacifico\u00a0Settentrionale, che sola tra le sue simili dimostra la\u00a0speciale abilit\u00e0 in questione. Cos\u00ec strategicamente complessa, e tanto valida nella risoluzione di un problema in rapido divenire, da ricordare l&#8217;invenzione di un intero comitato militare.\u00a0Un qualcosa di &#8220;pensato&#8221;.<br \/>\nEd in effetti, strano a dirsi, \u00e8 proprio cos\u00ec. La caccia con la rete di bolle non \u00e8 affatto scritta nel codice genetico delle balene: ci\u00f2 possiamo ben desumerlo dal fatto che soltanto certi gruppi delle creature, ed unicamente in luoghi specifici, posseggano gli strumenti di pensiero ed attuazione necessari a praticarla. Si tratta dunque\u00a0di una tecnica trasmessa attraverso le generazioni, patrimonio attentamente custodito di singole trib\u00f9 d&#8217;animali. Vederne le ultime battute, dal ponte di una barca noleggiata in quel d&#8217;Alaska raramente lascia i turisti privi di un&#8217;impressione profonda e significativa. Soprattutto quando, come talvolta capita, ci si ritrova l\u00ec, fra l&#8217;onde. Per udire nel momento atteso il\u00a0canto acuto dei giganti, che contrariamente a quanto ci viene dato ad intendere dal senso comune, \u00e8 si! Udibile dall&#8217;orecchio umano. Addirittura dall&#8217;altro lato delle increspature sulla superficie che sostiene il nostro duro scafo. Una materia sempre pi\u00f9 agitata e meno trasparente, fino a che non viene data l&#8217;occasione di scrutare le ombre colossali, che preannunciano e danno ad intendere il momento della verit\u00e0. Ed ecco che finalmente, arrivano! Come coni vulcanici, come colline eruttive, quattro, cinque, sei bocche spalancate, in un vortice di spruzzi e di gabbiani, che prontamente si erano gettati nell&#8217;occhio del ciclone per tentare di arraffare il\u00a0cibo. Rubandolo da un\u00a0pasto\u00a0costituito, guarda caso, da branchi di aringhe\u00a0o eglefini, o ancora qualche sparuto gruppo di merluzzi neri. Gli oggetti di una simile, pericolosa attenzione. Si tratta di una questione, a ben pensarci, alquanto semplice da definire. Le megattere del Pacifico, per loro imprescindibile natura, sono grandi. Molto: fino a 27 metri di lunghezza. Il che significa, per le leggi fisiche del mondo, che sono anche relativamente lente, potendo raggiungere al massimo i 25 Km\/h, ma soltanto dopo un lungo periodo d&#8217;accelerazione. Ed \u00e8 proprio questo il motivo, tra l&#8217;altro, per cui si nutrono\u00a0preferibilmente dell&#8217;invisibile brodo di microrganismi e gamberetti che viene convenzionalmente definito krill, esattamente come usa fare la distante cugina ancor pi\u00f9 sovradimensionata, la balenottera azzurra. Ma si pu\u00f2 anche capire, poco ma sicuro, il loro bisogno di mettere in pancia qualche volta un bocconcino un po&#8217; pi\u00f9 sostanzioso&#8230; Ed \u00e8 qui che entra in gioco l&#8217;agilit\u00e0 concessa dalle grandi pinne anteriori di questi animali, che non per niente prendono il nome dalle parole greche\u00a0mega-\/\u03bc\u03b5\u03b3\u03b1- &#8220;grande&#8221; e\u00a0ptera\/\u03c0\u03c4\u03b5\u03c1\u03b1 &#8220;ali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20392\" aria-describedby=\"caption-attachment-20392\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/112547406\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20391\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20392 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-drone-500x313.jpg\" alt=\"Bubble net feeding drone\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bubble-net-feeding-drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20392\" class=\"wp-caption-text\">Il drone dell&#8217;utente di Vimeo AkXpro riprende dall&#8217;alto il comportamento di un gruppo di megattere dell&#8217;Alaska, durante l&#8217;estasi fervida della rete di bolle. Offrendoci una vista sull&#8217;azione non