{"id":20347,"date":"2016-05-25T07:17:08","date_gmt":"2016-05-25T05:17:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20347"},"modified":"2016-05-25T07:17:08","modified_gmt":"2016-05-25T05:17:08","slug":"il-dolce-canto-della-donna-che-protegge-gli-elefanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20347","title":{"rendered":"Il dolce canto della donna che protegge gli elefanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/c3Rah9hgseA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20348\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20350\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-500x313.jpg\" alt=\"Lek Chailert\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note amorevoli, una voce rasserenante, l&#8217;armonia delle migliori ninna nanne. Lei che l&#8217;abbraccia all&#8217;altezza delle grosse zampe, quindi la colpisce delicatamente con un panno, in un gesto forse concepito per assomigliare a una carezza. \u00c8 del resto assai\u00a0probabile che con una pelle spessa 2 cm e mezzo, un lieve tocco possa risultare\u00a0facilmente inadeguato. Quindi, finalmente, le parole misteriose della nenia di\u00a0Sangduen &#8220;Lek&#8221; Chailert iniziano a sortire l&#8217;effetto desiderato, con la controparte che un poco alla volta\u00a0si sdraia per\u00a0terra, stando estremamente attenta a non stritolare l&#8217;amica\u00a0per l&#8217;effetto della sua massa considerevole, quindi chiude gli occhi e&#8230;Sogna?<br \/>\nC&#8217;\u00e8 molto di umano nel comportamento di Faa Mai, la pachiderma di 7 anni che per prima rappresenta una\u00a0generazione successiva degli animali custoditi presso l&#8217;ENP di Chiang Mai, Thailandia, il pi\u00f9 singolare e notevole santuario per la riabilitazione del maggiore\u00a0animale di terra del pianeta. Perch\u00e9 proprio una creatura simile, in forza del suo metabolismo relativamente lento, pu\u00f2 raggiungere tranquillamente i 70 anni di vita,\u00a0e ci\u00f2 nonostante una massa potenziale di 4,5 tonnellate (5 se si fosse trattato di un maschio). Non \u00e8 quindi troppo irragionevole, per la gigantessa buona il cui nome per inciso significa &#8220;Un Nuovo Giorno&#8221; immaginare un lungo periodo d&#8217;infanzia e prima adolescenza, che potr\u00e0 portarla, come del resto abbiamo fatto noi, a comprendere i suoi genitori e diventare, almeno in parte, simile a\u00a0loro. Ed \u00e8 in tale aspetto\u00a0che la vita di questa creatura si profila come originale, perch\u00e9 di modelli femminili nella vita, lei ne ha almeno due: da una parte la madre biologica Mae Bua Tong, nata attorno agli anni &#8217;70 e tratta in salvo da una triste vita passata al servizio dei turisti, cavalieri spesso ingrati e quel che \u00e8 peggio, inconsapevoli dei duri metodi che\u00a0vengono impiegati\u00a0per addestrare gli elefanti in certi luoghi\u00a0dell&#8217;Estremo Oriente. E dall&#8217;altra, una persona con due piedi e totalmente priva di proboscide.Ovvero un essere umano in carne ed ossa, pienamente consapevole di ci\u00f2 che fa. Perch\u00e9 l&#8217;eroina famosa su scala internazionale con il solo soprannome di Lek Chailert, pi\u00f9 volte premiata dal National Geographic, dalla Ford Foundation, dalla Humane Society&#8230; Ha avuto una vita certamente complessa e travagliata. Ma sempre dedita ad un singolo, fondamentale obiettivo: permettere a questi grandi animali di condurre un&#8217;esistenza placida ed amena, nonostante i traumi spesso sub\u00ecti, e di raggiungere uno stato ideale di realizzazione psichica dell&#8217;individuo. Che tale certamente resta, in forza di una sofisticata filosofia e una capacit\u00e0 d&#8217;introspezione, forse meno palesi delle nostre, ma comunque notevolmente cariche di significato.