{"id":20367,"date":"2016-05-28T07:19:37","date_gmt":"2016-05-28T05:19:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20367"},"modified":"2016-05-28T07:26:35","modified_gmt":"2016-05-28T05:26:35","slug":"lalveare-umano-alle-porte-di-hong-kong","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20367","title":{"rendered":"L&#8217;alveare umano alle porte di Hong Kong"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dj_8ucS3lMY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20368\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20370\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Walled-City-500x313.jpg\" alt=\"Kowloon Walled City\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Walled-City-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Walled-City-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Walled-City.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;essere umano: creatura sociale il cui pari, assai probabilmente, il mondo degli organismi complessi non aveva mai conosciuto. Perch\u00e9 i polipi del corallo, i sifonofori degli abissi che formano colonie simili a meduse, o le formiche ed api in superficie, possono aggregarsi tra di loro grazie ad una predisposizione genetica innata, ma non potrebbero mai sopravvivere in solitudine. Mentre noi bipedi dall&#8217;andatura dinoccolata, abbiamo la capacit\u00e0 di\u00a0operare\u00a0scelte in merito nelle nostre alterne vite, tali da permetterci, altrettanto facilmente, di essere come l&#8217;albero solitario del deserto del Tener\u00e9, oppure un elemento fra i tanti dell&#8217;eterno bosco di querce, distrutto e ricreato sul trascorrere dei secoli distanti. Quante persone \u00e8 possibile stipare in un chilometro quadrato, senza che queste siano destinate ad prossimo un futuro di follia? 25.000 come a Delhi, la capitale del prolifico sub-continente indiano? Circa 26.000 come l&#8217;isola di Manhattan, dove l&#8217;articolata verticalizzazione ha sostituito spazi che l\u00ec non ci sono, non ci saranno mai? O addirittura 44.000, la cifra raggiunta da Manila nella Filippine, null&#8217;altro che la singola concentrazione di persone pi\u00f9 densa del pianeta? Un caso limite, di quello che comunque gi\u00e0 era e resta il singolo paese maggiormente sovrappopolato nel complesso situazionale convenzionalmente\u00a0citato. Ma non c&#8217;\u00e8 limite al peggio,\u00a0cos\u00ec di sicuro, la parola chiave diventa &#8220;dignitosamente&#8221;. Giacch\u00e9 non \u00e8 difficile immaginare un distante futuro, in cui la costruzione di svettanti arcologie possa permettere l&#8217;attigua coesistenza di dozzine di migliaia di piccoli appartamenti dotati di ogni comfort, eppur stipati l&#8217;uno sopra l&#8217;altro\u00a0come scatole di sigarette in un container dei contrabbandieri. Talle situazione, tuttavia, non ha luogo ad essere nel nostro attuale quotidiano. N\u00e9 tanto meno, in quello degli anni &#8217;70 e &#8217;80,\u00a0periodo in cui si trov\u00f2\u00a0l&#8217;apice\u00a0nell&#8217;Estremo Oriente un particolare insediamento, detto la citt\u00e0 murata di Kowloon, in cui fu raggiunta l&#8217;apparentemente assurda\u00a0cifra di 1.255.000 anime per Km\u00b2, con una popolazione totale di 33.000: in parole povere, qui viveva molto pi\u00f9 di\u00a0una persona al\u00a0metro quadro. L&#8217;uno sull&#8217;altro, all&#8217;interno di circa 300 palazzi alti fino a 10-13 piani e non pi\u00f9 di cos\u00ec, a causa dell&#8217;estrema vicinanza dell&#8217;aeroporto di\u00a0Kai Tak, svincolo fondamentale per la citt\u00e0 di Hong Kong. L&#8217;unit\u00e0 domestica di una famiglia tipo si aggirava attorno ai 23 m\u00b2, talvolta ricavati da piattaforme sospese nel vuoto, balconate ricoperte o vere e proprie piccionaie, rivettate alla meglio nelle pareti cementizie\u00a0degli edifici e pericolosamente dondolanti nel vento. Le strutture massicce\u00a0di un simile luogo poi, giungevano a formare, incredibilmente, un&#8217;unica massa con fessure di pochi metri appena fra un gigante e l&#8217;altro, dalle quali erano state ricavate alcune delle strade pi\u00f9 buie al mondo. Era sempre notte, al piano terra di Kowloon. Ci\u00f2 detto, un visitatore intraprendente avrebbe potuto percorrere l&#8217;intero territorio da nord a sud, grazie ai numerosi ponti di\u00a0attraversamento tra un palazzo e l&#8217;alto,\u00a0senza mai doversi azzardare a toccare terra.