cos\u00ec dissimile da quella dei gabbiani stessi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che, prende una strada d&#8217;esecuzione insolita e piuttosto&#8230;Verticale. Proprio per il tratto distintivo di questi e dell&#8217;altro animale citato, che appartengono tutti al sottordine dei Mysticeti, ovvero delle balene che non hanno denti, ma piuttosto\u00a0lo strumento di filtraggio dei fanoni, lamine elastiche di cheratina\u00a0concepite per far transitare all&#8217;interno il krill, provvedendo quindi ad espellere l&#8217;acqua in eccesso ed indesiderata. Perfetti in quel contesto, ma meno che ideali nel momento di trangugiare un qualcosa che ha pinne, scaglia e coda.<br \/>\nL&#8217;evento di caccia\u00a0inizia con il capo della scorribanda, generalmente un esemplare forte e pi\u00f9 maturo (possono arrivare fino ad 80 anni) che lancia il segnale concordato, quindi\u00a0si tuffa in profondit\u00e0 alla ricerca dello\u00a0sfortunato ammasso di pesciolini che ricever\u00e0 le attenzioni dell&#8217;intero branco. Al cambio di modulazione uditiva, le compagne si tuffano quindi dietro a lui\/lei, facendosi sue compagne nel generare un vortice di forma circolare attorno alle vittime d&#8217;elezione. Gradualmente, quindi, il gruppo inizia a soffiare con forza dai rispettivi sfiatatoi, generando un flusso estremamente intenso di acqua in movimento, e compatte bolle d&#8217;ossigeno liberate in un ambiente che non pu\u00f2 e non deve tollerarle. Tale elemento inaspettato, quindi, inizia con rapida enfasi a dirigersi verso la superficie, subito segu\u00ecto dalla massa considerevole delle sue creatrici. La ricerca scientifica, condotta attraverso gli ultimi anni grazie all&#8217;impiego di speciali\u00a0<em>tags<\/em>\u00a0di tracciamento, quando non proprio telecamere montate sulle balene stesse, ha permesso di distinguere i diversi stili d&#8217;esecuzione impiegati in questa fase del processo. Le megattere del Maine, ad esempio, hanno l&#8217;abitudine di ornare il cilindro-trappola con delle vere e proprie nuvole di bolle finissime, non pi\u00f9 grandi di quelle generate da un comune alka-seltzer. Mentre le consorelle dell&#8217;Alaska, dal canto loro, preferiscono generare un&#8217;unico flusso compatto. La tecnica, inoltre, varia anche tra i singoli esemplari, per angolo di virata ed inclinazione del corpo nel corso della suggestiva rotazione. Una particolare ricerca del 2011, <em>Underwater components of humpback whale bubble-net feeding behaviour,\u00a0<\/em>pubblicata con l&#8217;approvazione dello\u00a0Stellwagen Bank National Marine Sanctuary, parla di due possibili configurazioni tattiche della rete di bolle: la prima, quella fin qui citata, della spirale ascendente, ed una seconda pi\u00f9 diretta ed immediata, con un &#8220;doppio loop&#8221; (giravolta) culminante in un punto di cattura che si trover\u00e0 quindi in parallelo\u00a0alla superficie del mare. Fase nel corso della quale, come del resto sempre al termine della sessione di caccia, le balene spalancheranno la loro grande bocca, sfruttando le apposite scanalature sulla gola per raggiungere una grandezza ancor pi\u00f9 significativa, trangugiando tutte le aringhe o le altre cose che dovessero trovarsi sulla loro strada. Il che ci porta ad una fondamentale domanda&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20391\" aria-describedby=\"caption-attachment-20391\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bzfqPQm-ThU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20391\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20391 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Dolphin-Mud-Net-500x313.jpg\" alt=\"Dolphin Mud Net\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Dolphin-Mud-Net-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Dolphin-Mud-Net-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Dolphin-Mud-Net.