{"id":20320,"date":"2016-05-21T07:05:23","date_gmt":"2016-05-21T05:05:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20320"},"modified":"2016-05-21T07:05:23","modified_gmt":"2016-05-21T05:05:23","slug":"uno-sguardo-allarmante-sul-domani-della-realta-aumentata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20320","title":{"rendered":"Uno sguardo allarmante sul domani della realt\u00e0 aumentata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YJg02ivYzSs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20321\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20323\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hyper-Reality-500x313.jpg\" alt=\"Hyper-Reality\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hyper-Reality-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hyper-Reality-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Hyper-Reality.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda&#8230;Estenuante. Quella che sceglie di porsi il designer pubblicitario ed artista con base a Londra,\u00a0Keiichi Matsuda, creativo che ospita sul suo curriculum dei grandi nomi e loghi dell&#8217;attuale panorama commerciale, tra cui il colosso italiano Bulgari, per il quale ha realizzato <a href=\"http:\/\/km.cx\/projects\/vedute-di-roma\/\" target=\"_blank\">un affascinante cortometraggio pubblicitario intitolato Vedute di Roma<\/a>. Ma se quella \u00e8 la parte del suo lavoro che potremmo anche\u00a0considerare, se vogliamo, come maggiormente remunerativa, all&#8217;altro lato dello spettro troviamo un&#8217;opera come questo HYPER-REALITY, una breve sequenza di apparente fantascienza speculativa che appare al tempo stesso, tuttavia, distopica e stranamente seducente, sia pure solo per il semplice fatto che \u00e8 cos\u00ec terribilmente simile alla nostra situazione attuale. Con l&#8217;unico corollario, tutt&#8217;altro che\u00a0improbabile allo stato attuale dei fatti, di aver sostituito i nostri inseparabili smartphone con un visore virtuale in grado di creare la AR (Augmented Reality) ovvero una sovrapposizione basata sui nostri gesti e movimenti\u00a0di fisicit\u00e0\u00a0e finzione, un vero e proprio &#8220;miglioramento&#8221; di tutto ci\u00f2 che condiziona e osteggia il pi\u00f9 utopistico\u00a0svolgersi del nostro quotidiano.<br \/>\nChi tra voi frequenta assiduamente certi lidi dello spazio digitale, come forum, <em>bulletin boards<\/em>, gruppi di discussione o addirittura videogames, avr\u00e0 probabilmente familiarit\u00e0 con l&#8217;espressione spesso usata, sopratutto dagli anglofoni, di &#8220;IRL&#8221; ovvero l&#8217;acronimo che sta per &#8220;In Real Life&#8221; (nella vita reale). Una locuzione dai molti utilizzi, che tuttavia scaturisce dalla fondamentale astrazione, pi\u00f9 o meno veritiera, che esista un velo impenetrabile che separa\u00a0Internet dalla nostra fisica quotidianit\u00e0, esattamente come c&#8217;\u00e8 tra mente ed anima, muscoli\u00a0e sentimenti. &#8220;Vedo che siete amici! Conosci quello stregone di livello 45&#8230;IRL?&#8221; Oppure: &#8220;Ieri non mi hai risposto fino a tarda sera, per caso hai avuto qualcosa da fare&#8230;IRL?&#8221; Sono soltanto due esempi di comunicazione efficace, perch\u00e9 trasmette in pochi termini un concetto che il ricevente, a meno d&#8217;imprevisti, comprender\u00e0 senza grossi presupposti\u00a0di fraintendimento. Eppure, pensateci: non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 &#8220;Vero&#8221; del web. In questo preciso istante, posso visitare un sito di e-commerce ed inserire la mia carta di credito, per ottenere che un&#8217;azienda sita a molti chilometri da me prepari un pacco coi prodotti di cui ho bisogno, quindi li spedisca prontamente fino a casa mia. Oppure, potrei aprire Facebook per rivelare istantaneamente i miei pensieri\u00a0segreti a una compagna di universit\u00e0, per intraprendere un sentiero che potrebbe rivoluzionare, chi pu\u00f2 dirlo, entrambe le nostre vite prevedibili e noiose. Posso trovare lavoro, su Internet. Potrei addirittura utilizzare un simile strumento per violare la legge, se mi svegliassi un giorno con una diversa personalit\u00e0. Ed io dovrei pensare, a questo punto, che tutto ci\u00f2 sia ancora niente pi\u00f9 che&#8221;Virtuale&#8221;&#8230; Suvvia! Dev&#8217;esserci un&#8217;ottima ragione se un tale\u00a0termine, tanto popolare verso la met\u00e0 degli anni &#8217;90, al punto che si ritrovava addirittura sulle buste delle patatine, \u00e8 finito per passare in secondo piano rispetto a ben altri, assai pi\u00f9 pregni e significativi.