<br \/>\nMolti termini sono stati usati, negli anni, per riferirsi a questo luogo senza pari nella storia: citt\u00e0 dei sogni, della notte eterna, luogo incredibile,\u00a0meravigliosa dimostrazione dell&#8217;arte di arrangiarsi. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che si tratt\u00f2, oltre ogni dubbio residuo, di un vero incubo terrificante. L&#8217;intero agglomerato disponeva unicamente di otto tubi dell&#8217;acquedotto municipale, con punti di recupero dove venivano, al tempo stesso, lavati i panni e prelevate le taniche di acqua potabile per i propri figli e nipotini. Anche se, secondo alcune teorie, la citt\u00e0 disponeva di alcuni pozzi risalenti all&#8217;antichit\u00e0, gelosamente custoditi all&#8217;interno di zone sotto il controllo dell&#8217;elite locale. Il crimine, come potrete facilmente immaginare, dilagava incontrollato, con alcune delle pi\u00f9 potenti triadi (le &#8220;mafie&#8221; cinesi) che proprio qui avevano stabilito le proprie sedi operative, complete di una fiorente industria della droga, del gioco d&#8217;azzardo, della prostituzione. Era raro che\u00a0la polizia si avventurasse in questi luoghi, e quando lo faceva, stava molto attenta a muoversi in gruppi estremamente numerosi. L&#8217;aria era umida e malsana, con le migliaia di condizionatori che riversavano la loro acqua a livello della strada in una sorta di torrente ininterrotto, mentre le serrande di negozi e luoghi di ristorazione si sollevavano a poca distanza da indescrivibili cumuli di spazzatura, quali la modernit\u00e0, probabilmente, non aveva mai conosciuto prima. Ma prima di parlare del modo in cui giunse ad esistere un luogo allucinante come Kowloon, e della sua demolizione\u00a0fortunata ed al tempo stesso ingloriosa\u00a0portata a termine nel 1994, sar\u00e0 opportuno porci una domanda carica di sottintesi. Non vi ricorda nulla, tutto ci\u00f2?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20368\" aria-describedby=\"caption-attachment-20368\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/V_2KgQOqzBc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20368\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20368 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Arcade-500x313.jpg\" alt=\"Kowloon Arcade\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Arcade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Arcade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Arcade.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20368\" class=\"wp-caption-text\">La famosa sala giochi giapponese ricavata all&#8217;interno di un magazzino di Kawasaki, nella prefettura costiera di Kanagawa. Gli arredi da luna park costituiscono una fedele riproduzione dell&#8217;epoca d&#8217;oro di Kowloon, completa di ruggine, pareti fatiscenti e forse gli unici WC &#8220;finto sporchi&#8221; e i polli arrosto &#8220;finto cotti&#8221; mai prodotti\u00a0nella storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 forse una derivazione sintomatica del collettivo senso dell&#8217;orrido, oppure una sorta di perverso desiderio di prepararsi ad un possibile futuro di noi tutti, quello che ha port\u00f2, negli anni finali dello scorso secolo, a una sorta di venerazione collettiva dell&#8217;invivibile, ma stranamente affascinante territorio di Kowloon. L&#8217;autore letterario William Gibson, tra i principali fondatori del movimento cyberpunk, ne fece un elemento primario della sua trilogia iniziata col romanzo Luce Virtuale, in cui la citt\u00e0 murata ricompariva pi\u00f9 volte come spazio virtuale, usato dagli hacker per incontrarsi nel cyberspazio all&#8217;insaputa delle autorit\u00e0; mentre nello spazio fisico propriamente detto giungeva a tratteggiarne\u00a0un&#8217;ipotetica versione occidentale, costruita dai profughi sul San Francisco\u2013Oakland Bay Bridge, successivamente al catastrofico terremoto che dovrebbe, nell&#8217;opinione di molti, distruggere prima o poi la California. Cos\u00ec dall&#8217;epoca di quel fondamentale romanzo, scritto nel 1993 ed ambientato in un 2006 che sotto certi (profetici) aspetti\u00a0risulta\u00a0non poi cos\u00ec distante dalla nostra attuale verit\u00e0, lo scenario di Kowloon \u00e8 diventato un capo saldo della fantascienza distopica moderna. \u00c8 letteralmente impossibile contare il numero di volte in cui l&#8217;enclave cinese fu l&#8217;ispirazione di questo o quell&#8217;insediamento speculativo, costruito da un&#8217;umanit\u00e0 in crisi nelle regioni del fantastico o presso i pianeti pi\u00f9 