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20391\" class=\"wp-caption-text\">Questo stile di caccia non \u00e8 comunque unico ed esclusivo delle <em>Megaptera novaeangliae<\/em>. Anche il delfino dal naso a bottiglia (genus <em>Tursiops<\/em>) dimostra comportamenti simili, talvolta messi in atto grazie alla sabbia di un fondale basso. La minore scala dell&#8217;operazione, tuttavia, non richiede la notevole cooperazione messa in atto dalle balene.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovvero: che succede se un qualcosa o qualcuno si dovesse trovare l\u00e0 sopra, nel momento fatidico della riemersione? Soltanto per trovarsi sul passaggio delle fauci di questi veri e propri mostri degli abissi, senza nessun&#8217;altra possibilit\u00e0 che lanciare un grido, o pregare&#8230; Beh, niente paura. Simili casi sono stati documentati. Nel 2015, la piccola barca di due pescatori della baia di Seward <a href=\"http:\/\/www.ktva.com\/watch-fishermen-capture-rare-glimpse-of-whales-feeding-near-seward-232\/\" target=\"_blank\">si \u00e8 trovata proprio sul percorso della rete di bolle<\/a>, venendo quindi circondata dalle megattere, che tuttavia hanno evitato di urtarla direttamente. I grandi cetacei quindi, a quanto pare, ci vedono abbastanza bene da evitare eventuali ostacoli. Bench\u00e9 non sia impossibile immaginare un&#8217;imbarcazione rovesciata, in modo certamente involontario, dai loro dorsi gibbosi e bitorzoluti. Uno di questi esseri, ad ogni modo, nonostante il racconto di Pinocchio e l&#8217;esperienza biblica di Giona, non potrebbe mai divorare un essere umano: il suo condotto digerente \u00e8 semplicemente troppo stretto per riuscirci, nonostante la massa colossale della creatura.<br \/>\nAd altri e pi\u00f9 piccoli esseri, tuttavia, non pu\u00f2 sempre andare altrettanto bene: in almeno un caso, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Megaptera_novaeangliae\" target=\"_blank\">citato da Wikipedia italiana<\/a>, una megattera fu ritrovata con sei cormorani nello stomaco ed un settimo incastrato in gola. Voglio dire, considerata la rapidit\u00e0 dell&#8217;emersione al momento finale della caccia, mentre gli uccelli si tuffano con assoluto sprezzo del pericolo, un incidente pu\u00f2 anche capitare. Persino due. Ma giunti al terzo uccello, qualche domanda \u00e8 lecita. E la risposta possibile, soltanto una. Se la fame \u00e8 sufficiente, tutto diventa commestibile. Persino i problemi. E non c&#8217;\u00e8 limite all&#8217;intelligenza che proviene dal bisogno!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno spettacolo unico al mondo, una visione indimenticabile e per certi versi terrificante. Adatta a\u00a0chi vuole sperimentare la furia potenziale della natura, testimoniata dal comportamento specifico di un gruppo di creature pesanti 30-40 tonnellate, che cooperano nel momento di cacciare. Vorreste vederlo? Allora vi consiglio di\u00a0venire&#8230;In Alaska.\u00a0Dove altrimenti? E per essere maggiormente precisi, nella baia &#8230; <a title=\"L&#8217;arma segreta delle megattere affamate\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20390\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arma segreta delle megattere affamate\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[378,125,576,669,1068,1069,187,249,109,400,78,24],"class_list":["post-20390","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alaska","tag-animali","tag-balene","tag-caccia","tag-cetacei","tag-delfini","tag-ecologia","tag-mare","tag-natura","tag-oceano","tag-scienza","tag-strategia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20390"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20390\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20395,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20390\/revisions\/20395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}