<br \/>\nVoglio dire, basta osservarle all&#8217;opera. Non appare forse chiaro che la gioia dell&#8217;elefantessa, cos\u00ec straordinariamente cosciente della sua situazione lieta e dell&#8217;attimo di pace assoluta che stava vivendo nel momento qui raffigurato, si rifletteva pienamente nello stato momentaneo della sua seconda madre (adottiva) in un continuo feedback di ritorno valido a costituire l&#8217;assoluta gioia ed assenza di perturbazioni&#8230;. Una sorta di stato di grazia, sostanzialmente sconosciuto a molti di noi. Si potrebbe persino definire, questo lungo momento, come la ricompensa di coloro che amano gli animali, e dall&#8217;incontro con essi traggono dei benefici perfettamente commisurati al servizio che stanno rendendo all&#8217;Universo. Un elefante dopo tutto, ci spiega la\u00a0Chailert orgogliosamente <a href=\"http:\/\/www.elephantnaturepark.org\/about\/elephant-anatomy\/\" target=\"_blank\">sul suo sito ufficiale<\/a>, ha un olfatto pi\u00f9 sviluppato del nostro, ed ha l&#8217;udito probabilmente pi\u00f9 sensibile tra tutti gli animali della Terra, riuscendo quindi a vivere sotto diversi aspetti puramente fisici, pi\u00f9 intensamente di noi. E se non domina incontrastato nel suo regno del selvaggio, l&#8217;unica responsabilit\u00e0 \u00e8 la nostra, di uomini che gli hanno anteposto un mondo carico di costrizioni, doveri, limiti situazionali. Stiamo del resto parlando di un paese, la Thailandia, in cui la storia dell&#8217;uomo \u00e8 strettamente legata a quella del suo fratello pi\u00f9 imponente, al punto che nell&#8217;antichit\u00e0 questi esseri costituivano cavalcature regali, doni degni di un&#8217;ambasceria di pregio, macchine agricole o da usarsi per la raccolta di materiali&#8230; Quando nel 1989, in forza di un eccessivo disboscamento del paese rilevato dagli esperti provenienti da ogni parte del mondo, il governo nazionale\u00a0impose severe limitazioni all&#8217;industria privata del legname, molti elefanti si ritrovarono immediatamente senza lavoro. Colossali bocche da sfamare, ingombranti e problematiche, che sempre pi\u00f9 spesso i vecchi proprietari tendevano a vedere come grosse riserve di carne ambulante, da macellare in base alle necessit\u00e0. E fu allora che Lek, all&#8217;epoca un&#8217;imprenditrice dal rispettabile successo con un\u00a0negozio\u00a0a suo nome, decise che avrebbe dovuto fare qualcosa per salvarli. Pena la perdita del contatto stesso con la sua realt\u00e0, ci\u00f2 che davvero sentiva nel profondo dell&#8217;anima\u00a0e l&#8217;obiettivo\u00a0che desiderava conseguire nella vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20349\" aria-describedby=\"caption-attachment-20349\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9SOirwAQyqY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20349\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20349 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-2-500x313.jpg\" alt=\"Lek Chailert 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Lek-Chailert-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20349\" class=\"wp-caption-text\">Sentire questa donna parlare rende subito chiari diversi aspetti della sua vita e storia individuale. Lek parla perfettamente l&#8217;inglese, ha studiato e dimostra le capacit\u00e0 di una persona abituata a parlare di fronte ad un pubblico di molte nazionalit\u00e0 diverse. Non \u00e8 difficile comprendere, dunque, come la sua passione provenga da un&#8217;oggettiva e approfondita presa di coscienza dello stato delle cose.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 al momento l&#8217;ENP (Elephant Nature Park) offra soltanto una biografia estremamente sommaria della vita di Lek\u00a0Chailert, non \u00e8 difficile, a fronte di una breve ricerca online, ricostruire il puzzle travagliato che indubbiamente dev&#8217;esser stata la sua vita. Una vicenda che viene fatta iniziare, convenzionalmente, con uno specifico evento della sua infanzia. Accadde tutto all&#8217;improvviso. Lei, che era figlia di uno sciamano dei Kamu, il Popolo delle Colline, si ritrov\u00f2 in custodia un cucciolo di pachiderma, ricevuto dal genitore come pagamento per la guarigione miracolosa offerta ad facoltoso abitante di quei luoghi. Nella liete\u00a0convivenza che segue tra la giovane e l&#8217;animale, che si chiamava Tongkum (il Dorato) pu\u00f2 essere facilmente rintracciata la radice degli improbabili obiettivi che ella sarebbe riuscita a conseguire, nei notevoli successi dei suoi anni dell&#8217;et\u00e0 adulta. Il fato successivo del suo beniamino, come del resto le date precise di ciascun evento che sto per narrare, restano purtroppo vaghe e nebulose, come del resto si conf\u00e0 alle vicende personali di qualsiasi leggenda vivente. \u00a0Ritroviamo quindi Lek\u00a0come giovane donna\u00a0quando, riuscendo fortunatamente ad ottenere