{"id":20304,"date":"2016-05-19T06:49:33","date_gmt":"2016-05-19T04:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20304"},"modified":"2016-05-19T06:49:33","modified_gmt":"2016-05-19T04:49:33","slug":"il-sogno-di-un-futuro-in-cui-la-plastica-verra-mangiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20304","title":{"rendered":"Il sogno di un futuro in cui la plastica verr\u00e0 mangiata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-YG9gUJMGyw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20305\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-20306\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Saltwater-Beer-500x313.jpg\" alt=\"Saltwater Beer\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Saltwater-Beer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Saltwater-Beer-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Saltwater-Beer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 innegabile che\u00a0su Internet, certe pubblicit\u00e0 virali uscite dai pensatori al servizio delle aziende siano dei veri capolavori d&#8217;insincerit\u00e0, con un prodotto che viene mostrato rivoluzionario dal punto di vista di alcune sue caratteristiche, quando in realt\u00e0 non occupa nient&#8217;altro che una nicchia poco a lato della precedente. In altri casi, invece&#8230; In un vortice di bolle, sorge\u00a0dalle onde &#8220;Screaming Reels&#8221; IPA della <a href=\"http:\/\/www.saltwaterbrewery.com\/home\/\" target=\"_blank\">Saltwater Brewery della Florida<\/a>, una birra\u00a0prodotta dagli amanti del Mare, per altri a.d.M.\u00a0(pescatori&#8230;Uh&#8230;Surfisti&#8230; E capitani di battello!?) la quale non avrebbe altre caratteristiche particolari, se non la seguente: l&#8217;essere venduta in pacchi da 6, tenuti assieme dalla pi\u00f9 imprevedibile, e certamente migliore versione presente su questa Terra degli anelli\u00a0in\u00a0plastica\u00a0resi tristemente famosi da alcuni studi risalenti all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, per l&#8217;effetto devastante avuto sull&#8217;incolpevole vita naturale degli oceani. Chi non ricorda l&#8217;immagine dei cuccioli di foca con tali orridi\u00a0oggetti stretti attorno al collo, o ancora quella delle tartarughe, che scambiandoli per le meduse parte della loro dieta, finiscono per trangugiarli e muoiono immediatamente soffocate. Davvero tremendo. Cos\u00ec\u00a0non credo che se a questo mondo esistesse una soluzione pratica altrettanto a buon mercato, nessuno esiterebbe ad adottarla, anche su larga scala. Ed \u00e8 qui, che s&#8217;inserisce la proposta di oggi, messa in mostra nel tipico video emozionale del moderno web. Ovvero una singola struttura monolitica con sei buchi a forma di lattina, derivante da un prodotto collaterale dell&#8217;orzo usato per produrre la birra, concettualmente non dissimile dalla bioplastica che oggi viene impiegata per molti prodotti e pubblicizzata come di minore impatto sull&#8217;ambiente. Mentre la realt\u00e0 \u00e8 che quest&#8217;ultima\u00a0particolare cosa, per dissolversi come letterali neve al sole, necessita generalmente di particolari condizioni climatiche e ambientali, finendo in realt\u00e0 per ingombrare le discariche per anni, esattamente come la tradizionale controparte a base di petrolio. Confrontiamola, per un secondo, con\u00a0gli anelli d&#8217;orzo della Saltwater, che non solo sono estremamente friabili una volta esposti agli elementi. Ma risultano persino, commestibili. Non \u00e8 meraviglioso tutto ci\u00f2? E a differenza del cartone riciclabile, gi\u00e0 usato da molte marche di birra al posto dell&#8217;odiata plastica, questo nuovo materiale pu\u00f2 essere reso, grazie all&#8217;economia di scala, competitivo con l&#8217;alternativa semi-trasparente! Oggi, per la prima volta\u00a0POSSIAMO farcela, possiamo&#8230;<br \/>\nCi sono molti modi per pagare il prezzo di qualcosa. Talvolta ci riesce di farlo con i soldi privi di sostanza fisica, nient&#8217;altro che un concetto diafano e aleatorio della nostra societ\u00e0. Ma \u00e8 piuttosto raro, giacch\u00e9 l&#8217;intero mondo del contemporaneo, dalle fabbriche ai campi coltivati, passando addirittura per il traffico d&#8217;informazioni digitali, \u00e8 stato fondato sul concetto di un mercato dell&#8217;interesse, in cui mantenere basso un certo\u00a0numero fondamentale (ad esempio, la cifra accattivante\u00a0sopra\u00a0i volantini del supermercato) si \u00e8 trasformato nel prodotto succedaneo di una vera ed innegabile prosperit\u00e0. Cos\u00ec, niente