\u00a0Come per l&#8217;appunto, la realt\u00e0 aumentata. Ed anche&#8230;Un qualche tipo di ottimismo, immotivato e latente.<br \/>\nUna vita trascorsa di fronte al computer. Svegliarsi la mattina, di buon ora, per recarsi fino al luogo di lavoro, dove nella maggior parte dei casi ci si trover\u00e0 dinnanzi ad uno schermo fluorescente. \u00c8 una semplice realt\u00e0 del mondo di oggi: non importa che si faccia gli avvocati, i commercialisti, gli impiegati delle poste. Addirittura ormai, i professori o i commercianti. Un&#8217;alta percentuale del proprio sapere professionale, acquisito magari tramite i molti anni di esperienza, dovr\u00e0 tradursi nella pressione ripetuta di una serie di pulsanti su tastiera, al fine di ottenere un qualche prezioso, desiderabile risultato. Come in una sorta di materialistico MMORPG (gioco di ruolo online). E parlando di quest&#8217;ultimo, o altri simili passatempi, non \u00e8 nemmeno improbabile che consumato il proprio pasto serale, l&#8217;impiegato al di sotto di una certa et\u00e0 scelga d&#8217;accendere nuovamente il PC di casa, per mettersi a combattere gloriosamente contro orchi, nani, carri armati ed elfi. In quella stessa, identica, fisicamente\u00a0statica maniera. Cos\u00ec l&#8217;unico momento in cui siamo davvero liberi, in un certo senso, diventa quello degli spostamenti tra un computer e l&#8217;altro, quando nonostante tutto ci troviamo costretti a fare attenzione a dove mettiamo i piedi, al colore dei semafori e alle schiene da schivare, oppure i fanalini di coda, dei nostri consimili e conviventi, in pura carne e dure ossa. E se persino quei\u00a0fugaci momenti\u00a0in cui torniamo simili alle generazioni dello scorso secolo (e tutti quelli venuti prima)\u00a0d&#8217;un tratto all&#8217;improvviso, dovessero sparire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_20322\" aria-describedby=\"caption-attachment-20322\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fSfKlCmYcLc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20322\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20322 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Domestic-Robocop-500x313.jpg\" alt=\"Domestic Robocop\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Domestic-Robocop-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Domestic-Robocop-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Domestic-Robocop.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20322\" class=\"wp-caption-text\">Il progetto HYPER-REALITY, in parte finanziato da Matsuda grazie ad una sua pubblicazione sull&#8217;immancabile portale <a href=\"https:\/\/www.kickstarter.com\/projects\/723600195\/hyper-reality-a-new-vision-of-the-future\" target=\"_blank\">Kickstarter<\/a>, costituisce in realt\u00e0 il coronamento di una ricerca artistica intrapresa gi\u00e0 all&#8217;epoca della sua tesi &#8220;Domesti\/city: lo spazio della casa dislocato nella realt\u00e0 aumentata&#8221;. Un tema analizzato, con modalit\u00e0 vagamente umoristiche, anche nel qui presente cortometraggio del 2010, Domestic Robocop.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un vero piccolo capolavoro di attenzione ai dettagli e ricercatezze estetiche pregne di significato, questo suo nuovo HYPER-REALITY (vedi <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YJg02ivYzSs\" target=\"_blank\">link di apertura<\/a>) in cui ogni elemento del contesto narrativo \u00e8 usato per veicolare un messaggio complesso e stratificato, che tuttavia non viene mai esplicitamente reso noto allo spettatore, il quale viene piuttosto chiamato ad elaborare una sua specifica impressione. Il semplice\u00a0racconto segue una parte della giornata di Juliana Restrepo, un&#8217;abitante come tutte le altre della citt\u00e0 colombiana di\u00a0Medell\u00ecn, centro abitato da due milioni e mezzo di persone che negli anni &#8217;70 fu celebre come quartier generale di uno dei pi\u00f9 forti, ed operativi cartelli della droga dell&#8217;intero continente americano. Un luogo dunque, cos\u00ec apparentemente conforme alle tipiche ambientazioni cupe del genere cyberpunk,\u00a0tuttavia\u00a0selezionato da\u00a0Matsuda anche per la capacit\u00e0 delle amministrazioni cittadine, pi\u00f9 volte encomiata anche\u00a0dalla comunit\u00e0 internazionale, di ripulire il centro urbano e riammodernarlo tramite infrastrutture finalizzate alla diffusione della cultura, biblioteche e musei.