i fondi dalla sua famiglia nonostante le condizioni di estrema povert\u00e0 in cui era cresciuta, riusc\u00ec a frequentare l&#8217;universit\u00e0 di Chiang Mai, ottenendo una laurea in Belle Arti. Questo nonostante avesse gi\u00e0 ben chiaro cosa avrebbe fatto della sua vita, e per il semplice fatto che una facolt\u00e0 di veterinaria non esisteva nel suo paese, mentre quella di agricoltura era riservata unicamente agli individui di sesso maschile. Seguono anni difficili, durante i quali la donna dovette\u00a0adattarsi a fare diversi lavori anche allo stesso tempo, durante i quali fece altre due esperienze che avrebbero cambiato la sua vita. La prima, di un tipo estremamente negativo: fu allora e per un puro caso, ella ci racconta, che assistette per la prima volta al crudele processo del\u00a0<em>phajaan<\/em>, la tecnica tradizionale usata per domare gli elefanti fin dalla nascita. Un processo che consiste nel separare il cucciolo dalla madre, chiuderlo\u00a0in uno spazio stretto ed infliggergli diverse sofferenze. Soltanto in tale modo infatti, si dice, la povera bestia potr\u00e0 essere costretta a trascorrere\u00a0una vita totalmente asservita al futuro desiderio degli umani. L&#8217;orribile presa di coscienza, ovviamente, non fece che iscrivere a lettere di fuoco una sacra missione nella mente di Lek: lei avrebbe salvato gli elefanti dall&#8217;avidit\u00e0 degli umani, a qualsiasi costo.<br \/>\nContiguamente a tale assolutistica risoluzione, mentre svolgeva le sue mansioni di commessa all&#8217;interno di un negozio di abbigliamento, la donna conobbe quello che sarebbe stato il suo primo marito ed aiutante nell&#8217;ardua missione, un personaggio noto con il solo nome proprio di Adam. Fu allora che le finanze iniziarono a trattarla bene, permettendogli di aprire una lavanderia dal discreto successo. Ma ci\u00f2 che restava assolutamente chiaro, a pi\u00f9 livelli, era che tale passo fosse unicamente uno scalino, da compiere verso un qualcosa di notevolmente pi\u00f9 vasto e significativo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20348\" aria-describedby=\"caption-attachment-20348\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZrNtlKbWlh8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20348 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Darrick-Thompson-500x313.jpg\" alt=\"Darrick Thompson\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Darrick-Thompson-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Darrick-Thompson-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Darrick-Thompson.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20348\" class=\"wp-caption-text\">Un precedente video divulgativo dell&#8217;ENP mostra l&#8217;attuale consorte della Chaliert, Darrick Thompson, mentre fa un divertente bagno con alcuni degli animali del centro. La sua passione e lo spontaneo affetto appaiono altrettanto veritieri.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assieme ad Adam, nel 1996, Lek fond\u00f2 il primo nuovo parco per gli elefanti thailandesi, sfruttando i finanziamenti ricevuti da un misterioso &#8220;uomo d&#8217;affari&#8221; locale, un miliardario che successivamente sub\u00ec un tentativo di assassinio e dovette fuggire dal paese. Secondo alcune versioni particolarmente drammatiche della storia, proprio per la voce e lo spazio che aveva dato alla problematica &#8220;Madre degli Elefanti&#8221; che sempre pi\u00f9 spesso compariva sui giornali, mettendo in cattiva luce il grande business del turismo tradizionale che ruotava attorno a tali animali economicamente fondamentali. Nel suo parco, infatti, non era possibile cavalcare gli animali, n\u00e9 pungolarli, o costringerli a svolgere spettacoli di matrice circense, ma piuttosto il pubblico veniva chiamato ad accarezzare e condividere l&#8217;affetto dei bestioni, giungendo a conoscerli in maniera ancor pi\u00f9 intima e profonda. Tutti meriti che furono ben presto noti su scala internazionale, diventando l&#8217;alternativa preferita dalle agenzie di viaggio e dunque, dai turisti stessi. E nonostante gli oppositori, naturalmente privi di argomentazioni valide, tutto sembrava andare per il meglio, finch\u00e9 nel 1999 non avvenne un fatto che avrebbe rovesciato totalmente la vita di Lek: una giornalista, il cui nome