lavoro, stipendi troppo bassi, le Nazioni del mondo che non vogliono, o possono fornire un qualche tipo di assistenza alla popolazione disagiata? Poco importa. Un pasto completo, grazie alle nostre splendide tecnologie, non costa ormai che pochi spiccioli dal proprio gonfio, inflazionato portafoglio. Baster\u00e0 dunque che ognuno di noi, come sua prerogativa responsabile, faccia un qualche tipo di elemosina morigerata. Due, tre, quattro euro la settimana&#8230; Tanto basta per nutrire un orfano in difficolt\u00e0. Umano, oppure cinguettante come un candido delfino. Certo&#8230; Ed \u00e8 la pura verit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 da dubitar di questo; ma il problema, nel contempo, \u00e8 d&#8217;altro tipo. Ovvero quello del perch\u00e9, com&#8217;\u00e8 possibile che il cibo costi cos\u00ec poco! Quando l&#8217;esperienza anche storica ci insegna che non esiste nulla di maggior valore a questo mondo, che il terreno coltivabile, o utile all&#8217;allevamento, e neppure sono troppo a buon mercato\u00a0i macchinari necessari al giorno per portare sulle nostre tavole pomodori, ananas e olio di cocco a profusione. Per non parlare del prezioso\u00a0bestiame che&#8230;Ecco, non \u00e8 che sopravviva unicamente sulle proprie forze. Molti secoli di selezione innaturale ci hanno garantito la necessit\u00e0 del mangime artificiale, l&#8217;edificazione di vasti rifugi, l&#8217;occasionale visita veterinaria. Mentre dal lato dei vegetali, prolifera l&#8217;impiego di OGM, moderni pesticidi e altri prodotti similari. Che alcuni non esiterebbero di certo a definire: &#8220;Una benedizione per il\u00a0<em>food<\/em> &amp; <em>beverage<\/em>, ooh! Una gran fortuna per\u00a0la crescita economica del nostro settore.&#8221; E intanto,\u00a0gli sconti aumentano. Ma la stessa cosa\u00a0avviene con i costi invisibili, sulla salute nostra \u00e8 del pianeta&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una questione che possiamo ritrovare a pi\u00f9 livelli. Incluso quello inanimato della plastica in questione, un onnipresente\u00a0materiale che, sempre pi\u00f9 spesso, ritroviamo usato per fare da involucro a qualunque cosa (pi\u00f9 o meno) commestibile, fagocitiamo. L&#8217;invenzione, in molti modi parallela, di grandi industrie a cavallo tra il XIX e il XX secolo, inglesi, tedesche e statunitensi, che avevano in <em>simmodo<\/em> scoperto il segreto\u00a0per creare il &#8220;materiale perfetto&#8221;. Un qualcosa che fosse al tempo stesso resistente, malleabile, facile da produrre&#8230; Ma sopratutto, in grado di resistere al disfacimento progressivo. In altre parole, non biodegradabile, immortale. Come la leggendaria Pietra Filosofale degli alchimisti, che fu sempre perseguita e mai raggiunta, ma con una significativa differenza: che fosse costituita da una materia alla portata di tutti, grandi e piccoli, senza nessun limite quantitativo fin da qui e all&#8217;eternit\u00e0. Quale fantastica meraviglia! Poter mettere in fila tutta l&#8217;umana produzione di un qualcosa, sapendo che indicare in una direzione,\u00a0garantir\u00e0 che il proprio sguardo cada su un qualche prodotto dalla quintessenza\u00a0polimerica ed artificiale.<br \/>\nChe progressivamente, scivola sul fondo degli spazi a noi abitabili, finendo senza falla ad occupare il mondo presso cui zampettano grandi granchi ed aragoste, spazzini del profondo. Cos\u00ec la plastica viene mangiata, e uccide simili organismi dall&#8217;interno. Quindi, una volta che questi\u00a0vengono decomposti dai batteri, ritorna in circolo in pezzetti sempre pi\u00f9 piccoli, ma dalla massa complessiva, immutata. Divorati e defecati per milioni di volte. Eppure sempre pronti\u00a0ad uccidere, ancora e poi di nuovo. E noi dovremo\u00a0dire, dinnanzi a tutto questo: &#8220;Che ci importa.&#8221;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20305\" aria-describedby=\"caption-attachment-20305\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/W-2WiqOtlqg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-20305\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20305 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bakeys-Cutlery-500x313.jpg\" alt=\"Bakeys Cutlery\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bakeys-Cutlery-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bakeys-Cutlery-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2016\/05\/Bakeys-Cutlery.