<br \/>\nSiamo quindi chiamati a conoscere la nostra eroina in un momento particolarmente prosaico, ovvero mentre si sta spostando grazie a un autobus verso il suo luogo di lavoro di giornata: un comunissimo supermercato. La ragazza gioca ad un&#8217;evidente parodia dei nostri giochi per cellulare pi\u00f9 basici ed istintivi, che tuttavia riesce, in qualche modo a noi mai chiarito, a visualizzare come un&#8217;immagine sospesa al centro del suo campo visivo. Ella \u00e8 infatti, completamente connessa ad un mondo multiforme e probabile di servizi fondati sulla realt\u00e0 aumentata, che la tiene informata sullo stato degli attraversamenti pedonali, sulla posizione delle persone e sulla distanza da percorrere fino alla sua meta. Nel giro di pochi secondi, l&#8217;evocazione di una sorta di &#8220;fantasma motivazionale&#8221; con evidenti finalit\u00e0 di sprone personale a fare la cosa giusta, nonostante il poco desiderio, comprendiamo l&#8217;obiettivo della sua svogliata escursione, che consisterebbe nel fare la spesa per conto di un certo Mr D. Jurado. La scena successiva \u00e8 forse quella maggiormente accattivante, con Juliana che cammina tra i corridoi del negozio, avendo &#8220;adottato&#8221; sul suo visore misterioso una sorta di cagnolino, il quale seduto sul suo carrello della spesa attende di essere &#8220;nutrito&#8221; grazie al bonus dei prodotti in promozione, mostrati in AR come piccoli ossi o biscottini. Un fatto a cui viene data notevole preminenza, e che appare particolarmente caro alla protagonista, \u00e8 che i punti accumulati in questo modo rimarranno suoi al termine della missione, permettendogli di accumulare un qualche tipo di status o livello nella sua scelta di carriera (non necessariamente volontaria) che il sistema identifica chiaramente come Job Monkey (scimmia lavoratrice). Ed alla fine, si elabora un pensiero: \u00e8 possibile che in questa societ\u00e0 futura, superato il concetto di denaro, il successo delle persone venga unicamente misurato da un portafoglio non spendibile ma soltanto destinato ad accrescere gradualmente, in qualche modo simile ai livelli di un odierno videogame&#8230;E tutto sembrerebbe, nonostante tutto, procedere per il meglio. Finch\u00e9 non si verifica all&#8217;improvviso la pi\u00f9 orribile Peripezia&#8230;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20321\" aria-describedby=\"caption-attachment-20321\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/14294054\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20321 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Augmented-City-3D-500x313.jpg\" alt=\"Augmented City 3D\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Augmented-City-3D-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Augmented-City-3D-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Augmented-City-3D.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20321\" class=\"wp-caption-text\">Un altro excursus dell&#8217;autore anglo-giapponese nel fantastico mondo della realt\u00e0 aumentata si \u00e8 verificato nel 2013, con questo intrigante Augmented City 3D, nel quale lo spazio urbano viene ridefinito grazie ad icone, <em>texture<\/em>, sovrapposizioni&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un qualcosa che molti di noi, sopratutto tra gli utilizzatori di computer pi\u00f9 di vecchia data, hanno sperimentato in qualche breve momento allarmante della propria vita: l&#8217;attacco di un non meglio definito virus informatico. Mentre Juliana procedeva stoicamente\u00a0la sua spesa, d&#8217;un tratto il suo account \u00e8 &#8220;sotto attacco&#8221; ed il visore inizia a visualizzare, al posto del rassicurante cagnolino, quella che potrebbe essere l&#8217;interfaccia personalizzata da un diverso utente, con una <em>sexy girl<\/em> che fa capolino dal cestino del carrello, armata di una conturbante quanto improbabile mini-pistola. La periferia del campo visivo, nel frattempo, si riempie di pubblicit\u00e0 per un diverso target,\u00a0come quella per un prodotto che &#8220;migliora la forma fisica ed aumenta la fertilit\u00e0.