variegati, all&#8217;interno di romanzi, film e videogiochi. La stessa citt\u00e0 completa del suo nome, fu nel frattempo usata nel popolare gioco di ruolo Shadowrun, nel film Bloodsport con Jean Claude Van Damme, nei videogiochi Call of Duty: Black Ops, Stranglehold, mentre alcune scene di Batman Begins si svolgono all&#8217;interno di un distretto di Gotham, denominato The Narrows, che la ricordano fin troppo da vicino&#8230; Nel capolavoro di Yu Suzuki,\u00a0Shenmue parte II del 2001, il giocatore veniva chiamato ad esplorare, nei panni del giovane giapponese in cerca di vendetta\u00a0Ryo Hazuki, una colorata e credibile versione interattiva di questi fantomatici palazzi pieni d&#8217;umanit\u00e0.\u00a0I giapponesi, del resto, furono sempre tremendamente affascinati da Kowloon.<br \/>\nSu YouTube \u00e8 ancora\u00a0possibile reperire <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y9NWZyfyXgA\" target=\"_blank\">un servizio lungo 48 minuti<\/a>\u00a0girato nel parco cittadino che oggi occupa lo spazio della citt\u00e0 murata, all&#8217;interno del quale una guida turistica di Hong Kong narra di come, mentre i cinesi avessero paura di avventurarsi all&#8217;interno dell&#8217;enclave, la quantit\u00e0 di turisti provenienti dall&#8217;arcipelago del Sol Levante che vi mettevano piede serenamente, macchina fotografica alla mano, era letteralmente sproporzionata al fascino apparente di un tale luogo. Fino all&#8217;epoca della demolizione, interi gruppi di ricerca fecero rilevazioni approfondite e stilarono una mappa completa dell&#8217;insediamento, permettendone la ricostruzione accurata in un plastico in apparente materiale metallico, che si trova ancora oggi tra i reperti archeologici che furono salvati nel momento della verit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20369\" aria-describedby=\"caption-attachment-20369\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TmqlxjTSc8w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20369\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20369 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Streets-500x313.jpg\" alt=\"Kowloon Streets\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Streets-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Streets-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-Streets.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20369\" class=\"wp-caption-text\">Kowloon era un luogo di perdizione, nel quale operavano anche molte persone dedite ad un compito preciso, benevolo almeno in linea di principio. Era estremamente nota, ad esempio, l&#8217;esistenza di innumerevoli dottori e dentisti privi di licenza, che effettuavano ogni sorta di intervento sul corpo dei loro pazienti a dei prezzi relativamente ragionevoli. Un&#8217;altra strana corrispondenza con i temi\u00a0della letteratura cyberpunk.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questa citt\u00e0, sar\u00e0 strano dirlo, ebbe in effetti una lunga storia, iniziata all&#8217;epoca della dinastia Song (960\u20131279) quando fu costruita, come una sorta di avamposto commerciale, per la finalit\u00e0 di controllare le importazioni di sale. Sappiamo quindi che, fino al 1668, qui furono stazionate circa una trentina di guardie e nel giro dei due secoli successivi, il sito fu trasformato in un forte ed il numero dei suoi occupanti inizi\u00f2, lentamente, a crescere. Nel 1842, con il trattato di Nanchino successivo alla prima guerra dell&#8217;oppio, la citt\u00e0 di Hong Kong fu ceduta agli inglesi, ma non quella vicina di Kowloon, che sarebbe rimasta in mano all&#8217;Imperatore e sarebbe servita, da quel momento, per tenere sotto controllo i movimenti degli stranieri. Nel 1898, nell&#8217;epoca dell&#8217;estensione delle concessioni agli inglesi in merito ai cosiddetti Nuovi Territori, la citt\u00e0 murata aveva una popolazione di circa 700 perone, tra cui alcuni soldati del mandarino locale. L&#8217;anno successivo, stanchi della sorveglianza ingiustificata, gli stranieri assalirono la fortezza, prendendone finalmente il controllo e scacciando via tutti i funzionari cinesi. L&#8217;Inghilterra lasci\u00f2 quest&#8217;area indisturbata per altri 30 anni, finch\u00e9 non decise, alla fine, di demolire le capanne fatiscenti che vi erano state costruite, lasciando intatti solamente gli edifici governativi dell&#8217;epoca pre-moderna, il rinomato complesso noto come <em>yamen<\/em>. La situazione sembr\u00f2, temporaneamente, risolta. Giunsero quindi i duri anni dell&#8217;occupazione giapponese, segu\u00ecta dallo spargimento di sangue della seconda guerra mondiale.