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20305\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;idea di sostituire la plastica con materiali commestibili non \u00e8 del tutto nuova. L&#8217;azienda indiana Bakeys produce, a partire dal 2010, un particolare tipo di posata in cereali di miglio, che dopo la consumazione del curry, o qualsiasi altro piatto del giorno, pu\u00f2 essere a sua volta allegramente sgranocchiata.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ottica di una presa di coscienza del problema, <em>venture<\/em> di marketing\u00a0come quella della Saltwater sono difficili da criticare, bench\u00e9 in molti, come al solito, siano fin troppo pronti a farlo online. Perch\u00e9 l&#8217;apparente tono querulo e recriminatorio, che lamenta la poca coscienza ecologica delle aziende della concorrenza e tenta di spronarle, in qualche modo, ad adottare la nuova tecnologia (rigorosamente brevettata e soggetta a <em>royalties<\/em> non meglio definite) finisce comunque per sollevare un problema innegabilmente presente e pregno di significato. Ridurre la plastica negli oceani, in qualsivoglia modo o quantit\u00e0, non pu\u00f2 che essere visto come un proposito estremamente positivo.<br \/>\nNel frattempo, all&#8217;altro angolo\u00a0del globo, menti altrettanto fervide lavorano alla stessa idea.\u00a0Narayana Peesapaty di\u00a0in Hyderabad, nello stato indiano di Andhra Pradesh, ha lanciato la chiamata internazionale per un&#8217;adozione su larga scala del suo prodotto Edible Cutlery, una proposta sostitutiva delle posate in plastica che ad oggi, dominano il regno dei <em>fast-food<\/em> e delle feste dei bambini. Ed \u00e8 particolarmente interessante come il suo messaggio, ancora prima che ecologico, sia orientato ad un&#8217;analisi di convenienza: in India, infatti, lui ci spiega, ad oggi \u00e8 molto\u00a0diffusa la coltivazione di riso, che risulta estremamente dispendiosa in alcune regioni per la necessit\u00e0 di grandi quantit\u00e0 d&#8217;acqua, ed ha inoltre sempre un grande impatto sull&#8217;ambiente. Nel frattempo, invece, viene trascurato il miglio, un cereale che comparativamente richiede infrastrutture ed uno sforzo lavorativo estremamente minori. Dunque, perch\u00e9 non cambiare le regole stesse dell&#8217;industria, ricercando una ragione per far investire su quest&#8217;altra nobile pianta? &#8220;Usiamola al posto della plastica.&#8221; Ci spiega con eloquenza invidiabile nel video-segmento\u00a0prodotto per la sua <a href=\"https:\/\/www.kickstarter.com\/projects\/1240116767\/edible-cutlery-the-future-of-eco-friendly-utensils\" target=\"_blank\">campagna di Kickstarter<\/a>, recentemente conclusasi con 278,874 dollari raccolti. &#8220;E poi mangiamola. CRUNCH! Assolutamente delizioso&#8230;&#8221;<br \/>\nEd il prodotto sta gi\u00e0 letteralmente andando a ruba, almeno a giudicare come, <a href=\"http:\/\/www.bakeys.com\/\" target=\"_blank\">sul sito ufficiale<\/a>, risulti gi\u00e0 totalmente esaurito in ogni possibile\u00a0versione (coltelli, forchette, <em>sporks<\/em>, dolci, piccanti, salati&#8230;) Nel frattempo, i pesci ringraziano. Ed aspettano la loro porzione di companatico, fornita in deliziosi anelli commestibili per pacchi di birra. Non sarebbe un gran peccato, deludere le loro aspettative?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 innegabile che\u00a0su Internet, certe pubblicit\u00e0 virali uscite dai pensatori al servizio delle aziende siano dei veri capolavori d&#8217;insincerit\u00e0, con un prodotto che viene mostrato rivoluzionario dal punto di vista di alcune sue caratteristiche, quando in realt\u00e0 non occupa nient&#8217;altro che una nicchia poco a lato della precedente. In altri casi, invece&#8230; In un vortice &#8230; <a title=\"Il sogno di un futuro in cui la plastica verr\u00e0 mangiata\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=20304\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il sogno di un futuro in cui la plastica verr\u00e0 mangiata\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,565,292,187,1436,113,233,1169,594,130,593,147,129],"class_list":["post-20304","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-bevande","tag-cibo","tag-ecologia","tag-florida","tag-india","tag-industria","tag-oceani","tag-plastica","tag-pubblicita","tag-riciclo","tag-stati-uniti","tag-viral"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20304"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20304\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20307,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20304\/revisions\/20307"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}