dovr\u00e0 restare\u00a0consegnato a cronache maggiormente precise degli eventi, ottiene da lei un video sul crudele metodo di addestramento dei cuccioli denominato\u00a0<em>phajaan,\u00a0<\/em>e lo pubblica a sua insaputa ottenendo una spettacolare risonanza su scala globale. La sequenza, ben presto, viene ripresa dalla PETA e diventa la\u00a0bandiera per un boicottaggio turistico dell&#8217;intera Thailandia, trasformando in breve tempo la gi\u00e0 fastidiosa\u00a0curatrice del parco &#8220;controcorrente&#8221; nella donna probabilmente pi\u00f9 odiata dell&#8217;intero paese. Durante una trasmissione televisiva, inoltre, ella ammette di aver girato personalmente il video, in un gesto di sincerit\u00e0 che fu anche eccessivamente spontaneo e pericoloso. Minacciata di morte e con un mandato di cattura a suo nome, Lek rifiuta un&#8217;offerta di aiuto da parte della principessa thailandese\u00a0Rangsrinopadorn Yakul, scegliendo piuttosto di nascondersi tra i milioni di persone che vivevano a Bangkok. Durante questo periodo particolarmente oscuro, dei non meglio definiti &#8220;uomini in uniforme&#8221; si introducono nel parco, uccidendo orribilmente l&#8217;elefante che le era pi\u00f9 caro.<br \/>\nMa\u00a0questo si rivela, forse, il pi\u00f9 grande errore che potessero commettere. Diventata famosa in tutto il mondo proprio in funzione delle sue tribolazioni, la Chaliert partecipa a numerose trasmissioni statunitensi ed europee, ricevendo i premi di cui sopra e sopratutto, un grande finanziamento ad opera del dirigente della Serengeti Foundation,\u00a0Jane Bert. Siamo\u00a0verso la met\u00e0 degli anni 2000. Protetta dalla duplice armatura di una rinnovata opinione pubblica nazionale, pi\u00f9 moderna e globalizzata, oltre a risorse finanziarie\u00a0in abbondanza, la nostra eroina dalla voce armoniosa amplia e ricostituisce il parco, aggiungendo diverse iniziative di conservazione del territorio ed anche un rifugio per centinaia di cani, animali spesso condannati ad una vita breve ed infelice in Thailandia. In un risvolto particolarmente imprevisto, le riesce persino di citare in tribunale alcuni dei giornali che si erano scagliati in precedenza contro di lei, ottenendo un patteggiamento in cambio di pubbliche scuse ed articoli oggettivi su quello che lei realmente era, i suoi obiettivi, i gesti che aveva compiuto. Se mai c&#8217;\u00e8 stata giustizia a questo mondo&#8230;<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec che la ritroviamo, in quel pomeriggio tiepido e gradevole del Chiang Mai, mentre sussurra la sua nenia nel grande orecchio dell&#8217;elefantessa\u00a0Faa Mai. Che assai probabilmente non comprende la totale verit\u00e0. Nonostante la loro memoria rinomata, \u00e8 infatti improbabile che gli elefanti trasmettano nozioni di tipo situazionale tra una generazione e l&#8217;altra. Ma l&#8217;istinto resta valido, ed i sentimenti\u00a0albergano in mezzo alle vibrazioni della strana melodia. Questo racconto, ce lo insegna l&#8217;esperienza, non scomparir\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note amorevoli, una voce rasserenante, l&#8217;armonia delle migliori ninna nanne. Lei che l&#8217;abbraccia all&#8217;altezza delle grosse zampe, quindi la colpisce delicatamente con un panno, in un gesto forse concepito per assomigliare a una carezza. \u00c8 del resto assai\u00a0probabile che con una pelle spessa 2 cm e mezzo, un lieve tocco possa risultare\u00a0facilmente inadeguato. Quindi, finalmente, &#8230; <a title=\"Il dolce canto della donna che protegge gli elefanti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20347\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il dolce canto della donna che protegge gli elefanti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,240,1281,187,404,109,1002,71,343],"class_list":["post-20347","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-asia","tag-conservazione","tag-ecologia","tag-elefanti","tag-natura","tag-personaggi","tag-storia","tag-thailandia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20347"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20347\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20351,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20347\/revisions\/20351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}