<br \/>\nApprofittando della storica sconfitta dell&#8217;Impero nipponico, quindi, la Cina riprese il controllo della citt\u00e0 murata, e migliaia di rifugiati accorsero ad occupare quello spazio franco. Nel 1950, un grave incendio distrusse parte dell&#8217;insediamento costruito alla bene e meglio, permettendo il boom delle costruzioni abusive che avrebbe portato, nel ventennio successivo, all&#8217;edificazione dei colossali ed iconici palazzi di Kowloon. L&#8217;occhio esperto avr\u00e0 tuttavia notato, <a href=\"https:\/\/www.google.it\/search?q=walled+city+kowloon+top+view&amp;espv=2&amp;biw=960&amp;bih=477&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwirlM6m__vMAhWKPRQKHV2gA_IQ_AUIBigB\" target=\"_blank\">nelle numerose foto aeree disponibili online<\/a>, la presenza di un singolo spazio vuoto tra i loro svettanti tetti, come una sorta di minuscolo Central Park. Tale area, in effetti, altro non sarebbe che l&#8217;antico <em>yamen<\/em>, lasciato sostanzialmente intonso dall&#8217;incontrollata e brulicante occupazione del suolo, a dimostrazione del rispetto attribuito dalla mentalit\u00e0 locale, persino in simili condizioni estreme, all&#8217;epoca distante degli antenati. E del resto altrettanto notevole, e celebre, resta la visione dei grandi aerei di linea, che decollando dall&#8217;aeroporto di\u00a0Kai Tak giungevano a riempire per chi scrutava dal\u00a0basso\u00a0questa letterale finestra verso il cielo, raggiungendo con le proprie ali e la coda i bordi esterni delle torri orlate dallo splendore del distante, inconsapevole astro mattutino.<br \/>\nAncora oggi, chi dovesse recarsi a Kowloon potr\u00e0 ammirare i resti archeologici di epoche molto distanti fra di loro, tra cui le stesse pietre appartenenti alla porta dei Song, disposte ad arte tra le artificiali meraviglie di un intero giardino costruito, secondo le guide turistiche, sul preciso modello di quelli cari alla fondamentale dinastia Qing, antecedente di almeno sette secoli. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9. Ma forse i suoi occhi di turista verranno attratti da quell&#8217;inquietante modellino\/monumento fornito dai giapponesi in splendido metallo, di tutto quello\u00a0che qui ebbe modo di verificarsi. E\u00a0qui soltanto, meno male. Almeno, finch\u00e9 il mondo non sprofondi nuovamente, per qualche guerra, pestilenza o carestia? C&#8217;\u00e8 ancora tempo. C&#8217;\u00e8 sempre molto, troppo tempo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20371\" aria-describedby=\"caption-attachment-20371\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=20371#main\" rel=\"attachment wp-att-20371\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20371 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-model-500x334.jpg\" alt=\"Kowloon model\" width=\"500\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-model-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-model-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Kowloon-model.jpg 916w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20371\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/notesplusultra.com\/2012\/08\/25\/kowloon-walled-city\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;essere umano: creatura sociale il cui pari, assai probabilmente, il mondo degli organismi complessi non aveva mai conosciuto. Perch\u00e9 i polipi del corallo, i sifonofori degli abissi che formano colonie simili a meduse, o le formiche ed api in superficie, possono aggregarsi tra di loro grazie ad una predisposizione genetica innata, ma non potrebbero mai &#8230; <a title=\"L&#8217;alveare umano alle porte di Hong Kong\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20367\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;alveare umano alle porte di Hong Kong\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,163,625,304,1748,195,1728,768,71,89,329],"class_list":["post-20367","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-cina","tag-citta","tag-cyberpunk","tag-hong-kong","tag-luoghi-misteriosi","tag-palazzi","tag-societa","tag-storia","tag-strano","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20367"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20375,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20367\/revisions\/20375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}