&#8221; La vittima di questa situazione suo malgrado, non esita pi\u00f9 che qualche secondo e chiama immediatamente il supporto tecnico, che dopo un passaggio dell&#8217;utenza al secondo livello degli operatori, si occupa di riavviare il suo dispositivo di visualizzazione. Durante lo spegnimento, per un attimo, ci viene mostrato il supermarket privo degli abbellimenti artificiali: una serie di comunissimi corridoi, ornati dai codici visuali di posizionamento, ovvero grandi cartelli a quadrettoni, usati dall&#8217;effettiva realt\u00e0 aumentata dei nostri giorni per il posizionamento corretto delle immagini mostrate. Portato a termine un tale passaggio, la voce amica dell&#8217;operatore consiglia a Juliana di recarsi presso un punto di assistenza, arrivando a disporre una linea azzurra sul pavimento, che lei dovr\u00e0 seguire fino all&#8217;obiettivo. Se non che, all&#8217;uscita dal supermarket, al situazione precipita ulteriormente: una donna malintenzionata, con\u00a0il volto offuscato da un effetto digitale, l&#8217;aggredisce fisicamente colpendola\u00a0in qualche modo alla mano. Quindi, forse usando il DNA del suo sangue, le ruba immediatamente l&#8217;identit\u00e0.<br \/>\nSegue una scena piuttosto angosciante, con la ragazza che si dispera mormorando fra se\u00a0qualcosa di simile a &#8220;I miei punti, i miei preziosissimi punti&#8230;&#8221; Senza preoccuparsi in modo eccessivo, apparentemente, della perdita di emoglobina\u00a0che fuoriesce copiosa e rossa dall&#8217;arto ferito. Quindi ad un tratto, come colta da un&#8217;irrimediabile pulsione, la ragazza inizia a dirigersi verso una figura sull&#8217;alto lato della strada: molto presto si capisce che si tratta di una statua della Vergine Maria. Nel momento della pi\u00f9 terribile disperazione, ella pare per un attimo apprestarsi a pregare, quando invece effettua un doppio gesto a scorrimento (lo &#8220;slide&#8221; dei cellulari) come in una sorta di versione tecnologica\u00a0del segno della croce e riavvia il suo essenziale\u00a0<em>device<\/em>, qualunque cosa esso sia. In un tripudio di scritte sfolgoranti, quindi, si affretta a stringere un\u00a0nuovo patto: da quel preciso momento, Juliana \u00e8 parte della Chiesa Cattolica, fedele di Livello 0.<br \/>\nUna vera e propria Rivelazione sulla via del quartiere commerciale di\u00a0Medell\u00ecn? O forse soltanto una scelta temporanea e pienamente razionale, fatta per godere di una qualche protezione delle istituzioni fino all&#8217;arrivo della polizia? Questo non ci \u00e8 dato di saperlo, almeno prima del concludersi del presente episodio. Ma niente paura, le nostre incertezze saranno (almeno parzialmente) chiarite:\u00a0Matsuda ha gi\u00e0 promesso che nei prossimi mesi rilascer\u00e0 almeno altri due cortometraggi della serie Hyper-Reality, con protagonisti rispettivamente Emilio, un operaio e giocatore d&#8217;azzardo che trover\u00e0 l&#8217;amore in un luogo inaspettato, e Marly, una celebrit\u00e0 locale dei social media, che subir\u00e0 un qualche tipo di monumentale tradimento. Non possiamo che continuare a seguire i suoi profili con estremo interesse. Tramite uno schermo, per nostra fortuna, ancora ben lontano dalle nostre retine oculari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una domanda&#8230;Estenuante. Quella che sceglie di porsi il designer pubblicitario ed artista con base a Londra,\u00a0Keiichi Matsuda, creativo che ospita sul suo curriculum dei grandi nomi e loghi dell&#8217;attuale panorama commerciale, tra cui il colosso italiano Bulgari, per il quale ha realizzato un affascinante cortometraggio pubblicitario intitolato Vedute di Roma. Ma se quella \u00e8 la &#8230; <a title=\"Uno sguardo allarmante sul domani della realt\u00e0 aumentata\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20320\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Uno sguardo allarmante sul domani della realt\u00e0 aumentata\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[489,708,81,766,140,218,1734,434,97,1735],"class_list":["post-20320","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-computer","tag-cortometraggio","tag-fantascienza","tag-futuro","tag-informatica","tag-internet","tag-realta-aumentata","tag-realta-virtuale","tag-tecnologia","tag-visori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20320","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20320"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20324,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20320\/revisions\/20324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}